Continua il dibattito politico sulla moneta complementare valdostana
Anche Pierluigi Marquis (capogruppo Stella alpina in Consiglio Valle) e Jean-Pierre Guichardaz (capogruppo Pd Sinistra VdA) intervengono nel dibattito sulla moneta completamentare. Lo fanno sui loro blog e sui social.
Marquis parte da una spiegazione storica: “Un gruppo di imprenditori svizzeri diede vita nel 1934 a un circuito di scambi complementari privi di moneta, che chiamarono WIR (“NOI” in lingua tedesca). Si trattava di compensare i crediti che un’impresa accumulava cedendo propri beni o servizi permettendole di acquisire beni e servizi di valore corrispondente, attingendo all’insieme di altri beni e servizi che gli altri imprenditori mettevano a loro volta a disposizione. WIR esiste ancora oggi: nel 2012 ha prodotto scambi per 1,4 miliardi di franchi svizzeri in un circuito di 50.000 iscritti. In Italia è nata un’analoga esperienza in Sardegna nel 2010. Il meccanismo è lo stesso, cioè basato sullo scambio di crediti, e giuridicamente fondato sull’art. 1552 del Codice civile che disciplina la permuta. Il Sardex scambia attualmente crediti per oltre 30 milioni di euro di controvalore”. Quindi, sostiene Marquis, “liquidare come fa la segretaria del PD valdostano la trasposizione valdostana di WIR e di Sardex come ipotesi umoristica è poco utile al dibattito, all’innovazione e all’individuazione di possibili strumenti per la ripresa economica. Ugualmente non bisogna interpretare questo sistema di scambio crediti come una moneta medievale che si batte in via Antica Zecca a baluardo dell’autonomia. Si tratta di due letture speculari affrettate e confuse di un fenomeno moderno che va invece studiato e apprezzato”. Ma rimanendo nell’ambito della società civile e del mondo economico poiché, conclude Marquis: “la politica può aiutare e facilitare, ma deve anche saper rispettare un fenomeno che deve restare libero di svilupparsi nell’ambito di un mercato aperto e competitivo”.Replica Guichardaz: “Confesso di non aver mai approfondito la tematica non avendo avuto né occasione né necessità di farlo, ma mi rendo conto che non sia del tutto campata in aria, anzi. Allo stato attuale non ho le competenze e neppure informazioni esaustive per dire di vantaggi e svantaggi di un circuito complementare alla moneta ufficiale ma pare che in certe realtà abbia trovato una qualche applicazione vantaggiosa per l’economia locale. Certo non deve diventare argomento da ridurre a schermaglia ideologica e men che meno da agganciare all’abusata battaglia sull’euro sì o sull’euro no!”. Un tema che il capogruppo del PD Sinistra VdA ritiene possa trovare spazio nell’ambito della discussione consiliare “assieme al tema della zona franca: altra questione che deve essere discussa con il dovuto pragmatismo (ergo senza un approccio ideologico) e nella convinzione che gli eventuali vantaggi derivanti da regimi fiscali agevolati per alcuni territori non sono privilegi ma mezzi per fortificare comunità e sistemi economici locali con vantaggi a cascata sull’intero sistema economico generale”.
Pubblicato / aggiornato
il 14/01/2016 alle 12:00
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Categoria:
Salute