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Cosa intende fare, la Valle d’Aosta, con i fondi europei?

Cosa intende fare, la Valle d’Aosta, con i fondi europei?

Alla riunione del Forum partenariale per la Politica regionale di sviluppo 2014/20, il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta e gli assessori hanno illustrato alle parti socio-economiche la destinazione dei Fondi europei.

Qui di seguito, i vari interventi:Intervento del Presidente della Regione, Augusto RollandinBuongiorno,do il benvenuto a voi tutti a questo primo incontro del Forum partenariale che, lo ricordo, abbiamo rinnovato, nel giugno scorso, in vista dell’avvio dei nuovi programmi del periodo 2014/20, associando, per la prima volta, ai nostri lavori anche le rappresentanze della Chambre, dell’Università della Valle d’Aosta e del Politecnico di Torino, per l’importante ruolo che esse svolgono nella collettività valdostana.In quell’occasione, come sapete, abbiamo voluto segnare l’avvìo dei nuovi programmi, in un momento in cui parte di essi aveva già superato il vaglio di Bruxelles e altri vi erano prossimi. Oggi, possiamo condividere con soddisfazione l’ultimazione di quel processo; tutto è ormai approvato, in qualche caso sono partiti primi bandi e sono stati approvati primi progetti.Tuttavia, anche se la nostra massima attenzione va ora a quello che quest’anno andiamo effettivamente a mettere in campo, non siamo ancora al momento di passaggio definitivo dalla vecchia programmazione 2007/13 alla nuova 2014/20. Dei vecchi programmi, nei precedenti incontri, con il supporto del Nuval, abbiamo condiviso gli avanzamenti, le realizzazioni, primi risultati; e sappiamo che il 31 dicembre scorso è scaduto il termine per la chiusura dei pagamenti, per cui nei prossimi mesi potremo consolidare il bilancio finale degli effetti, oltre che quello finanziario. Riguardo a quest’ultimo, i dati complessivi che le strutture regionali stanno raccogliendo in questi giorni, come avevamo già preventivato, confermano che i contributi europei, statali e regionali assegnati ai programmi sono stati, verosimilmente, interamente impiegati, in alcuni casi con l’aggiunta di ulteriori risorse regionali. Il Rapporto di valutazione definitivo del Nuval sarà, quindi, predisposto in vista del nostro prossimo incontro.Se però i primi dati di chiusura dei precedenti programmi ci fanno essere ragionevolmente fiduciosi, l’avvìo dei nuovi necessiterà di un deciso cambio di passo. Il persistere della crisi economica e delle ancora recenti tensioni sui mercati finanziari ci devono portare ad avviare i nuovi interventi, in parte, in una logica di continuità ma, assolutamente, anche con approcci innovativi.Voglio ricordare che non solo per il rispetto dei nuovi vincoli europei ma anche per una nostra accresciuta consapevolezza, con i nuovi programmi ci siamo dati obiettivi sicuramente più ambiziosi ma comunque alla nostra portata; a condizione però che vi sia, da parte di noi tutti, un cambiamento culturale, già annunciato ma che adesso occorre praticare sistematicamente. Mi riferisco alla necessità di passare da una logica di realizzazione (l’avanzamento della spesa, il numero di progetti) ad un ottica di risultati misurabili (obiettivi concreti da raggiungere), cioè di costruire, attraverso la realizzazione dei vari progetti, situazioni in cui i diversi soggetti, siano essi cittadini o imprese, migliorino effettivamente la loro situazione di partenza. Ciò significa, ad esempio, lavorare per aumentare concretamente i livelli di occupazione o anche di migliorare le condizioni di occupabilità; o migliorare la nostra capacità di tradurre in valore l’insieme delle risorse che caratterizzano il nostro territorio e di far rimanere questo valore nella nostra regione.Questo è quanto abbiamo previsto nei programmi e che ci siamo impegnati a fare; ma quotidianamente ci rendiamo conto di quanto sia difficile superare e far superare le logiche settoriali, adatte per puntare a buone realizzazioni ma del tutto insufficienti per puntare a migliori risultati nei termini che ho cercato di esemplificare.Per fare questo è quanto mai necessario quell’approccio di rete, corale, da tempo dichiarato ma ancora difficile da praticare. Gli interventi dei colleghi Assessori testimonieranno questo cambiamento di approccio che abbiamo condiviso e al quale saremo tutti costantemente richiamati, perché in sua assenza la nostra azione, pur buona, risulterà insufficiente, non solo nei confronti di Bruxelles ma soprattutto al nostro interno. Le prime esperienze che abbiamo vissuto in queste ultime settimane vanno già in questa direzione; penso alla progettazione avanzata per l’area interna della Bassa valle e a quella in fase di avvio per l’area della Grand Paradis, o allo stesso progetto della Bassa via della Valle d’Aosta o a quello oggi in preparazione di promozione unitaria dell’insieme delle risorse culturali, naturali ed economiche del nostro territorio. Cosa ci aspetta nei prossimi mesi?Il bilancio triennale recentemente approvato contiene una prima parte delle risorse di questi programmi; si tratta di risorse certe, da impiegare presto e bene, nel rispetto di regole nostro malgrado complesse ma con le quali dovremmo oramai aver imparato a misurarci e, infine, prestando la giusta attenzione alla sostenibilità nel tempo degli interventi.Si tratta di investimenti che come vedremo interessano un ampio ventaglio di politiche, in questo caso non prese singolarmente ma raccordate nella strategia unitaria regionale; strategia nella quale, per nostra precisa scelta, i programmi e i fondi, pur mantenendo la loro distintività, partecipano alla costruzione del disegno complessivo, ormai definitivo per 9 dei 10 programmi che interessano la nostra regione. Questo disegno potrà essere completato una volta che lo Stato avrà sbloccato anche le nuove risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, già autorizzate dalla legge di stabilità del 2014, tradizionalmente destinate al finanziamento delle infrastrutture, che ci hanno visti finora coinvolti solo per l’individuazione di interventi per la diffusione della banda ultralarga.In quest’ambito, come sapete, in realtà stiamo già portando avanti importanti investimenti che contiamo di concludere entro il prossimo anno, essendo la nostra regione tra quelle con il maggior digital divide, in quanto la distribuzione delle zone antropizzate nell’ambito dell’orografia del territorio, associata alla limitata popolazione residente, non permette agli operatori economici di poter sostenere i necessari investimenti strutturali. In particolare, il fallimento del mercato che riguarda i servizi di connettività a banda larga interessa tutte le valli laterali, a nord e a sud della vallata principale.Con la programmazione 2014/20 la Regione favorirà il raggiungimento dell’obiettivo di copertura totale del territorio ai 30 Megabite, completando il progetto di infrastrutturazione avviato nella programmazione precedente. Il perseguimento dell’obiettivo dei 100 Megabite che, come noto, richiede costi marginali elevati, tenuto conto anche delle caratteristiche montane del nostro territorio, verrà comunque supportato con il diffondersi progressivo di ulteriori tecnologie wireless che consentiranno agli operatori di portare connettività superiore a cittadini e imprese.Il progetto prevede l’infrastrutturazione dell’intero territorio in fibra ottica (circa 800 Km). Nel 2015 è stata completata la posa nelle Valli di Gressoney, Ayas e Valtournenche e nella parte di fondovalle da Pont-Saint-Martin a Châtillon. Parallelamente, la fase sperimentale della nuova rete wi-fi regionale, distribuita sull’intero territorio, si è evoluta con l’attivazione di ulteriori 250 punti di accesso wi-fi, raggiungendo circa 400 punti di accesso sul totale dei 600 previsti.Accingendomi a concludere, desidero ancora sottolineare l’importanza, per la nostra regione, della cooperazione territoriale in termini di apertura verso l’esterno, soprattutto sulle tematiche ambientali, dei rischi naturali, dell’innovazione nei servizi, dell’efficienza energetica, della mobilità e della cultura. Nei primi bandi già pubblicati, sono già stati approvati diversi progetti a partecipazione valdostana; diversi altri bandi saranno aperti durante tutto il corrente anno.Come dicevo prima, ferme restando le responsabilità in capo alla Presidenza per quanto concerne il coordinamento generale e per un certo numero di Programmi e agli Assessorati agricoltura, attività produttive e politiche del lavoro per il Programma di sviluppo rurale e per quello del Fondo sociale europeo, i colleghi Assessori interverranno adesso sugli interventi di loro stretta competenza che possono vedere voi e i vostri associati quali potenziali beneficiari o anche portatori di interesse.I cambiamenti di contesto impongono di fare un salto di qualità nel coinvolgimento del partenariato, passando da una logica in cui gli attori economico-sociali e ambientali sono considerati soprattutto come destinatari delle azioni ad una logica di azione corale, con dei partner attivi coinvolti nelle fasi di costruzione e implementazione dei programmi, inclusi la preparazione di alcuni bandi e la valutazione.In questa vostra veste, vi invito, ove possibile, a formulare già oggi i vostri primi commenti e vi confermo che le strutture dell’amministrazione sono aperte a ricevere i vostri contributi. Vi invito anche a voler rafforzare la vostra attività di portavoce delle misure e degli obiettivi da raggiungere nei riguardi dei vostri associati, affinché la Valle d’Aosta possa trarre il massimo dei risultati da questa nuova programmazione. ASSESSORATO TURISMO E ASSESSORATO CULTURA, intervento dell’assessore Aurelio Marguerettaz e dell’assessore Emily Rini Principali risultati attesi I Principali risultati attesi per i quali è previsto un contributo fondamentale dell’Assessorato al turismo, sport, commercio e trasporti – riferibili, in buona parte, a quelli previsti nell’ambito del Programma investimenti per la crescita e l’occupazione 2014/20 (Fesr)- sono i seguenti: – Miglioramento delle condizioni e degli standard di offerta e fruizione del patrimonio culturale, materiale e immateriale, nelle aree di attrazione (obiettivo che sarà perseguito in coUaborazione con l’Assessore all’istruzione e cultura); – Riposizionamento competitivo delle destinazioni turistiche. Rispetto a tali obiettivi saremo chiamati, in particolare, alla non facile sfida di incrementare il turismo anche nei periodi non di alta stagione. Quali sono le azioni messe in campo per raggiungere i risultati Al fine di perseguire i predetti risultati particolarmente sfidanti l’Assessorato è impegnato, nell’ambito del Programma investimenti per la crescita e l’occupazione Fesr 2014/20 a coordinare ed implementare due rilevanti progetti strategici e un progetto “classico” ma comunque molto importante: l . il progetto strategico “Bassa via della Valle d’Aosta; 2. il progetto strategico “Valorizzazione e promozione integrata dei beni culturali” (In stretto raccordo con l’Assessorato istruzione e cultura); 3. il progetto “Aosta in bicicletta” Progetto “Bassa Via” Per raggiungere più efficacemente i risultati attesi risulta imprescindibile creare una migliore offerta turistica integrata del territorio che ne comprenda inoltre le diverse peculiarità di ordine culturale, enogastronomico, etnografico, paesaggistico e naturalistico. Pertanto, gli Ass.ti regionali al Turismo e all’Agricoltura in collaborazione con la Presidenza della Regione per la parte ICT, hanno elaborato il progetto strategico denominato ”Bassa Via della Valle d’Aosta”, finanziato prioritariamente nell’ambito del Programma investimenti per la crescita e l’occupazione Fesr 2014/20, e ulteriormente implementabile con progettualità proveniente dai Programmi di cooperazione territoriale e dal Programma Fse 2014/20. L’obiettivo specifico di questo progetto è quello di creare un prodotto turistico nuovo su scala regionale, con un’identità specifica e forte all’interno del panorama dell’ offerta turistica valdostana che possa dare visibilità e opportunità di sviluppo turistico alle località valdostane più deboli. Si tratterà di una proposta di vacanza itinerante a forte connotazione green e sostenibile, rurale e culturale (dove la cultura è intesa nel senso più ampio della conoscenza di un territorio e della comunità che ci vive); un prodotto di scoperta, per una regione turistica di alta quota che scopre la sua media quota, con lo stesso approccio con cui le regioni costiere scoprono il proprio entroterra. In raggiungimento di tale obiettivo passa necessariamente attraverso la realizzazione di una infrastruttura ciclo-pedonale dalla percorribilità agevole e piacevole, che metta in connessione le diverse località. Si auspica altresì il rafforzamento delle connessioni fra ambiti territoriali e Comuni contigui, non solo da parte degli operatori economici che si rivolgeranno ai turisti ma anche da parte degli stessi abitanti (per gli spostamenti durante il tempo libero e anche, laddove.possibile per gli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola), stimolando così un’osmosi fluida e naturale tra le varie comunità. Si precisa che l’intervento in oggetto, consentendo la fruizione della Bassa Via e intervenendo anche sui territori ricompresi nell’area Bassa Valle, contribuisce alla realizzazione della Strategia Aree interne. I principali risultati attesi del progetto prevedono: aumento degli arrivi nelle località di media e bassa montagna; incremento degli arrivi nelle cosiddette “basse stagioni” (primavera ed autunno); incremento delle visite nelle aree protette minori site lungo il percorso quali porte di ingresso alla conoscenza dell’intera rete delle aree protette della Valle d’ Aosta (Rete VIVA-Valle d’Aosta Unica per Natura. Azioni già avviate e/o da avviare nel 2016 ll progetto strategico, che sarà avviato nel corso del 2016, vale circa 10,5 Meuro, si compone di una cornice di carattere programmatico e di una serie di progetti integrati, alcuni dei quali riguardano più propriamente gli aspetti promozionali e saranno gestiti direttamente dall’Assessorato turismo, sport, commercio e trasporti, mentre altri riguardano più specificatamente le componenti infrastrutturali che vanno a intervenire sul recupero e l’ infrastrutturazione di alcuni beni culturali ritenuti di primaria importanza e per la cui illustrazione passo la parola all’Assessore istruzione e cultura. l progetti integrati di natura infrastrutturale che si inquadrano nell’ambito del progetto strategico di valorizzazione e promozione integrata dei beni culturali e che saranno seguiti dall’Assessorato istruzione e cultura sono stati scelti sia perchécostituiscono il completamento di un percorso avviato nel corso del periodo di programmazione 2007/13, sia perché riteniamoche possano incidere in modo importante sul raggiungimento dei risultati attesi prefigurati. I progetti individuati sono i seguenti:1. il completamento degli allestimenti dell’area megaliticai di Saint-Martin-de-Corléans, la cui inaugurazione avverrà proprio nel 2016 e che secondo le nostre previsioni contribuirà ad incrementare significativamente il flusso turistico verso la città di Aosta e non solo, poiché riteniamo che l’opera potrà divenire rapidamente un punto di riferimento a livello europeo per gli studi sulla preistoria;2. il completamento del sito monumentale denominato “Aosta est”, (che dalla Porta Prcetoria di Aosta conduce, attraverso l’area del Teatro romano, alla torre dei Balivi) che costituisce già uno dei punti di attrazione della città di Aosta e riteniamo possa divenire un vero e proprio biglietto da visita del capoluogo per il turista;3. completamento del progetto relativo al Castello di Quart le cui potenzialità in termini di appeal turistico vedrà un incremento in relazione alla vicinanza al comune di Aosta e alla auspicabile messa in rete con il circuito dei castelli valdostani.Tali interventi, alcuni dei quali di prossima apertura, andranno pertanto ad ampliare e sviluppare l’offerta attuale e potranno essere oggetto di modalità di fruizione alternative a quelle attuali più orientate all’attrattività turistica e agli sviluppi di mercato.Le strutture dell’Assessorato che operano nel settore dei progetti di cooperazione, cioè il BREL per la partre della cultura immateriale e l’Ufficio progetti cofinanziati per i beni materiali stanno completando la presentazio/e di pro/etti per il progr a dicooperazione transfrontaliera Alcotra (ltalia-Francia) e stanno verificando la possibilità di predisporre progetti nel programmatransfrontaliero ltalia/Svizzera di prossima apertura. Rifuardo ai programmi transnazionali alcune attività sono state realizzate nel Programma Central Europe e andranno valutate per i prossimi band1 riguardanti MED e Alpine Space.Questa attività ha lo scopo di integrare il programma già sviluppato con la creazione di nuovi strumenti di valorizzazione e comunicazione del territorio e potranno selvire per arricchire e diversificare la proposta culturale regionale presente all’internodel progetto strategico. Ripresa intervento Assessore al turismo: Occorre precisare che tale intervento strategico non potrà prescindere, nelle sue modalità attuative, da un nuovo assetto organizzativo, avallato anche dal Consiglio regionale, che vedrà entro il 2016 la costituzione di un unico soggetto dedicato alla promozione dell’intero territorio, sotto tutti i punti di vista: dall’enogastronomia, alla cultura, allo sport ed alle attrattive turistiche della Regione. Tale orientamento programmatico consentirà senz’altro di presidiare il progetto in modo unitario e di concentrarci sul raggiungimento dei risultati attesi volti ad incrementare le presenze turistiche sul territorio e a far sì che le stesse contribuiscano allo sviluppo degli esercizi commerciali della regione. Contributo possibile/atteso dal partenariato Sicuramente un possibile contributo che verrà richiesto al partenariato riguarderà le possibili soluzioni operative e gestionali volte, da un lato, a valutare le migliori modalità di gestione dei siti culturali oggetto di recupero, nell’ottica di un maggior sfruttamento economico degli stessi. Un ulteriore contributo potrà riguardare, inoltre, il ruolo e le modalità con le quali il nuovo soggetto svolgerà le proprie funzioni di promozione e valorizzazione. Progetto Aosta in bicicletta Ci premeva accennare a tale intervento (che sarà avviato a brevissimo: stiamo definendo gli ultimi dettagli con il comune di Aosta), anche se non si tratta propriamente di un progetto strategico, ma secondo noi ha comunque una valenza importante per una serie di ragioni. Innanzitutto occorre sottolineare la pluralità di risultati attesi su cui potenzialmente va ad intervenire il progetto stesso: dal miglioramento delle modalità di fruizione della città affinché le stesse siano più rispettose dell’ambiente, all’aumento dell’attrattività turistica della città di Aosta. In secondo luogo è importante valorizzare le sinergie con il Progetto di valorizzazione e promozione integrata dei beni culturali, poiché in questo caso è possibile immaginare percorsi e snodi che valorizzino gli asset su cui andiamo ad intervenire. Infine tale progetto ci ha consentito di sbloccare anche fondi di origine ministeriale destinati alla sicurezza stradale che verranno convogliati sull’ intervento stesso: il progetto complessivamente vale infatti 4,8 Meuro di cui 3 Meuro sul Programma Fesr 2014/20. Contributo possibile/atteso dal partenariato Il partenariato verrà sicuramente coinvolto da parte del Comune in una fase più avanzata per illustrare il progetto definitivo e per coinvolgere gli esercenti anche nella creazione e nello sviluppo di circuiti e servizi complementari. Il sistema dei trasporti valdostano Una regione, quindi, che vuole sfruttare le proprie potenzialità, che vuole far scoprire il proprio territorio non può prescindere dai collegamenti e di conseguenza da un efficace sistema di trasporti. Da questo punto di vista la Valle d’Aosta presenta una configurazione peculiare dal punto di vista orografico: una vallata centrale relativamente pianeggiante, su cui si innestano le valli laterali. La popolazione è estremamente dispersa sul territorio, con una forte concentrazione in corrispondenza della – realizzazione di una rete di pensiline di ricarica per i veicoli e le biciclette elettriche, in modo da invogliare un numero sempre maggiore di cittadini all’acquisto e all’utilizzo di questi mezzi (di concerto con l’Assessorato attività produttive, energia e politiche del lavoro); – piste ciclabili – realizzazione, sul medio/fondo valle, quindi a quote più basse rispetto All’Alta Via escursionistica, di un anello ciclabile, in modo da attrarre tutti quei fruitori che preferiscono percorsi meno impegnativi e per valorizzare tutti quegli elementi del patrimonio storico, culturale e agro alimentare che a queste quote sono particolarmente diffusi (di concerto con la Struttura Sviluppo dell ‘ offerta, marketlng e promozione turistica); – completamento della rete del capoluogo regionale, in modo da ricucire fra loro i tratti di piste ciclabili già oggi esistenti (che spesso hanno un target più sportivo/ricreativo) tramite la realizzazione dei percorsi di penetrazione verso il centro cittadino (di concerto con la Struttura Infrastrutture e manifestazioni sportive). La progettazione degli interventi sta per essere avviata da parte del Comune. Contributo del partenariato Sicuramente l’elaborazione del Piano regionale dei trasporti richiederà un articolato lavoro di confronto con tutti i soggetti interessati; la portata delle misure che si andranno a definire è più che ampia, poiché la mobilità è un argomento che interessa tutti nello svolgimento delle normali attività quotidiane: lo studio, il lavoro, la produzione di beni e servizi, lo svago, il turismo, ecc .. Peraltro il Consiglio regionale ha già dato chiare indicazioni in merito, attraverso la risoluzione n. 1150/XN del 14/04/2015, che prevede l’attivazione di uno specifico gruppo di lavoro interassessorile.ASSESSORATO DELL’ISTRUZIONE, intervento dell’assessore Emily Rini1. Il contesto regionalePer quanto riguarda la Sovraintendenza agli studi, il principale ambito sul quale si intende intervenire è la lotta all’abbandono scolastico e, in particolare, il principale risultato atteso riguarda il decremento di 6 punti percentuali del tasso di dispersione scolastica.Infatti, a partire dai dati elaborati da Eurostat, si evidenzia come in Valle d’Aosta, sulla base dell’indicatore E.S.L. (EarlySchool Leavers), il tasso di abbandono scolastico sia, nel 2014, pari al 21,5%, mentre la media italiana si attesti al 17,6%. La Valle d’Aosta si discosta, poi, in maniera significativa, rispetto alla media nazionale, anche da molt altri indicatori considerati a livello statistico per l’analisi e la comprensione del fenomeno. Fra questi, ad esempio, la quota di allievi in ritardo nella scuola secondaria di primo grado, che è del 16,3% e del 37,7% nella secondaria di secondo grado. Rispetto alla media nazionale, i ragazzi in ritardo nella scuola secondaria di secondo grado sono circa uno su quattro, in Valle d’Aosta sono più di uno su tre. Il tasso di diplomati è, poi, del 67%, mentre le persone tra i 30 e 34 anni con titolo universitario in Valle d’Aosta raggiungono appena il 18%.Emerge, quindi, all’analisi dei dati regionali un profilo di una scuola “selettiva” in età di obbligo di istruzione e, tenuto conto anche dei nuovi flussi migratori che caratterizzano il contesto regionale, una scuola che ha difficoltà ad integrare gli studenti stranieri i quali conseguono, secondo i dati INVALSI, risultati inferiori rispetto agli studenti autoctoni (-19%- il valore più alto nel Nord Italia).Occorre precisare che la dispersione scolastica è data da un insieme di fenomeni che comportano un rallenramento del percorso normale di studi, inadempienze dell’obbligo scolastico; uscite in corso o a fine anno nei diversi gradi di scolarità obbligatoria e post-obbligatoria, prima del raggiungimento del titolo di studio. Si tratta di un fenomeno non nuovo al contesto regionale e sul quale occorre oggi incidere maggiormente, anche tenuto conto dei vincoli che l’Unione europea ha imposto all’Italia e, in generale, a tutti gli Stati membri per il raggiungimento dei target definiti nella strategia Europa 2020, ovvero la riduzione dei tassi di abbandono scolastico precoce a livello europeo al di sdtto del 10%.La dispersione scolastica ha, infatti, un impatto diretto sulla collettività, sia in termini economici sia sociali. L’abbandono della scuola non riguarda solo i soggetti svantaggiati, riguarda l’intera comunità perché ne limita il potenziale di crescita e grava, indirettamente, sulla spesa pubblica.L’abbandono scolastico si caratterizza, poi, per la natura “discriminatoria”. Si tratta di un problema di ingiustizia e sperequazione sociale, di non equo accesso alle opportunità educative, di privazione del diritto e un’istruzione secondaria ce colpisce studenti provenienti da famiglie in cui si saldano spesso diversi fattori di vulnerabilità sociale. La dispersione scolastica è da considerarsi, quindi, una responsabilità del “sistema” e non un deficit dell’individuo e la risposta deve essere, necessariamente, corale.2. Le azioni previstePer combattere questo fenomeno, la Sovraintendenza ha messo a punto un Piano Operativo di prevenzione della dispersione scolastica.Il Piano prenderà avvio nel 2016, pur prevedendo come orizzonte temporale per l’analisi dei risultati il 2020. È stato concepito come piano strutturale di sistema, finalizzato cioè a creare buone prassi destinate a diventare patrimonio del tessuto scolastico valdostano.Il Piano consta di tre macro-obiettivi:1. Veicolare nel corpo docente e negli studenti e nelle loro famiglie l’idea di Scuola come Centro Civico: se concepita come Centro civioc, la scuola contribuirà al ridimensionaento dei fenomeni di abbandono e rappresenterà un luogo di utilità sociale al servizio dela comunità, in grado di favorire l’integrazione dei gruppi più deboli e la promozione dell’economia sociale. 2. Qualificare ulteriormente la formazione degli studenti rendendoli ad un tempo competenti e competitivi: si intende cioè garantire a tutti gli studenti lo sviluppo di una solida formazione iniziale che, compensando svantaggi culturali, economici e sociali di contesto, favorisca l’acquisizione delle competenze necessarie alla crescita individuale, alla partecipazione attiva alla vita sociale e all’inserimento nel mondo del lavoro.3. Qualificare ulteriormente la formazione dei docenti: si intende incidere sullo sviluppo professionale dei docenti, arricchendo le loro competenze nelle discipline più innovative (rivoluzione informat!ca, globalizzazione, multiculturalità, riforme scolastiche, etc. .. ) e garantendo una formazione continua.Le azioni che declineranno gli obiettivi del Piano saranno realizzate coordinando e rendendo complementari 4 diversepianificazioni strategiche:a) il Programma Operativo Nazionale – “Per la Scuola competenze e ambienti per l’apprendimento” – Fondi Strutturali Europei 2014-2020, “Investiamo nel vostro futuro”;b) la Proposta Preliminare di Strategia-Strategia Aree Interne/ Area Bassa Valle;c) il Programma di Cooperazione Territoriale Transfrontaliera – INTERREG V-A ITALIA-FRANCIA “ALCOTRA 2014-2020”;d) le Schede Proposta di Intervento del Programma Operativo F.S.E. Valle d’Aosta- 2014-2020.Il Piano di prevenzione della dispersione scolastica prevede la titolarità della Sovraintendenza agli studi, ma contempla anche azioni svolte in partnership con il Dipartimento Politiche del Lavoro e della Formazione dell’Assessorato alle Attività Produttive e con la Direzione Politiche Sociali dell’Assessorato alla Sanità, Salute e Politiche Sociali.Tutte le az1on1 previste dal Piano, considerata la loro trasversalità di intervento e la loro complessità, beneficeranno di un approccio corale e condiviso con il partenariato socio-economico.In particolare, le azioni re 1ve all’Istruzione e Formazione professionale, sia nell’ambito della formazione dei formatori, sia in quello della implementazione della metodologia dell’alternanza scuola-lavoro, prevedo o un’organica intesa con il Dipartimento Politiche del lavoro e della Formazione e anche con le Associazioni di categoria.Le azioni relative all’ambito extrascolastico, sia rivolte al supporto formativo, sia alla creazione di alleanze conil tessuto socio-economico locale, prevedranno, inece, la collaborazione della direzione Politiche Sociali, delle agenzie formative del Terzo settore e delle Associazioni di categoria.Il raggiungimento del risultato previsto, in termini di decremento del tasso di dispersione scolastica, non riguarderà solo la Sovraintendenza agli studi, ma creerà una dinamica virtuosa per tutto il contesto sociale e produttivovaldostano: non solo si innalzerà il livello formativo degli studenti valdostani e con esso le loro competenze e le capacità competitive come futuri cittadini, ma si allineerà il sistema di istruzione valdostano con gli standard europei.3. Ruolo strategico del Forum partenarialel partecipanti al Forum partenariale avranno un ruolo decisivo nel raggiungimento del risultato previsto.In particolare, si auspica che si facciano portavoce, presso i loro associati, della sensibilità che ispira gli obiettivi del Piano di prevenzione della dispersione scolastica, condividendo come valore ispiratore anche per le loro mission l’innalzamento del livello formativo della popolazione.Si chiede loro, inoltre, di sensibilizzare il tessuto produttivo locale al fine di creare sempre maggiori alleanze formativetra scuola a lavoro, anche per poter offrire una didattica alternativa, rispondente ai bisogni diversi della popolazionestudentesca.ASSESSORATO SANITA’, SALUTE E POLITICHE SOCIALI, intervento dell’assessore Antonio FossonIl PO FSE della RVDA affronta il nuovo contesto socio economico venutosi a creare a seguito della crisi economico-finanziaria assumendo come principio guida quello di un utilizzo il più possibile efficiente ed efficace delle risorse pubbliche disponibili sfruttando al meglio integrazione e complementarietà dei fondi comunitari. Da qui la scelta di concentrare l’azione su poche priorità e azioni identificate sulla base della loro capacità contribuire a risolvere i nodi più intricati e cogenti che la Regione si trova a dover sciogliere. La cosiddetta “concentrazione tematica” richiamata dai regolamenti europei orienta le azioni di nostracompetenza su tre principali priorità di investimento:L’Obiettivo tematico 8): “Promuovere l’occupazione sostenibile e di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori” ha una sottoclassificazione, la 8.i) “L’accesso all’occupazione per le persone in cerca di lavoro e inattive, compresi i disoccupati di lunga durata e le persone che si trovano ai margini del mercato del lavoro anche attraverso iniziative locali per l’occupazione e il sostegno alla mobilità professionale.”Con questa priorità, all’interno delle categorie maggiormente svantaggiate (disoccupati di lunga durata, donne, disabili, immigrati) si è voluto intervenire. in favore delle donne con l’erogazione di voucher di conciliazione: ciò allo scopo di migliorare e accrescere l’offerta dei servizi/interventi di cura alla persona, rendendoli maggiormente accessibili, flessibili e modulabili, in risposta alle crescenti e sempre più articolate esigenze di conciliazione. L’intervento è volto a rispondere ai bisogni di gestione di particolari carichi socioassistenziali (minori/anziani/disabili) dei quali le donne risultano le principali destinatarie, favorendo per le stesse l’occupazione, la formazione e l’eventuale reinserimento nel mercato del lavoro. Il risultato atteso èquello dell’aumento dell’occupazione femminile.Relativamente alla “Promozione dell’inclusione sociale e lotta alla povertà” (Obiettivo tematico 9), le priorità identificate e sulle quali ci si è voluto concentrare sono due:9.i) l’inclusione attiva, anche per promuovere le pari opportunità e la partecipazione attiva, e migliorare l’occupabilità.9.iv) migliore accesso a servizi accessibili, sostenibili e di qualità, compresi i servizi sociali e cure sanitarie d’interesse generale.Circa la prima priorità, all’interno dell’obiettivo specifico “Incremento dell’occupabilità e della partecipazione al mercato del lavoro delle persone maggiormente vulnerabili”, la Regione è impegnata, anche in questa programmazione, nell’attivazione di laboratori occupazionali per le persone con disabilità che hanno capacità residue sufficienti a prevedere un loro inserimento in una filiera produttiva sebbene con il supporto di un sistema di tutoraggi e sostegni; si intende procedere già dal 2016 con la creazione di un sistema di laboratori occupazionali integrato e integrabile al tessuto produttivo, con fasce di apertura più ampie rispetto alla sperimentazione avvenuta nel periodo di programmazione 2007/13 a beneficio di 48 persone, con previsione di allargamento di utenza a 75 soggetti.Un altro ambito di impegno di questa priorità si riferisce alle donne vittime di violenza, secondo un modello d’intervento fondato su iniziative di prevenzione e contrasto alla violenza di genere, operando su due fronti:- sulla dimensione culturale del fenomeno, attraverso la formazione in rete degli operatori di settore per la presa in carico del maltrattante; i percorsi di orientamento che si vogliono attivare propongono consolidati modelli di intervento sulla problematica della violenza di genere, volti al contenimento delle dinamiche di violenza, e sono rivolti a quei soggetti, operatori di settore (medici/infermieri/ostetriche/psicologi /assistenti sociali/educatori/forze dell’ordine) che si trovano in prima linea nella presa in carico del maltrattante;- sulla dimensione sociale del fenomeno, attraverso azioni di assistenza e sostegno alle vittime stesse tramite progetti di accompagnamento al lavoro e autonomizzazione delle donne che accedono alla struttura Arcolaio e relativi percorsi di orientamento.Sempre in quest’ambito, ma all’interno dell’obiettivo specifico “Riduzione della povertà dell’esclusione sociale e promozione dell’innovazione sociale”, si vorrebbe intervenire per contrastare i rischi di povertà tramite l’attivazione di un Fondo di ingegneria finanziaria attraverso cui offrire un fondo microcredito a persone in condizione di povertà per il superamento di una difficoltà economica temporanea o l’avvio di una attività lavorativa autonoma; il contributo è previsto per un massimo di 2000 euro a nucleo con restituzione in ore di attività. Si è però ritenuto opportuno, per quest’azione, visto il carattere altamentespecialistico della stessa e delicata la compatibilità tra normativa regionale e quella europea, di procedere prima ad uno studio di fattibilità ex ante, da attuarsi nel 2016.La scelta di impegnare il FSE in tale priorità è motivata dalla consapevolezza che l’ampliamento dei bisogni di assistenza e cura determinati dalla crisi, in una realtà come la Valle d’Aosta, rappresenta una sfida imprescindibile se si vuole consolidare e accrescere il livello di coesione sociale presente nella regione.All’interno quindi dell’obiettivo specifico di “Aumento/consolidamento/qualificazione dei servizi di cura socio-educativi rivolti ai bambini e cura rivolti a persone con limitazioni dell’autonomia e potenziamento della rete infrastrutturale e dell’offerta di servizi sanitari e socio-sanitari territoriali” la Regione intende agire su tre principali leve di intervento, di cui due riguardano direttamente le Politiche sociali:- Sostegno all’accesso ai servizi di assistenza e di cura, attraverso l’offerta di voucher di servizio per la conciliazione dei tempi di lavoro e vita familiare e, più precisamente, attraverso l’erogazione di buoni per l’accesso al servizio ditata familiare; ciò allo scopo di favorire le condizioni di contesto opportune alla presenza e mantenimento delle donne nel mercato del lavoro.- Rafforzamento del sistema dell’offerta attraverso interventi di formazione e riqualificazione per assistenti familiari iscritte all’elenco regionale (ad oggi sono oltre 1.700) ed operatori socio sanitari e ciò nell’ottica creare e accrescerne le competenze specifiche e concorrere così al miglioramento della qualità dei servizi offerti, adeguandoli ai fabbisogni socio-assistenziali crescenti della popolazione valdostana.Gli auspici rispetto agi obiettivi di questo tavolo sono:l. che le misure attuate a favore, diretto o indiretto, di famiglie o individui con fragilità economica, educativa e culturale, disoccupati e inoccupati vedano sistematiche sinergie tra centri decisionali e centri di spesa, dunque tra diversi assessorati competenti in materie distinte ma complementari;2. che i beneficiari delle varie misure siano mappati e sui loro progetti di presa in carico sia praticabile uno scambio a flusso continuo di dati in modo da armonizzare gli interventi, prevenire profittazioni e abusi, valorizzare le azioni corali e multidimensionali in particolare delle persone fragili e a rischio povertà;3. che coloro che promuovono misure di conciliazione, servizi di promozione sociale e politiche del lavoro si attivino tutte insieme per creare le condizioni più idonee a favorire un reinserimento o un inserimento duraturo delle persone ai margini del mercato del lavoro e a rischio isolamento sia nel contesto produttivo che in quello sociale di appartenenza.ASSESSORATO ATTIVITA’ PRODUTTIVE, ENERGIA E POLITICHE DEL LAVORO, intervento dell’assessore Raimondo Donzell) Quali sono i principali risultati attesiI principali risultati attesi per i quali è previsto un contributo fondamentale dell’Assessorato all’industria, artigianato ed energia – nel quadro della politica regionale di sviluppo 2014/2020 e riferibili, in buona parte, a quelli previsti nell’ambito del Programma investimenti per la crescita e l’occupazione 2014/20 (Fesr) – sono i seguenti:- rafforzare l’industria esistente attraverso l’innovazione;- favorire nuovi insediamenti innovativi in Valle d’Aosta;- agevolare il trasferimento dell’innovazione al sistema industriale tradizionale;- incrementare l’attività di innovazione delle imprese, nonché agevolare la nascita e il- consolidamento delle Pmi valdostane;- ridurre i consumi energetici del patrimonio edilizio pubblico.I primi obiettivi derivano da un contesto produttivo regionale, dove accanto a realtà importanti vi sono molte micro e piccole imprese con ridotta capitalizzazione, che presentano bassi tassi di crescita e innovazione del sistema produttivo, che si riflettono inevitabilmente in una situazione di bassa crescita della produttività.In relazione agli indicatori statistici riferiti al sistema di R&S e innovazione, la Valle d’Aosta evidenzia alcune debolezze che derivano dal basso tasso di internazionalizzazione, dalla limitata cooperazione tra imprese e dalla ridotta collaborazione con Università, centri di ricerca e di trasferimento tecnologico per l’attivazione e lo sviluppo di progetti di ricerca applicata.Emerge, peraltro, da parte delle PMI presenti sul territorio regionale una significativa domanda di servizi legati alla logistica e all’ospitalità, nonché di infrastrutture tecnologiche.Va precisato che i risultati attesi che saranno perseguiti attraverso le azioni che vi andrò fra breve a illustrare dovranno riguardare le aree tematiche individuate dalla Smart Specialisation Strategy (S3) della Valle d’Aosta: Montagna di eccellenza, Montagna sostenibile, Montagna intelligente. Tale Strategia, che ha costituito una condizionalità ex ante per l’approvazione del Programma Fesr, costituirà una vera e propria mappa che indirizzerà gli investimenti e le progettualità relative agli interventi in ricerca e innovazione nella programmazione 2014/20.Per quanto concerne l’obiettivo legato alla riduzione dei consumi energetici, esso intende rendereenergeticamente più efficiente il patrimonio immobiliare di proprietà della Pubblica Amministrazione. La diminuzione del consumo di energia, grazie a misure che permettono di migliorare l’efficienza energetica, oltre ad avere evidenti ricadute ambientali positive, potrà inoltre liberare risorse pubbliche da destinare ad altri fini.2) Quali sono le azioni messe in campo per raggiungere quei risultatiAl fine di perseguire i risultati attesi di competenza del nostro Assessorato le principali azioni già messe in campo o da avviare nel corso del 2016, nell’ambito del Programma Fesr sono le seguenti:Bando per la creazione e lo sviluppo di Unità di ricercaIl bando promuove lo sviluppo di Unità di ricerca che operino sul territorio regionale al fine di valorizzare e rafforzare l’ intera filiera della ricerca e le reti di cooperazione tra il sistema della ricerca e le imprese, per contribuire alla competitività e alla crescita economica del territorio.L’azione è stata avviata nel corso del 2015 e mette in gioco risorse pari a euro 3.500.000, a valere sul Programma investimenti per la crescita e l’occupazione 2014/20 (FESR), ed euro 597.306,60, a valere sul Programma investimenti in favore della crescita e dell’occupazione 2014/20 (FSE).I principali obiettivi dell’azione prevedono di:- favorire la creazione di reti tra amministrazioni pubbliche, organismi di diritto pubblico che svolgono attività di ricerca, organismi di ricerca, ed imprese per lo sviluppo di progetti che rispondano alle esigenze di innovazione e competitività del territorio;- promuovere la realizzazione e il rafforzamento strutturale dei laboratori di ricerca; – creare condizioni per l’attrazione o il rientro nella regione di ricercatori seni or qualificati e per la valorizzazione e l’alta specializzazione di ricercatori della regione;- favorire la crescita professionale dei ricercatori coinvolti all’interno delle Unità di ncerca operanti nel territorio;- sviluppare nuove professionalità nel settore della ricerca e dello sviluppo tecnologico;- creare prospettive occupazionali per giovani che hanno investito nel settore della ricerca;- favorire le ricadute sul territorio in termini di impatto sull’occupazione, sulla competitività del sistema produttivo, sulla qualità del sistema della ricerca.Cofinanziamento della legge regionale 6/2003 “Interventi regionali per lo sviluppo delle imprese industriali e artigianeIn particolare, si prevede la concessione di contributi in conto capitale alle PMI a fronte di piani di investimento innovativi, con una dotazione finanziaria di 3 milioni di euro circa di risorse pubbliche e in grado di attivarne altrettanti a titolo di risorse private. L’azione è finalizzata a favorire lo sviluppo e la competitività delle imprese industriali e artigiane valdostane per la realizzazione di piani di investimento innovativi, allineati allo stato dell’arte del settore di riferimento, finalizzati alla messa a punto di nuovi prodotti, processi produttivi o servizi.Sostegno allo start-up, servizi di incubazione e servizi innovativi presso le pépinières d’entreprises di Aosta e Pont-Saint-MartinSi prevede il sostegno alle imprese per l’acquisizione di servizi di incubazione e azioni di tutoraggio da parte delle PMI insediate presso le pépinières d’entreprises di Aosta e Pont-Saint-Martin: l’azione proposta, con una dotazione finanziaria complessiva di l milione di euro circa, mira a sostenere la domanda di innovazione delle imprese, la richiesta da parte delle nuove PMI innovative di servizi legati alla logistica e all’ospitalità, nonché di infrastrutture tecnologiche, e più in generale, intende agevolare lo sviluppo competitivo del sistema imprenditoriale, attraverso servizi di alto livello che possano anche favorire la crescita dimensionale e l’internazionalizzazione. Si intende, inoltre, incentivare processi di insediamento di imprese innovative provenienti dall’esterno, in grado di portare innovazione e creare valore aggiunto. Oltre ai servizi di incubazione offerti dallepépinières, l’azione prevede la concessione di aiuti alle PMI industriali e artigiane localizzate in Valle d’Aosta per l’acquisizione di servizi di assistenza e consulenza di alta gamma, sotto i profili gestionale e tecnologico.Colmanziamento della legge regionale 14/2011 ”Interventi regionali in favore delle nuove imprese innovativeCon tale azione si intende promuovere lo sviluppo di start up innovative mediante il finanziamento dei loro piani di sviluppo (che comprendono attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale, introduzione di innovazione di processo e/o di prodotto, prototipazione, ingegnerizzazione e industrializzazione), che individuano gli obiettivi di crescita dell’impresa e che dimostrano lapossibilità del loro raggiungimento e la loro sostenibilità finanziaria.L’azione prevede una dotazione finanziaria di circa 2 milioni di euro di risorse pubbliche nel quinquennio.Per favorire il maggior grado di apertura del sistema economico valdostano verso l’esterno auspicato dalla RIS3, sono stati promossi accordi di collaborazione nell’ambito della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico con la Regione Piemonte e con i poli di innovazione Biopmed (settori biotecnologico e biomedicale) e MESAP (meccatronica e sistemiavanzati di produzione).In esecuzione di tali accordi saranno definite misure finalizzate a promuovere gli investimenti delle imprese in ricerca e innovazione sviluppando collegamenti e sinergie tra imprese, centri di ricerca e sviluppo e il settore dell’istruzione superiore, che, grazie a questi accordi di collaborazione, potranno essere maggiormente efficaci garantendo maggiori ricadute sia per le imprese che per il territorio valdostano.In particolare si intendono proporre, nel secondo semestre 2016, dei Bandi per il finanziamento di progetti di ricerca e sviluppo ed avviare una riflessione operativa al fine di definire un quadro all’interno del quale attivare le previste iniziati ve per il sostegno alla domanda di innovazione (quali ad esempio, appalti pre-commerciali)Efficientamento energetico negli edifici pubbliciSono in corso di realizzazione diagnosi energetiche sugli immobili dell’Amministrazione pubblica che ancora ne erano sprovvisti, al fine di avere un quadro regionale completo dello “stato di salute energetico” del parco immobiliare pubblico, allo scopo di redigere una graduatoria degli edifici che necessitano maggiormente di intervento di riqualificazione. Con l’attivazione della seconda fase del progetto, nel corso del 2016, si prevede di agevolare gli interventi di ristrutturazione energetica degli edifici pubblici selezionati mediante la graduatoria. Considerato che l’azione riguarda gli edifici di proprietà pubblica dell’intero territorio regionale, essa è da considerarsi trasversale sia nell’ambito dell’Amministrazione regionale, sia in relazione al patrimonio degli Enti locali.La dotazione finanziaria per l’esecuzione degli Audit è pari a euro 650.000, mentre per l’esecuzione degli interventi sono disponibili circa 11 milioni di euro.Mktg territorialeSi prevede di procedere con un appalto per l’analisi, progettazione, sviluppo e realizzazione di un sito web dedicato alle imprese, ospitato all’interno del sito istituzionale regionale, denominato “portale imprese”. Come target del sito s’ipotizzano le imprese, intese come una pluralità di soggetti, impegnati a vario titolo nel mondo dell’industria e dell’artigianato, della formazione professionale e del lavoro, della ricerca e sviluppo, sia in Italia sia in Europa, gli enti e le istituzioni con i quali l’Assessorato attività produttive, energia e politiche del lavoro entra in contatto per sviluppare progetti e proposte nei settori di propria competenza. n nuovo portale, grazie a strumenti di ICT, presenterà sistemi di approccio e diffusione del dato funzionali per l’utente, con l’obiettivo di implementare nuovi servizi per le imprese, oggi non attivi sul sito regionale, oltre che di semplificare le procedure autorizzati ve e di finanziamento e migliorare l’ attrattività del territorio.3) Qual è il contributo atteso/possibile dal partenariatoPer quanto riguarda il bando unità di ricerca, il partenariato può favorire la diffusione del Bando, l’aggregazione tra i soggetti e supportare la strategia per fornire all’Unità di ricerca una propria identità al fine di assicurarle “visibilità” nei contesti scientifici di riferimento (e non solo), nonché per disseminare i risultati della ricerca nel territorio e per favorire l’aggregazione dei soggetti del territorio.Continueremo inoltre il confronto con i principali stakeholders regionali coinvolti, come associazioni di categoria (Confindustria e Associazione Artigiani), imprese, centri di ricerca e sindacati, per la condivisione delle strategie e delle azioni, sia per la fase di raccolta di fabbisogni sul territorio.In merito alla realizzazione della nuova piattaforma informatica a servizio delle imprese è auspicabile che i diversi partner possano contribuire al suo processo di costruzione, segnalando particolari esigenze o vincoli. La condivisione di questa azione da parte dell’Amministrazione con il partenariato si rileva fondamentale, come già dimostrato in alcuni incontri che si sono svolti, per gli opportuni confronti nei quali raccogliere proposte, indicazioni ed eventuali necessità.Infine, nell’ambito della Strategia regionale di specializzazione intelligente (S3), volta a sostenere la ricerca e l’innovazione in Valle d’Aosta, sono operativi tre Gruppo di Lavoro tematico, negli ambiti individuati dalla S3 che si sono riuniti già in alcune occasioni e che si riuniranno nei prossimi mesi: questi tavoli, al quale partecipano imprese, enti, centri di ricerca, associazioni, ecc. rappresentativi dei settori produttivi d’eccellenza della nostra regione, hanno il compito di produrre azioni e consenso sull’implementazione della S3 e approfondire temi specifici di interesse, anche raccogliendo proposte di iniziative, alcune delle quali possono essere utili per la politica industriale regionale, in una logica di condivisione e dialogo. A tal riguardo, il Gruppo di Lavoro tematico vuole essere una sorta di “pensatoio”, di think tank, all’interno del quale possano essere condivisi bisogni locali e sfide sociali, possano essere affrontate tematiche di comune interesse, e possano emergere comuni idee di soluzioni a tali sfide e opportunità di mercato, nonché possibilità di sinergie e progetti di partnership tra i diversi soggetti coinvolti.Per quanto riguarda invece l’efficientamento energetico degli edifici pubblici, appare di fondamentale importanza il coinvolgimento degli Enti locali al fine di valutare gli interventi individuati preventivamente con le diagnosi energetiche. n partenariato potrebbe inoltre facilitare la diffusione delle conoscenze acquisite nell’ambito di tale azione e il coinvolgimento degli stakeholder locali nella fase di attuazione, al fine di stimolare la trasformazione del mercato verso prodotti, edifici e servizi energeticamente più efficienti, nonché per indurre cambiamenti di comportamento dei cittadini e delle imprese relativamente all’impiego e al consumo delle risorse energetiche. n partenariato potrebbe infine favorire la mobilizzazione di , investimenti nella ristrutturazione di edifici residenziali e commerciali al fine di rnigliorarne la prestazione energetica, viste le elevate potenzialità di risparmio energetico riconducibili ai corrispondenti settori.S.O.POLITICHE PER L’IMPIEGOl. Rafforzamento dei centri per l’impiego regionaliRisultato attesoMaggiore efficienza ed efficacia dei servizi di collocamento pubblici e privati al fine di un miglior soddisfacimento delle esigenze del mercato del lavoroAzione Costituzione di una task force la cui operatività avrà un arco temporale triennale, cui verrà affidato il compito di migliorare e consolidare le prestazioni di servizio offerte in materia di politiche atti ve del lavoro nonché la gestione di bandi e di progetti secondo le linee di programmazione europea, nazionale e regionale.2. Percorsi integrati di tirocinio, orientamento e accompagnamento al lavoro e azioni di orientamento e di accompagnamento al lavoroRisultato attesoFavorire l’inserimento lavorativo e l’occupazione di disoccupati di lunga durata e di soggetti con maggiori difficoltà di inserimento lavorativo nonché il sostegno a rischio di disoccupazione di lunga durata.AzioneIntegrazione delle forme di politiche attive attuate dai Centri per l’impiego o dai soggetti accreditati per i servizi al lavoro ed alla formazione che saranno rivolte in parte ai beneficiari delle misure di sostegno al reddito di inclusione di cui alla L.r. 18/2015 e s.m.e i. ed in parte ai percettori di NASPI.Le suddette misure di politica attiva verranno avviate a partire dal mese di giugno 2016 ed avranno una durata biennale3. Interventi di sostegno alla ricerca attiva del lavoro per promuoverte ed accrescere l’occupazione degli immigratiRisultato attesoAccrescere l’occupazione degli immigratiAzioneAttivazione di laboratori e servizi a sportello ( di gruppo e individualizzati) finalizzati a favorire l’orientamento professionale, acquisire tecniche e strumenti di ricerca attiva del lavoro, mettere in trasparenza gli apprendimenti, sviluppare competenze di base e tecnico professionali tipiche dei settori dell’agricoltura, edilizia e ristorazione, supportare i destinatari nel processo diriconoscimento dei titoli acquisiti nei paesi di origine. L’avvio delle attività è previsto tra giugno e settembre 2016 ed il termine il 31 dicembre 2018.4. Interventi formativi e di orientamento destinati a giovani disabili intellettivi e finalizzati a favorirne l’inserimento in specifici settori professionaliRisultato attesoL’obiettivo è quello di aumentare il grado di occupabilità dei giovani disabili intellettivi attraverso l’orientamento e la formazioneAzioneAttraverso il progetto si intende offrire ai suddetti giovani un’occasione di formazione di base che si pone preferibilmente tra la conclusione del percorso scolastico e l’inserimento nel mondo del lavoro ed è finalizzato a favorire l’orientamento e l’acquisizione di competenze di base. I relativi corsi avranno una durata biennale a partire dal mese di luglio del corrente anno.5. percorsi di avvicinamento al lavoro per soggetti disabili e svantaggiatiRisultato attesoll risultato atteso è costituito dalla percentuale di partecipanti, pari al 90%, che al momento della conclusione degli interventi saranno in grado di impegnarsi nella ricerca attiva di un lavoro, di un percorso di istruzione /formazione, nell’acquisizione di una qualifica, in un’occupazione.AzioneI percorsi di durata biennale sono costituiti, in parte, da attività di laboratorio e di stage in azienda, nonché da una parte formativa.3. interventi formativi per detenutiRisultato attesoFormazione professionale finalizzata all’inserimento lavorativoAzioneSi intende avviare n. 3 corsi formativi della durata di 400 ore rivolti a 8 detenuti ciascuno, nel biennio 2016-2017. Con il presente intervento si risponde ad un preciso impegno della RA VA ad offrire iniziative formative alla popolazione reclusa presso l’unico Istituto di pena presente sul territorio regionale.S.O. POLITICHE DEL LAVOROa) Repertorio: correlazione tra il repertorio regionale e il Quadro nazionale delle qualificazioni e definizione dei criteri e delle modalità per la progressiva standardizzazione del repertorio regionale, nella prospettiva dell’implementazione del Repertorio nazionale;b) Processo di individuazione, validazione e certificazione delle competenze: individuazione dei contenuti e degli standard di processo, definizione delle modalità di erogazione dei servizi e dei soggetti titolati, messa a punto dei supporti metodologici e degli strumenti e formazione degli operatori;c) Attestazione e registrazione: definizione degli standard minimi di attestazione e registrazione e delle procedure relative, costruzione della banca dati delle attestazioni;d) Definizione e costruzione di un sistema informativo a supporto dei processi e delle attività e sviluppo dell’accessibilità internet delle informazioni e dei servizi, in favore di cittadini e operatori.S.O.POLITICHE DELLA FORMAZIONE E DELL’OCCUPAZIONEl) Iniziative formative di qualificazione e riqualificazione destinate a disoccupati e inoccupati adultiRisultato attesoFavorire l’inserimento lavorativo e l’occupazione dei disoccupati adulti di lunga durata e dei soggetti con maggiori difficoltà di inserimento lavorativo. Nonché il sostegno delle persone a rischio di disoccupazione di lunga durata.AzioneNell’ambito dell’attuale fase congiunturale che si presenta ancora altamente incerta e all’interno della quale le ripercussioni sul mercato del lavoro sono state molto importanti, si intendono promuovere interventi mirati a sostenere la crescita del capitale umano e l’incremento delle competenze professionali della popolazione, attraverso azioni di qualificazione e riqualificazione dipersone adulte inoccupate e disoccupate, favorendo una loro maggiore occupabilità e sostenendo il loro inserimento/reinserimento nel mercato del lavoro.Verranno quindi proposti, a titolo esemplificativo:• percorsi formativi con rilascio al termine di un titolo di qualifica professionale destinati a persone senza titoli specifici o esperienze nel settore di riferimento;• percorsi formativi post diploma che possano prevedere al termine il rilascio di un titolo di qualifica professionale;• percorsi formativi di specializzazione collegati a specifici fabbisogni espressi dal contesto produttivo locale e destinati a fornire competenze professionali specifiche.La definizione puntuale delle iniziative che verranno poste a bando sarà effettuata a seguito di un confronto con le Strutture regionali responsabili delle politiche di settore e con alcuni dei maggiori stakeholders, al fine di centrare al meglio gli interventi anche dal punto di vista settoriale, favorendo così un ritorno dal punto di vista dell’efficacia delle iniziative.1) Percorsi di sostegno alla creazione d’impresa e al lavoro autonomo, ivi compreso iltrasferimento d’azienda (ricambio generazionale)Risultato attesoÈ prevista la partecipazione di 120 disoccupati at percorsi formativi, mentre l’erogazione del sostegno al reddito è prevista per 90 disoccupati.AzioneL’attività formativa e di accompagnamento del neo imprenditore è volta a:a) scardinare modus operandi obsoleti e lanciare i nuovi imprenditori verso modelli innovativi.b) limitare la mortalità delle imprese dovute alla mancanza di esperienza gestionale e commerciale dei nuovi imprenditori.All’attività formativa segue l’ammissione ad un contributo forfetario (premio all’imprenditorialità/sostegno al reddito) finalizzato principalmente a sostenere economicamente l’avvio dell’attività dei neoimprenditori, limitando i fenomeni di mortalità imprenditoriale dovuti ad immediata sofferenza di liquidità.2. Sviluppo del sistema regionale di certificazione delle competenzeRisultato attesoDefinizione di un disegno organico e complessivo che consenta di mettere a sistema le sperimentazioni condotte dalla regione in materia di certificazione, anche attraverso la ridefinizione ed il riordino delle disposizioni contenute nelle deliberazioni attuative della legge 7/2003.AzioneIl progetto dà attuazione al dettato comunitario in tema di convalida dell’ apprendimento non formale e informale (Raccomandazione del Consiglio 2012/C 398/01) ed alle previsioni del Decreto Legislativo n.13/2013 e dello schema di decreto interrninisteriale approvato con Intesa Stato-regioni del 22 gennaio 2015, in materia di certificazione degli apprendimenti formali, non formali e informali.In linea con quanto disposto dalla disciplina nazionale, gli ambiti su cui il progetto è chiamato ad intervenire sono i seguenti:2) Formazione aziendale ed interziendaleRisultato attesoAccrescimento delle competenze della forza lavoro operando sulla loro crescita competitiva grazie anche al miglioramento ed alla adattabilità dei saperi e delle competenze dei lavoratori.AzioneCon la presente azione si intende promuovere ed agevolare la realizzazione di interventi di formazione continua nelle imprese con particolare attenzione anche alle piccole e medie e alle micro imprese. Per quanto riguarda le PMI e le micro imprese si privilegerà le iniziative interaziendali che rispondano a bisogni rilevati e comuni supportati da piani formativi aziendali dimedio periodo.Gli strumenti di sostegno messi a disposizione delle imprese per il co-finaziamento delle iniziative di formazione continua rappresenteranno un’opportunità di sviluppo e rafforzamento, per i lavoratori valdostani, delle proprie competenze professionali, incrementando quindi le possibilità del mantenimento del posto di lavoro favorendo inoltre le possibilità di mobilità orizzontale e le progressioni verticali all’interno delle imprese e del mercato del lavoro.3) Iniziative di formazione e educazione permanenteRisultato attesoInnalzamento del livello di istruzione della popolazione adulta attraverso un incremento nella partecipazione attiva a interventi di qualificazione e riqualificazione delle competenze con particolare riferimento alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC), nell’ottica di una crescita del capitale umano.AzioneIniziative di formazione/eduzione permanente, destinate alla popolazione valdostana con particolare attenzione a coloro che utilizzano tali competenze per un migliore inserimento/reinserimento nel mercato del lavoro o per il mantenimento del posto di lavoro. Si favorirà anche la creazione di cataloghi regionali finalizzati al rafforzamento/recupero di competenze di baseCon la presente scheda azione si intende promuovere ed agevolare la realizzazione di interventi di formazione/educazione permanente destinati agli adulti. In particolare tutti quegli interventi che hanno in esito il rafforzamento delle competenze di base certificate e l’acquisizione di qualifiche collegate all’inserimento/reinserimento professionale anche con particolare riferimento alle tecnologie dell’informazione e delle comunicazione (TIC) e alle lingue.Assessorato Opre pubbliche, difesa del suolo ed edilizia residenziale pubblica, intervento dell’assessore Mauro BaccegaLa costruzione di progetti da finanziare nell’ambito dei programmi europei rappresenta una palestra dove affinare le capacità di programmazione e pianificazione, in rapporto ai risultati attesi.Le strutture dell’Assessorato, in particolare quelle del Dipartimento programmazione, difesa del suolo e risorse idriche, sono impegnate all’interno della priorità “crescita sostenibile” e degli obiettivi di Europa 2020, nell’ambito dell’obiettivo n. 3• “Cambiamenti climatici e sostenibilità energetica”; e nella Politica di Coesione, nell’ambito degli obiettivi 5) e 6):• “Promuovere l’adattamento al cambiamento climatico, la ·prevenzione e la gestione dei rischi”;• “Tutelare l’ambiente e promuovere l’uso efficiente delle risorse.Il tema della difesa dai rischi di natura idraulica e geologica è centrale, per un territorio di montagna che già ha dato diversi segnali di eventi partico·larmente violenti o diversi da quelli storicamente verificatisi nel passato.Caratteristiche specifiche che devono spingerei ad adottare politiche di gestione del territorio attive e attente, sia alle  esigenze naturali e paesaggistiche, che ai bisogni delle popolazioni che in montagna vivono e devono svilupparsi.Questa esigenza diventa sempre più evidente oggi dove la cronaca quotidiana evidenzia la fragilità di tutti i territori e di tutte le comunità a fenomeni atmosferici diversi per intensità e frequenza rispetto a quelli storicamente noti.E’ chiaro quindi che le azioni di governo debbono relazionarsi strettamente con il territorio a cui sono rivolte. Da tempo si sta chiedendo a gran voce di introdurre il concetto di rischio compatibile anche nell’ordinamento giuridico, per poter tenere in dovuta considerazione la cultura di un popolo che da sempre convive con i rischi idrogeologici.Anche la pianificazione territoriale, intesa come gestione attiva del territorio, deve confrontarsi con la pericolosità idraulica e geologica e deve individuare le regole di convivenza e di gestione della pericolosità stessa.La nuova sfida è intervenire prima della calamità.L’opera di prevenzione necessità di una stretta collaborazione con le popolazioni locali alle quali devono essere spiegate le otivazioni dell’interento e chiesto di sopportarne i disagi ancora prima che l’evento accada.Un approccio che superi  la logica di emergenza che ha caratterizzato gli ultimi decenni) mettendo in campo una politica integrata che coinvolga tutti i soggetti interessati per passare dalla logica della riparazione localizzata a quella della prevenzione e riqualificazione territoriale, con indubitabili positive conseguenze anche sul pianoeconomico.La prevenzione e la mitigazione dei rischi naturali è, pertanto, una tematica basilare di tipo trasversale per la sicurezza del territorio e della cittadinanza, che permette di avere notevoli ricadute anche sull’occupazione e sul turismo. È necessario affrontare la questione sotto quattro aspetti prioritari:• la semplificazione normativa per il governo e la manutenzione del territorio;• l’approccio tecnico-scientifico al problema, adeguato alle novità e ai cambiamenti in atto;• il reperimento e la continuità de.lle risorse economiche;• il coinvolgimento del cittadino con l’obiettivo di promuoverne un ruolo attivo nel campo della prevenzione, per contribuire quotidianamente alla riduzione del rischio impegnandosi in prima persona.Il raggiungimento di questi obiettivi produrrà seguenti risultati:R1 incremento delle persone sehsibilizzate sui rischi sulla loro prevenzione e sui processi di mitigazione (sismica, valanghe, dighe, idrogeologico, … );R2 Incremento di strumenti e metodologie condivise e innovative in risposta a rischi specifici.Per tutte queste tematiche sono stati individuati o saranno individuati risultati concreti di realizzazione in termini di persone oggetto di campagne di informazione specifiche, di piani territoriali aggiornati, di piani di gestione del rischio approvati, di tecniciformati alle nuove metodologie di studio e di intervento elaborate nei progetti stessi.I primi destinatari delle azioni sono gli amministratori locali e i tecnici ai quali saranno rivolte molte delle azioni specifiche di formazione/informazione sui temi che i diversi progetti andranno a sviluppare.I progetti dovranno poi ·elaborare anche tecniche di comunicazione verso il grande pubblico che dovrà beneficiare di azioni specifiche di informazione destinate ad accrescere la consapevolezza sui rischi presenti e sulle azioni possibili per contrastarli.Uno dei risultati maggiormente attesi è rappresentato da linee guida essenzialmente tecniche sui quali basare le azioni tecnico-amministrative di gestione dei rischi.Lo sviluppo di strumenti e metodologie condivise passa attraverso una forte sinergia tra il mondo imprenditoriale e le strutture pubbliche gestionali affinché i fabbisogni di queste ultime si -trasformino in strumenti innovativiefficienti per una buona gestione del territorio.Nell’ambito dello svolgimento delle iniziative sopra descritte, si auspica, pertanto, di poter ricevere contributi fattivi dal partenariato economico-sociale e ambientale. A questo proposito, in -fase di attuazione delle azioni principali, sono previsti momenti di scambio · e di condivisione, non solo tra tecnici delle amministrazioni pubbliche, partner beneficiari di progetto, ma anche .con differenti portatori di’ interesse presenti sul territorio.PROGETTI PRESENTATI NELLA CALL DI SETTEMBRE 2015 ALCOTRAART_UP_WEBCapofila: Dipartimento programmazione e difesa del suolo;Partner: IRSTEA (Istituto nazionale di ricerca in scienze e tecnologie per l’ambiente e l’agricoltura) di Grenoble.Descrizione sintetica del progetto: l’obiettivo principale del progetto è di fornire strumenti gesetionali dei rischi naturali condivisi ed integrati, in particolare per quanto riguardia le infrastrutture varie. In passato, la gestione del territorio era associata alla realizzazione di opere di mitigazione che, causa il venir meno· delle risorse economiche, attualmente risultano “anacronistiche”. Nel progetto saranno definiti strumenti alternativi, gestionali, che permettono di migliorare la resilienza dei territori transfrontalieri, sfruttando i dati informatizzati già presenti. Principali beneficiari saranno le amministrazioni locali e, a cascata, fruitori del territorio transfrontaliero.PrévRiskHauteMontagneCapofila: Fondazione Mont9gna sicura – Montagne su re,Partner: La Chamoniarde, il Comune di Valtournenche, l’ARPA Valled’Aosta, l’ARPA Piemonte, I’Université de Savoie (CNRS), il CREALP (Canton du Valais).Descrizione sintetica del progetto: l’obiettivo primario del progetto è la crescita della resilienza delle comunità locali di fronte ai rischi emergenti e specifici dell’alta montagna, attraverso delle azioni di studio scientifico e iniziative -“di resilienza” finalizzate ad applicare dei modelli innovativi ai rischi naturali emergenti dell’alta montagna. Il progetto si articola attorno ad un vasto programma di attività finalizzate a studiare questi fenomeni, nonché ad informare, formare e sensibilizzare le popolazioni locali e i turisti, i gestori e i professionisti del turismo, con l’utilizzo di strumenti innovativi, delle reti sociali e del.e nuove tecnologie dell’informazione. Questo progetto si basa su un partenariato permanente di attori pubblici che operano in rete da 12 anni, sotto l’egida deii’Espace Mont- Blanc, che capitalizza quello che esiste e che si allarga ogni tanto ad altri partner universitari e tecnici, così come ad altri enti in un contesto di cooperazione più ampia dove il valore aggiunto dato dalla cooperazione determina il successo delle iniziative e la loro durabilità nel tempo.PROGETTI IN FASE DI DEPOSITO (FEBBRAIO 2016) ALCOTRARISVALCapofila: Struttura assetto del territorio;Partner: Regione Piemonte – Settore simico, ARPA Piemonte – Dipartimento Sistemi previsionali, BRGM – Direction Risques etPrévention l Uriité Risques Sismique et Volcanique d’Orleans, GEOAZUR-Nice, Université Joseph Fourier – Grenoble, CEREMA -Labo Nice e Entente Valabre de GardanneDescrizione sintetica del progetto: Il territorio alpino, caratterizzato da una pericolosità sismica moderata, è interessato da eventi sismici frequenti per lo più di debole intensità. Prepararsi a gestire un evento con conseguenze severe per la popolazione, l’economia e l’ambiente delle.vallate Alpine è compito prioritario degli attori che concorrono alla gestione del rischio sismico. Il progetto prevede ai aumentare le capacità di questi attori nel caratterizzare il rischio, nel monitorare e nello stimare rapida·mente l’intensità degli eventi, nello sviluppare strumenti per caratterizzare la vulnerabilità degli edifici. Il miglioramento delle misure di prevenzione e di gestione delle crisi che ne deriveranno consentirà un auménto della resilienza del territorio. L’obiettivo principale è di coinvolgere le autorità regiona-li e locali nell’applicare strumenti condivisi digestione del rischio. Parallelamente verrà sensibilizzata la cultura del rischio sismico nei confronti del grande pubblico.RESBACapofila: Struttura Opere Idrauliche;Partner: Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Politecnico di Torino e IRSTEA (Istituto nazionale di ricerca inscienze e tecnologie per l’ambiente e l’agricoltura). Partner associati del progetto saranno DREAL R.A, Préfécture di Chamonix e ENELDescrizione sintetica del progetto: le dighe e gli sbarramenti, a scopo irriguo, idroelettrico o per la produzione di neve artificialedeterminano impatti economici e umani importanti per i territori transfrontalieri montani. L’obiettivo generale del progetto è quello di aumentare la conoscenza, formare i tecnici, sensibilizzare gli amministratori locali ed il grande pubblico sul tema delle dighe in termini di gestione e prevenzione dei rischi correlati.AD-VITAMCapofila: GeoAur (Università di Nizza);Partner: la Regione Piemonte, ARPAL, BRGM, Unione Comuni ligure, Università di Genova, Fondazione Montagna sicura.Descrizione sintetica del progetto: l’area Alcotra è molto vulnerabile rischi di natura geologica destinati ad aumentare in relazione ai previsti scenari relativi ai cambiamenti climatici ed all’aumento della pressione antropica a fini turistici, di transito od insediativi.Particolarmente elevata appare la vulnerabilità ai rischi connessi con i fenomeni franosi, per contrastare i quali le amministrazioni dovranno ricorrere a schemi di intervento più efficaci ed efficienti,nell’ambito di strategie macroregionali e legati al monitoraggio, alla prevenzione, alla previsione, alle procedure di allerta e protezione civile. Il progetto si pone come obiettivo il miglioramento della resilienza dei territori rispetto ai rischi naturali da frana tramite lo sviluppo di sistèmi operativi. innovativi; basate sui ‘livelli di pioggia.’Le attività previste prevedono la valutazione delle relazioni precipitazioni-frane nell’ambito di eventi passati, la creazione di inventari, lo sviluppo di diversi modelli previsionali, la definizione di soglie di innesco e di mappe dinamiche di pericolosità (vulnerabilità) fondamentali per la gestione operativa. Le risultarize sono destinate sia alle amministrazioni centrali, sia alle comunità locali che si confrontano con la gestione dei rischi da frana e troveranno immediata applicazione in tutto lo spazio Alcotra, essendo entrambe le categorie rappresentate come partner nel progetto.PITEM “RiskNat” (terza cali Alcotra)Capofila: Dipartimento programmazione difesa del suolo e risorse idriche Descrizione sintetica del progetto: per proseguire le attività della Rete transfrontaliera :”Rischi naturali” 1nel territorio delle Alpioccidentali, concretizzata sin dal progetto strategico Alcotra RiskNat (2009-2012) e proseguita con il progetto semplice Alcotra RiskNET (2013-2014 ), il Dipartimento Programmazione, difesa del suolo e risorse idriche della Regione Autonoma Valle d’Aosta, coordinerà la progettazione del · PITEM “RiskNat” in collaborazione con il partenariato istituzionale transfrontaliero.Strategicamente, l’approccio del PITEM “RiskNat” sarà focalizzato sull’aumento della resilienza dei territori Alcotra più esposti ai rischi naturali, ampliando . il campo tecnico a favore di considerazioni economiche, sociali ed ambientali. Questo approccio si concentra sulla sostenibilità delle poliiche di prevenzione dei rischi naturali di fronte alle tendenzeglobali e locali: riduzione delle finanze pubbliche, impatti del cambiamento climatico, evoluzioni demografiche ed economcihe, cambiamento della domenda della società, cambiamenti istituzionali nazionali o trasfrontalieri, evoluzione della normativa comnitaria.CALL SPAZIO ALPINOLINKS4SOILS- Linking Alpine Soil Knowledge to Sustainable Ecosystem Management an d ·capa city BuildingCapofila: Agricultural Institute of SloveniaPartner: Dipartimento programmazione, difesa del suolo e risorse idricheDescrizione sintetica del progetto: Il suolo è un elemento essenziale degli ecosistemi, una sua qualsiasi alterazione può ripercuotersi non solo sulla sua capacità produttiva, ma anche sulla qualità dell’acqua potabile e dei prodotti agricoli fonte di nutrimento. Il suolo è una risorsa limitata, composto da particelle minerali, sostanza organica, acqua aria ed organismi viventi, occupa lo strato superficiale della crosta terrestre e ricopre 1/16 della superficie del pianeta come una coltre molto sottile. L’importanza della tematica è poco conosciuta.Obiettivo principale delo progetto è quello di migliorare e diffondere tale conoscenza “ready-to-use” del suolo alpino agli utenti finali (pubblici) al fine di contribuire ad un’implementazione adeguata della Convenzione delle Alpi e un uso più sostenibile delle risorse vulnerabili.  Verrà creara un rete transnazionale ‘4soils’ degli stakeholder strategici, che indentificheranno e metterano in comunicazione le informazioni fornite dagli istituti di ricerca e le autorità al fine di colmare il gap di conoscenza esistemte. Sarà istituito uno strumento gratuito di gestione comune basato sul web, che fornisce informazioni sulla gestione del suolo e sulle best practices, soprattutto per la gestione degli ecosistemi e il processo decisionale spaziale.ASSESSORATO TERRITORIO E AMBIENTE, intervento dell’assessore Luca BianchiBuongiorno a tutti,l’Italia e anche la Valle d’ Aosta, sono  state colpite dalla crisi molteplice, forse la più grave della sua storia moderna,  caratterizzata da una prolungata recessione economica, da un peggioraynento delle condizioni sociali e dell’equità distributiva della ricchezza nonché da un livello elevato di disoccupazio e. La crisi economica non è affatto congiunturale e si intreccia con un crisi climatica globale di una gravità senza precedenti che non può essere trascurata perché sta già producendo preoccupanti anomalie climatiche e gravi danni all’ambiente ed al territorio e perché costituisce una ancor peggiore minaccia per il nostro futuro, srprattutto in un contesto territoriale sensibile e fragile come quello valdostano.La natura di questa crisi è al contempo locale e globale e non può quinditrovare una soluzione soltanto su scala regionale o nazionale ma, come testimoniano le esperienze valdostane, necessitano di un approccio quanto meno transfrontaliero con le regioni contermini.L’ambiente esigen quindi un paradigma nuovo, a valle di una trasformazione che cambia i modi di produrre e consumare, di fruire dei servizi ecosistemici, di trattare la biodiversità, di praticare l’accoglienza e i rapporti tra nazioni e tra comunità diverse. In tempi medio-lunghi si faranno poi i conti per verificare se la Green economy ci avrà riportato entro i limiti richiesti dal nostro pianeta; circostanza che richiede anzitutto che sia vinta la battaglia contro il cambiamento climatico, essenziale per mettere alla prova la Green economy assieme al rilancio dell’occupazione.La chiave della Green economy è l’eco-innovazione che promuove sistemi di produzione e consumo basati su un utilizzo sostenibile delle risorse e una riduzione degli impatti negativi sull’ambiente ed è un fattore determinante per la competitivita delle imprese nell’attuale mercato globale: anche nella nostra Regione e la nostra Agenzia per la protezione dell’ambiente e la Fondazione montagna sicura – enti strumentali della Regione di cui l’Assessorato al territorio e ambiente cura i rapportiistituzionali- hanno già proposto interessanti progetti in tale ottica quali:• il progetto Alcotra e-Rés@mont in cui si affrontano i temi della fisiologia in condizioni di alta montagna; il progetto è finalizzato allo sviluppo, implementazione e alla promozione di servizi di medicinadi montagna tecnologicamente innovativi e di prossimità, fornendo il suo contributo alla sfida di contrastare lo spopolamento delle aree montane;• il progetto AlpES- Alpine Ecosystem Services” sulla mappatura e la gestione dei siti ecosistemici alpini; sulla scia di WIKIA/ps il suo scopo è quello di inserire i servizi ecosistemici in un quadro di governance ambientale regionale alpina, formare e supportare gli amministratori pubblici, i decisori pubblicim gli attori economici e i ricercatori nella comprensione, valutazione e gestione degli ecosistemi e dei loro servizi;• il progetto “BATWooD” a valere sul Programma per l’ambiente e l’azione per il clima (LIFE) sulle buone pratiche di utilizzo della legna come combustibile per riscaldamento; la proposta progettuale in discorso ha come obiettivi la valutazione degli impatti sulla qualità dell’aria, con particolare riferimento al particolato fine, prodotti dalla combustione di biomassa legnosa in apparecchi domestici in relazione a diverse modalità pratiche di utilizzo oggetto di sperimentazione;Vanno poi incentivati i profili professionali anche finalizzati al raggiungimento di elevate qualità ambientali.Dobbiamo dedicare attenzione allo sviluppo di partenariati pubblicoprivati fra le università, gli enti di ricerca e le imprese per il sostegno di progetti di eco-innovazione, capaci di coniugare sostenibilità e competitività. Aziende, centri di ricerca, distretti, reti d’impresa, sistemi territoriali, istituzioni e organizzazioni sociali possono fungere da soggetti attivi di questi partenariati per l’eco-innovazione.Ed è per questo che l’Assessorato al territorio e ambiente continua ad investire in nuovi progetti che esaltano le forme di partenariato, coerenti con le priorità perseguite dalla Regione nell’ambito della politica di sviluppo regionale 2014/20, con particolare riferimento ai Programmi di cooperazione territoriale europea.Un esempio concreto è il PIT Espace Mont Blanc che lascia in eredità per questa nuova fase di programmazione conoscenze e competenze che hanno consentito di proporre una nuova idea progettuale Adapt Mont Banc che si concentrerà sullo studio e sull’analisi dei cambiamenti climatici in quel territorio al fine di adottare idonee misure di mitigazione su scala locale.Va quindi sviluppata l’economia della conoscenza, per preparare nuove competenze e professionalità sia per i settori strategici di nuova economia, sia per riqualificare figure professionali che operano in settori e comparti tradizionali, interessati dai processi di riconversione della Green economy.In tal senso, il recupero dei siti minerari dismessi a scopo turistico che, nella passata e in questa programmazione hanno goduto di un proprio spazio con i siti di Brusson, Saint-Marcel e Cogne, contribuiscono a valorizzare l’offerta della nostra regione recuperandone la memoria nell’ottica di creare nuove opportunità di lavoro.E’ in questa ottica che il Forum partenariale può diventare il luogo di stimolo e di propulsione ma anche di indirizzo e di monitoraggio delle azioni e delle attività concretamente realizzate sul campo affinché irisultati attesi da questo nuovo ciclo di programmazione siano raggiunti, anche e soprattutto nell’ottica di una crescita sostenibile dei nostri territori.ASSESSORATO AGRICOLTURA E RISORSE NATURALI, intervento dell’assessore Renzo TestolinPer quanto riguarda l’Assessorato agricoltura e risorse naturali, nel quadro della programmazione 2014/2020 sono già state avviate e saranno avviate nei prossimi mesi diverse azioni legate al PSR 2014/2020, che rappresenterà il principale strumento di sostegno al settore nei prossimi anni.Tra i principali obiettivi e risultati attesi dal PSR 14-20 si annoverano:- L’aumento della professionalità degli agricoltori nei diversi comparti,- Il miglioramento della competitività delle aziende agricole e il ricambio generazionale,- Il contenimento dell’abbandono delle terre, in particolare nelle zone più marginali e negli alpeggi,- La garanzia di una corretta gestione del territorio da parte degli agricoltori,- La tutela della biodiversità e il mantenimento di pratiche di agricoltura eco-compatibile- La promozione dell’adesione ai sistemi di qualità e la cooperazione fra gli operatori delle filiere agroalimentari e forestali,- L’incentivo alla produzione di energia da fonti rinnovabilie- La promozione della progettualità, nell’occupazione e nello sviluppo a livello localeAl fine di raggiungere detti obiettivi e i risultati attesi, il PSR prevede l’attivazione di 13 misure, tra le quali si segnalano quelle destinate allo Sviluppo delle aziende agricole e delle imprese, al Trasferimento di conoscenze e di sostegno alla qualità, alla messa in atto di azioni di Cooperazione, oltre alle misure destinate alla valorizzazione di sistemi agricoli eco-compatibili e di sostegno compensativo per le zone di montagna (Pagamenti agriclimatici ambientali, indennità  Natura 2000, ecc.).Sulla base di quanto previsto dal PSR 2014-2020 e sulla scorta dell’esperienza maturata con il precedente PSR 2007-2013, evidenziando la potenziale opportunità per tutte le aziende agricole valdostane (oltre 3.500) di aderire alle misure a superficie, si prevede di raggiungere risultati che:-Garantiscano la formazione di 500 agricoltori e operatori del settore, fra cui 100 giovani agricoltori;- Consentano di arrivare al riconoscimento di indennità, premi agroambientali e premi per l’agricoltura biologica sul 90% della superficie agricola utilizzata in Valle, vale a dire circa 50.000 ettari;- Permettano a circa 650 allevatori di accedere alle misure per il benessere animale;- Diano avvio a circa 20 progetti di cooperazione per lo sviluppo delle filiere e del turismo nelle zone rurali, valorizzando la qualità dei prodotti agricoli e sostenendo la raccolta e l’utilizzo delle biomasse agricole e forestali- Possano consentire a circa 500 aziende (compresi i 100 giovani agricoltori) di migliorare la loro competitività, essendo state identificate quale target di riferimento nell’ambito della potenziale crescita aziendalePer ciò che concerne le modalità e tempi di attuazione delle misure del PSR (biennio 2016 e 2017) si segnala come la maggior parte delle misure sarà attivata con presentazione delle domande “a bando”, anche se alcune misure potranno essere attivate a sportello aperto.La previsione dei tempi di presentazione delle domande e di erogazione degli aiuti nell’anno 2016 prevede nel primo trimestre la pubblicazione dei bandi sulle misure inerenti ai sistemi di qualità e nel secondo trimestre l’apertura dei bandi relativi a gran parte delle misure destinate agli investimenti.A partire dal secondo trimestre dell’anno si prevede di procedere al pagamento degli impegni relativi alle misure a superficie, di cui i bandi sono già stati attivati nello scorso mese di giugno 2015 e hanno consentito la raccolta delle richieste di aiuto degli agricoltori da parte dei CAA, arrivando poi nel 3° e 4° trimestre a garantire i primi interventi di spesa pubblica relativamentealle misure di investimento.Le previsioni di spesa complessive si possono indicare in circa 20 milioni di € per il 2016 di cui circa 1,5 sugli incentivi agli investimenti e i restanti sulle misure a superficie.Ruolo del PartenariatoCome sottolineato dalla Commissione europea, il metodo partenariale può generare vantaggi e valore aggiunto in riferimento al rafforzamento dell’impegno collettivo e del senso di appropriazione delle politiche dell’Unione europea, alla disponibilità di maggiori conoscenze, competenze e punti di vista nell’elaborazione e attuazione delle strategie e in merito alla garanzia di maggiore trasparenza nei processi decisionali.La Regione, accoglienzo le indicazioni del “Codice di condotta europeo per il partenariato” e del documento “Metodi e obiettivi per un uso efficace dei fondi comunitari 2014-2020”, individua alcuni principi chiave alla base del processo e del confronto partenariale per il nuovo ciclo di programmazione:• il coinvolgimento è esteso a tutti i soggetti rilevanti che possono influire sull’attuaizone dei programi o che ne sono influenzati;• il pluralismo del coinvolgimento è garantito, consultando le diverse componenti del settore pubblico insieme alle imprese, alle aziende, all’associazionismo, ecc.L’Assessorato intende quindi riconoscere al partenariato economico e sociale nell’attuazione del PSR un ruolo non in chiave di “mero adempimento” ai requisiti richiesti ma di reale coinvolgimento per convogliare un patrimonio di conoscenze disperse fra una moltitudine di soggetti, la cui acquisizione è importante per migliorare l’efficacia delle politiche e per valutare con tempestività l’evoluzione dei bisogni del territorio e la rispondenza reale delle misure a disposizione.Questo principio si traduce in metodo e prassi amministrativa attraverso il coinvolgimento dei partners economici e sociali lungo il processo decisionale, a partire dal confronto in sede di Comitato di sorveglianza e in altri tavoli di settore e di comparto che saranno prossimamente all’uopo attivati.Nel periodo 2014-2020 sarà quindi rafforzata l’attuazione del princ1p1o di partenariato, rendendolo un metodo condiviso e integrato nel ciclo della programmazione, attuazione, sorveglianza e valutazione degli interventi, contribuendo anche a rafforzare le capacità di selezione degli interventi stessi da parte delle Amministrazioni, confidando che questa scelta noncostituisca un mero rallentamento amministrativo ma possa confermarsi, come nelle aspettative, come uno strumento di maggiore efficacia e dinamicità decisionale.Ulteriori attività saranno portate avanti dall’Assessorato Agricoltura e Risorse naturali, in collaborazione con i partner coinvolti, in funzione di specifici finanziamenti previsti.• Tra le proposte progettuali presentate e in fase di sviluppo e/o di attuazione nel corso di quest’anno, si segnala il progetto strategico f{Bassa Via della Valle d’Aosta”, sviluppato dall’Assessorato turismo sport commercio e trasporti nell’ambito del Programma investimenti per la crescita e l’occupazione 2014/20 (FESR)” attuato attraverso l’approvazione di cinque progetti integrati.Nell’ambito del progetto integrato li Bassa Via della Valle d’Aosta – Sentieristica”, che vede come soggetto programmatore e beneficiario la Struttura Forestazione e sentieristica, sono stati stanziati 1.485.000 euro per la realizzazione di una serie di interventi di adeguamento della percorribilità e di segnaletica lungo l’itinerario individuato di circa 350 km che collegherebbe una cinquantina di Comuni. Attualmente si stanno predisponendo le fasi di progettazione per rendere appaltabili entro l’anno circa una decina di interventi per un importo complessivo di 800.000 €, che vedranno coinvolti una trentina di comuni lungo il percorso.• Sempre nell’ambito del Programma Investimenti per la crescita e l’occupazione 2014/2020 (FESR) si colloca il progetto uPromozione aree protette”, nell’ambito del quale le risorse a disposizione, 500.000 €, saranno destinate a consolidare il sistema VIVA Valle d’Aosta unica per natura e, in particolare, saranno utilizzate per ultimare l’intervento di recupero e riallestimento del Museo regionale di Scienze naturali Efisio Noussan presso il castello di Saint-Pierre (dal momento che il museo rappresenta il fulcro della rete dei centri visitatori delle aree naturali protette presenti sul territorio per la promozione del turismo naturalistico in Valle d’Aosta.L’Assessorato Agricoltura e Risorse naturali si è reso promotore di 9 progetti proposti a finanziamento a valere sul Programma di Cooperazione lnterreg Italia-Francia ALCOTRA 2014/2020 (FESR); tali progetti saranno presentati sul bando in scadenza il prossimo 15 febbraio e pertanto, trascorso il periodo necessario per l’approvazione delle graduatorie e per la stesuradegli .atti formali, si ipotizza di poter avviare le attività dei progetti finanziari nel corso della prossima estate.o Tra questi si se&_naiX o ,due progetti, in cui sarà coinvolta la struttura Aree Protette, che riguarderanno il finanziamento del Il lotto dei lavori di restauro e riallestimento museografico del castello di Saint-Pierre, sede del Museo regionale di scienze naturali “Efisio Noussan”.In particolare “AlPES INTERPRÉTATION. Rénovation et requalification de deux chateauxmusées/centres d’interprétation du patrimoine nature! du nord des alpes”, in partenariato con la Marie de Sallanches {capofila), il Centre de la Nature Montagnarde e avente un budget di 2.995.877 € di cui 1.758.000 € destinati alla nostra Regione, consentirà di finanziarie interventi di natura strutturale e di allestimento del Castello di Saint-Pierre, oltre che iniziative divulgative e di educazione ambientale. Il progetto 11VISIT’ AlPES. Développement et mise en réseau des centres d’interprétation « leaders » du patrimoine alpin”, permetterà di destinare ulteriori 501.666 € di quota regionale {su un budget di 2.999.642 €) ad interventi direstauro e ad attività di formazione e informazione.Le attività legate a questi progetti pot_r.anflo essere avviate non prima della prossima estate, allorquando si potrà procedere a riavviare le fasi di progettazione degli interventi. o Il progetto 11JARDINS DES AlPES” mira a creare una rete dei giardini botanici alpini dell’arco alpino occidentale, attraverso la condivisione di modalità di gestione, scambi di esperienze, fruizione turistica, attività di promozione e una serie di interventi di adeguamento dei giardini alle esigenze dei diversamente abili.Per la Valle d’Aosta, saranno coinvolti nel progetto tutti e quattro i giardini presenti sul territorio (Castel Savoia, La Chanousia, Paradisia e Saussurea), con interventi anche strutturali (che non potrebbero essere attuati con i normali fondi o contributi ordinari) e attività di comunicazione e sensibilizzazione per complessivi 1.680.000 € (su 3.000.000 € di budget); in particolare le azioni messe in campo dalla Regione (490.000 € – i primi lavorim previsti per inizio luglio, saranno la progettazione e i rilievi relativi all’autorimessa) riguarderanno il giardino di Castel Savoiam con lavori di adeguamento e rifacimento di gran parte delle roccere e un intervento di recupero e allestimento dell’autorimessa presente nel parco del castello destinata a prima accoglienza dei visitaroi del castello e del parco, al fine di ampliare l’offerta del sito stesso.o Il progetto “RESTHAlP- Restauration ecologique d’habitats dans les alpes”, capofilato dallo IAR (lnstitut Agricole Régional) ha un budget di 1.615.000 €, di cui 898.000 destinati alla Valle d’Aosta, e propone il restauro ecologico di habitat di particolare pregio conservazionistico nei siti Natura 2000 e nelle zone circostanti, attraverso l’utilizzo, in tutte le operazioni di risemina, di miscele di sementi per la preservazione per permettere la ricostituzione della composizione vegetale tipica degli habitat interessati e la lotta alle specie esotiche invasive.o Il progetto “Route des Vignobles Alpins – Strada dei vigneti alpini”, in partenariato, per quanto riguarda la nostra Regione, con IAR e CERVIM e con il coinvolgimento dei comuni di Morgex, Aymavilles e Donnas, avrà un costo complessivo di 2.995.170 €, di cui 787.260 € a favore della Regione Autonoma Valle d’Aosta.Il progetto ha come obiettivo l’incremento dell’attrattività dei territori coinvolti e del loro patrimonio comune, naturale e culturale e si prefigge di raggiungere tale obiettivo attraverso la promozione del mondo del vino quale veicolo della cultura del territorio: si prevede, infatti, di valorizzare i diversi itinerari del vino, creati negli anni grazie a progetti precedenti (Route des Vins, Chemin des vignobles, Cépages ancestraux, Vignes et Terroir), coordinando le iniziative con le altre offerte turistiche e culturali del territorio, creando così un’unica rete delle strade del vino, condivisa con il partenariato transfrontaliero e promossa attraverso diverse vie.Azioni di conservazione e valorizzazione dei paesaggi viticoli in Bassa ed Alta Valle, un punto informativo con possibilità di degustazione presso la “Grandze” del Castello di Aymavilles e nuovi prodotti turistici porteranno i territori ad un tipo di turismo sostenibile nel tempo, così da rinforzare la conservazione del patrimonio naturale oltre a creare una interessante sinergia con gli investimenti già previsti sulla Bassa Via.

Pubblicato / aggiornato il 26/01/2016 alle 12:00
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Categoria: Salute