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La teoria gender non esiste, tuona il PD VdA contro Lega Nord e UVP

La teoria gender non esiste, tuona il PD VdA contro Lega Nord e UVP

In occasione della seduta del Consiglio comunale di Aosta di martedì 19 gennaio, sono state presentate, da parte della Lega Nord e dell’Union Valdôtaine Progressiste, una mozione avente come oggetto “Gender”, e da parte della Lega Nord un’interpellanza sulle “iniziative gender alla Cittadella dei Giovani”.

Nella mozione i gruppi consiliari della Lega e dell’UVP si dicono preoccupati per i progetti di educazione all’affettività e sessualità proposti nelle scuole che “indottrinerebbero i bambini con la terrificante teoria gender che, a detta loro, sosterrebbe che gli individui nascono neutri e che l’identità di genere (quindi anche sessuale) si definisce con il tempo”, scrive il Partito democratico della Valle d’Aosta in un comunicato stampa. “Per tale motivo – prosegue il PD – sarebbe a loro avviso necessario eliminare qualsiasi riferimento a una differenza tra maschi e femmine in particolare nelle scuole, in modo che i bambini non vengano incoraggiati a scegliersi il genere che più preferiscono! In realtà la teoria gender non esiste! Gender è semplicemente il termine inglese per il quale esiste la traduzione italiana GENERE. Il termine gender o genere è stato semplicemente usato a partire dagli anni ’50 in studi scientifici negli Stati Uniti che sono serviti per decostruire gli stereotipi e per cercare di fare chiarezza nel distinguere la differenza di genere, dalla differenza di sesso e dall’orientamento sessuale”. Il Partito Democratico della Valle d’Aosta ritiene dunque che entrambe le iniziative “altro non siano che una mera trovata propagandistica, l’ennesimo tentativo per cercare di bloccare un progetto di legge di grande civiltà, quello sulle unioni civili, e per fermare, nelle scuole e nei centri culturali, quali la Cittadella dei giovani, l’educazione al contrasto delle violenze di genere e alle discriminazioni”. “L’educazione alla parità di genere è uno degli strumenti più efficaci per valorizzare le differenze e contrastare l’omologazione dilagante – conclude il PD. Chi vede in questo l’introduzione di una diabolica ‘teoria gender’ compie un grave errore di disinformazione e mistifica un’azione di grande valore pedagogico, rappresentandola come il prodotto ideologico di questa o quella componente politica, speculando sulla paura del cambiamento, il che non può che avvelenare ogni tentativo di dialogo e di dibattito. L’educazione è infatti l’unica maniera concreta per fare prevenzione. Chi su questi argomenti innalza muri e barriere ideologiche, allontana il nostro sistema formativo da quella che è la sua primaria vocazione: costruire una piena cittadinanza per tutti e ciascuno, condividere la scrittura di un futuro che deve appartenere a tutte e tutti, cui tutte e tutti hanno il diritto di partecipare”.

Pubblicato / aggiornato il 18/01/2016 alle 12:00
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Categoria: Salute