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I lavori del Consiglio Valle dell'11 luglio

Foto Ufficio stampa Consiglio Valle -

Il Consiglio Valle ha proseguito e concluso i propri lavori nella giornata di giovedì 11 luglio.

Con un'interpellanza, il Movimento 5 Stelle ha voluto trattare il tema della possibilità di scelta dell'indirizzo della scuola secondaria di secondo grado.
La Consigliera Maria Luisa Russo, nell'illustrare l'iniziativa, ha affermato: «La riduzione del numero di abitanti e quindi di studenti in Valle d'Aosta mette a rischio l'esistenza di numerosi indirizzi di studio, limitando le possibilità di scelta in un momento molto importante per il futuro dei ragazzi e influendo in maniera negativa in termini di potenziale abbandono scolastico. Vorremmo quindi sapere se si intenda prevedere criteri diversi dal numero minimo di iscritti per la decisione di attivare classi prime; nel caso in cui questo non fosse possibile, vorremmo conoscere le iniziative che saranno messe in campo nei prossimi due mesi per garantire una reale possibilità di scelta di indirizzo.»
L'Assessore all'istruzione, Chantal Certan, nella risposta, ha spiegato: «L'orientamento delle famiglie è molto importante: con numeri che diminuiscono, c'è effettivamente un rischio di depauperamento dell'offerta. Le scuole devono orientare bene, ma le famiglie devono comprendere che la scelta della scuola superiore non è un tentativo o una prova. In Valle d'Aosta abbiamo la possibilità di costruire una classe prima con 20 alunni, contro i 27 della normativa nazionale; ora è necessario armonizzare la normativa nazionale del 2017 sull'istruzione professionale (su cui abbiamo competenza primaria) con la realtà regionale. La sovraintendenza sta studiando nuovi criteri per l'attivazione di classi prime, in particolare a sostegno delle realtà della bassa Valle, per garantire un'ampia offerta formativa, passando anche attraverso il potenziamento di convitti e studentati. Condivideremo questi criteri con le scuole che fanno parte delle reti di orientamento, perché è fondamentale la collaborazione tra gli amministratori e le istituzioni scolastiche. Stiamo operando quindi su due fronti: da un lato operiamo per la valorizzazione e il potenziamento delle reti di orientamento già esistenti; dall'altro stiamo rivedendo i criteri attualmente in vigore, armonizzando le normative regionali e quelle nazionali. Poco si potrà fare nei prossimi due mesi, ma porteremo presto in quest'aula i risultati del lavoro svolto fin qui.»
In sede di replica, la Consigliera Maria Luisa Russo ha dichiarato: «La situazione sicuramente non è semplice, ma è importante comprendere l'importanza della possibilità della scelta, in quanto rilevante per il futuro degli studenti. È fondamentale stabilire nuovi criteri per non ritrovarci nella situazione di quest'anno, con la cancellazione di tre indirizzi di studio dell'ISILTP e con i conseguenti notevoli disagi non solo per le famiglie degli studenti coinvolti e iscritti alle classi non attivate, ma anche i per molti docenti che hanno perso la titolarità.»

I Consiglio Valle, con 24 voti a favore (AV, UV, SA, PVN-AC-FV, RC-AC, M5S, ADU-VdA) e 10 astensioni (Lega VdA, Mouv', GM), ha approvato la proposta di atto amministrativo che contiene il programma strategico di interventi di cui alla legge regionale n. 22/2016 (Disposizioni per una ferrovia moderna ed un efficiente sistema pubblico integrato dei trasporti).
L'Assemblea ha recepito all'unanimità un emendamento, frutto di un confronto tra l'Assessore ai trasporti, i gruppi Lega VdA, Mouv', GM e la Presidente del Consiglio, volto a fare ricorso a forme di finanziamento complementari al canale tipico della finanza pubblica, a fronte delle attuali incertezze relative al reperimento delle necessarie risorse finanziarie di provenienza sia europea che nazionale. Approvato anche un emendamento della quarta Commissione consiliare (25 voti a favore e 10 astensioni di Lega VdA, Mouv' e GM) che prevede la riduzione dei tempi di progettazione e realizzazione dell'elettrificazione della tratta valdostana della ferrovia.
Contestualmente l'Assemblea ha approvato con 34 voti a favore e 1 contro (ADU-VdA) un ordine del giorno dei gruppi GM, Lega VdA, M5S, Mouv', così come condiviso con l'Assessore ai trasporti, che impegna la Giunta regionale a indicare, entro la data del 30 ottobre 2019, la scelta politica su quale sia la soluzione migliore per un moderno sistema di trasporto pubblico su rotaia per collegare Aosta a Courmayeur, da sottoporre all'esame in Commissione e poi al voto dell'Aula.
L'Assessore ai trasporti, Luigi Bertschy, illustrando il provvedimento all'Aula, ha sottolineato: «È un atto coerente e conseguente alla legge di iniziativa popolare del 2016. Nei prossimi anni dovremo costruire una programmazione finanziaria per la sua realizzazione. Il Programma si pone due obiettivi fondamentali: collegare più velocemente Aosta con Torino Porta Nuova in 1h40; il collegamento su rotaia da Aosta fino a Courmayeur. Questi obiettivi sono declinati in una serie di azioni, che sono state correlate, per quanto possibile tenuto conto che alcuni studi sono ancora in corso, a costi, benefici e scadenze, in modo che non si riducano a dichiarazioni di principio ma possano essere concretamente attuati e monitorati nel tempo.»
Per quanto riguarda i collegamenti Aosta/Torino, l'Assessore Bertschy ha evidenziato che il Programma prevede «l'elettrificazione della tratta Aosta/Ivrea e aumento della velocità di percorrenza; realizzazione di raddoppi selettivi sulla linea; collegamenti tra trasporto ferroviario e su gomma; lunetta di Chivasso, previa condivisione con la Regione Piemonte.»
«Il grande tema saranno le scelte da fare sui collegamenti Aosta/Courmayeur - ha rimarcato l'Assessore -. Il Programma recepisce il recentissimo studio sulle opzioni per il collegamento Pré-Saint-Didier/Courmayeur, che è stato richiesto con la mozione approvata dal Consiglio regionale a luglio 2018, e prevede: lo studio sul carico assiale e riclassificazione della Aosta/Pré-Saint-Didier a 18 tonnellate/asse con gli interventi di manutenzione straordinaria per la riapertura della linea e conseguente elettrificazione oppure la conversione in tram-treno e prolungamento fino a Courmayeur, che avverrà per fasi, in funzione del Piano regionale dei trasporti e dell’evoluzione normativa. Rispetto all’integrazione con il sistema di trasporto pubblico locale (TPL) su gomma, il Programma, che è coerente con la bozza di Piano regionale dei trasporti che è stata presentata, prevede un sistema di bigliettazione integrato tra ferro e gomma e abbonamento unico, per il quale impegneremo 1 milione di euro in vista dell'appalto. Bisognerà creare le condizioni migliori per il trasporto scolastico, con minori costi per le famiglie promuovendo delle campagne promozionali al fine di attivare un cambiamento culturale per un maggiore utilizzo del trasporto pubblico. Per i giovani ci muoveremo già nell'autunno 2019.»
L'Assessore Bertschy ha ricordato che «il Programma è frutto di un lavoro condiviso tra Assessorati, professionisti esterni e a valle di una serie di confronti con RFI e il Comitato Valle d'Aosta Riparte e costituisce una sintesi dei vari studi di cui dispone la Regione e dei lavori che sono già stati progettati o realizzati; un’analisi dei vantaggi e delle criticità dei diversi interventi; una serie di obiettivi ed azioni da porre alla base di una nuova programmazione, che punta a superare ipotesi ormai irragionevoli di realizzare opere dell'altro secolo per passare a soluzioni efficaci, efficienti e concretamente realizzabili.»
«Per realizzare questo Programma c'è bisogno di 150 milioni di euro, di cui 80 milioni per l'elettrificazione - ha proseguito l'Assessore -: 36 milioni di euro sono arrivati a inizio anno, ma ora sarà importante che la Valle d'Aosta non sia abbandonata da chi è al Governo nazionale affinché gli obiettivi si traducano in atti finanziari concreti. Faccio, quindi, un appello a Lega VdA e M5S affinché si lavori tutti insieme all'attuazione di questo Programma, non per dare meriti alla Giunta regionale ma per offrire ai valdostani un servizio efficiente di trasporto pubblico. Questo, infatti, deve essere un progetto collettivo di tutto il Consiglio regionale: abbiamo bisogno del sostegno politico nazionale, lavorando in rete nell'interesse dei cittadini. L'obiettivo è quello di avere un trasporto efficiente e affidabile oltre che pulito al fine di portare il sistema dei trasporti regionale verso il concetto di mobilità sostenibile.»
Il Consigliere Claudio Restano (GM), che aveva chiesto una questione sospensiva - respinta dall'Aula - a inizio discussione al fine di rinviare l'approvazione del Programma per esaminarlo contestualmente al Piano regionale dei trasporti, ha ribadito: «Il legame tra il Piano regionale dei trasporti e il Programma strategico è molto stretto, ma in quest'ultimo documento noi abbiamo ravvisato l'assenza di scelte che saranno determinanti per il futuro della Valle d'Aosta, soprattutto per quanto attiene la tratta Aosta/Pré-Saint-Didier/Courmayeur. Per far fronte a questa carenza, avevamo presentato la questione pregiudiziale, ma ora, l'emendamento che abbiamo concordato, inserendosi col cronoprogramma dell'attuale Governo, ci permette sì di votare oggi il Programma strategico, ma anche procedere ad ulteriori valutazioni, approfondendo l'argomento e prospettando soluzioni per il futuro. Ad esempio, allo stato attuale non abbiamo ancora stabilito se aumentare il carico assiale o meno; eppure questa è scelta molto importante. Siamo quindi soddisfatti dell'esito delle concertazioni di questa mattina, perché abbiamo preso una decisione che ci permetterà di lavorare nei prossimi mesi in un clima sereno e con un'attenzione mirata alla questione.»
La Consigliera di Rete Civica-Alliance Citoyenne Chiara Minelli ha ricordato che «la sospensione della linea Aosta/Pré-Saint-Didier, nel 2015, era stata la goccia che aveva fatto traboccare il vaso del degrado della ferrovia. La costituzione del comitato "La Valle d'Aosta Riparte" aveva raccolto in pochissimo tempo oltre 7.000 firme per una proposta di legge di iniziativa popolare diventata la legge 22 del 2016. Questa legge prevede il programma strategico di cui discutiamo: potevamo approvarlo nel 2017 e nel 2018, e lo facciamo solo oggi con colpevole ritardo. Ma prendiamo atto che in quest'Aula c'è un atteggiamento nuovo. Le risorse necessarie sono molte, ma prima ancora di queste serve la volontà politica, occorre sapere andare e come andarci. Gli obiettivi che ci poniamo sono importanti, ma realistici. L'elettrificazione dell'Aosta/Ivrea, la velocizzazione dell'intera linea (per arrivare a Porta Susa da Aosta in 1h30), la ripartenza dell'Aosta/Pré-Saint-Didier e la continuazione verso Courmayeur sono i tasselli di un percorso partecipato e atteso da tempo, un insieme di obiettivi che la Valle d'Aosta aspetta e di cui ha un enorme bisogno per essere al passo con i tempi e con la realtà, in un'ottica di mobilità sostenibile. Noi siamo particolarmente soddisfatti e orgogliosi di votare questo provvedimento.»
La Consigliera Daria Pulz (ADU-VdA) ha giudicato il Programma strategico «migliore del poco che c'è stato per troppi anni, quando il favore era accordato al trasporto su gomma, in particolare a quello privato. Mi piace allora ricordare che la legge regionale del 2016 è nata su iniziativa popolare, con la raccolta di oltre 7.000 firme da parte dei cittadini. Con questo Programma di interventi siamo in ritardo di un paio d'anni, d'altronde per il Piano dei trasporti il ritardo è ventennale. Ora riscontriamo un'accelerata - che è senz'altro un omaggio di benvenuto alle new entries in maggioranza - ma badiamo al sodo: la Valle d'Aosta ha bisogno di questo Programma e del Piano regionale dei trasporti per smettere di essere una sede distaccata del Far West. Abbiamo aspettato con troppa pazienza, ma ora questo Piano è realistico e realizzabile, soddisfacente da tanti punti di vista grazie a spunti ottimi, come il biglietto unico. Il nostro voto è quindi favorevole, auspicando il vero cambiamento e il miglioramento del sistema del trasporto pubblico, in modo da incontrare il favore dei cittadini e dei turisti che lo potranno finalmente favorire a quello privato, ad esempio con parcheggi di interscambio, con la limitazione del traffico nei centri storici, la promozione del car sharing e della mobilità elettrica.»
Il Consigliere Stefano Aggravi (Lega VdA) ha illustrato l'emendamento dei gruppi Lega VdA, Mouv', GM e condiviso con l'Assessore ai trasporti e la Presidente del Consiglio: «Viste le attuali incertezze finanziarie, al fine di riuscire a portare a termine almeno uno dei progetti sarà importante valutare il ricorso a forme complementari di finanziamento, quali forme tipiche di finanza di progetto (collegate all'affidamento successivo in concessione della gestione dell'infrastruttura), accordi di partnership pubblico-privato, emissione di buoni ordinari regionali, ricorso al mercato dei capitali sia in termini partecipativi che di natura obbligazionaria.»
La Capogruppo di Alliance Valdôtaine, Patrizia Morelli, ha evidenziato che «non basta la sola volontà politica per attuare una legge, ci vuole continuità di azione e stabilità di governo ed è quello che è mancato in questi due anni: questo spiega in parte perché il Programma arriva con due anni di ritardo, rispetto ai sei mesi imposti dalla norma, che invero sembravano poco congrui. Inoltre, la definizione di questo Programma ha richiesto un confronto con soggetti terzi, con i quali non è sempre facile dialogare. Bisogna, però, rimarcare che la volontà politica rispetto all'approvazione di questo Programma non è mai venuta meno, perché vi era la consapevolezza diffusa che fosse un atto prioritario per la comunità e nato dall'iniziativa popolare. Questo Piano non è un punto di arrivo, bensì una stazione di partenza che discende da due principi importanti: il primo è che l'asse dei trasporti del fondo Valle è affidato alla modalità ferroviaria, che deve essere integrata su gomma con le vallate laterali; il secondo risponde a necessità ambientali ed energetiche che ci porteranno a puntare a una modalità di trasporto sempre più basata sulla trazione elettrica. Purtroppo c'è il dettaglio, non di poco conto, delle risorse per poter dare corpo ai sogni della politica: risorse che possono venire da fonti diverse. Portiamo avanti in modo corale questi progetti, mettendoci ognuno del suo, perché questo Programma può segnare una svolta importante per il futuro della nostra regione.»
Per il Consigliere della Lega VdA Diego Lucianaz, «di concreto al momento c'è poco: non ci sono certezze sulle risorse, abbiamo una sola rotaia, gallerie dell'Ottocento, problemi dei passaggi a livello e dei sottopassi. Visto che si tratta di un Programma che sogna ad occhi aperti, bisognerebbe migliorare questi aspetti e alzare l'asticella, guardando anche ai collegamenti con la Francia per non avere una visione ombelicale. Ben vengano poi ulteriori approfondimenti sulla tratta Aosta/Pré-Saint-Didier, che richiederà delle scelte politiche importanti.»
Il Capogruppo di SA, Pierluigi Marquis, ha affermato: «Questa mattina le forze politiche sono giunte ad una mediazione su una questione di grande interesse, che appartiene alla Valle d'Aosta intera. Il tema del trasporto ferroviario è difficile da affrontare, ma la politica deve essere in grado di individuare strategie e soluzioni. Mai come oggi questo è un argomento à la une, anche a livello europeo. Sta aumentando la disuguaglianza sul territorio in funzione all'ubicazione rispetto all'accessibilità e ormai l'unità di misura è il tempo. Il Piano strategico è uno strumento importante, anche perché reperisce gli studi condotti negli anni passati. Al di là dell'aspetto ambientale, cui comunque tutti teniamo, c'è la necessità di fornire servizi adeguati: dobbiamo tenere l'asticella più alta possibile, in modo da non trovarci poi nuovamente in difficoltà. Inoltre, sono utili i confronti interregionali ma anche transfrontalieri: approfittiamo del momento attuale di cambiamento nelle Istituzioni europee. Per puntare alla transizione energetica, occorre trasferire il traffico da gomma a ferro; tutti i collegamenti internazionali devono essere multimodali. È fondamentale dapprima essere coesi in quest'Aula e poi procedere ad un confronto strutturato con lo Stato e l'Europa. Il Piano strategico non è un libro dei sogni, ma un punto di partenza serio, per avviare dialoghi nell'ottica del perseguimento di obiettivi sul breve. Dobbiamo avere coraggio, dobbiamo essere capaci di trovare una sintesi sovraregionale.»
Per il Presidente della quarta Commissione, Giovanni Barocco (UV), «l'infrastruttura ferroviaria in Valle d'Aosta è importante e datata: la legge che la istituisce è del 1865, con l'apertura della tratta che è avvenuta vent'anni dopo, nel 1885; la specificità della linea ha portato poi il Genio Ferrovieri a gestirla dal 1915 al 2001. Ma anziché guardare al passato, con questo piano strategico guardiamo al futuro: e gli emendamenti che mirano a migliorarlo sono il segno di una volontà comune. Questo è un traguardo, ma anche un punto di partenza: adesso bisogna lavorare giorno per giorno, per portare finalmente la nostra ferrovia al di là della situazione di marginalità che vive oggi. La sostenibilità ambientale è un tema che torna oggi di attualità, e il nostro piano si muove in questa direzione. Occorre reperire le risorse: ci sono 36 milioni disponibili, ma dobbiamo sollecitare lo Stato per reperire le risorse necessarie. La scelta dei bimodali ci porterà un risparmio di una decina di minuti sul percorso Aosta/Torino; dobbiamo lavorare anche per garantire agli utenti una qualità di viaggio, con una comodità che è anche uno dei punti di forza dell'alta velocità.»
Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, ha parlato di «un momento importante per tutto il Consiglio: si dà risposta ad una legge approvata all'unanimità, e confermiamo la priorità di questo Governo accordata al miglioramento e al potenziamento della ferrovia.»
Il Consigliere Elso Gerandin, in sede di dichiarazione di voto, ha annunciato l'astensione del gruppo Mouv':  «Pur non mettendo in dubbio i contenuti della legge di iniziativa popolare, dobbiamo prendere atto che questo è un atto di indirizzo vuoto nei contenuti e sotto il profilo finanziario. Quando si parla di Programma strategico bisognerebbe parlare con concretezza: questo ci sembra solo un modo per piantare una bandierina e illudere per l'ennesima volta i Valdostani.»
Anche la Consigliera Nicoletta Spelgatti ha annunciato l'astensione del gruppo Lega VdA: «Questo Programma andava approvato in concomitanza con il Piano regionale dei trasporti perché ci vuole una strategia d'insieme sui trasporti, mentre qui sembra che si voglia solo mettere una bandierina per accontentare Rete Civica. Vi è poi una mancanza di certezze finanziarie nonché di scelte sulla tratta Aosta/Courmayeur. Parlate di necessità di confronto con Regioni alpine, Stato ed Europa ma politicamente questa maggioranza è completamente isolata e quindi una parola sola: auguri.»
Per la Consigliera Manuela Nasso (M5S), «pur con tutte le criticità del caso, finalmente disponiamo di un documento a cui, per un certo verso, hanno contribuito anche dei comuni cittadini. Questo Piano in alcuni punti presenta lacune, ma oggi lo voteremo e continueremo a lavorare per migliorarlo. Intanto, possiamo finalmente compiere un piccolo passo in avanti.»
Nella seduta mattutina dell'11 luglio 2019, il Consiglio Valle, con 24 voti a favore (AV, UV, SA, PVN-AC-FV, RC-AC, M5S, ADU-VdA) e 10 astensioni (Lega VdA, Mouv', GM), ha approvato la proposta di atto amministrativo che contiene il programma strategico di interventi di cui alla legge regionale n. 22/2016 (Disposizioni per una ferrovia moderna ed un efficiente sistema pubblico integrato dei trasporti).
L'Assemblea ha recepito con 34 voti a favore e 1 contrario (ADU-VdA) un emendamento, frutto di un confronto tra l'Assessore ai trasporti, i gruppi Lega VdA, Mouv', GM e la Presidente del Consiglio, volto a fare ricorso a forme di finanziamento complementari al canale tipico della finanza pubblica, a fronte delle attuali incertezze relative al reperimento delle necessarie risorse finanziarie di provenienza sia europea che nazionale. Approvato anche un emendamento della quarta Commissione consiliare (25 voti a favore e 10 astensioni di Lega VdA e Mouv') che prevede la riduzione dei tempi di progettazione e realizzazione dell'elettrificazione della tratta valdostana della ferrovia.
Contestualmente l'Assemblea ha approvato all'unanimità un ordine del giorno dei gruppi GM, Lega VdA, M5S, Mouv', così come condiviso con l'Assessore ai trasporti, che impegna la Giunta regionale a indicare, entro la data del 30 ottobre 2019, la scelta politica su quale sia la soluzione migliore per un moderno sistema di trasporto pubblico su rotaia per collegare Aosta a Courmayeur, da sottoporre all'esame in Commissione e poi al voto dell'Aula.
L'Assessore ai trasporti, Luigi Bertschy, illustrando il provvedimento all'Aula, ha sottolineato: «È un atto coerente e conseguente alla legge di iniziativa popolare del 2016. Nei prossimi anni dovremo costruire una programmazione finanziaria per la sua realizzazione. Il Programma si pone due obiettivi fondamentali: collegare più velocemente Aosta con Torino Porta Nuova in 1h40; il collegamento su rotaia da Aosta fino a Courmayeur. Questi obiettivi sono declinati in una serie di azioni, che sono state correlate, per quanto possibile tenuto conto che alcuni studi sono ancora in corso, a costi, benefici e scadenze, in modo che non si riducano a dichiarazioni di principio ma possano essere concretamente attuati e monitorati nel tempo.»
Per quanto riguarda i collegamenti Aosta/Torino, l'Assessore Bertschy ha evidenziato che il Programma prevede «l'elettrificazione della tratta Aosta/Ivrea e aumento della velocità di percorrenza; realizzazione di raddoppi selettivi sulla linea; collegamenti tra trasporto ferroviario e su gomma; lunetta di Chivasso, previa condivisione con la Regione Piemonte.»
«Il grande tema saranno le scelte da fare sui collegamenti Aosta/Courmayeur - ha rimarcato l'Assessore -. Il Programma recepisce il recentissimo studio sulle opzioni per il collegamento Pré-Saint-Didier/Courmayeur, che è stato richiesto con la mozione approvata dal Consiglio regionale a luglio 2018, e prevede: lo studio sul carico assiale e riclassificazione della Aosta/Pré-Saint-Didier a 18 tonnellate/asse con gli interventi di manutenzione straordinaria per la riapertura della linea e conseguente elettrificazione oppure la conversione in tram-treno e prolungamento fino a Courmayeur, che avverrà per fasi, in funzione del Piano regionale dei trasporti e dell’evoluzione normativa. Rispetto all’integrazione con il sistema di trasporto pubblico locale (TPL) su gomma, il Programma, che è coerente con la bozza di Piano regionale dei trasporti che è stata presentata, prevede un sistema di bigliettazione integrato tra ferro e gomma e abbonamento unico, per il quale impegneremo 1 milione di euro in vista dell'appalto. Bisognerà creare le condizioni migliori per il trasporto scolastico, con minori costi per le famiglie promuovendo delle campagne promozionali al fine di attivare un cambiamento culturale per un maggiore utilizzo del trasporto pubblico. Per i giovani ci muoveremo già nell'autunno 2019.»
L'Assessore Bertschy ha ricordato che «il Programma è frutto di un lavoro condiviso tra Assessorati, professionisti esterni e a valle di una serie di confronti con RFI e il Comitato Valle d'Aosta Riparte e costituisce una sintesi dei vari studi di cui dispone la Regione e dei lavori che sono già stati progettati o realizzati; un’analisi dei vantaggi e delle criticità dei diversi interventi; una serie di obiettivi ed azioni da porre alla base di una nuova programmazione, che punta a superare ipotesi ormai irragionevoli di realizzare opere dell'altro secolo per passare a soluzioni efficaci, efficienti e concretamente realizzabili.»
«Per realizzare questo Programma c'è bisogno di 150 milioni di euro, di cui 80 milioni per l'elettrificazione - ha proseguito l'Assessore -: 36 milioni di euro sono arrivati a inizio anno, ma ora sarà importante che la Valle d'Aosta non sia abbandonata da chi è al Governo nazionale affinché gli obiettivi si traducano in atti finanziari concreti. Faccio, quindi, un appello a Lega VdA e M5S affinché si lavori tutti insieme all'attuazione di questo Programma, non per dare meriti alla Giunta regionale ma per offrire ai valdostani un servizio efficiente di trasporto pubblico. Questo, infatti, deve essere un progetto collettivo di tutto il Consiglio regionale: abbiamo bisogno del sostegno politico nazionale, lavorando in rete nell'interesse dei cittadini. L'obiettivo è quello di avere un trasporto efficiente e affidabile oltre che pulito al fine di portare il sistema dei trasporti regionale verso il concetto di mobilità sostenibile.»
Il Consigliere Claudio Restano (GM), che aveva chiesto una questione sospensiva - respinta dall'Aula - a inizio discussione al fine di rinviare l'approvazione del Programma per esaminarlo contestualmente al Piano regionale dei trasporti, ha ribadito: «Il legame tra il Piano regionale dei trasporti e il Programma strategico è molto stretto, ma in quest'ultimo documento noi abbiamo ravvisato l'assenza di scelte che saranno determinanti per il futuro della Valle d'Aosta, soprattutto per quanto attiene la tratta Aosta/Pré-Saint-Didier/Courmayeur. Per far fronte a questa carenza, avevamo presentato la questione pregiudiziale, ma ora, l'emendamento che abbiamo concordato, inserendosi col cronoprogramma dell'attuale Governo, ci permette sì di votare oggi il Programma strategico, ma anche procedere ad ulteriori valutazioni, approfondendo l'argomento e prospettando soluzioni per il futuro. Ad esempio, allo stato attuale non abbiamo ancora stabilito se aumentare il carico assiale o meno; eppure questa è scelta molto importante. Siamo quindi soddisfatti dell'esito delle concertazioni di questa mattina, perché abbiamo preso una decisione che ci permetterà di lavorare nei prossimi mesi in un clima sereno e con un'attenzione mirata alla questione.»
La Consigliera di Rete Civica-Alliance Citoyenne Chiara Minelli ha ricordato che «la sospensione della linea Aosta/Pré-Saint-Didier, nel 2015, era stata la goccia che aveva fatto traboccare il vaso del degrado della ferrovia. La costituzione del comitato "La Valle d'Aosta Riparte" aveva raccolto in pochissimo tempo oltre 7.000 firme per una proposta di legge di iniziativa popolare diventata la legge 22 del 2016. Questa legge prevede il programma strategico di cui discutiamo: potevamo approvarlo nel 2017 e nel 2018, e lo facciamo solo oggi con colpevole ritardo. Ma prendiamo atto che in quest'Aula c'è un atteggiamento nuovo. Le risorse necessarie sono molte, ma prima ancora di queste serve la volontà politica, occorre sapere andare e come andarci. Gli obiettivi che ci poniamo sono importanti, ma realistici. L'elettrificazione dell'Aosta/Ivrea, la velocizzazione dell'intera linea (per arrivare a Porta Susa da Aosta in 1h30), la ripartenza dell'Aosta/Pré-Saint-Didier e la continuazione verso Courmayeur sono i tasselli di un percorso partecipato e atteso da tempo, un insieme di obiettivi che la Valle d'Aosta aspetta e di cui ha un enorme bisogno per essere al passo con i tempi e con la realtà, in un'ottica di mobilità sostenibile. Noi siamo particolarmente soddisfatti e orgogliosi di votare questo provvedimento.»
La Consigliera Daria Pulz (ADU-VdA) ha giudicato il Programma strategico «migliore del poco che c'è stato per troppi anni, quando il favore era accordato al trasporto su gomma, in particolare a quello privato. Mi piace allora ricordare che la legge regionale del 2016 è nata su iniziativa popolare, con la raccolta di oltre 7.000 firme da parte dei cittadini. Con questo Programma di interventi siamo in ritardo di un paio d'anni, d'altronde per il Piano dei trasporti il ritardo è ventennale. Ora riscontriamo un'accelerata - che è senz'altro un omaggio di benvenuto alle new entries in maggioranza - ma badiamo al sodo: la Valle d'Aosta ha bisogno di questo Programma e del Piano regionale dei trasporti per smettere di essere una sede distaccata del Far West. Abbiamo aspettato con troppa pazienza, ma ora questo Piano è realistico e realizzabile, soddisfacente da tanti punti di vista grazie a spunti ottimi, come il biglietto unico. Il nostro voto è quindi favorevole, auspicando il vero cambiamento e il miglioramento del sistema del trasporto pubblico, in modo da incontrare il favore dei cittadini e dei turisti che lo potranno finalmente favorire a quello privato, ad esempio con parcheggi di interscambio, con la limitazione del traffico nei centri storici, la promozione del car sharing e della mobilità elettrica.»
Il Consigliere Stefano Aggravi (Lega VdA) ha illustrato l'emendamento dei gruppi Lega VdA, Mouv', GM e condiviso con l'Assessore ai trasporti e la Presidente del Consiglio: «Viste le attuali incertezze finanziarie, al fine di riuscire a portare a termine almeno uno dei progetti sarà importante valutare il ricorso a forme complementari di finanziamento, quali forme tipiche di finanza di progetto (collegate all'affidamento successivo in concessione della gestione dell'infrastruttura), accordi di partnership pubblico-privato, emissione di buoni ordinari regionali, ricorso al mercato dei capitali sia in termini partecipativi che di natura obbligazionaria.»
La Capogruppo di Alliance Valdôtaine, Patrizia Morelli, ha evidenziato che «non basta la sola volontà politica per attuare una legge, ci vuole continuità di azione e stabilità di governo ed è quello che è mancato in questi due anni: questo spiega in parte perché il Programma arriva con due anni di ritardo, rispetto ai sei mesi imposti dalla norma, che invero sembravano poco congrui. Inoltre, la definizione di questo Programma ha richiesto un confronto con soggetti terzi, con i quali non è sempre facile dialogare. Bisogna, però, rimarcare che la volontà politica rispetto all'approvazione di questo Programma non è mai venuta meno, perché vi era la consapevolezza diffusa che fosse un atto prioritario per la comunità e nato dall'iniziativa popolare. Questo Piano non è un punto di arrivo, bensì una stazione di partenza che discende da due principi importanti: il primo è che l'asse dei trasporti del fondo Valle è affidato alla modalità ferroviaria, che deve essere integrata su gomma con le vallate laterali; il secondo risponde a necessità ambientali ed energetiche che ci porteranno a puntare a una modalità di trasporto sempre più basata sulla trazione elettrica. Purtroppo c'è il dettaglio, non di poco conto, delle risorse per poter dare corpo ai sogni della politica: risorse che possono venire da fonti diverse. Portiamo avanti in modo corale questi progetti, mettendoci ognuno del suo, perché questo Programma può segnare una svolta importante per il futuro della nostra regione.»
Per il Consigliere della Lega VdA Diego Lucianaz, «di concreto al momento c'è poco: non ci sono certezze sulle risorse, abbiamo una sola rotaia, gallerie dell'Ottocento, problemi dei passaggi a livello e dei sottopassi. Visto che si tratta di un Programma che sogna ad occhi aperti, bisognerebbe migliorare questi aspetti e alzare l'asticella, guardando anche ai collegamenti con la Francia per non avere una visione ombelicale. Ben vengano poi ulteriori approfondimenti sulla tratta Aosta/Pré-Saint-Didier, che richiederà delle scelte politiche importanti.»
Il Capogruppo di SA, Pierluigi Marquis, ha affermato: «Questa mattina le forze politiche sono giunte ad una mediazione su una questione di grande interesse, che appartiene alla Valle d'Aosta intera. Il tema del trasporto ferroviario è difficile da affrontare, ma la politica deve essere in grado di individuare strategie e soluzioni. Mai come oggi questo è un argomento à la une, anche a livello europeo. Sta aumentando la disuguaglianza sul territorio in funzione all'ubicazione rispetto all'accessibilità e ormai l'unità di misura è il tempo. Il Piano strategico è uno strumento importante, anche perché reperisce gli studi condotti negli anni passati. Al di là dell'aspetto ambientale, cui comunque tutti teniamo, c'è la necessità di fornire servizi adeguati: dobbiamo tenere l'asticella più alta possibile, in modo da non trovarci poi nuovamente in difficoltà. Inoltre, sono utili i confronti interregionali ma anche transfrontalieri: approfittiamo del momento attuale di cambiamento nelle Istituzioni europee. Per puntare alla transizione energetica, occorre trasferire il traffico da gomma a ferro; tutti i collegamenti internazionali devono essere multimodali. È fondamentale dapprima essere coesi in quest'Aula e poi procedere ad un confronto strutturato con lo Stato e l'Europa. Il Piano strategico non è un libro dei sogni, ma un punto di partenza serio, per avviare dialoghi nell'ottica del perseguimento di obiettivi sul breve. Dobbiamo avere coraggio, dobbiamo essere capaci di trovare una sintesi sovraregionale.»
Per il Presidente della quarta Commissione, Giovanni Barocco (UV), «l'infrastruttura ferroviaria in Valle d'Aosta è importante e datata: la legge che la istituisce è del 1865, con l'apertura della tratta che è avvenuta vent'anni dopo, nel 1885; la specificità della linea ha portato poi il Genio Ferrovieri a gestirla dal 1915 al 2001. Ma anziché guardare al passato, con questo piano strategico guardiamo al futuro: e gli emendamenti che mirano a migliorarlo sono il segno di una volontà comune. Questo è un traguardo, ma anche un punto di partenza: adesso bisogna lavorare giorno per giorno, per portare finalmente la nostra ferrovia al di là della situazione di marginalità che vive oggi. La sostenibilità ambientale è un tema che torna oggi di attualità, e il nostro piano si muove in questa direzione. Occorre reperire le risorse: ci sono 36 milioni disponibili, ma dobbiamo sollecitare lo Stato per reperire le risorse necessarie. La scelta dei bimodali ci porterà un risparmio di una decina di minuti sul percorso Aosta/Torino; dobbiamo lavorare anche per garantire agli utenti una qualità di viaggio, con una comodità che è anche uno dei punti di forza dell'alta velocità.»
Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, ha parlato di «un momento importante per tutto il Consiglio: si dà risposta ad una legge approvata all'unanimità, e confermiamo la priorità di questo Governo accordata al miglioramento e al potenziamento della ferrovia.»
Il Consigliere Elso Gerandin, in sede di dichiarazione di voto, ha annunciato l'astensione del gruppo Mouv':  «Pur non mettendo in dubbio i contenuti della legge di iniziativa popolare, dobbiamo prendere atto che questo è un atto di indirizzo vuoto nei contenuti e sotto il profilo finanziario. Quando si parla di Programma strategico bisognerebbe parlare con concretezza: questo ci sembra solo un modo per piantare una bandierina e illudere per l'ennesima volta i Valdostani.»
Anche la Consigliera Nicoletta Spelgatti ha annunciato l'astensione del gruppo Lega VdA: «Questo Programma andava approvato in concomitanza con il Piano regionale dei trasporti perché ci vuole una strategia d'insieme sui trasporti, mentre qui sembra che si voglia solo mettere una bandierina per accontentare Rete Civica. Vi è poi una mancanza di certezze finanziarie nonché di scelte sulla tratta Aosta/Courmayeur. Parlate di necessità di confronto con Regioni alpine, Stato ed Europa ma politicamente questa maggioranza è completamente isolata e quindi una parola sola: auguri.»
Per la Consigliera Manuela Nasso (M5S), «pur con tutte le criticità del caso, finalmente disponiamo di un documento a cui, per un certo verso, hanno contribuito anche dei comuni cittadini. Questo Piano in alcuni punti presenta lacune, ma oggi lo voteremo e continueremo a lavorare per migliorarlo. Intanto, possiamo finalmente compiere un piccolo passo in avanti.»

Il Consiglio Valle ha approvato con 33 voti a favore e 1 astensione (Consigliere Restano) la proposta di legge di modifica alle norme in materia di prevenzione, contrasto e trattamento della dipendenza dal gioco d'azzardo patologico (legge regionale n. 14/2015).
Il provvedimento legislativo, che si compone di tre articoli, è stato sottoscritto da tutti i componenti della quinta Commissione - Luca Bianchi (UV), Patrizia Morelli (AV), Paolo Sammaritani e Andrea Manfrin (Lega VdA), Alessandro Nogara (AV), Flavio Peinetti (UV), Maria Luisa Russo (M5S) -, ed è volto a chiarire l'ambito di applicazione dei divieti previsti per gli esercizi pubblici e commerciali, quali bar e tabacchini.
Il Presidente della quinta Commissione "Servizi sociali", Luca Bianchi (UV), ha relazionato in Aula spiegando: «La necessità dell'intervento deriva dal dubbio interpretativo insorto, in sede di applicazione della legge regionale n. 14/2015, in ordine all'assoggettamento ai limiti di distanza dei locali al cui interno siano collocati i cosiddetti "corner" destinati a giochi leciti diversi dalle "new slot" e dalle "video lottery". In particolare, l'ampia definizione contenuta nell'articolo 2 sembrerebbe precludere, sulla base dell'interpretazione letterale, l'apertura e il mantenimento dei cosiddetti "corner", situati all'interno di esercizi pubblici e commerciali, ad esempio tabacchini e bar, qualora si trovino a distanze dai luoghi sensibili inferiori a quelle previste dalla legge, non solo ove destinati alle slot e alle video lottery, ma anche ad altre tipologie di gioco lecito in concessione statale come ad esempio le lotterie istantanee, i gratta e vinci e i giochi numerici a quota fissa, a totalizzatore e a base sportiva, come il lotto e il superenalotto e il totocalcio. Con la modifica concordata in sede di Commissione, si vuole quindi specificare con chiarezza tale disciplina al fine di non penalizzare oltre misura gli esercizi commerciali e soprattutto andare incontro alle Autorità di pubblica sicurezza che sono deputate al controllo del rispetto della legge. Ricordo che senza questa modifica anche questi giochi rientravano nei divieti.»
Il Capogruppo della Lega Vallée d'Aoste, Andrea Manfrin, ha evidenziato che «la legge che viene approvata oggi risponde alla necessità di garantire il rispetto della volontà originaria della Commissione, ovvero quello di tutelare le fasce più deboli della popolazione sulle tipologie di gioco che provocano maggiore compulsività e l'insorgere dell'azzardopatia. Ho trovato un po' pretestuoso che dal 2015 ad oggi nessuno abbia mai trovato da ridire sul tema e si sia arrivati a poche settimane dall'entrata in vigore per sollecitare dubbi e correzioni. In ogni caso con questa legge si conferma lo spirito originario, ovvero quello di stabilire delle distanze per le tipologie di gioco come slot e sale scommesse e mi felicito per l'ampia convergenza su questo tema. Il tema più importante però, ora, è quello di far rispettare la norma, poiché ad oggi è vigente ma molti locali sono ancora pienamente in attività nonostante i divieti.»
Il Consigliere Flavio Peinetti (UV) ha voluto ribadire che le modifiche «si sono rese necessarie per fronteggiare le possibili problematiche che un dubbio interpretativo avrebbe potuto sollevare, creando anche pesanti conseguenze. Il lavoro della Commissione è stato corale, volto a trovare un compromesso in una norma che va al di là dell'appartenenza a un movimento politico o a un altro, non vuole eliminare il gioco lecito, ma fissare in modo ben chiaro le regole. Con questo provvedimento non possiamo di certo pensare di debellare la ludopatia, ma è una buona base di partenza: è un tentativo di rendere meno collegati i cosiddetti luoghi sensibili alle attività dove si gioca e si scommette.»
Il Vicecapogruppo del M5S Luigi Vesan ha riferito: «Dalle cifre dell'Istituto superiore della sanità si evince che, a livello nazionale, i giocatori problematici sono circa 1 milione e mezzo; i minorenni (cui comunque il gioco d'azzardo è vietato) afflitti da gioco problematico sono circa 68 mila e il 79,6% di essi pratica soprattutto scommesse sportive. Non disponiamo di un dato specificamente valdostano, ma si possono stimare coinvolti circa 140 ragazzini. La Valle d'Aosta non è un'isola felice: siamo convinti che anche le scommesse sportive vadano tenute alla larga dai ragazzi, dai Serd, dalle strutture ospedaliere e da tutte le strutture individuate dalla legge. Insomma, se mai si dovesse rimettere mano alla legge, bisognerebbe applicare formulazioni ancora più restrittive.»
La Consigliera del M5S Maria Luisa Russo ha sostenuto che «tutti i Commissari hanno lavorato insieme per compiere un percorso condiviso. Abbiamo voluto evitare di penalizzare gli esercizi commerciali, andando però incontro alle istanze della pubblica sicurezza. La quinta Commissione ha in effetti il compito di vigilare: allo stesso tempo, però, è giusto sottolineare come negli ultimi mesi abbiamo dedicato moltissime energie a questo tema. Quindi è importante che la Commissione possa dedicarsi anche ad altri temi legati alla sanità, proseguendo il suo lavoro e affrontando le altre criticità.»
L'Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Mauro Baccega, ha osservato che «il vizio del gioco ha devastato famiglie intere. Con questi provvedimenti stiamo facendo un buon lavoro per contrastare un fenomeno che sta crescendo. A settembre partirà una campagna di comunicazione per dare suggestioni importanti: giocare fa male alla salute, al portafoglio, alla famiglia. Ora ci aspetta un altro argomento da affrontare con urgenza: la lotta all'alcolismo.»
La Consigliera di ADU-VdA Daria Pulz ha espresso «l'auspicio che lo Stato e la Regione perseguano una politica di riduzione del danno, ben diversa dall'inutile proibizionismo: la ludopatia è un enorme danno per le persone e per le famiglie. Dobbiamo ricondurre l'azzardo in poche sedi lecite, regolamentare il fenomeno e attivare campagne di informazione a tutti i livelli. Senza una formazione adeguata è impossibile far passare i contenuti innovativi di questa legge.»
L'Assessore Chantal Certan (AV) ha quindi sottolineato che «i dati in nostro possesso sono preoccupanti, come anche quelli per altre dipendenze che coinvolgono i giovani. Come amministratori, dobbiamo ascoltare il grido d'allarme degli educatori che ci parlano di sempre maggiori occasioni di isolamento: la ludopatia è proprio una deriva che porta alla perdita dei rapporti umani. Personalmente ho anche dei dubbi sull'avere "poche sedi lecite" per l'azzardo, che sono comunque pericolose e un business per pochi. Oggi perfezioniamo questa legge, e qui inizia il lavoro più duro: dobbiamo tenere alta la guardia. Occorre operare per creare una nuova cultura su questo tema attraverso una lotta a queste nuove forme di solitudine e una nuova, necessaria educazione delle famiglie.»
Il Capogruppo del Mouv', Stefano Ferrero, ha affermato: «Il nostro voto è favorevole, anche se ravvisiamo una punta di ipocrisia generale, perché il paziente più ludopatico in quest'ultimo decennio è stata la Regione autonoma Valle d'Aosta, che ha sborsato milioni di euro per una Casa da gioco e quasi tutti i Governi che si sono avvicendati sono quelli che hanno giocato di più sulla pelle dei valdostani.»
La Presidente del Consiglio Valle, Emily Rini (PNV-AC-FV), ha detto di votare «convintamente questa previsione normativa perché si dà una risposta concreta al territorio e ringrazio la Commissione per il lavoro svolto. Vorrei riallacciarmi al discorso fatto dall'Assessore Baccega sul problema dell'abuso dell'alcol: siamo in emergenza su questa tematica e lo dico da amministratrice e da mamma. Sono sicura che questa sarà un'altra sfida che il Consiglio saprà cogliere.»
Il Capogruppo di Rete Civica-Alliance Citoyenne, Alberto Bertin, ha parlato di atto «che va nella direzione giusta e che conclude un percorso iniziato nel 2015, segno di una maggiore consapevolezza da parte di tutti riguardo al problema della ludopatia.»


In conclusione dei lavori dell'adunanza del 10 e 11 luglio, il Consiglio Valle ha approvato all'unanimità una risoluzione a firma dei gruppi Lega VdA, RC-AC, Mouv', M5S e ADU-VdA, così come modificata su proposta dell'Assessore alla sanità, che impegna il Governo regionale ad attivarsi per garantire, in accordo con il personale medico preposto, ai pazienti affetti da diabete mellito di tipo 1 la fornitura dei sistemi di monitoraggio in continuo del glucosio (CGM) al fine di migliorare la qualità della vita e ai pazienti diabetici di tipo 2, insulino dipendenti, con persistente scompenso glicometabolico e con ipogliecemie ripetute e documentate, la fornitura di sistemi di automonitoraggio.
Il Consigliere della Lega VdA Roberto Luboz, illustrando l'iniziativa, ha richiamato «i dati relativi ai pazienti diabetici in Valle d'Aosta che sono in numero di 5.500 oltre a circa 30 soggetti under 18: una più oculata e attenta gestione della glicemia è l'unica garanzia, oltre ad un corretto stile di vita, per evitare l'insorgenza di gravi e anche fatali complicanze. In altre realtà regionali sono ampiamente diffusi i sistemi di monitoraggio in continuo del glucosio CGM (Continuous Glucose Monitoring), che è particolarmente indicato per varie tipologie di pazienti diabetici.»
L'Assessore alla sanità e salute Mauro Baccega, nel proporre un emendamento alla risoluzione, ha evidenziato che «il nostro sistema di governo del diabete è mediamente molto buono e si distribuiscono un numero di presidi al di sopra della media nazionale. Siamo sicuramente favorevoli ad una più ampia introduzione dei sistemi di monitoraggio indicati nella risoluzione ma, tenuto conto delle analisi svolte dall’USL, risulta ragionevole la loro introduzione per una parte di pazienti, attentamente selezionati dai medici, che realmente possono beneficiare di queste nuove modalità di monitoraggio. È poi importante parlare di stili di vita che fanno ridurre le malattie.»
L'Assemblea ha anche respinto, con 16 voti a favore (Lega VdA, M5S, Mouv', ADU-VdA, GM) e 19 astensioni (AV, UV, SA, PVN-AC-FV, RC-AC), una mozione presentata dal gruppo Lega Vallée d'Aoste, volta ad impegnare il Governo regionale a mettere a disposizione gratuitamente delle scuole che ne faranno richiesta i locali del Teatro Splendor per gli spettacoli teatrali e/o musicali.
Nell'illustrazione, il Capogruppo Andrea Manfrin, specificata «l'importanza della formazione musicale nell'educazione e crescita dei ragazzi», ha rappresentato «la mancanza di disponibilità per alcune scuole di un teatro dove poter svolgere attività di teatro e musica, vedendosi così costrette a pagare, per l’affitto di un teatro, canoni di locazioni al di sopra delle disponibilità finanziarie delle Istituzioni scolastiche. Il teatro Splendor è di proprietà regionale, e l'Amministrazione potrebbe intervenire per sopperire a questa carenza concedendolo gratuitamente. Votare questa mozione significa dare un'importante possibilità di fruire di spazi a chi non ne ha.»
L'Assessore ai beni culturali, Laurent Viérin, pur concordando con l'intento dell'iniziativa, ha specificato: «Non esistono solo le scuole della città di Aosta e il ragionamento sugli spazi scolastici va affrontato in maniera più in generale, a partire dal prendere in considerazione l'insieme degli spazi, quali la Cittadella dei giovani e il teatro Giacosa per Aosta. Una cosa è la valenza dell'arte e del teatro, altra cosa è voler trasformare lo Splendor in un teatro per le scuole. Esprimiamo la nostra disponibilità ad analizzare i vari luoghi, così come a concedere gratuitamente, come già successo, lo Splendor alle scuole, tenuto conto che questa è una struttura che nasce per una già ben codificata programmazione culturale. Non possiamo quindi accettare l'impegno così come formulato, ma riaffermiamo la nostra volontà a ragionare per una migliore organizzazione degli spazi per le scuole.»
L'Assessore all'istruzione, Chantal Certan, ha aggiunto: «Le scuole necessitano di una migliore programmazione delle attività, a seguito anche dell'emanazione delle misure di sicurezza delle manifestazioni contenute nel decreto Gabrielli: è in base a questi vincoli, ad esempio, che spesso non è più possibile effettuare spettacoli in quello che era il piccolo auditorium di istituto. L'utilizzo dello Splendor non è mai stato rifiutato quando la richiesta è stata fatta dalle Istituzioni scolastiche, ma comporta anche la presenza di personale ad hoc per la questione della vigilanza e del "service", aumentando i costi. Questo rappresenta un ulteriore problema, data la ristrettezza del budget delle Istituzioni scolastiche. A questo proposito, cercheremo di incrementare i fondi per le attività didattiche. Questa mozione rappresenta comunque uno spunto per un ragionamento più globale sugli interventi da realizzare nel prossimo futuro per venire incontro alle attività scolastiche. Sono molto felice che sempre più spesso in quest'Aula si pongano riflessioni legate alla didattica e alla pedagogia.»
È stata ritirata dalla proponente, la Consigliera Daria Pulz (ADU-VdA), la mozione concernente la valorizzazione della toponomastica locale attraverso un'adeguata cartellonistica sul territorio, dopo aver concordato sull'opportunità di trattare l'argomento nelle Commissioni competenti.

I lavori sono conclusi. Il Consiglio torna a riunirsi mercoledì 24 e giovedì 25 luglio.

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