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Rimborso km: Savt invita gli operaidraulico-forestali a ricorrere

Martedì 14 maggio, le organizzazioni sindacali di categoria hanno incontrato l'Assessore all'Ambiente della Regione autonoma Valle d'Aosta per ricevere informazioni in merito alle richieste di rimborso chilometrico da parte degli operai idraulico-forestali.

Il rimborso chilometrico che spetta, secondo quanto previsto dall'articolo 30 del Contratto Integrativo Regionale di Lavoro e dall'articolo 54 del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, ai lavoratori non forniti di mezzo aziendale e, perciò, costretti ad utilizzare il mezzo proprio per raggiungere i cantieri di lavoro dalle sedi di riferimento e che costituisce mera restituzione di somme anticipate dagli stessi lavoratori per conto del datore di lavoro. Pur in presenza di una sentenza della Corte di Cassazione del dicembre 2018, che obbliga alla corresponsione del rimborso chilometrico agli addetti idraulico-forestali, sulla base di un parere legale dell'Avvocatura regionale, l'Amministrazione regionale non intende procedere al pagamento né delle somme arretrate (la sospensione del rimborso chilometrico risale alla stagione lavorativa 2011) né delle somme dovute per la stagione lavorativa in corso, riservandosi di legiferare, in un generico futuro, in materia di rimborsi chilometrici.
Il Savt/Forestali esprime il suo disappunto per questa chiusura da parte dell'Amministrazione regionale nel riconoscere i diritti dei lavoratori idraulico-forestali, "pesantemente e costantemente penalizzati da una decina d'anni a questa parte da tutti i Governi regionali succedutisi (esternalizzazione, sospensione del rimborso chilometrico, fortissima contrazione delle giornate lavorative, cancellazione di tutti i livelli, mancato rinnovo del Contratto Integrativo Regionale di Lavoro scaduto il 31 dicembre 2010, mancato riconoscimento della vacanza contrattuale relativa al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro scaduto il 31 dicembre 2012 e altro ancora)".
Il Savt/Forestali è intenzionato a sostenere e appoggiare i lavoratori che vorranno intraprendere i ricorsi  per vedersi riconosciute le proprie istanze e "constatata come, ancora una volta, la politica abdichi dal suo naturale ruolo decisionale, obbligando di fatto i lavoratori a rivolgersi ai tribunali per tentare di vedersi riconosciuti i propri diritti".