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Bobine

I lavori del Consiglio Valle nella giornata del 10 luglio

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta si è riunito nella giornata di mercoledì 10 luglio.

Con un'interrogazione a risposta immediata, il gruppo Mouv' ha chiesto approfondimenti sui lavori autostradali che stanno interessando in particolare il tratto di competenza della società SAV, tra Quincinetto e Aosta.
«Vogliamo sapere se siano già state messe in campo azioni nei confronti della SAV - ha sottolineato il Consigliere Elso Gerandin -, affinché già dal prossimo fine settimana si ponga fine a questa via crucis del turismo legato a scelte e programmazioni di lavori che di fatto pregiudicano l'accesso autostradale alla Valle d'Aosta e congestionano le strade statali con relativi pericoli annessi.»
L'Assessore ai trasporti, Luigi Bertschy, ha risposto: «Questa situazione è conseguenza di anni e anni di mancata pianificazione e strategia. Le stesse autostrade sono quelle di un tempo. In particolare, nel dicembre 2018 si sono appaltati i lavori di messa in sicurezza delle gallerie per il necessario adeguamento alla normativa europea. Non stiamo quindi parlando di cantieri non presidiati, ad esempio per l'asfaltatura, ma di importanti lavori di messa in sicurezza di gallerie. Ciò non toglie che queste operazioni non debbano comunque creare tutti questi problemi.»
«I lavori saranno sospesi ad agosto, per poi riprendere a settembre e concludersi entro l'Immacolata - ha aggiunto l'Assessore Bertschy -. L'azienda ha optato per non effettuare questi interventi nelle grandi festività (Immacolata, Natale, Pasqua), ma si tratta pur sempre di opere consistenti, per cui i cantieri non possono essere sospesi nei fine settimana. La società SAV, su richiesta dell'Amministrazione regionale, ha accettato di trovare una soluzione per la galleria di Hône, predisponendo apposita regolamentazione del traffico. Domenica scorsa, nonostante i problemi gestiti anche in raccordo con la Protezione Civile, è stato mantenuto un livello di gestione del traffico migliore del passato. Va anche sottolineato che su questa situazione incidono negativamente i semafori che lungo la Statale rimangono attivi e creano ulteriori ingorghi. In questi mesi di lavoro ho riscontrato la mancanza di una visione generale del sistema della viabilità e dei trasporti: c'è tanto da fare ma abbiamo preso in carico la questione.»
Il Consigliere Elso Gerandin, nella replica, ha esortato a trovare una soluzione: «Luglio è un mese fondamentale per le attività turistiche della nostra regione, non è concepibile dover vivere questo calvario. Ribadisco la richiesta di aprire tavolo di confronto con la SAV per eliminare al più presto questa criticità, che peraltro fa aumentare il rischio di incidenti.»

Il gruppo Lega Vallée d'Aoste ha interrogato il Governo regionale in merito alla rimozione delle telecamere presso la sede dell'INVA, sita in località L'Île-Blonde di Brissogne, che risulterebbe essere stata messa in opera di recente.
I Consiglieri, chiedendo se questa notizia sia vera, hanno voluto conoscere l'atto amministrativo interno che giustifichi questo intervento, nonché i costi di installazione e quelli di rimozione.
Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, ha risposto: «L'immobile è di proprietà della società Autoporto e INVA ne occupa una parte, sulla base di contratto di locazione, insieme con il Dipartimento regionale innovazione e agenda digitale. Le telecamere erano già presenti negli spazi comuni e facevano parte di un impianto di videosorveglianza di proprietà e sotto la responsabilità di Autoporto, cui né INVA né il Dipartimento innovazione hanno mai avuto accesso. Si tratta di un impianto che non è mai stato attivato. INVA, sin da subito, ha invitato Autoporto a farsi carico dell'impianto, facente parte dei locali locati, ma la Società si è limitata a mantenerlo spento.»
«A seguito dell'entrata in vigore del regolamento UE - ha proseguito il Presidente Fosson -, si è fatta ancora più urgente la necessità che l'impianto fosse preso in gestione, non potendo più essere mantenuto installato ma spento, comportando problematiche dal punto di vista del diritto. Il 3 maggio scorso si è quindi tenuta una riunione congiunta, cui ha fatto seguito, il 3 giugno, da parte di INVA e del Dipartimento regionale, la richiesta di dismettere l'impianto, in modo da non incorrere in sanzioni. Il 5 giugno la Società Autoporto ha dato riscontro favorevole, procedendo alla rimozione. Tutti i costi, dall'installazione alla dismissione, sono stati sostenuti dalla Società Autoporto.»
Nella replica, il Capogruppo Andrea Manfrin, definendo «deficitarie le risposte ottenute», ha osservato: «Sulla società Autoporto abbiamo pur sempre voce in capitolo, non è un'entità estranea all'Amministrazione. Il Presidente non ha riferito i costi di installazione e rimozione di questo impianto. Inoltre, mi chiedo se sia stato rispettato l'obbligo di accordarsi con i Sindacati per l'installazione di un impianto di videosorveglianza interno. Non capisco la ratio della rimozione, che ha comunque comportato una spesa: le telecamere non erano funzionanti, non sussistevano problemi di privacy. Torneremo sicuramente sulla questione, in modo da avere le informazioni che oggi non abbiamo ricevuto.»

La proroga dei componenti delle Commissioni mediche per l'accertamento dell'invalidità civile, dell'handicap e delle condizioni di disabilità è stata al centro dell'interpellanza discussa dal gruppo Lega Vallée d'Aoste.
«La durata delle nomine in questione - ha riferito il Capogruppo Andrea Manfrin - ci risulta essere dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016, non automaticamente rinnovabili. Tenuto conto del fatto che ogni ricerca effettuata dagli uffici, per recuperare l'atto di rinnovo 2017-2019, è stata infruttuosa, chiediamo se effettivamente sia stato emanato un atto di proroga dei componenti le Commissioni mediche oppure, in caso negativo, quali siano le motivazioni alla base di una proroga avvenuta senza alcun atto a supporto.»
L'Assessore alla sanità, Mauro Baccega, ha risposto: «Le Commissioni, in passato, sono state rinnovate mano a mano che scadevano e, quindi, in tempi diversi l'una dall'altra. Ognuna delle 10 Commissioni attive aveva quindi una scadenza naturale differente. La decisione di procedere al rinnovo di tutte le Commissioni attraverso l'avvio di una unica procedura, allineando di fatto tutte le scadenze, è stata dettata dalla necessità di rispettare il principio di rotazione degli incarichi dei componenti le Commissioni stesse. Non si sarebbe potuto rispettare questo principio se non avessimo deciso questo allineamento. La decisione di procedere ad un unico avviso e delle motivazioni che avevano determinato tale scelta nonché della conseguente proroga dell'incarico è stata data ad ogni componente effettivo e supplente delle 10 Commissioni attraverso una nota raccomandata con ricevuta di ritorno a novembre 2017, preceduta da un incontro con tutti i Presidenti delle 10 Commissioni al fine di condividere questa scelta. Mi preme comunicare poi che tre decreti di nomina sono stati firmati, per cui le Commissioni mediche "Aosta 1", "Aosta 2" e "Aosta 5" saranno operative a breve consentendo così di dare le dovute risposte.»
Nella replica, il Capogruppo Andrea Manfrin ha «apprezzato il tentativo dell'Assessore di coprire una serie di manchevolezze del passato, ma non posso accontentarmi della sua risposta: quando una pubblica amministrazione deve fare un avviso di selezione, non può limitarsi a inviare una nota personale direttamente al professionista. Per rinnovare le Commissioni c'è bisogno di un atto pubblico, cosa che non è stata fatta: pare quindi evidente che quanto deciso dalle Commissioni durante i due anni di proroga, che nessuno ha mai deliberato, sia a forte rischio di essere invalidato. È molto grave che si giustifichi questa mancanza. Chiedo all'Assessore di fare chiarezza e di aprire un'inchiesta interna. Su questo faremo molti approfondimenti perché la pubblica amministrazione è di tutti i cittadini e non solo di qualcuno.»

Con un'interpellanza, il gruppo Rete Civica-Alliance Citoyenne è tornato a parlare dell'aeroporto Corrado Gex di Aosta.
«Nella bozza del nuovo Piano regionale dei trasporti si prevede un collegamento tra l'aeroporto valdostano e quello di Bologna, mentre trattative sarebbero in corso da parte della società di gestione AVDA per collegare lo scalo valdostano con quello di Lamezia Terme - ha evidenziato il Capogruppo, Alberto Bertin -. Tenuto conto del riscontro insoddisfacente di iniziative analoghe già messe in campo, mi chiedo se siano state effettuate analisi in merito alla sostenibilità economica, in particolare del volo per Bologna, e se, nonostante la notevole riduzione di passeggeri prevista dal nuovo master Plan, sia confermata la volontà di portare a termine l'aereostazione e il terminal dell'aeroporto. Infine, vorrei conoscere le valutazioni e gli intendimenti del Governo regionale non solo in merito a questi collegamenti aerei, ma anche riguardo ai contenziosi tra la Regione e AVDA.»
L'Assessore ai trasporti, Luigi Bertschy, ha riferito: «Al momento, non abbiamo valutazioni sulla sostenibilità economica del collegamento con Bologna, trattandosi di un'ipotesi ancora da verificare, verranno verificate nella fase 3 del Piano regionale dei trasporti. Con questo progetto, si è immaginato di ridurre i tempi di percorrenza per arrivare a un aeroporto strategico che garantisce uno snodo con numerose altre destinazioni. Sull'aeroporto si stanno conducendo altre analisi, nell'intento di dare maggiore operatività ai voli commerciali.»
In merito al calo di passeggeri, l'Assessore ha spiegato: «Siamo in una fase di definizione di programmi e di progettazione. Entro la fine dell'autunno possederemo tutti gli elementi necessari per compiere ulteriori e ultime verifiche sulla realizzazione del master Plan, che, pur parlando di riduzione di passeggeri, continua a dare una valutazione positiva, anche se per l'aerostazione bisognerà immaginare ulteriori servizi per il suo sviluppo. Entro fine anno, oltre al completamento delle varie analisi sul master Plan, avremo già avviato le richieste di autorizzazione all'ENAC e il Consiglio regionale avrà tutte le informazioni necessarie.»
«Infine, rispetto ai contenziosi, ricordo che il 29 aprile è stato approvato un accordo transattivo che auspichiamo metta in condizione l'azienda di lavorare nella realizzazione degli obiettivi comuni per una migliore strategia di utilizzo dell'infrastruttura. Rispetto ai voli commerciali, non ci sono finanziamenti regionali. L'operatività dei voli ora è stata garantita ad un'utenza non con grandi numeri, ma che ha manifestato soddisfazione. Da parte nostra, volontà di potenziare le attività dell'aeroporto, in cui rientra anche il servizio di Protezione civile.»
Il Consigliere Alberto Bertin ha replicato: «In generale, la sostenibilità economica deve essere messa al primo punto del dossier aeroporto, tenuto conto che, sin dal 2004, la scelta di trasformare l'aeroporto in grande struttura commerciale al contribuente valdostano è costata molto. Questo bagno di sangue deve essere interrotto. È importante poter disporre entro fine anno di tutti gli elementi per decidere finalmente del futuro di questa infrastruttura, andando nella direzione di quella risoluzione approvata anni or sono dall'Aula prevedendo, oltre alla revisione del master Plan, una vocazione maggiormente turistica e sportiva.»

Il gruppo Ambiente Diritti Uguaglianza VdA ha voluto fare il punto sull'attuazione dei servizi socio-educativi, socio-sanitari e socio-assistenziali a favore di persone con disabilità in Valle d’Aosta.
La Consigliera Daria Pulz ha fatto «riferimento ai giovani disabili ormai adulti che, dopo un accurato percorso educativo svolto nelle Istituzioni scolastiche, rischiano di essere abbandonati a loro stessi e alle difficoltà di gestione da parte delle famiglie», chiedendo a che punto sia l'attuazione dei servizi. Inoltre, ha chiesto gli intendimenti del Governo regionale a proposito «della realizzazione del Servizio di educativa territoriale e del rafforzamento del personale tramite l’assunzione dei nuovi educatori professionali e degli operatori socio-assistenziali nei Centri educativi assistenziali-CEA, tra cui il nuovo centro di Gressan.»
L'Assessore alla sanità, Mauro Baccega, ha risposto: «Sul territorio sono presenti numerose strutture che sono rivolte principalmente a giovani adulti, che si affiancano ai servizi di accompagnamento e altre attività specifiche. Dal 2018 è operante l'Unità di valutazione multi-dimensionale della disabilità, che nel 2019 ha previsto la possibilità di elaborare un "progetto di vita" per i ragazzi che concludono il percorso scolastico. Ad oggi sono 10 le persone che hanno aderito all'iniziativa, 4 sono in attesa di certificazione ai sensi della legge 104, mentre 12 non hanno ancora risposto ma potranno farlo anche in futuro». L'Assessore ha poi comunicato che «la Giunta ha approvato lo schema di contratto con la Società di servizi per l'impiego di 12 operatori sanitari e 8 educatori professionali all'interno dei CEA, che quindi potranno rafforzare le proprie attività. Mi auguro inoltre che i due dirigenti di Dipartimento oggi mancanti siano nominati al 1° agosto, migliorando l'efficienza della struttura. Molto è stato fatto e si sta facendo, ma vogliamo ancora migliorare.»
La Consigliera Daria Pulz ha replicato: «Auspichiamo che i giovani adulti con disabilità che hanno terminato la frequenza delle scuole possano poi essere supportati al meglio. Le famiglie sono spesso molto provate dalla gestione di queste situazioni, nonostante l'enorme affetto che i ragazzi disabili sono in grado di dare. Se la disabilità è un danno oggettivo, l'handicap è invece generato dallo sguardo dei "normodotati" che non riescono ad accogliere la diversità, sempre fonte di ricchezza. L'handicap è lo svantaggio sociale: una società giusta dovrebbe essere capace di eliminarlo ed è per questo che esso riguarda da vicino tutta la popolazione.»

Con un'interpellanza, i gruppi Misto e Mouv' hanno affrontato le problematiche riguardanti lo s.
«Attualmente, lo sdoppiamento delle sezioni avviene al raggiungimento del numero di 23 allievi, ma nei piccoli comuni di montagna capita non di rado di avvicinarsi a questa soglia, in cui rientrano anche alunni disabili - ha rappresentato il Consigliere Claudio Restano (GM) -. Ci chiediamo il motivo per cui in passato lo sdoppiamento delle sezioni avvenisse al ventunesimo allievo e, in caso di presenza di allievi con disabilità certificata, anche ad un numero inferiore. Vorremmo anche sapere se l'Assessore ritenga possibile riportare a ventuno il numero di allievi per lo sdoppiamento e anche dotare le scuole dell'infanzia dell'organico di potenziamento come gli altri ordini scolastici. Infine, se vi sia l'intenzione di rendere l'ultimo anno della scuola dell'infanzia obbligatorio.»
L'Assessore all'istruzione, Chantal Certan, ha risposto: «Gli attuali criteri per la definizione dell'organico funzionale di circolo nelle scuole materne in regione vigono dal 1999-2000 e si basano sul numero di bambini iscritti in ciascun plesso di scuola dell'infanzia (1 insegnante fino a 10 iscritti, 2 insegnanti da 11 a 22 iscritti, 4 insegnanti da 23 a 44 iscritti e così via, attribuendo ulteriori 2 insegnanti per ogni ulteriore gruppo di 22 bambini). In merito al ripristino del precedente meccanismo, la nostra risposta non può essere che negativa, in quanto il vigente criterio è rispondente alle necessità. Nel caso dovessimo adeguare i numeri, rischieremmo di peggiorare; infatti, nel contesto nazionale, le classi si sdoppiano con un numero più alto di fanciulli.»
A proposito dell'organico di potenziamento, l'Assessore Certan ha specificato: «Le dotazioni organiche sono già da tempo strutturate per consentire l'arricchimento dell'offerta formativa nella scuola del primo ciclo di istruzione. Per tale questione, si fa anche riferimento alla legge cosiddetta della "Buona scuola" del 2015 ed è prevista una verifica sulla situazione delle classi.»
«Puntualizzo che la competenza legislativa della Regione in materia di scuola dell'infanzia è di competenza concorrente e non primaria - ha concluso l'Assessore Certan -. Infatti, ai sensi dell'articolo 3, lettera g) dello Statuto speciale, la competenza è di tipo integrativo-attuativo di leggi statali. Pertanto, non è possibile rendere obbligatorio in Valle d'Aosta l'ultimo anno. Inoltre, va considerato che da almeno vent'anni la frequenza nelle scuole dell'infanzia valdostane è del 96% degli aventi diritto e che queste sono sempre state precorritrici di innovazioni sia nel campo didattico e progettuale, sia nel campo organizzativo.»
Il Consigliere Claudio Restano (GM) ha replicato: «Posto che riteniamo la scuola valdostana di qualità, prendo atto della risposta, anche se mi sarei aspettato un intervento maggiormente politico. La peculiarità del nostro territorio e la volontà di salvaguardare la popolazione di montagna, incrementando i servizi, hanno comportato la necessità di potenziare l'organico delle scuole dell'infanzia, di avere educatori di sostegno per gli alunni con DSA e di sdoppiare le sezioni al ventunesimo allievo. Purtroppo, la risposta è stata negativa, ma in materia c'è molto da fare e auspico che questo Consiglio si adoperi. La mia attenzione resterà alta.»

Con un'interpellanza, i gruppi Misto e Mouv' hanno posto l'accento sul mantenimento dell'apertura di servizi di sanità pubblica presso il consultorio di Variney nel Comune di Gignod.
«Nello scorso mese di dicembre - ha ricordato il Consigliere Claudio Restano (GM) - il Consiglio ha approvato all'unanimità una risoluzione volta al mantenimento dell'ambulatorio di sanità pubblica. Ad oggi, non solo non si è provveduto a ripristinare il servizio erogato dal Dipartimento di prevenzione e da quello di psichiatria, ma risulterebbe mancante anche lo psicologo per gli adulti e sarebbe stata trasferita l'assistente sociale per anziani. Ci chiediamo quindi quali azioni siano state poste in essere dopo l'approvazione della risoluzione, se l'Assessore intenda rispettare la volontà del Consiglio, dando seguito a quanto approvato, e cosa si intenda fare per ovviare al lento, continuo e inesorabile degrado del presidio di Variney.»
L'Assessore alla sanità, Mauro Baccega, ha risposto: «Nonostante l’allarmismo ingenerato da mesi, il presidio di Variney non è mai stato chiuso e le attività assistenziali di primaria importanza non hanno presentato riduzioni, sia per numero di servizi attivi sia per quantità di prestazioni erogate. L’attività vaccinale, inoltre, è oggetto di una riorganizzazione complessiva a livello regionale, che prevede un coinvolgimento maggiore nell’attività dei pediatri e medici di famiglia, con l’obiettivo di incrementare i tassi di adesione da parte della popolazione».
L'Assessore Baccega si è poi concentrato sull'erogazione dei servizi specialistici: «Segnalo che è in fase di conclusione la procedura per il reclutamento di 3 psicoterapeuti, che potranno portare a un miglioramento dei servizi territoriali. Nonostante questo, non è più possibile garantire ambulatori specialistici con un numero di prestazioni così basse e a così poca distanza da Aosta: la media dei dati tra il 2012 e il 2016 parlava di circa 2,5 visite settimanali per l'Ambulatorio di psichiatria di Variney, una situazione non sostenibile né dal punto di vista delle risorse né da quello del personale, in quanto il medico spesso non faceva alcuna visita al giorno.»
Il Consigliere Claudio Restano (GM) ha replicato: «L'impegno è evidente, ma sono in disaccordo. Vorremmo proprio evitare lo spostamento di persone verso Aosta: potrebbe forse essere sufficiente migliorare l'organizzazione, magari con lo spostamento dei medici per orari ridotti verso le strutture sul territorio. Accogliamo con piacere la notizia del concorso per medici: si deve però evitare questo tipo di carenze, soprattutto non bisogna delegare ad altri medici con progetti a pagamento mansioni svolte d'istituto dal medico di Sanità pubblica. È necessario agire con anticipo per affrontare i pensionamenti previsti e le possibili difficoltà di organico.»

Con un'interpellanza, il gruppo Rete Civica-Alliance Citoyenne ha chiesto delucidazioni in merito al servizio di autolinea Pont-Saint-Martin/Gressoney-La-Trinité.
In particolare, la Consigliera Chiara Minelli, rappresentando le numerose criticità legate al «calo drastico delle corse, che non penalizza soltanto i residenti nella Valle del Lys, ma anche i turisti», ha voluto sapere «se sia intenzione valutare con la società appaltatrice del servizio la possibilità di introdurre almeno una corsa in discesa la mattina presto, nonché se, per il prossimo periodo settembre 2019-giugno 2020, si voglia procedere ad una revisione del numero e degli orari delle corse, in accordo con le scuole del territorio, le Amministrazioni locali, le associazioni che si occupano di promozione turistica, gli operatori del settore, in modo da migliorare e razionalizzare il servizio di trasporto pubblico locale, in coerenza con quanto previsto dalla bozza di Piano regionale dei trasporti che prevede espressamente un potenziamento.»
L'Assessore ai trasporti, Luigi Bertschy, ha riferito: «Questa criticità si inserisce in quella più generale dei servizi estivi, che sono stati purtroppo oggetto in diverse vallate di tagli legati alla crisi economica. Stiamo valutando la fattispecie dell'interpellanza, ma va tenuto conto che l'inserimento di corse non è soltanto una questione di orario, occorre badare alla sostenibilità di lavoro delle aziende di trasporto e vanno sempre definite le coppie di corse. Certamente, va fatta una revisione dei servizi per mettere in condizione soprattutto le vallate più distanti di continuare a usufruire del trasporto pubblico anche nel periodo estivo: ci lavoreremo e cercheremo di dare risposte all'utenza. Voglio però far presente la difficoltà di accontentare tutte le esigenze dei fruitori: pensiamo già solo ai diversi orari delle varie Istituzioni scolastiche. Il nostro obiettivo è comunque quello di avvicinare tutti gli interessati, organizzando appuntamenti mirati.»
L'Assessore Bertschy ha poi parlato della complementarietà tra ferro e gomma: «Trenitalia, col nuovo contratto, fornirà un nuovo orario per la tratta Aosta-Torino. Ci baseremo su questo per organizzare il cadenzamento, grazie al quale potremo migliorare i collegamenti. È un lavoro che abbiamo già intrapreso e che proseguirà di pari passo al Piano regionale dei trasporti.»
L'Assessore ai trasporti, nel formulare l'auspicio «del miglioramento della situazione già a partire dalla prossima estate» ha infine annunciato «l'avvio della sperimentazione di una card per gli studenti e i giovani, al fine di avvicinarli al trasporto pubblico. Questo progetto mira anche a sgravare i costi sostenuti dalle famiglie, soprattutto per quelle residenti nelle vallate laterali.»
La Consigliera Chiara Minelli ha replicato: «Il problema è annoso, va preso in carico con la volontà di procedere ad un'organizzazione più confacente. Capisco che, a questo punto dell'anno, non sia semplice inserire coppie di corse, ma confido in uno sforzo, almeno per l'introduzione emergenziale di una corsa mattutina e una serale per la Valle del Lys. Per troppo tempo è mancata una concertazione tra le Amministrazioni, le scuole e tutti gli enti coinvolti, anche se questo dovrebbe essere un modus operandi già consolidato. La situazione è complicata, ma è una sfida che bisogna raccogliere, soprattutto se vogliamo dotarci di un Piano dei trasporti che punti al trasporto pubblico piuttosto che a quello privato.»

Con un'interpellanza, il gruppo Mouv' ha chiesto approfondimenti sulle modalità di gestione delle domande di mutuo per la prima casa.
Il Consigliere Elso Gerandin, premesso che «a tutt'oggi risultano presso le strutture del Dipartimento edilizia residenziale quasi 1.000 pratiche di mutuo prima casa o ristrutturazione in attesa di essere finanziate, stante la mancanza di risorse disponibili sui fondi di rotazione Finaosta, anche a seguito della variazione di bilancio di inizio 2018, con cui la Regione ha prelevato dagli stessi fondi decine di milioni», ha voluto sapere «quanti sono al momento gli impiegati che si occupano di gestire le domande e le relative istruttorie e quanti invece sono previsti dal nuovo piano triennale del fabbisogno. Anche perché parliamo di tempi di attesa di sette/otto mesi per avere una risposta. Mi chiedo poi come si pensa di gestire le tante domande in attesa, se esistono collaborazioni esterne o da avviarne, con quale costo totale finale per la Regione.»
L'Assessore all'edilizia residenziale, Stefano Borrello, nella risposta, ha indicato: «È l'occasione per fare chiarezza su un'iniziativa che vuole incentivare il mercato dell'edilizia privata e attivare il percorso di uscita dalla crisi. Quanto agli uffici, ai 2 coadiutori di livello B2 e ai 5 tecnici di livello C2 si sono aggiunti un coadiutore e un tecnico. A livello nazionale, ci sono state modifiche dei requisiti per la produzione delle perizie: ci siamo quindi attivati con Finaosta per abilitare i tecnici e con INVA per avere supporto nel caricamento delle pratiche informatiche, sgravando da questo peso gli uffici. Abbiamo individuato una quota di partecipazione negli utili di Finaosta che potesse aumentare la disponibilità dei fondi di rotazione. Ai 20 milioni assegnati in questo modo (e ai 5 milioni per l'edilizia alberghiera, anche se non sotto forma di mutui di prima casa), si aggiungono altri 4 milioni recuperati attraverso la verifica dei residui nelle pratiche tra Finaosta e Regione; quindi ci sono altri 13/14 milioni di rientri previsti a fine luglio. Il totale è di 37/38 milioni, un'ottima risposta alle domande presentate.» L'Assessore ha poi sottolineato che «nel 2017, da gennaio a novembre sono state depositate 158 domande; dopo la modifica del regolamento, nei soli ultimi due mesi del 2017 sono state presentate 209 domande. Nel 2018 il totale è stato di 513 per l'allegato A (prima casa) e di 109 per l'allegato E (recupero edilizio): si tratta di un'impennata eccezionale. Con i fondi disponibili possiamo coprire 330 domande dell'allegato A e 66 dell'allegato E, arrivando fino alle pratiche presentate a luglio/agosto 2018. Con i rientri di dicembre, valuteremo il reperimento di altri fondi.»
Il Consigliere Elso Gerandin, nella replica, ha affermato: «Qualcosa si muove. Il problema, però, rimane quello dei numeri: siamo passati da 158 domande a oltre 500 nel 2018, a fronte di una diminuzione della disponibilità di fondi. I rientri sono solamente una partita di giro: con questi numeri, i 24 milioni impegnati sono assolutamente insufficienti se crediamo che questo settore vada rilanciato. Parliamo di 350/400 cantieri che sono fermi: e non sono richieste a fondo perso, ma di mutui a tasso agevolato. Credo inoltre che i costi per la gestione informatica affidata a INVA siano troppo alti, parlando di una società in-house.»

Il Consiglio Valle ha affrontato la questione dei servizi socio-assistenziali discutendo due iniziative ispettive: la prima era un'interrogazione congiunta dei gruppi Mouv' e Ambiente Diritti Uguaglianza VdA, che si sono focalizzati sulla presentazione di un disegno di legge in materia  e sugli spostamenti di lavoratori ad altre mansioni; la seconda era un'interpellanza, a firma del Mouv', che si è invece concentrata sulle problematiche del settore, chiedendo notizie del coordinamento del servizio anziani, del coinvolgimento degli Enti gestori, oltre a chiedere come sia possibile garantire la continuità assistenziale non disponendo di graduatorie per Operatori sociosanitari (OSS).
In merito all'interrogazione, l'Assessore alla sanità, Mauro Baccega, ha riferito: «Ribadisco quanto già espresso rispondendo ad una analoga iniziativa dello scorso aprile: scegliere una nuova ipotesi organizzativa che modifica radicalmente la situazione presente, richiede approfondimenti e concertazione. Non è questione di mesi; piuttosto, parliamo della necessità di predisporre una proposta normativa condivisa e praticabile, durevole nel tempo e che non ci porti a mettere subito mano al testo appena approvato, con revisioni e modifiche. Il percorso è avviato, ma richiede un lavoro di approfondimento soprattutto con il CELVA. Il 16 luglio è previsto un incontro con le Unités des Communes e il Comune di Aosta per meglio analizzare questa ipotesi organizzativa. Invece, gli spostamenti di lavoratori non rientrano tra le mie competenze. Sulla base delle informazioni fornite dal Coordinatore del Dipartimento personale e organizzazione, gli spostamenti per accertati problemi a svolgere il proprio lavoro avvengono successivamente a valutazioni medico-legali per i casi più gravi.»
Passando invece a rispondere ai quesiti dell'interpellanza, l'Assessore Baccega ha comunicato: «Attualmente il servizio anziani è coordinato dal Coordinatore del Dipartimento politiche sociali, tutti gli atti che vedono coinvolti gli Enti gestori sono con loro concertati tramite il CELVA. L'esaurimento delle graduatorie per gli OSS è problematica nota, tanto che nel 2020 si bandirà un concorso, facendo i correttivi necessari in base alle criticità emerse.»
In conclusione, l'Assessore Baccega ha fatto il punto sul lavoro da svolgersi per l'elaborazione della nuova legge: «Occorre individuare il budget necessario alla gestione dei servizi, ipotizzato in 18 milioni di euro. Abbiamo già effettuato una ricognizione del personale (1134 unità di personale già occupate, 109 nuove assunzioni, senza contare il patrimonio delle cooperative sociali). Inoltre, siamo in fase di accreditamento delle strutture, ma bisogna ancora valutare le richieste di finanziamento per le ristrutturazioni. Sono certo che entro la fine dell'anno saremo in grado di sottoporre questi elementi alla Commissione, che potrà quindi assumere le scelte ritenute più opportune.»
Per quanto attiene all'interrogazione, il Consigliere Roberto Cognetta ha replicato: «Già 18 mesi fa, l'allora Assessore Bertschy aveva affermato che la legge era in dirittura d'arrivo; poi l'Assessore Baccega, già tre mesi fa, ci aveva chiesto due mesi e oggi ce ne chiede altri due. Vi sollecito a presentare il testo di legge alla Commissione consiliare competente. Altra questione è quella dello spostamento dei lavoratori che non riescono più, per motivi fisici, a svolgere la loro attività di OSS: anche se i trasferimenti non dipendono dall'Assessorato, si tratta comunque della tutela dei lavoratori, non posso che far presente la situazione alla Giunta regionale. L'assistenza agli anziani è un tema da non sottovalutare, mentre sarebbe auspicabile non permettere preferenze del tutto arbitrarie tra lavoratori.»
Il Consigliere Elso Gerandin ha evidenziato: «Se il concorso sarà davvero bandito nel 2020, sarà fuori tempo massimo, perché nel frattempo le microcomunità saranno già state costrette a chiudere e i servizi agli anziani non saranno più garantiti. Per il disegno di legge non basteranno 18 milioni di euro, speriamo di poter accedere a ulteriori finanziamenti. Vi invito ad accogliere, o almeno a riscontrare, le segnalazioni che arrivano, con cognizione di causa, dal personale coinvolto.»

Il gruppo Lega Vallée d'Aoste ha affrontato la questione dell'associazione tra società di impianti a fune.
Come ha spiegato il Consigliere Stefano Aggravi, «il Documento economico e finanziario regionale (DEFR) 2019-2021 prevede tra l'altro di condurre una valutazione sulla possibilità e sulla convenienza economica di raggruppare le sei società esercenti impianti a fune in una o più, ed in effetti sono in corso di svolgimento attività propedeutiche alla valutazione di forme di razionalizzazione o collaborazione. In questa operazione vanno però tenute in considerazione le singole peculiarità delle varie società, la fattibilità di progetti di aggregazione dal punto di vista della sostenibilità economico finanziaria e la presenza di soci terzi privati.» Il Consigliere ha quindi chiesto quali siano le società partecipate del settore coinvolte da queste attività di valutazione, oltre agli intendimenti del Governo sul futuro modello target delle società di impianti a fune in termini di aggregazioni, coinvolgimento di soggetti terzi, presenza territoriale collegata ai collegamenti dei domaine skiable.
L'Assessore ai trasporti, Luigi Bertschy, ha risposto che «le società coinvolte dalle attività di valutazione sono le cinque partecipate che gestiscono gli impianti a fune, ossia Pila, Cervino, Monterosa, Courmayeur e La Thuile. Il DEFR 2019-2021 ha previsto la razionalizzazione periodica delle partecipazioni pubbliche da mantenere e da razionalizzare: abbiamo richiesto a Finaosta di predisporre entro fine 2019 uno studio di fattibilità su un'eventuale operazione di fusione tra società esercenti gli impianti a fune in considerazione dei comprensori territoriali. Lo studio è in corso e si stanno coinvolgendo tutte le parti. È già stato segnalato nella formalizzazione dell'incarico che nell'area di Courmayeur operano due imprese: Courmayeur Mont Blanc e Funivie Monte Bianco oltre all'estensione con La Thuile. Riguardo all'ipotetica fusione Ayas-Valtournenche, questa sarà contemplata nella misura in cui si procederà alla realizzazione del collegamento intervallivo perché solo allora le due società potranno lavorare congiuntamente in questa direzione.»
L'Assessore ha poi annunciato che «in questo momento stiamo definendo una serie di azioni: implementare la collaborazione fra società per azioni di commercializzazione e per l'inverno 2020-2021 nascerà un progetto di comunicazione che coinvolgerà tutti i comprensori; aumentare la conoscenza amministrativa e forme di gestione dei servizi degli appalti; è in corso di valutazione una prima proposta per una maggiore identità e visibilità commerciale delle piccole stazioni. È importante che le società abbiano sostenuto l'importanza e la necessità di dare un ruolo più marcato a Finaosta al fine di essere maggiormente operativi, lavorando ad una governance più forte perché questo è un settore che deve essere aiutato a crescere (1000 persone che vi lavorano e un fatturato di 85 milioni di euro) sia sotto il profilo amministrativo che strategico e funzionale. Se lo si fa in forma organizzata sarà meglio per tutti. Entro l'autunno saremo in gradi di fornire alle Commissioni consiliari competenti tutta la documentazione.»
Nella replica, il Consigliere Aggravi ha «concordato pienamente sul ruolo di Finaosta per una governance più forte e più marcata, soprattutto se a fronte dello studio vi sarà la proposta di un modello di un management sempre più terzo. Riguardo alle fusioni, è bene tenere conto che nelle società dell'alta Valle vi è una presenza di privati più significativa rispetto alle altre; in particolare, Skyway ha una sua particolarità da tenere in considerazione perché gestisce un impianto, e questo è atipico rispetto alle altre partecipate. Per quanto riguarda la comunicazione, ben vengano i progetti in sinergia perché se gli impianti collaborano tra di loro questo va a favore di tutto il sistema "neve" Valle d'Aosta.»
Con un'interpellanza illustrata nella seduta del Consiglio regionale del 10 luglio 2019, il Movimento 5 Stelle ha voluto affrontare il tema dei lavori di manutenzione della caserma dei Vigili del fuoco "Erik Mortara" di Aosta.
Il Capogruppo Luciano Mossa, illustrando il tema, ha dichiarato: «Già a gennaio abbiamo evidenziato i gravi problemi di manutenzione della caserma: le infiltrazioni d'acqua, però, continuano a verificarsi e causano allagamenti come quello di fine giugno. Il tutto nonostante lo stanziamento di 685 mila euro per svolgere i lavori nel 2019. Ci chiediamo come siano state utilizzate queste risorse. Quali misure urgenti sono in programma per affrontare il disagio dei Vigili del fuoco? Vista l'inadeguatezza di quanto fatto fin qui, non sarebbe più opportuno far passare i Vigili del fuoco al Corpo nazionale?»
L'Assessore alle opere pubbliche, Stefano Borrello, nella risposta, ha spiegato: «Nonostante tutta la mia sensibilità in materia, occorre rispettare il Codice degli appalti e sottostare a tutti i vari vincoli normativi. Non possiamo accelerare i tempi. Già all'inizio di gennaio ci siamo mossi: è in corso di affidamento un incarico a un professionista per la verifica strutturale e antisismica per la parte più vecchia della caserma; stiamo procedendo con la progettazione interna del rifacimento della parte piana della palestra per circa 60 mila euro, nonché per l'incarico della progettazione esterna per i lavori di impermeabilizzazione dell'asfaltatura del cortile interno e della rampa di accesso alle autorimesse interrate, pari a trecento mila euro, ed è in itinere anche la progettazione esterna per la risoluzione del problema delle vasche delle acque bianche e delle acque nere: si tratta di un intervento strutturale che si svolgerà a partire da novembre o in primavera, in base alle valutazioni che verranno svolte direttamente dai Vigili del fuoco, in base alle loro esigenze operative. Ci stiamo attivando anche all'installazione di un impianto di condizionamento nelle camerate e nei servizi igienici, per un costo di 75 mila euro, bandendo una gara per impiantisti. Stiamo anche provvedendo ad interventi di manutenzione ordinaria, in base alle richieste che ci arrivano direttamente dai Vigili del fuoco. Sono conscio del fatto che 685 mila euro non sono sufficienti, ma vogliamo procedere anche nel 2020 e 2021, incardinando altri interventi sulla caserma Mortara nella programmazione generale, previa disponibilità economica. L'impegno dei dipendenti dell'Assessorato è massimo: si può sempre migliorare, ma non accetto accuse di inadeguatezza degli interventi. Il passaggio al Corpo nazionale nulla centra con questa interpellanza, ma ribadisco che un percorso che garantisca l'equiparazione è una strada per dare la giusta dignità al Corpo valdostano dei Vigili del fuoco; nel caso questo non si concretizzi, non si possono escludere altri percorsi.»
In sede di replica, il Capogruppo Luciano Mossa ha fatto presente: «I Consiglieri rappresentano delle criticità di qualsiasi natura agli Assessori, che inizialmente si rendono disponibili a risolverle, poi passa il tempo e, quando si fa loro presente che le problematiche sono rimaste tali e quali, rimandano i tempi ulteriormente o scaricano le proprie responsabilità ad altri. Se non altro, almeno ora i Vigili del fuoco sapranno che in caserma pioverà fino a novembre o addirittura fino in primavera. E meno male che l'Assessore è sensibile alla questione, immaginiamoci se non lo fosse! Invito a svolgere i sopralluoghi quando piove, cosi vi renderete conto che il vero pericolo non è un terremoto, ma è rappresentato proprio dall'acqua piovana.»

I lavori sono sospesi e riprenderanno giovedì 11 luglio, a partire dalle ore 9.

 

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