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La Fosson bis si presenta

Dopo l'anteprima durante la conferenza stampa del mattino, l'accordo fra i 17 consiglieri regionali di Union valdôtaine, Union valdôtaine progressiste, Alpe, Stella alpina, Pour notre Vallée, Front valdôtain, Epav e Rete civica è stato presentato nell'aula del Consiglio regionale della Valle d'Aosta.

Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, ha spiegato che si tratta di un «accordo amministrativo-programmatico, siglato dai Consiglieri regionali, volto a sostenere le attività di questo Consiglio per approvare le riforme necessarie e urgenti. Un accordo che va nella direzione di garantire quella stabilità di cui la macchina amministrativa ha necessità e che i cittadini ci richiedono
Ha riconosciuto che si tratta di una «nuova realtà programmatica e amministrativa che si pone in modo forse anomalo» frutto di un impegno con Rete civica «ad una collaborazione mirata per consegnare alla Valle d'Aosta provvedimenti strutturali che sono di assoluto interesse per la comunità.»
Il presidente della Regione ha quindi dettagliato le tematiche previste da questa collaborazione, che non ripetiamo poiché inseriti nel video linkato in fondo all'articolo.
Fosson ha confermato che Rete civica non entra in maggioranza e che Rete civica «individuerà un proprio referente, anche esterno al Consiglio, che collaborerà gratuitamente con gli assessori competenti o loro delegati
Il presidente della Regione ha concluso: «Dialogo, impegno e verifica dei risultati sono le parole chiave su cui basiamo questa ulteriore scommessa, già partita a dicembre 2018. Si tratta di un'azione di grande responsabilità, non ci sono da spartire posizioni di interesse, ma tanti problemi da risolvere. È una realtà che necessita di una grande maturità politica e di capacità di rinunciare a posizioni ideologiche preconcette per confrontarsi. Saranno i risultati a definire la validità di questo progetto


Si è dunque aperto il dibattito.

Il consigliere della Lega Vallée d'Aoste Nicoletta Spelgatti ha invitato «a smetterla di prendere in giro tutti i valdostani con queste alchimie da Palazzo. Ma continuate pure tranquillamente così, perché state ottenendo un risultato eccezionale: non solo state distruggendo voi stessi come Consiglieri, ma soprattutto state annientando i vostri Movimenti. State devastando tutto. Spiace per la Valle d'Aosta, visto che i Valdostani non si meritano questo. Non capiamo quale sia il problema ad andare a nuove elezioni, visto che, come da lei dichiarato, siete tutti molto compatti: evidentemente avete paura. Rete Civica addirittura si vergona di entrare in maggioranza anche se mette i tutor al Governo: come facciate a accettare di subire un'umiliazione del genere non si capisce.»
Per il capogruppo di Lega VdA, Andrea Manfrin, «l'accordo presentato oggi nasce dal più classico inciucio da Palazzo e lo evidenziano gli stessi segretari dei movimenti dei quali la nuova maggioranza fa parte. Perché Rete civica si vergogna così tanto ad appoggiare questa maggioranza? Perché in questo primo anno di Legislatura non ha fatto altro che sostenere la tesi per cui non si sarebbe mai unita al sistema clientelare di matrice unionista. Oggi Rete Civica si rimangia tutto quello che ha dichiarato. La formula è quella di non entrare in maggioranza, ma di verificare di volta in volta se le iniziative siano degne di essere votate oppure no. Oggi abbiamo una maggioranza che non è tale, che è commissariata da tutor nominati da Rete Civica. Questo è il segno che voi avete una paura folle di tornare al voto e di affrontare i valdostani. Io, invece, vi invito a chiudere questa parentesi imbarazzante.»
Il capogruppo del M5S, Luciano Mossa, ha definito la situazione «un nuovo triste capitolo di questa Legislatura. Questo appoggio esterno da parte di RC-AC, che cade in una sorta di limbo che non è né maggioranza né minoranza, nei confronti di un Governo secondo noi delegittimato fin dalla nascita è un prezzo troppo alto da pagare. Mi stupisce l'ingenuità dei colleghi di Rete Civica di pensare di realizzare in due quei punti che non siamo riusciti a concretizzare quando eravamo 17 in minoranza. Non avete neppure iniziato e state già pagando il primo pegno di questa vostra scelta ritrattando la vostra posizione su CVA. Ci chiediamo se presto riterrete anche voi la quotazione in borsa la soluzione di tutti i mali
Il consigliere Daria Pulz (ADU-VdA) ha espresso «imbarazzo per i metodi con cui si è giunti a questa operazione politica: i Consiglieri di RC-AC hanno fatto accordi senza mai esplicitare ai colleghi di opposizione i contenuti. Oggi in quest'Aula va fatta chiarezza sull'appartenenza o meno alla maggioranza: che cosa significa far parte solo tecnicamente e non politicamente. Ci opporremo alla riforma elettorale perché il problema della governabilità non si risolve a livello legislativo: la via di uscita è un vero ricambio della classe politica, con una selezione coraggiosa già al momento della composizione delle liste, che devono essere composte da persone per cui la priorità è il bene della collettività. L'argomentazione della governabilità nasconde di fatto la paura delle elezioni. Bisogna ricostruire una società umana e solidale, una politica che deve essere spazio comune di confronto democratico. In merito all'accordo salvagente, continuiamo a condividere e sostenere i punti che facevano parte del programma comune di Impegno Civico. Ma oggi ci chiedete un atto di fede, perché questo è un programma velleitario, fatto di mere dichiarazioni di intenti che sacrificano temi qualificanti sbandierati come essenziali in campagna elettorale, con tanto di ridicolo cronoprogramma.»
Per il consigliere Stefano Aggravi (Lega VdA), «più che un percorso, questa è una via crucis politica. Il Governo Fosson secondo si trova a dare attuazione al disegno politico del guru green e giacobino che ha ispirato l'accordo. È sicuramente una grande giornata politica per due motivi: il primo è la genialità politica di aver detto tra le righe che si tratta di un supporto tecnico ma non politico; la seconda sono i navigator, i tutor che sanno tanto di commissari politici, come quelli che venivano inviati all'interno delle aziende o dei gangli dell'amministrazione sovietica. Il cronoprogramma definisce delle tappe precise, dei cancelli di valutazione, ma vi invito a ordinare l'elenco nel tempo perché non vorrei che con la mancanza dei navigator sino a settembre, potreste già perdervi nella realizzazione del programma
Il vicecapogruppo del M5S, Luigi Vesan, ha esplicitato i motivi per cui «non è stato possibile giungere ad un accordo con la maggioranza, a partire dal fatto che continuiamo a richiedere la riduzione delle indennità dei Consiglieri, cosa che noi facciamo fin dal nostro insediamento, sia con l'indennità da Consigliere che con quella di funzione. Altro punto nodale è la questione della legalità: non vogliamo condannati in Giunta. Ma il punto insormontabile ha riguardato l'attribuzione delle poltrone, ovvero l'unico aspetto che interessa questa maggioranza. In effetti, l'accordo migliore per la Giunta Fosson è stato ratificare tout court il programma stilato da Rete Civica, perché l'importante era continuare ad avere la garanzia della poltrona. Temiamo che la strada di questa nuova maggioranza non sarà particolarmente lunga né proficua, soprattutto non porterà del bene ai valdostani.»
Il capogruppo di Alpe, Patrizia Morelli, ha ricordato che «venti giorni fa abbiamo preso atto dell'abbandono del Consigliere Restano della maggioranza. Il Governo Fosson si è trovato a poter contare su 17 Consiglieri, sicuramente coesi e compatti, ma senza la maggioranza necessaria. Sull'altro fronte, quello dell'opposizione, vi era invece una frammentazione di gruppi. Questa condizione di "maggioranza relativa" ha legittimato l'agire del Presidente Fosson che ha aperto delle consultazioni per verificare le possibili condivisioni programmatiche con altri gruppi. È questa la modalità con cui si opera in un sistema proporzionale come il nostro, dove nessuno ha vinto ma gruppi affini devono trovare una maggioranza. Per farlo, bisogna esercitare il ruolo di rappresentanza democratica che gli elettori ci hanno affidato per evitare che l'azione amministrativa si interrompa e porti alla paralisi dossier importanti. Bisogna avere la volontà di trovare convergenze su temi, di assumersi delle responsabilità mettendoci la faccia, ben sapendo che questo può causare malcontento. Un rischio che il M5S non ha voluto correre, facendosi scudo dei suoi prerequisiti interni: questo mi rincresce, ma ognuno fa le proprie scelte. L'approccio di Rete Civica è stato, invece, nel merito delle questioni. Di fronte alla presa di coscienza di una crisi di governo, ci siamo chiesti se andare a elezioni subito fosse la soluzione migliore. Abbiamo ritenuto di no, perché la riforma elettorale non si è completata e rischieremmo di ritrovarci di fronte alla stessa situazione di oggi. Con Rete Civica abbiamo trovato dei punti comuni sottoscrivendo un accordo molto chiaro, concreto e con un cronoprogramma preciso. Non sono dichiarazioni di principio ma sono obiettivi puntuali. Si sono fatte polemiche sul mancato coinvolgimento dei movimenti: ogni movimento ha i suoi riti e le sue dinamiche, ma sicuramente là dove gli eletti coincidono con il partito è tutto più semplice, i problemi di comunicazione non esistono. La politica è un work in progress e il risultato è la ratifica unanime dell'accordo di tutti i movimenti di appartenenza. Il documento firmato oggi parla chiaro ed è la risposta ad una situazione contingente, che vedrà lavorare con pari dignità tutti i gruppi senza disconoscere il proprio percorso. Noi faremo la nostra parte
Il consigliere Paolo Sammaritani (Lega Vda) ha osservato: «In questa situazione anomala, complimenti a Rete Civica che ha saputo prendere la palla al balzo. Da giurista, posso parlare della fattispecie dell'approfittarsi di uno stato di bisogno. I cittadini hanno capito la manovra del voler rimanere al Governo, nonostante tutto. Vogliamo sapere come vi comporterete se non riuscirete ad ottenere anche uno solo degli obiettivi che vi siete prefissati.»
Per il consigliere Elso Gerandin (Mouv'), «per la prima volta è mancato il confronto politico, perché è nata una maggioranza di Palazzo, celata dietro ad un titolo accattivante, che parla di reciproci impegni. Tra lo sdegno dei valdostani e la presa di distanza dei rispettivi movimenti, si è giunti a questa maggioranza. La  peggior politica è quella che si erge a tutela del pensiero e del bene assoluto dei valdostani. E così si toglie proprio ai valdostani il diritto di tornare alle urne. L'abbassamento della soglia del numero di firme per presentare le liste non potrà che aggravare la situazione di ingovernabilità. Mi chiedo se il bene dei valdostani sia davvero la base del vostro accordo, visto che dovete ancora confrontarvi su dossier basilari quali il Casino o la CVA. Sono preoccupato anche per l'introduzione degli accompagnatori di sostegno della Giunta, calati dall'alto da Rete Civica. Vorrei far presente che, al di là delle scelte del proprio partito, ognuno di noi ha una faccia con cui si presenta all'elettorato: mi chiedo come sia stato possibile
Il consigliere Claudio Restano (GM) ha ricordato il suo abbandono della maggioranza evidenziando che «è venuto a mancare quel confronto e quel dialogo che erano alla base del Governo Fosson. È venuto a mancare il metodo, come all'interno di Pour Notre Vallée. Qui si vede l'impronta del Presidente di decidere senza confrontarsi e così ci si è comportati in questa crisi con i movimenti che, in alcuni casi, hanno preso atto dei "pour parler". Quella che ci viene presentata oggi è un'intesa legittima, definita inusuale, anomala, con un importante profilo politico; un'intesa legittima tra gruppi, ma non è frutto di un confronto trasparente. È un accordo anomalo anche se è chiara la svolta politica di questa maggioranza con l'entrata di Rete Civica. Si tratta di una svolta politica importante ma ci viene difficile comprendere come riusciranno a convivere le diverse sensibilità che fanno capo a Rete Civica con quelle del Presidente. Il Governo deve essere giudicato sui fatti e sul suo operato e anche il programma risente dell'entrata di Rete Civica, è di fatto la sua vittoria. Quando parleremo di collegamenti intervallivi, cosa farà la maggioranza? Ci sono molti punti che non sono declinati, ci sono impegni generici, non si parla di agricoltura, non si parla di nomine nelle società partecipate. Auguro comunque un buon lavoro alla nuova maggioranza e mi auguro che riescano a raggiungere i risultati prefissati, perché farebbero solo il bene della Valle d'Aosta
Il consigliere di Front valdôtain Emily Rini, ha evidenziato: «Per il Front Valdôtain, la priorità è garantire la stabilità e la governabilità. In questo senso, le risposte arrivano solo dalla programmazione, che a sua volta deriva dalla lungimiranza della politica. Per questo, è fondamentale assumerci le responsabilità e cambiare le regole del gioco e mi sono stupita, mi sono dispiaciuta, di non vedere 35 firme in calce alla proposta di riforma elettorale. L'elezione diretta del Presidente della Regione non è la panacea di tutti i mali, ma ad oggi è l'unica strada da percorrere per la stabilità. In questo modo, ciò che è accaduto in questi ultimi anni non potrà più ripetersi: a casa il Presidente, a casa tutti; nessuno sarà in balia del diciottesimo di turno. Non abbiamo paura di tornare al voto, ma cosa cambierebbe? Nulla. E allora dimostriamo serietà e proviamo a dare risposte, creando innanzitutto una sorta di costituente per poter poi disporre di un sistema più efficiente. Questo è un accordo di natura amministrativa e assolutamente non politica. Per noi la priorità è l’elezione diretta del Presidente; il resto lo valuteremo di volta in volta. Rinnovo la fiducia al Presidente Fosson, alla luce della serietà dimostrata in questo delicatissimo momento.»
Il capogruppo di Stella Alpina, Pierluigi Marquis, ha osservato che «a seguito delle elezioni regionali del 2018 nessuno è stato legittimato a governare più di un altro e gli accordi devono quindi essere trovati in quest'Aula. In questo frangente, i Consiglieri Minelli e Bertin hanno dimostrato grande senso di responsabilità perché hanno cercato di trovare delle sintesi sui contenuti. Per il bene comune bisogna ogni tanto rinunciare a qualcosa e avere la capacità di confrontarsi. Con questo accordo sono stati definiti con coraggio dei punti e dei tempi, superando le solite chiacchiere. Ci siamo presi un impegno e ci mettiamo in gioco, perché riteniamo che vi siano delle situazioni da risolvere. Amministrare significa assumersi delle responsabilità nell'interesse della comunità, bisogna avere la capacità di confrontarsi e di trovare le mediazioni che la politica richiede per un obiettivo più alto di sviluppo e di benessere per la comunità
Il consigliere Roberto Luboz (Lega VdA) ha dichiarato: «In queste torride giornate che hanno seguito l'abbandono della maggioranza da parte del collega Restano, direi "Benvenuti al Festival dell'ipocrisia". Dopo la maggioranza che avevo definito dei "revenants", ora un altro revenant, seppur nell'ombra, fa sentire la propria presenza. La nuit valdôtaine continua con nuovi-vecchi protagonisti. È di ciò che avevamo bisogno? Mi sono sentito deluso da questa pirouette degna dei più abili funamboli. La nostra Autonomia è profondamente minata dall'interno, con i ripetuti cambi di maggioranza, un sostanziale immobilismo amministrativo, i Consiglieri condannati o indagati. Auguro un buon lavoro ai colleghi Minelli e Bertin, ma ho difficoltà a credere che loro per primi credano a loro stessi
Il capogruppo dell'Union Valdôtaine, Luca Bianchi, ha osservato che «la presenza di dieci gruppi consiliari non aiuta a trovare delle maggioranze solide per governare nell'interesse dei valdostani. Il Governo a trazione leghista ha amministrato per qualche mese con 10 Consiglieri, ma nessuno è accorso per gettare un'ancora a quel Governo. Oggi, con la crisi del Governo Fosson ci siamo seduti attorno ad un tavolo e abbiamo voluto confrontarci su di un programma scrivendo un accordo politico dei gruppi consiliari. La questione più importante sembra essere quella di sapere se c'è stata discussione su questo programma: confermo che c'è stata, perché noi al nostro interno discutiamo e troviamo delle sintesi. Saranno i valdostani a dire se abbiamo dato delle risposte o no
L'assessore Chantal Certan (Alpe) ha sostenuto: «I valdostani vogliono vedere lavorare seriamente chi hanno eletto più di un anno fa. In quest'Aula bisognerebbe smettere di accusarsi reciprocamente e mettere in primo piano i temi importanti per la comunità. In questo periodo durissimo, abbiamo dimostrato quella serietà che ci è richiesta, eppure siamo stati accusati di ogni cosa, ma con umiltà siamo sicuri che potremo lavorare seriamente. Ognuno ha portato avanti le proprie idee sui temi: per arrivare in vetta e portare risultati ci sono vari sentieri.  Ringrazio i colleghi di Rete Civica, che peraltro conosco molto bene, per la serietà che hanno mostrato. Il dibattito deve essere politico e, ancora una volta, questo pomeriggio in quest'aula avrebbe potuto essere affrontato in maniera migliore. Avessimo parlato di incarichi, nomine o posti saremmo stati accusati di giri di poltrone: abbiamo portato e condiviso temi, e questi vengono strumentalizzati. Il tempo è signore e c'è ancora tempo per lavorare per il bene della Valle d'Aosta e per farlo in maniera coesa
Per il consigliere di Rete civica Chiara Minelli, «in Valle d'Aosta viviamo una situazione di crisi che non è solo nostra ma è di sistema. Anche quest'anno abbiamo già bruciato due maggioranze: ignorare questo problema con un ritorno anticipato alle urne sarebbe una rinuncia ad affrontarlo. Questo è il motivo per cui noi abbiamo fatto una proposta alla maggioranza uscente e ad altre forze di minoranza che potesse consentire di fare un passo avanti alla nostra Regione. Noi non vogliamo entrare organicamente in una maggioranza, non abbiamo bisogno di posti né di piazzare qualcuno nelle partecipate. Siamo coscienti che la nostra è una proposta inusuale, ma è fatta in un momento emergenziale. Questo è incomprensibile per chi pensa alla politica unicamente come spartizione di posti di potere. Non è il nostro caso. Il nostro unico scopo è quello di fare cambiamenti strutturali importanti. Per noi è una sfida impegnativa ma che può avere successo. È una collaborazione che dovrà portare a obiettivi concreti in un anno. Tutti i punti sono stati meditati e alcuni sono frutto di un lavoro già avviato, ma noi speriamo che vi sia la collaborazione di tutti. Nessuno potrà sottrarsi alla collaborazione perché realizzare la riforma elettorale e la norma di attuazione sull'idroelettrico e altri provvedimenti importanti sarebbe un importante traguardo per tutti. Lo scollamento tra i partiti e i gruppi consiliari è un problema vero, ma la nostra proposta di riforma strutturale cambierebbe modo di fare politica. C'è assoluta consapevolezza di un percorso impegnativo perché è vero che abbiamo anche visioni diverse, ma questo percorso non è quello di una maggioranza organica che vuole governare per un'intera Legislatura, è una collaborazione mirata i cui impegni si esauriranno entro luglio 2020
Il consigliere di rete civica Alberto Bertin ha aggiunto: «Il fatto che si siano succedute nove maggioranze in pochi anni è grave, con conseguenze negative sul piano amministrativo e sulle risposte ai cittadini. Occorreva dunque far qualcosa in questa situazione emergenziale e si sono cercate soluzioni innovative e inusuali. La riforma istituzionale ed elettorale e lo stop alla quotazione in borsa CVA sono fatti significativi e vanno nella direzione di quanto fatto in questi anni, anche in condivisione con altri Consiglieri. Concludere la riforma elettorale con la quale sia garantita la segretezza del voto e la preferenza unica, che rappresenta anche un contrasto alle infiltrazioni mafiose, con l'elezione diretta del Governo regionale è un impegno che personalmente avevo assunto con un programma elettorale già dieci anni fa e del quale sono sempre stato convinto della necessità.»
L'assessore Luigi Bertschy (Union valdôtaine progressiste) ha osservato che «la comunità chiede risposte e non solo il ritorno alle urne. Non c'è da preoccuparsi: le elezioni andranno organizzate non per costruire il proprio consenso del momento, ma per creare un sistema più definitivo che consenta di stare nelle Istituzioni per governare e non per farsi del male. Il nostro è un impegno preciso e posso assicurare che il cronoprogramma sulla ferrovia lo rispetteremo, perché il lavoro è già avviato. Abbiamo dato un tempo a questo progetto e questo è indice di serietà. Nei prossimi mesi, potrete vedere se siamo capaci di andare oltre al dire; dal canto nostro lavoreremo con puntualità per lavorare e realizzare i punti che abbiamo declinato.»
L'assesseur Renzo Testolin (UV) a affirmé: «Des Valdôtains ont donné aux élus de l'UV de la confiance et nous avons toujours travaillé afin de donner des réponses à notre communauté. Le parcours aujourd'hui est difficile. La soluzione trovata ci vede convinti fermamente dei contenuti del programma del Governo Fosson che cerchiamo di portare avanti in sinergia. Oggi qualcuno a questo programma ha aggiunto dei punti rilevanti per portare stabilità. Bisogna continuare a lavorare trasversalmente a tutte le esigenze. Siamo orgogliosi di rappresentare chi ci ha votato, cerchiamo di farlo nel miglior modo possibile. Non è vero che tutti hanno la frenesia di andare alle urne; anzi, ci sono cittadini che approvano il proseguimento di questa Legislatura. Le risposte che riusciremo a dare non saranno frutto di compromesso, ma di un confronto serio
Per l'assessore Albert Chatrian (Alpe), «questo non è il festival dell'ipocrisia, è un progetto serio e i fatti lo dimostrano. Con questo accordo ci dedicheremo a modificare le regole del gioco, ad approvare atti innovativi che guardino alle future generazioni. In quest'Aula, c'è chi cerca di alzare i toni sulle elezioni e chi invece è più tranquillo perché altri si sono assunti la responsabilità di non andare a votare. Nelle prossime settimane, dovremo approvare il DEFR, la variazione di bilancio 2019 e la finanziaria 2020. Per la prima volta, la comunità è stata messa a conoscenza delle iniziative che devono essere messe in campo: si tratta di azioni sfidanti e sono grato ai Consiglieri Bertin e Minelli che si sono assunti questa responsabilità. Nella pubblica amministrazione, sono i fatti, le regole e le leggi a parlare: io mi auguro che nei prossimi mesi faremo la differenza.»

I lavori sono sospesi e riprendono mercoledì 3 luglio, a partire dalle ore 9.
 

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