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I lavori del Consiglio Valle di mercoledì 17 aprile

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, nel corso dell'adunanza di mercoledì 17 aprile, ha discusso una parte fra i numerosi punti iscritti all'ordine del giorno.

Con un'interrogazione a risposta immediata, il gruppo Ambiente Diritti Uguaglianza Valle d'Aosta ha voluto approfondire le modalità da seguire per lo svolgimento del colloquio previsto all'esame di Stato, al fine di fornire chiarimenti definitivi ai membri delle Commissioni d'esame.
L'Assessore all'istruzione, premesso che le Commissioni d'esame non sono state ancora nominate e non spetta all'Assessore chiarire le modalità di svolgimento del colloquio, ha riferito che nei prossimi giorni il Ministero all'istruzione pubblicherà sul proprio sito un documento contenente osservazioni e considerazioni sul colloquio, oltre ad una nota specifica per i candidati disabili e DSA.
Chantal Certan ha poi comunicato che nella prima decade di maggio l'Assessorato ha previsto una giornata di formazione sull'esame di stato per i dirigenti scolastici regionali con il coordinatore nazionale degli ispettori, mentre a breve sarà inviato a tutte le scuole del secondo ciclo uno schema tipo del documento del Consiglio di classe ed esempi di griglie di valutazione del colloquio.
L'Assessore ha spiegato che le caratteristiche del colloquio sono delineate nel decreto ministeriale 37/2019, secondo passaggi ben definiti, partendo dalla scelta dello stimolo di discussione da una terna di documenti, proseguendo con la trattazione e la discussione, l'esposizione dell'esperienza sui percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento, l'approfondimento sulle attività relative a "Cittadinanza e Costituzione", finendo con la discussione degli esiti delle prove scritte, per una durata complessiva di circa 50 minuti.
L'Assessore ha aggiunto che per la scelta dello stimolo di discussione e la trattazione dell'argomento, la Commissione dedica un'apposita sezione alla preparazione del colloquio e per garantire trasparenza e pari opportunità a tutti gli studenti predispone per ogni classe un numero di buste pari al numero di candidati aumentato almeno di due unità, in modo da assicurare la scelta anche all'ultimo studente che affronta il colloquio.
Chantal Certan ha precisato che il Presidente della Commissione garantisce la riservatezza del materiale contenuto nelle buste, che i candidati all'inizio del colloquio avranno a disposizione vari spunti per l'avvio della discussione e che il sorteggio avverrà tra argomenti non consultabili prima dal candidato, che si troverà in una condizione non nota, al fine di dimostrare di saper attivare nuove competenze.
La Consigliera Daria Pulz (ADU VdA), nella replica, ha evidenziato l'importanza di agevolare il lavoro dei dirigenti, dei docenti e degli allievi che potranno essere più tranquilli nella preparazione al colloquio dell'esame di Stato, che servirà effettivamente ad accertare il conseguimento del profilo culturale, educativo e professionale di ogni studente.


Il gruppo Lega Vallée d'Aoste, con un'interrogazione a risposta immediata, ha voluto sapere quali azioni siano state poste in essere per la realizzazione della nuova funivia Aosta-Pila, compresa l'allocazione delle relative coperture finanziarie nel bilancio regionale. Il Consigliere Stefano Aggravi, nell'illustrazione, ha evidenziato che recentemente è stato presentato agli operatori del settore uno studio di fattibilità relativo ad una nuova funivia, che dovrebbe partire dall'arrivo della telecabina di Aosta fino alla Platta di Grivon con due stazioni intermedie.
L'Assessore ai trasporti ha spiegato che la Giunta, in via generale, sta incontrando i rappresentanti delle località di montagna in vista dell'elaborazione di strategie condivise. Riguardo alle azioni concrete sul progetto Aosta-Pila, l'Assessore Bertschy ha ricordato che con l'approvazione del DEFR 2019-2021 sono stati dati gli indirizzi per portare avanti i piani e gli investimenti strategici di alcune stazioni sciistiche, tra le quali Pila. L'Assessore ha quindi riferito che nella riunione del 4 aprile scorso, il Presidente della Pila Spa ha esposto un progetto noto all'Amministrazione regionale e inserito nel piano strategico come da legge 20 del 2008 con un costo stimato di 28 milioni di euro. Per Luigi Bertschy la riunione è stata una buona occasione per confrontarsi con gli operatori della località e capire la validità e l'interesse del progetto. Nel concreto, ha aggiunto, stiamo lavorando alla proroga tecnica al 2023 dei due impianti che il progetto che si intende a sviluppare andrà a sostituire.
Il Consigliere della Lega VdA Aggravi ha apprezzato la risposta formale sulla copertura di bilancio e ha auspicato che la finanziabilità tramite legge 20/2008 non avvenga già utilizzando fondi derivanti dalla quotazione in borsa della CVA: per Aggravi, si stanno spendendo un po' troppo e un po' ovunque le risorse della Compagnia. Ad avviso del Consigliere, sarebbe opportuno capire cosa si vuole fare e quando farlo, visto che le risorse sono ridotte all'osso e ci sono altri progetti di collegamento, quali anche quello di Courmayeur-La Thuile.

Il nuovo collegamento intervallivo con Zermatt è stato l'argomento dell'interrogazione a risposta immediata posta nella seduta consiliare del 17 aprile 2019 dal gruppo Mouv', che ha chiesto quali siano le azioni concrete messe in campo per la realizzazione di questa opera. Il Consigliere Elso Gerandin ha anche voluto sapere quali siano le risorse attualmente a disposizione nel bilancio regionale.
L'Assessore ai trasporti ha risposto che si sta costruendo un percorso per valutare correttamente il prosieguo di questo progetto per cui si sono svolti due incontri, prima di quello definitivo in cui le parti italiane e svizzere comunicheranno le rispettive posizioni.
Luigi Bertschy ha comunicato che il prossimo venerdì sarà costituito formalmente un gruppo di lavoro che consentirà anche a questo Consiglio di disporre di un documento dettagliato, completo, per le dovute valutazioni e analisi.
Il Consigliere Roberto Cognetta, nella replica, ha preso atto che si propongono progetti importanti per i quali, però, non c'è traccia di finanziamento. Per Cognetta, tenuto conto della situazione economica difficile, fa specie sentire promettere la realizzazione di certi interventi. Il Consigliere del Mouv' ha infine sostenuto che non è credibile che la Giunta regionale abbia trovato il pozzo di San Patrizio.

Con un'interrogazione, il gruppo Rete Civica-Alliance Citoyenne ha voluto fare il punto sulla dotazione di indirizzi di posta elettronica istituzionale da parte degli amministratori comunali, atteso che, come evidenziato dalla Consigliera Chiara Minelli, parrebbe che soltanto alle cariche apicali vengano attribuiti indirizzi di posta elettronica "istituzionale". La Consigliera ha quindi voluto sapere se siano state assunte determinazioni volte a sollecitare il CPEL perché inviti i singoli Comuni a dotare ogni amministratore di un indirizzo di posta elettronica istituzionale e rediga un elenco completo degli amministratori comunali della Regione, comprensivo dei loro indirizzi mail.
Il Presidente della Regione ha riferito che si tratta di una problematica che riguarda soltanto i Comuni che, come sancito dalla legge regionale n. 54/1998, sono gli Enti locali che rappresentano la propria comunità, curandone gli interessi e promuovendone lo sviluppo. Antonio Fosson ha rimarcato che per gli amministratori esiste un problema di privacy, oltre alla criticità legata al fatto che le comunicazioni mail hanno carattere di ufficialità e devono seguire un preciso protocollo che quindi rende difficoltosa la possibilità per tutti gli amministratori di disporre di un indirizzo di posta elettronica.
Il Presidente della Regione ha sottolineato che la problematica non è dovuta a scarsa sensibilità da parte del Governo regionale e, anzi, ha puntualizzato che è stata avviata un'interlocuzione con il CPEL.
La Consigliera Minelli si è detta sconcertata dalla risposta, affermando che la questione si può risolvere con il buon senso, in grado di superare anche i vincoli della privacy, atteso che già in alcuni Comuni anche i Consiglieri dispongono di mail istituzionale. Chiara Minelli ha ribadito l'importanza che l'Amministrazione regionale solleciti il CPEL ad ovviare a questo inconveniente. La Consigliera ha infine auspicato che l'interlocuzione intrapresa possa proseguire e avere un esito favorevole, in quanto la possibilità di una rapida comunicazione via mail fra i cittadini e amministratori regionali e comunali è opportuna per una proficua collaborazione.


La tempistica per la fruizione del biglietto unico elettronico per il trasporto pubblico locale: questo l'argomento dell'interrogazione posta dal Movimento 5 Stelle. Il Consigliere Luigi Vesan ha anche chiesto quali passi siano già stati compiuti nei confronti dei gestori dei differenti servizi per il raggiungimento dell'obiettivo.
L'Assessore ai trasporti, nella risposta, ha premesso che il tema fa parte della discussione sul Piano regionale dei trasporti e che l'efficienza dei sevizi passa anche attraverso l'utilizzo delle nuove tecnologie. Ha poi specificato che con la società costituita per gestire l'attuale bigliettazione integrata, la SIT Vallée, si sta lavorando per valutare sia il prodotto al quale riferirsi sia le modalità per definire una base contrattuale da inserire in gara per l'aggiudicazione del servizio di biglietto unico elettronico per il trasporto pubblico locale, che dovrà comprendere l'interoperabilità tra mezzi di trasporto attraverso un sistema open che si interfacci correttamente anche con il servizio ferroviario e il bike sharing, che includa abbonamenti per studenti e lavoratori, carte turistiche, elevata tecnologia attraverso l'utilizzo di smartcard, biglietti dematerializzati e biglietti cartacei con QR code. Sono state quindi analizzate altre realtà, ha evidenziato Luigi Bertschy, incontrando vari soggetti che si occupano di servizi di mobilità e bigliettazione elettronica in Piemonte e in Lombardia. L'Assessore ha osservato che il sistema dovrà essere integrato con il servizio ferroviario, ma questo sconta il problema del ricorso al TAR riguardante il futuro gestore della tratta ferroviaria e vi è quindi la necessità di capire quale.
Rispetto alla tempistica, l'Assessore ha spiegato che l'obiettivo è quello di completare una verifica di tipo amministrativo per l'aggiudicazione del servizio di bigliettazione unica e che ora si sta elaborando lo studio per affinare le specifiche tecniche e tecnologiche e le procedure amministrative che andranno messe in campo. L'intenzione della Giunta è di approvare nel breve una delibera che individui queste caratteristiche per incaricare la SIT in vista dell'individuazione del fornitore. Per Bertschy, bisognerà anche valutare se è opportuno riacquisire una piattaforma o aderire ad un service che aggiorni annualmente i sistemi con un prodotto che possa sempre stare sul mercato. L'obiettivo, ha concluso, è di avere entro la fine del 2020 il titolo di viaggio unificato.
Il Consigliere Luigi Vesan ha espresso insoddisfazione per la risposta, parlando di tempi vaghi e sconfortanti: la giustificazione del ricorso al TAR, che potrebbe modificare l'aggiudicatario del servizio di gestione della tratta ferroviaria, non sta in piedi perché se nel contratto è stata prevista l'adesione alla bigliettazione unica non cambia nulla che vinca uno o l'altro. Per Vesan è poi sconcertante che non si sia ancora deciso se aderire ad una piattaforma o aderire ad un service e VdA transport è tristemente lontana dal concetto di biglietto unificato. Pensavamo, ha concluso il Consigliere del M5S, che la Giunta, grazie anche al supporto dell'intero Consiglio, potesse muoversi con maggiore forza e con maggiore impegno, ma oggi dobbiamo prendere atto che dovremo aspettare fino al Natale del 2020 per circolare con un unico titolo di viaggio.

Con un'interrogazione posta dal gruppo Rete Civica-Alliance Citoyenne, l'Assemblea valdostana, ha parlato della manutenzione ordinaria e straordinaria effettuata negli ultimi cinque anni sullo stabile sede del Cral Cogne ad Aosta.
Il Consigliere Alberto Bertin ha infatti voluto conoscere nel dettaglio gli interventi realizzati e il relativo costo.
L'Assessore alle opere pubbliche ha ricordato che il palazzo, una volta adibito anche a sede di uffici regionali, è stato progressivamente dismesso per quanto riguarda gli uffici pubblici ed ultimamente risultano presenti solo le sedi di diverse associazioni e i negozi al piano terreno.
Stefano Borrello ha quindi precisato che gli oneri relativi alla manutenzione ordinaria all'interno dei locali non spettano alla proprietà, ma ai locatari; riguardo alla manutenzione straordinaria non è stata eseguita alcuna opera, tenuto anche conto dell'inserimento del bene nel Piano di alienazioni immobiliari nel 2016.
Quindi, ha affermato l'Assessore, negli ultimi cinque anni non sono state eseguite opere di carattere straordinario.
A completezza delle informazioni, Stefano Borrello ha voluto specificare che nel 2013, nell'ambito dell'abbattimento delle barriere architettoniche, è stata realizzata una piattaforma elevatrice con una spesa di 25 mila euro; in seguito a questo, era stato programmato, per circa 30 mila euro, il rientramento della bussola che però è stato sospeso alla luce delle ultime vicende.
Il Capogruppo di RC-AC si è detto perplesso del fatto che il solo intervento effettuato ha riguardato la realizzazione di un ascensore, spendendo soldi che peraltro non sono serviti ad eliminare le barriere architettoniche. Alberto Bertin ha espresso anche inquietudine perché lo stabile si sta ulteriormente deteriorando, ad esempio da tempo l'acqua sta filtrando dal tetto, non essendo stati eseguiti controlli e neppure interventi. Per questo, ha detto Bertin, è grave che non si sia intervenuti per il mantenimento dello stabile, indipendentemente da a chi spettasse l'esecuzione dei lavori. Per Bertin, l'Amministrazione regionale avrebbe dovuto fare gli opportuni sollecitazioni o interventi per evitare il deterioramento del bene con tutte le conseguenze che questo ha determinato.

La tematica dell'eliminazione delle barriere architettoniche in spazi ed edifici pubblici è tornata in discussione in Aula con un'interpellanza presentata dal Movimento 5 Stelle. In particolare, la Consigliera Maria Luisa Russo, oltre a chiedere se sia stata redatta la mappa con l’elenco delle barriere architettoniche ancora presenti in ogni Comune, ha voluto sapere se sia stato definito il gruppo di lavoro che deve prendere in carico tale problematica e se ci siano già stati incontri volti a definire gli interventi da effettuare.
L'Assessore alla sanità e politiche sociali ha risposto che non è ancora stata redatta una mappa con gli interventi da porre in essere in materia di barriere architettoniche: ha tuttavia specificato che sin dagli anni '90 e attualmente con la legge regionale 14 del 2008, diversi Enti pubblici hanno effettuato interventi di adeguamento volti a garantire l’accessibilità di edifici e luoghi aperti al pubblico e l’Amministrazione regionale sta continuando a finanziare la realizzazione degli interventi e a fornire consulenze per rendere realmente accessibili tutti gli spazi pubblici.
L'Assessore Baccega, visto che non è ancora stato costituito, si è impegnato a formare un gruppo di lavoro interassessorile che determini le linee guida regionali a supporto di un piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche che i Comuni dovranno adottare. Per Mauro Baccega sarà inoltre essenziale la collaborazione delle associazioni a tutela dei disabili. Compito del gruppo sarà quello di fare un'analisi del quadro normativo urbanistico, realizzare la mappatura delle criticità, definire gli indirizzi ed effettuare una valutazione economica dei vari interventi per individuare le fonti di finanziamento. Sulla base di questo impegno, l'Assessore conta, entro fine anno, di dare risposte su questa tematica.
L'Assessore, nel precisare che le difformità riguardano gli edifici datati perché quelli più recenti devono essere in regola con le norme in materia di eliminazione delle barriere architettoniche, ha sostenuto che il problema va affrontato perché le barriere architettoniche costituiscono un enorme problema sociale che produce effetti negativi all'inclusione sociale dei cittadini disabili.
La Consigliera Russo si è detta insoddisfatta della risposta perché lascia aperta una ferita che era già aperta, in quanto la situazione è identica a quella di inizio Legislatura. Il tema delle barriere architettoniche, secondo Russo, è molto importante perché impedisce l'inclusione sociale delle persone con disabilità che non possono quindi usufruire di tutti i loro diritti. Per la Consigliera del M5S è importante fare una mappa, anche perché la conformazione geografica del territorio valdostano ben si presta ad avere barriere architettoniche, quindi anche per gli spazi aperti ci sono problemi di accessibilità. La Consigliera ha annunciato che continuerà a monitorare la questione.

La risoluzione delle criticità all'interno dell'Università della Valle d'Aosta è stata al centro di un'interpellanza illustrata dal gruppo Lega Vallée d'Aoste. Il Consigliere della Lega VdA Nicoletta Spelgatti, ricordata la situazione problematica dell'ateneo valdostano, in cui il Consiglio dell'Università, nonché 30 su 49 docenti e 50 su 54 dipendenti attraverso la sottoscrizione di un documento pubblico, hanno rappresentato inadempienze e comportamenti non corretti da parte del Rettore, ha chiesto al Presidente della Regione, in qualità di Presidente del Consiglio dell'Università della Valle d'Aosta, come abbia intenzione di affrontare questa grave criticità.
Il Presidente della Regione ha risposto che la situazione di tensione esisteva già da tempo ed è stata affrontata dal Consiglio dell'Università il 28 febbraio e successivamente, poiché il Rettore era assente, il 25 marzo, quando si è preso atto di un'insanabile rottura e dell'impossibilità di rapporti tra buona parte dei docenti e quasi tutto il personale amministrativo. Antonio Fosson ha ricordato che sono stati richiesti approfondimenti giuridici per affrontare correttamente la questione e ha formulato l'auspicio che il Consiglio dell'ateneo possa riunirsi all'inizio di maggio.
Il Presidente Fosson, specificando che la situazione è precipitata il 19 novembre e da lì sono subentrati i vari contrasti, si è detto stupito che il Rettore non si sia dimesso prendendo atto di questi contrasti e rendendo più facile il percorso, atteso che lo Statuto non prevede l'istituto della revoca, citato dalla Lega VdA quale soluzione. Per questo, ha concluso Fosson, i tempi non saranno brevi e il cammino sarà lungo, se si intraprenderà questo percorso.
Il Consigliere Spelgatti, nella replica, ha sottolineato che, con la passata maggioranza, senza fare proclami, dati alla mano, si è lavorato a ciò che non funzionava nell'ateneo, mettendo il naso in questioni che evidentemente non dovevano essere toccate, a partire da nomine su chiamata che non potevano essere fatte e imponendo di indire procedure aperte, dove vince il migliore. Nicoletta Spelgatti ha affermato che il Rettore, con il proprio comportamento, si è messo di traverso, ha messo a repentaglio tutta la programmazione futura, tanto che si rischia di non riuscire ad incardinare i corsi per tempo. Il Consigliere della Lega VdA ha anche spiegato che l'anomalia della mancanza dell'istituto della revoca è facilmente superabile, soprattutto in un caso del genere, e ha sollecitato il Presidente della Regione ad avere il coraggio di fare quanto va fatto, senza temere un eventuale ricorso.

Con un'interpellanza, il gruppo Lega Vallée d'Aoste ha chiesto approfondimenti sulla selezione con chiamata pubblica di sei istruttori dei programmi di sviluppo di categoria D presso enti pubblici, cofinanziata dal Fondo sociale europeo e dal Fondo europeo di sviluppo regionale. Il Capogruppo di Lega VdA, tenuto conto della delicatezza e dell'importanza dell'incarico visto che la Valle d'Aosta rischia di perdere cospicui finanziamenti europei, ha chiesto quale sia, nel caso specifico, la normativa di riferimento utilizzata per l'assunzione di personale che si occupi dei fondi europei e se questa sia stata rispettata.
L'Assessore ai trasporti e affari europei ha specificato che la normativa di riferimento alla chiamata pubblica è la legge regionale n. 22/2010 in materia di comparto unico e il regolamento regionale conseguente. Per l'Assessore Bertschy, la normativa è stata rispettata appieno e gli operatori sono al lavoro da lunedì scorso con piena soddisfazione dei dirigenti.
L'Assessore ha poi ricordato che, a dicembre 2018, il neo Governo si è trovato, tra le urgenze da affrontare, la gravissima situazione del Fondo sociale europeo e ha voluto rafforzare l'organico della Struttura regionale competente. La scelta, ha proseguito Bertschy, è stata di dare tempestiva risposta alla situazione perché il 2019 è un anno delicato e bisognerà trovare una soluzione entro fine anno a questa criticità. L'Assessore ha poi ringraziato i dirigenti e il personale per il lavoro che stanno realizzando e l'impegno messo in campo: è un lavoro per la comunità, ha detto, per non perdere fondi che vanno a beneficio della Valle d'Aosta. Con questa scelta è stata data una risposta immediata, seguiranno poi dei concorsi - che richiedono più tempo - così come ci sono state delle richieste di mobilità interna che sono andate a rafforzare le strutture che seguono i dossier europei.
Il Capogruppo Manfrin, nella replica, ha sostenuto che la fretta non prescinde dal rispetto della legge. Secondo Manfrin, ci sono due elementi di criticità: il primo riguarda il criterio della competenza, che non si applica sulla base di chi è disoccupato da più tempo e di chi non ha reddito, come invece è stato fatto, sulla base peraltro di una selezione avvenuta tramite colloquio. Il secondo problema, per il Capogruppo, concerne il rispetto della legge, perché secondo la legge nazionale non si sarebbe dovuto fare una chiamata pubblica ma un concorso. Secondo Manfrin, la chiamata è illegittima, perché le Amministrazioni possono effettuare le assunzioni su chiamata pubblica per le quali non è richiesto il titolo di studio superiore alla scuola dell'obbligo, mentre in questo caso si richiedeva la laurea. Questo è un problema da affrontare al più presto, ha concluso Manfrin, perché c'è una palese illegittimità nella chiamata pubblica, evidenziando che i mancati risultati di oggi sono il frutto del mancato lavoro di anni.


Gli accessi in Pronto soccorso pediatrico con codice bianco sono stati al centro di un'interpellanza del gruppo Ambiente Diritti Uguaglianza VdA. La Consigliera Daria Pulz ha innanzitutto richiamato la normativa che, dal 1° marzo 2015, fissa a 25 euro il ticket per le prestazioni in Pronto soccorso ospedaliero non seguite da ricovero, la cui condizione è classificata come "codice bianco", prevedendo espressamente che paghino il ticket anche i minori di 14 anni. Ravvisata la mancanza di ambulatori di assistenza primaria ad accesso diretto a livello pediatrico con orario 8-20 e la mancanza di pediatri durante i festivi e le notti al di fuori del Pronto Soccorso, ha chiesto di conoscere i dati relativi all'accesso in Pronto soccorso pediatrico con codice bianco, i reali risparmi di spesa e gli intendimenti relativi alla modalità di reimpiego di queste risorse a favore dei minori.
L'Assessore alla sanità ha innanzitutto comunicato che l'Assessorato sta conducendo, in collaborazione con l'Azienda USL, opportune analisi e valutazioni per giungere a una proposta di deliberazione che, previo parere della Commissione consiliare, porterà, presumibilmente entro un mese, a una revisione complessiva delle disposizioni regionali ad oggi vigenti; revisione che si rende necessaria, da un lato, per meglio definire e rispondere alle indicazioni statali, anche a favore degli assistiti, e, dall'altro, per razionalizzare l'attività svolta e ridurre gli accessi inappropriati.
Mauro Baccega ha informato che gli accessi in Pronto soccorso pediatrico con codice bianco nel 2018 sono stati pari a 2.890 pazienti.
L'Assessore ha aggiunto che, secondo le disposizioni regionali vigenti, nel corso del 2018, i ticket attribuiti per codice bianco in dimissione dal Pronto soccorso pediatrico sono stati 2.203, per un ammontare riscosso da parte dell'USL di circa 55 mila euro.
Infine, Baccega ha affermato che le somme ad oggi riscosse rientrano nel budget generale del bilancio e ricondotte non solo ad azioni a favore di minori.
La Consigliera di ADU-VdA Daria Pulz ha accolto favorevolmente l'iniziativa di procedere ad una revisione delle disposizioni in materia coinvolgendo anche la Commissione consiliare e ha suggerito di incrementare la formazione dei genitori, nell'ottica di raggiungere una maggiore consapevolezza sulla salute dei bambini nei primi anni di vita e, così, di evitare, nel limite del possibile, il ricorso al Pronto soccorso pediatrico. La Consigliera Pulz ha rilevato che, in questi tempi difficili, anche l'esborso di venticinque euro potrebbe indurre un genitore ad evitare la visita, mentre vanno certamente fermati quei furbetti che vogliono saltare le liste d'attesa. Nel caso in cui si debba mantenere il ticket, Daria Pulz ha poi proposto di farne scattare il pagamento dopo il terzo codice bianco e ha puntualizzato l'esigenza di potenziare nei fatti il sostegno alla genitorialità, a fronte di troppa retorica che sta investendo da più parte le famiglie.

Il sostegno ai cittadini in difficoltà è stato l'argomento dell'interpellanza presentata dal gruppo Mouv'. Il Consigliere Roberto Cognetta, tenuto conto dei diversi casi di nuclei familiari o singoli cittadini che si trovano ad affrontare problemi di carattere economico tali da compromettere un'esistenza di livello dignitoso, ha voluto sapere se vi sia l'intenzione di far sviluppare un protocollo di collaborazione ufficiale tra le associazioni operanti nei diversi quartieri e i servizi sociali, al fine di dare risposte nel più breve tempo possibile;  qualora già esistessero dei protocolli, il Consigliere ha proposto di allargarli a tutte le associazioni che ne facciano richiesta.
L'Assessore alla sanità e politiche sociali ha sostenuto che il tema della povertà è uno degli argomenti più delicati di cui l'Assessorato si occupa attraverso una serie di servizi, quali il bando per la gestione del dormitorio e della mensa pubblica, l'assistenza economica, il prestito sociale d'onore, la sperimentazione dell'emporio solidale "Quotidiamo", la distribuzione dei pacchi alimentari, l'implementazione delle misure di contrasto alla povertà, il sostegno per l'inclusione attiva, il reddito di inclusione e il reddito di cittadinanza.
L'Assessore Baccega ha poi specificato che i servizi sociali territoriali e di sportello hanno collaborato fattivamente sia con gli operatori di altri servizi pubblici (per esempio, i centri per l'impiego), sia con tutto il Terzo settore e, in particolare, con il mondo del volontariato. Per l'Assessore la collaborazione tra soggetti pubblici e privati è infatti fondamentale. Baccega ha poi ricordato che a ottobre 2016 la Giunta ha approvato l'ultimo Protocollo operativo per l'erogazione delle misure di contrasto alla povertà: protocollo che va migliorato nel senso della tempestività e l'Assessore si è impegnato a metterci mano, proprio perché le difficoltà delle famiglie, in particolare negli anni della crisi, che ancora non è conclusa, sono aumentate in termini sia quantitativi sia qualitativi. Il Protocollo prevede "gruppi bisogni primari", che sono istituiti in varie zone della Valle, compresi il Quartiere Cogne e il Quartiere Dora di Aosta, e sottogruppi di lavoro, che si propongono la promozione ed attuazione di una rete integrata di interventi e servizi. I gruppi di lavoro possono concordare come e cosa attivare per sostenere i cittadini in difficoltà.
È chiaro, ha aggiunto Baccega che l'intervento dei servizi sociali deve essere predisposto ed erogato secondo le normative vigenti, così come sono già previste, per i casi più gravi e che non possono aspettare la procedura normale, attivazioni d'urgenza di interventi di sostegno (per esempio, il pagamento di bollette per evitare la sospensione delle forniture di gas o elettricità).
È quindi intenzione dell'Assessorato, ha concluso Mauro Baccega, proseguire nella cura delle relazioni con le associazioni del territorio e rendere noto e far predisporre un protocollo operativo ulteriore per ottimizzare i tempi e controllare l'attività delle associazioni, incrementare il livello di visibilità e conoscenza dei percorsi per evitare di creare confusione negli utenti.  
Il Consigliere Cognetta, nella replica, ha evidenziato che la criticità esiste e va risolta: la tempestività deve essere massima in certi casi. Ha quindi sollecitato l'Assessore a realizzare quanto si è impegnato a fare e a modificare il protocollo in modo da dare risposte coerenti ai cittadini che hanno bisogno. Il problema grosso, ha detto il Consigliere del Mouv', è che non si è abituati a chiedere aiuto: bisogna superare questo problema anche attivando questi protocolli al più presto.  

Le misure per la promozione dell'utilizzo dei mezzi pubblici e della conseguente limitazione dell'uso di quelli privati sono state oggetto di un'interpellanza illustrata dal Movimento 5 Stelle. Il Capogruppo ha innanzitutto riportato i dati aggiornati al 2016 di Eurostat, nei quali si evince che in Valle d'Aosta ogni cittadino ha in media oltre un'auto a testa: i veicoli sono 1.173 per mille abitanti (compresi anche quelli privi di patente), rappresentando un record assoluto in Europa su 300 regioni monitorate. Ha quindi chiesto all'Assessore quali rimedi intenda adottare per far sì che questo record venga ribaltato, facendoci diventare la regione europea col più basso numero di auto per abitanti, nonché quali misure si voglia adottare per promuovere l'utilizzo dei mezzi pubblici. Luciano Mossa ha sottolineato che, nella nostra regione, c'è un elevato traffico di mezzi di trasporto pubblici quasi vuoti e autovetture private con a bordo uno massimo due passeggeri.
L'Assessore ai trasporti ha precisato che il tema della mobilità privata è oggetto di valorizzazione nell'ambito del Piano regionale dei trasporti e ha ribadito che nella nostra regione è particolarmente difficile dare servizi puntuali ed efficienti su tutto il territorio; in ogni caso, ha affermato Luigi Bertschy, ciò può avvenire con l'ottimizzazione degli interventi già a bilancio, in particolare con il concatenamento del trasporto su gomma e del sistema ferroviario. In quest'ottica, l'Assessore ha parlato dell'importanza di darsi e applicare una strategia, anche per mezzo di piccoli interventi, riferendosi a titolo esemplificativo alle modifiche delle linee di percorrenza in base alle segnalazioni dei fruitori.
Per promuovere l'utilizzo dei mezzi pubblici, Bertschy ha osservato che, accanto ad azioni concrete, vanno coltivate le buone abitudini, soprattutto tra i giovani che troppo spesso concepiscono il trasporto pubblico esclusivamente legato agli studi; per ovviare a questa tendenza, l'Assessore ha confermato che si sta lavorando per realizzare in breve tempo un abbonamento regionale ai mezzi di trasporto. Inoltre, si vuole elaborare un piano relativo alla mobilità ciclistica.
Nella replica, il Consigliere Mossa ha osservato che non si tratta di un problema di mentalità ma di efficienza dei mezzi pubblici e ha sostenuto che il Piano dei trasporti così concepito è un paradosso e da solo non basta: Mossa ha riferito che solamente il 10% dell'energia pulita viene utilizzata all'interno del territorio valdostano, mentre il restante 90% viene venduto fuori Valle; si è quindi chiesto come possa fare la Valle d'Aosta a diventare una regione 100% carbon free. Per il Capogruppo del Movimento 5 Stelle, il Piano potrebbe essere interessante, ma resterà su carta, se l'energia elettrica necessaria alla sua attuazione non sarà utilizzata all'interno della nostra regione ma sarà soltanto motivo di business.


Il gruppo Mouv' ha interpellato il Governo regionale per sapere se si intenda dare formali indicazioni alla Monterosa Spa in ordine alla correttezza della gestione amministrativa e all'attenta valutazione dei presupposti che portano a intraprendere iniziative nei confronti della giustizia amministrativa, facendo riferimento a ricorsi che negli ultimi anni hanno coinvolto la Società.
I Consiglieri del Mouv', in particolare, hanno richiamato la sentenza del Consiglio di Stato n. 2114/2019 con la quale è stato accolto il ricorso promosso da 21 cittadini contro la Regione nei confronti della società Monterosa Spa in merito alla querelle sulle condizioni economiche relative ai vari canoni di affitto terreni per la classificazione delle piste di discesa nel comprensorio sciistico nei comuni di Ayas e Gressoney-La-Trinité oltre che la sentenza sempre del Consiglio di Stato del 2018 che ha disposto l'annullamento dell'appalto dei lavori da 5,2 milioni di euro per la realizzazione del lago artificiale dell'Alpe Forca.
L'Assessore ai trasporti ha riferito che i costi per i ricorsi dell'Alpe-Forca sono riferiti a consulenze legali per un totale di 45 mila euro, mentre quelli per i ricorsi per l'annullamento del decreto di classificazione delle piste ammontano, sempre per spese legali, a 17 mila 680 euro. Riguardo alla vigilanza, ha aggiunto, le società hanno organi di controllo interno, che sono rappresentati dal collegio sindacale, affinché le società non producano danni al patrimonio, ma sicuramente la Giunta darà formali indicazioni affinché si ponga attenzione alla correttezza amministrativa.
Luigi Bertschy ha poi spiegato che darà indicazioni a Monterosa Spa in merito all'applicazione della sentenza del Consiglio di Stato che afferma che i decreti di classificazione delle piste sono soggetti all'obbligo di garantire la partecipazione al procedimento da parte di soggetti coinvolti: le strutture regionali e la Società hanno iniziato un confronto e l'Assessore parteciperà personalmente al prossimo incontro per verificare un percorso amministrativo adeguato con l'indicazione di rispettare quanto determinato dal Consiglio di Stato, compresa quella di vigilare affinché questo procedimento sia di guida anche per altre situazioni.
Riguardo alla mediazione con i proprietari interessati, Bertschy ha detto che la Società ha intrapreso un percorso e che in particolare ha proposto un valore del 20% più alto di quello tabellare di cui alle delibere della Regione. Su questo tema, ha proseguito l'Assessore, sono in corso valutazioni, sentito anche l'Amministratore della Società, perché ci sono norme datate e il Governo chiederà contezza di ogni passaggio e di come sono stati gestiti i rapporti con i proprietari.
In conclusione, Bertschy ha evidenziato come l'attuale Consiglio di amministrazione della Monterosa abbia ereditato una situazione molto pesante e deve essere riconosciuto che il bilancio della Società è tornato ad essere positivo.
Il Capogruppo del Mouv' ha replicato che grazie a questi contenziosi sono andati in fumo 70 mila euro. Riguardo al bilancio della Società, secondo Stefano Ferrero si tende a dimenticare che nel 2014 c'è stata una ricapitalizzazione e che fino al 2021 la Monterosa riceverà 700 mila euro all'anno dal bilancio della Regione. Pur non volendo criminalizzare nessuno, Ferrero ha detto che è troppo facile giocare con i soldi degli altri.
Il Consigliere Elso Gerandin ha aggiunto che questa sentenza estende le problematiche della Monterosa Spa anche ad altre realtà e si apre un fronte delicatissimo. Secondo il Consigliere di Mouv', le società che gestiscono gli impianti sciistici si stanno comportando in maniera diversa da una situazione all'altra e non si può lasciare l'applicazione di un decreto così importante alla bontà d'animo di un amministratore: si rischia, ha concluso Gerandin, di andare a caccia di guai seri.

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