Alpe chiede al Pd meno ipocrisia. Guichardaz li accusa di vomitare livore
Alpe replica al bilancio di attività che il gruppo Pd Sinistra valdostana ha esposto ai giornalisti lunedì 4 gennaio. E il capogruppo Jean-Pierre Guichardaz
In un comunicato stampa, i consiglieri di Alpe scrivono: “Abbiamo ascoltato le parole dei consiglieri regionali del Partito Democratico Valdostano nella loro conferenza stampa e non ci stiamo. Il mondo reale, la Valle d’Aosta reale è un altra. Solo negli ultimi tre mesi i cittadini valdostani hanno visto: l’aumento delle tariffe degli asili nido con peggioramento complessivo del servizio, il rincaro abnorme se non la chiusura di alcune micro comunità, la chiusura del centro migranti di Aosta, la sospensione dell’Aosta-Pré-Saint-Didier e, ciliegina sulla torta, 20 milioni di euro di prestito dati al Casino in 20 minuti quando a tutto il resto del comparto produttivo industriale, artigianale e turistico non rimangono che le briciole di uno sviluppo pubblico”. Secondo Alpe dunque sono questi “i risultati veri della #svoltaasinistra della nuova maggioranza e crediamo che basti a ognuno di noi guardare alla propria situazione per fare il proprio bilancio di realtà e suggellare il disastro della nuova maggioranza”. Alpe chiede quindi al Partito democratico “meno ipocrisia e di più onestà. Perché solo dall’onestà può nascere il vero rilancio. Invece, Il Pd si è ormai trasformato nella stampella del conservatorismo di Rollandin. Triste fine per un sedicente partito progressista e socialdemocratico. Ma soprattutto triste per noi valdostani”.La replica del capogruppo del PD Sinistra VdA, Jean-Pierre Guichardaz, arriva via Facebook: “Francamente comincio a rompermi un po’ ad ascoltare e a leggere dichiarazioni di certuni che, dopo mesi di silenzio, forse passati a studiare il sistema di smontare il totem del limite dei mandati (per la cronaca trovato!), vomitano il loro livore su ogni cosa faccia e dica il PD VdA. Capisco la contrapposizione politica, la necessità di assicurarsi qualche titolo sui media, la ricerca di uno spazio dentro un’opposizione fatta di tanti competitor sgomitanti, ma non capisco, invece, la ratio di questi rabbiosi attacchi a suon di ‘vergogna!’, ‘ipocriti!’, ‘disonesti!’ fino all’abusato ‘stampelle'”. Guichardaz non condivide neppure l’analisi dei fatti e della situazione politica locale: “da quando c’è il PD in maggioranza tutto va male! la disoccupazione è ai massimi storici! chiudono le fabbriche! i servizi diventano inaccessibili! (ancora non ci hanno imputato l’aumento delle polveri sottili e l’invasione delle processionarie ma è questione di giorni…). Ora, immagino che non sia facile accettare un (anzi ‘il’) ‘tradimento’ ma mi pare che il giovane ed inesperto segretario e i suoi accoliti seguano poco le vicende politiche regionali per non sapere che gli unici ‘non ex’ sono anche gli unici che hanno fatto scelte consequenziali e che non hanno mai giocato la carta – a corrente alternata – del grande rassemblement di qualcuno o di qualcosa (chi ha parlato di ‘governo autonomista di responsabilità regionale’ o di réunification o di altri -ion?)”. Guichardaz torna quindi sul tema dell’adesione alla maggioranza: “E soprattutto pare facciano finta, il neo segretario e i suoi pretoriani, di non sapere che l’ingresso in maggioranza del PD Sinistra VdA è avvenuto previo accordo programmatico preciso e circostanziato. Capisco che può non essere stato compreso a sufficienza il passaggio del PD in maggioranza (vincolato, appunto, ad un accordo sui contenuti già in buona parte realizzato e in fase di realizzazione) ma da lì a farci diventare i deus ex machina del presunto disastro, da lì ad imputarci la disoccupazione galoppante, l’esplosione dei costi di sanità, sociale, trasporti, le inefficienze diffuse ce ne passa”. Guichardaz sostiene che non siano imputabili al suo gruppo le conseguenze di scelte frutto di decine di anni di governo. “Noi ci assumiamo la responsabilità di scelte che possono apparire scomode e che sono sicuramente impopolari (il ticket sui farmaci ne è un esempio) – conclude Guichardaz – ma non crediamo di aver determinato noi le condizioni che oggi ci impongono decisioni di questo genere. Oggi siamo chiamati a dare il nostro contributo di idee, di contenuti, a mettere la faccia nella difficile sfida di rilanciare la nostra regione, se ci riusciremo o non ci riusciremo credo che la gente saprà giudicarlo senza farsi distrarre dagli slogan di quelli che si credono più bravi e più intelligenti degli altri”.
Vedi anche: PD: soddisfazione per il 2015, ottimismo per il 2016
Pubblicato / aggiornato
il 05/01/2016 alle 12:00
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Salute