Bobine

La prima lunga giornata della nuova maggioranza

Lunedì 10 dicembre, i lavori del Consiglio Valle si sono aperti con una richiesta di sospensione da parte della Lega e con una riunione alla quale hanno partecipato anche Movimento 5 stelle, Mouv’ e le due fazioni di Impegno civico.

La definizione della procedura
Occorreva infatti decidere l’attribuzione dei posti di vicepresidente e di segretario del Consiglio. Al rientro, Andrea Manfrin ha chiesto che fosse discussa separatamente l’elezione della Presidenza, dell’Ufficio di Presidenza e della mozione di sfiducia e non, come richiesto, da Alberto Bertin, congiuntamente. La decisione è stata dunque demandata alla Conferenza dei capigruppo,che ha optato per un’unica discussione: “Perché questo deve essere un momento che chiude una fase della legislatura e ne apre un’altra", ha detto Patrizia Morelli (Alpe). Ha poi proposto Emily Rini (Gruppo misto) quale presidente, Augusto Rollandin (Uv) quale vicepresidente e Claudio Restano (PnV) quale segretario.

Il dibattito
È stato Antonio Fosson, quale candidato alla presidenza della Regione, a illustrare la mozione di sfiducia costruttiva al presidente Nicoletta Spelgatti. Ha auspicato che il lavoro della nuova Giunta sia all’insegna del dialogo e del confronto permanente, che ha detto invece essere mancato all’Esecutivo precedente. Ha detto che i 18 autonomisti non si sono messi d’accordo per il potere e la spartizione delle poltrone ma per far fronte alle urgenze accumulatesi. Ha citato Spelgatti: “Lasciateci lavorare e giudicateci poi su quello che faremo”. Poi ha illustrato la ripartizione delle deleghe.
Ha detto di voler essere meno celebrativo, Luciano Mossa (M5S), aprendo il suo intervento rivolto a quello che ha definito “governo minestrone” è una maggioranza con dieci condannati per danno erariale. Un discorso sarcastico, il suo, nel quale ha reiteratamente ricordato il peso del suo partito in Parlamento.
Anche Stefano Ferrero (Mouv’) ha sottolineato le pendenze giudiziarie dei componenti della nuova maggioranza. E si è chiesto con quale credibilità questo Governo potrà trattare con gli altri organismi istituzionali. Non ha voluto far pronostici rispetto alla durata di questo Governo nascente ma ha suggerito che si approvi il Bilancio, si riformi la legge elettorale e poi si torni al voto.
Andrea Manfrin (Lega) è intervenuto ribaltando sui consiglieri della nuova maggioranza ciò che loro avevano detto sulla maggioranza Spelgatti. Ha invitato Rini a ripensarci, come aveva Fatto Bianchi. Venendo alle due pagine del “corposo” programma, ha ricordato che quello della Lega era stato definito approssimativo. Ha poi ironizzato rispetto alle Cassandre che preconizzavano una vita breve per una maggioranza a 18 e ora stanno dando vita a una dello stesso peso numerico. Roberto Luboz (Lega) ha affermato che l’unica cosa in cui questa maggioranza può sperare è di ritardare ancora per un po’ il cambiamento del sistema Valle d’Aosta.
Maria Luisa Russo e Manuela Nasso (M5S), Daria Pulz, Alberto Bertin e Chiara Minelli (Impegno civico) si sono principalmente concentrati sulla genericità del programma e hanno suggerito implementazioni. Hanno condiviso la convinzione che la Valle d'Aosta si meriti di meglio. Minelli ha spiegato quale sarebbe stata la loro proposta di adesione alla maggioranza "per lasciarla sul tappeto del dibattito politico anche se non è stata presa in considerazione, perché non è da escludere che vi siano ulteriori crisi".
Elso Gerandin (Mouv') ha definito positiva l'esperienza di governo che si è conclusa, annientata dalla slealtà di alcuni componenti. Ha affermato che, se di grave crisi della Valle d'Aosta bisogna parlare, non è da imputare ai cinque mesi dell'ultimo Governo, bensì a quelli precedenti, che non hanno effettuato nessuna autocritica in proposito.
Ha dunque ripreso la parola Antonio Fosson: "Lasciateci lavorare ma dateci anche una mano a non sbagliare", ha risposto a Gerandin. Ai giustizialisti ha replicato che le condanne amministrative non sono facili da gestire ma che, comunque, nessun condannato ha intascato un singolo euro ma ha agito a tutela dei lavoratori del Casino de la Vallée. A Stefano Ferrero ha detto che trovare assessori esterni non sarebbe stato facile. Agli echi di Manfrin ha replicato che 18 sono pochi ma 10 sono meno. A Mossa, ha detto che parlare di rubinetti romani non è appropriato. Ha infine detto che il suo gruppo ha un grande senso di responsabilità ed è pieno di umiltà e di paura per ciò che si appresta ad affrontare.
Si sono dunque aperte le dichiarazioni di voto. Luigi Vesan (M5S) ha argomentato il proprio voto contrario perché quello che nascerà non si capisce se sarà un governo di emergenza o legislatura. Ha auspicato che sia "un governo di sparizione". Andrea Manfrin ha annunciato il voto contrario e la candidatura di Luca Distort alla carica di vicepresidente e di Luigi Vesan a quella di segretario del Consiglio Valle.

Le votazioni
La presa d'atto delle dimissioni del presidente del Consiglio è stata unanime. La votazione del nuovo presidente si è svolta in cabina. Emily Rini è stata eletta con 18 voti, mentre 16 sono andati a Elso Gérandin e uno a Claudio Restano. "È l'apertura di una nuova fase di questa legislatura", ha detto ringraziando i colleghi consiglieri. Ha detto che cercherà di essere il garante della dignità di ognuno di loro, "per rendere all'Assemblea il suo ruolo di discussione serena e di adozione delle decisioni".
Si è quindi votato l'Ufficio di Presidenza. 18 voti per Augusto Rollandin, 14 per Luca Distort, 20 per Claudio Restano e 14 per Luigi Vesan. La mozione di sfiducia costruttiva ha avuto 18 voti favorevoli e 17 contrari.


 


Nuova disciplina per l'esame di francese alla maturità
Il Consiglio Valle ha approvato, con 32 voti a favore (UV, UVP, ALPE, SA, GM, Lega VdA, M5S, Mouv' e Consigliera Pulz di Impegno Civico) e 2 astensioni (Consiglieri Minelli e Bertin di Impegno Civico), il disegno di legge riguardante la disciplina dello svolgimento delle prove di francese all'esame di Stato del secondo ciclo di istruzione in Valle d'Aosta.
Il provvedimento, presentato dalla Giunta regionale il 4 settembre scorso, è stato emendato in quinta Commissione, che ha licenziato un nuovo testo, composto di 14 articoli volti ad abrogare la legge n. 52 del 1998 e ad aggiornare la disciplina delle prove di francese all'esame di Stato delle scuole superiori, anche alla luce delle novità introdotte dal decreto legislativo n. 62/2017 inserendole nell’ambito della competenza legislativa della Regione in questa materia, ulteriormente rafforzata dalle norme di attuazione del 2016 sull'ordinamento scolastico.
Il Consigliere Luca Distort (Lega VdA), relatore del provvedimento, ha rappresentato all'Aula le principali novità del decreto legislativo n. 62/2017: l'istituzione di prove a carattere nazionale, predisposte dall’INVALSI, volte a verificare i livelli di apprendimento conseguiti in italiano, matematica e inglese; l'ammissione all’esame di Stato a condizione che lo studente abbia partecipato alle prove a carattere nazionale predisposte dall’INVALSI; la riduzione da tre a due delle prove scritte, una di lingua italiana e una relativa a una disciplina di indirizzo, con conseguente eliminazione della terza prova scritta pluridisciplinare; la revisione della prima prova scritta che accerta la padronanza della lingua italiana o della diversa lingua nella quale si svolge l’insegnamento, nonché le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche del candidato; la pubblicazione di quadri di riferimento per la redazione e lo svolgimento delle prove e di griglie di valutazione per l’attribuzione dei punteggi, al fine di uniformare i criteri di valutazione delle diverse commissioni di esame.
Il Consigliere Distort ha quindi spiegato che «il modello proposto da questo disegno di legge prevede, quindi - ed è questa la novità più rilevante - che prima dell’esame di Stato, oltre alle prove, predisposte a livello nazionale dall’INVALSI per verificare le competenze acquisite in italiano, matematica e inglese, vi sia una prova regionale di lingua francese che accerta i livelli di apprendimento della predetta lingua attraverso prove di posizionamento (B2-C1) sulle abilità di comprensione scritta e orale e di produzione scritta e orale, coerenti con il Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue; durante l’esame di Stato, una terza prova di francese le cui tipologie e modalità di svolgimento sono definite con decreto dell’Assessore regionale competente in materia di istruzione, da emanarsi entro il mese di agosto di ogni anno scolastico; il rilascio di una certificazione di conoscenza della lingua francese all’interno del diploma di esame di Stato, dedotta dai risultati della prova INVALSI. Questo modello risponde a diverse esigenze, tra le quali l'ancoraggio allo standard internazionale di riferimento per le certificazioni linguistiche, che faciliterà il riconoscimento della predetta certificazione in contesti lavorativi o di studio, nazionali e internazionali; il rispetto del dettato statutario che parifica le due lingue nella nostra Regione; l'uniformità di accertamento e di valutazione delle abilità di comprensione e produzione scritta e orale all’interno dell’esame di Stato.»
«Per l’anno scolastico 2018-2019 - ha concluso Luca Distort -, il provvedimento intende mantenere inalterate le tipologie della prova scritta di francese prevista ai sensi della legge regionale n. 52/1998. La prova di lingua francese, prevista in analogia con le prove INVALSI, entrerà, pertanto, in vigore a partire dall’anno scolastico 2019-2020 quando arriveranno in classe quinta gli studenti che hanno già sperimentato la prova regionale di lingua francese al termine della classe seconda (anno scolastico 2016-2017). L’introduzione del nuovo modello sarà preceduta e accompagnata dalla costituzione di gruppi di lavoro composti da docenti di francese, rappresentativi di tutte le istituzioni scolastiche. I gruppi di lavoro procederanno alla definizione condivisa del formato delle prove (regionali di posizionamento e terza prova) e delle griglie di valutazione, in analogia con quanto già sperimentato per le prove regionali relative agli altri gradi di scuola.»
La Consigliera Daria Pulz (IC) ha evidenziato: «Questa legge dovrebbe essere l'occasione per ripensare a tutto il curriculum dell'insegnamento del francese e spronare i professori di disciplina, così come gli insegnanti di materie non linguistiche, a rivedere il loro approccio, per renderlo sempre meno nozionistico e dogmatico, ma incentrato sulle reali esigenze comunicative richieste dalla nostra società. L'atout di questa legge risiede nel riferimento al "Cadre commun européen de réference pour les langues", perché la certificazione che lo studente avrà alla fine degli studi gli consentirà di misurare le competenze raggiunte e posizionarsi sia individualmente sia come parte dell'Istituzione scolastica, in modo scientifico, al di là della valutazione che può subire pregiudizi. Sta poi alle Università riconoscere o meno la validità di questo titolo, che sarà rilasciato dalla Sovrintendenza regionale agli studi. In questo processo di cambiamento vanno coinvolti a fondo i docenti di francese, ma anche tutti gli altri insegnanti, gli allievi e le famiglie. La legge non deve essere calata dall'alto, rischiando di produrre effetti di protesta, ma va presentata e discussa nelle sedi opportune. Altro atout di questo provvedimento è voler uniformare le griglie di valutazione. Il mio voto sarà favorevole non solo per l'urgenza della legge, in modo da poter informare correttamente le scuole e, di conseguenza, formare gli alunni, ma anche perché è un provvedimento che possiamo giudicare discreto, così come emerso in sede di audizione in Commissione. Lo studio di una lingua e una cultura in maniera inclusiva è un valore aggiunto della scuola valdostana che dobbiamo coltivare con impegno.»
Augusto Rollandin a remarqué: «Au cours des travaux de la cinquième Commission on a travaillé en abordant aussi le problème de faire comprendre la richesse du français pour notre Région et de certifier le niveau de connaissance de cette langue. Les temps d'élaboration de cette loi ont été très étroits, on n'a pas pu effectuer des approfondissements ultérieurs, mais le résultat aujourd'hui est satisfaisant; il faut toutefois travailler encore et l'améliorer. Quand même, on a fait des pas de l'avant.»
Maria Luisa Russo (M5S) ha dichiarato: «In questa legge vedo aspetti positivi e un'ulteriore valorizzazione oltre che un'occasione di nuova vivacità della lingua francese. Ma soprattutto vedo che i ragazzi avranno un'ulteriore occasione di crescita delle competenze specifiche trasversali e una nuova capacità di adattamento alla realtà. Tramite simulazioni, i ragazzi avranno la possibilità di essere tranquillizzati e di affrontare la prova con tranquillità. Due sollecitazioni sul concetto di valutazione, che non piace a nessuno: la valutazione deve essere formativa e deve servire a rafforzare il percorso degli studenti. Rilevo poi che è inutile estendere i programmi di insegnamento; l'accoglienza degli insegnanti e la modalità di presentazione del test invalsi faranno la differenza.»
Chiara Minelli (IC) ha annunciato il proprio voto di astensione sul disegno di legge, «perché vi è la necessità di rivedere la promozione dello studio del francese in Valle d'Aosta, mentre questo testo non interviene per migliorare le competenze dei ragazzi, ma è una legge che riguarda esclusivamente l'esame di maturità. Mentre le prove invalsi nazionali sono anonime, quelle per il francese saranno nominative: io credo che sarebbe stato meglio utilizzare lo stesso metodo per il francese, al fine di monitorare il livello di studio della lingua per poi andare a proporre un nuovo modello. Per l'applicazione di questa legge si utilizzeranno molte risorse pubbliche, che andrebbero destinate a molte altre criticità della scuola valdostana. Inoltre, ancora una volta ci si occupa esclusivamente di competenze linguistiche, mentre bisognerebbe intervenire anche sulle altre materie. Altra cosa è pensare una certificazione spendibile per i nostri studenti, ma che dovrebbe essere svincolata dall'esame di maturità. Si è forse proceduto troppo in fretta e si è perso di vista un impianto più ragionato e meditato.»
Paolo Sammaritani (Lega VdA) ha precisato: «Le prove Invalsi sono anonime laddove si deve arrivare a fare elaborazioni statistiche, ma non possono esserlo se costituiscono condizione all'ammissione all'esame. In questa legge non ci sono anomalie, non c'è stata fretta, ma per esperire il procedimento per arrivare all'emanazione di un decreto del Presidente della Repubblica si è cercato di accelerare il lavoro.»
Patrizia Morelli (ALPE) a observé: «Suite à l'intéressant débat en Commission, on a fait un pas de l'avant, un point à faveur de la langue française et de la perception que les jeunes ont du français. Avec cette certification on permet une reconnaissance utilisable à niveau national et international. C'est donc un résultat positif à apprécier. Le français est un patrimoine, non une charge onéreuse pour les étudiants qui doivent être mis dans la condition de voir reconnues leurs compétences linguistiques.»
L'Assesseur à l'éducation Chantal Certan a souligné que «ce projet de loi a eu un processus d'examen assez long du moment qu'il a démarré en juillet 2017. Il est important d'adapter de façon ponctuelle et scientifique le nouveau système de l'examen d'Etat au contexte valdôtain en ce qui concerne l'épreuve d'Etat du mois de juillet 2019. Cette nouvelle formule d'examen est importante pour l'épanouissement de notre plurilinguisme et pour les garanties de notre Région, car le texte représente un pas en avant par rapport au décret national. Pour ce qui est de l'épreuve du mois d'avril, épreuve d'accès pour l'examen d'Etat, tous les élèves valdôtains auront un encadrement pour ce qui est des compétences linguistiques reconnues au niveau européen. Il sera important d'expérimenter ce nouveau système de façon graduelle, afin de pouvoir vérifier les problèmes éventuels découlant de son application, mais il est aussi important de rechercher, si possible, des améliorations.»


 


Rinviate le proposte di legge su elezioni e mobilità
La Conferenza dei Capigruppo ha deciso di rinviare all'esame della Commissione le due proposte di legge in materia di elezioni del Consiglio Valle, a fronte dei numerosi emendamenti depositati in Aula.
È stato anche rinviato in Commissione il disegno di legge sulle disposizioni regionali per lo sviluppo della mobilità sostenibile sul territorio, già iscritto a questa adunanza per decorrenza termini.


 


Contrasto al gioco d'azzardo
Il Consiglio Valle ha approvato all'unanimità la proposta di legge che modifica i termini per l'applicazione delle misure di prevenzione e di contrasto alla dipendenza dal gioco d'azzardo di cui alla norma regionale n. 14 del 2015.
Presentato dai gruppi consiliari Lega Vallée d'Aoste, Movimento 5 Stelle, Mouv', Impegno Civico, ALPE e sottoscritta dalla Consigliera Rini (GM), il provvedimento legislativo è stato illustrato in Aula Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin. «Questa proposta di legge - ha detto Manfrin - si incardina in un percorso legislativo che, in tutta Italia, ha visto le Regioni schierarsi a fianco di chi combatte la dilagante piaga della ludopatia, dai malati di gioco d'azzardo patologico alle associazioni. Il fenomeno che si intende combattere è particolarmente insidioso e ha assunto in questi ultimi anni dimensioni sempre più allarmanti, tanto da poter essere considerato a tutti gli effetti una vera e propria piaga sociale. La Valle d'Aosta, così come la totalità delle altre regioni, non è immune dalla patologia citata e proprio per questo si è reso necessario un intervento normativo di tutela e contrasto attuato con l'approvazione all'unanimità della legge regionale n. 14 del 2015, che oggi proponiamo di modificare.»
«Una delle principali misure introdotte dalla legge del 2015 - ha proseguito il Consigliere Manfrin - è stata quella dell'imposizione delle distanze delle strutture per l'esercizio del gioco d'azzardo dai luoghi sensibili del territorio regionale, ovvero il rispetto di una distanza di 500 metri di raggio da istituti scolastici e strutture culturali e sociali. Detto limite, però, già in vigore per le attività di nuova apertura, era stato vincolato, per quelle già operanti, alle date del 2023 per quella a esercizio prevalente, e al 2020 per quelle a carattere secondario. La proposta che sottoponiamo all'attenzione dell'Aula, modificando le disposizioni transitorie, interviene anticipando i termini rispettivamente al 1° giugno 2019 e al 1° gennaio 2019, e introducendo un nuovo metodo di misurazione delle distanze, non più per mezzo del percorso pedonale più breve, ma tramite il raggio dai luoghi sensibili, più facilmente misurabile.»
Patrizia Morelli ha precisato: «ALPE ha sostenuto convintamente il disegno di legge illustrato dal Consigliere Manfrin e aveva già contribuito alla stesura della legge 14/2015 che aveva posto la nostra Regione all'avanguardia e in una situazione di preveggenza rispetto ad altre realtà. Votarla oggi è quanto mai opportuno, la proposta successiva di UV e UVP è ulteriormente migliorativa e ci porrà in una situazione di contrasto ancora più incisivo rispetto a una piaga purtroppo presente anche in valle d'Aosta.»
Le Conseiller de l'UV Augusto Rollandin a parlé «d'un phénomène très grave. Toute personne peut s'approcher des slots machines dans les bars et jouer: il s'agit là d'un thème qui impacte fortement sur la diffusion de la ludopathie. C'est pourquoi nous avons déposé une proposition de loi afin d'interdire l'ouverture de nouveaux espaces consacrés au jeu: une proposition qui a reçu l'approbation de toutes les communes, car le problème est en train de se diffuser de façon préoccupante. Cela dit, nous sommes d'accord avec ce texte, car il anticipe les délais concernant le respect des distances, en améliorant ainsi la loi régionale de 2015.»
Claudio Restano, annunciando il voto favorevole al provvedimento ha ricordato: «La legge regionale n. 14/2015 ha visto ampie discussioni in Commissione e poi in Aula, prima di essere approvata all'unanimità.  Oggi votiamo convintamente questa nuova legge.»


 


L'Assemblea ha poi respinto, con 18 voti contrari e 15 a favore, l'iscrizione di un ordine del giorno collegato alla proposta di legge e depositato dai gruppi Mouv' e Lega VdA riguardante il Casino de la Vallée.Voleva impegnar eil Consiglio regionale a non erogare più a nessun titolo ulteriori fondi pubblici alla Casino de la Vallée SpA e il governo a continuare il percorso di risanamento intrapreso con la richiesta di concordato preventivo fatta dall'attuale amministratore unico.

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