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3.521 APE in Valle d’Aosta nel 2015, prossimamente più cari

3.521 APE in Valle d’Aosta nel 2015, prossimamente più cari

Nel corso del 2015, sono stati consegnati, dai proprietari di immobili ai Comuni valdostani, 3.521 Attestati di prestazione energetica. In realtà gli attestati totali creati dai certificatori energetici sono assai più numerosi, ma non risultano ancora consegnati.

Il maggior numero di attestati è stato consegnato a Courmayeur (296), seguito da Valtournenche (239) e Aosta (226). Fanalini di coda Bionaz, Chambave, Issime, La Magdeleine, Oyace, Ollomont, Pré-St-Didier, Rhêmes-Saint-Georges, Saint-Nicolas e Valsavarenche, dove non ne è stato consegnato neppure uno. La maggior parte degli edifici è in classe G (la peggiore) e solamente 37 edifici sono classificati A+. I dati complessivi, dal 2012 al 2015, segnalano che in Valle d’Aosta sono stati redatti 28.816 Ape, 20.324 dei quali consegnati ai Comuni. Sul totale degli attestati, 6.867 sono in classe G e 87 in classe A+. Il 51,25% degli involucri degli edifici residenziali registra una prestazione energetica da 100 a 250 kWh/mq anno, mentre il 41,46% degli edifici non residenziali su colloca fra 25 e 50. Il 38% degli edifici residenziali ha un impianto di riscaldamento a gasolio, combustibile appena superato dal Gas naturale negli edifici non residenziali (34,1% a gas contro il 32,4% a gasolio). Gli attestati di prestazioni energetica (che sono l’evoluzione degli attestati di certificazione energetica, nati nel 2005) sono stati introdotti dal decreto legge 63/2013. Vi era infatti la necessità di porre definitivamente rimedio alla procedura d’infrazione in materia di attestato di informazione energetica e di informazione al pubblico al momento di trasferimenti di proprietà e locazioni. Ogni Ape ha una validità di dieci anni sempre che, nel frattempo, non siano state apportate modifiche alla struttura tali da averne cambiato le caratteristiche. Gli Ape sono predisposti da 416 certificatori qualificati (geometri, periti industriali, architetti, ingegneri, agronomi/forestali). Il costo medio per la redazione di un Ape è di 150 euro. Quindi, nel corso del 2015, sono stati spesi circa 530mila euro, dai Valdostani, per dotare le unità immobiliari di certificazioni delle quali è comprensibile l’utilità in caso di vendita, meno in caso di locazione. Infatti l’acquirente ha il diritto di conoscere ogni dettaglio relativo all’immobile che sta per acquistare e un’informazione non trascurabile è proprio quella relativa ai consumi che il riscaldamento e l’illuminazione dei locali generano. Conseguentemente, anche il prezzo della compra/vendita può essere influenzato da questa classificazione. Diverso appare il discorso per una locazione: il conduttore, anteriormente alla firma del contratto, prende visione delle tabelle relative alle spese condominiali e quindi conosce quale sarà il costo dei consumi a lui addebitati. L’attestato di prestazione energetica diventa quindi un mero pezzo di carta che la legge impone al locatore di esibire al conduttore. Non risulta che una buona o una cattiva classificazione influisca sul canone di locazione. Ciò che può influire è la performance che, però, si desume in maniera assai più evidente dai preventivi per i riparti delle spese condominiali. Il sistema della certificazione energetica regionale è gestito da COA Energia, la struttura interna a Finaosta che organizza le attività di rilevazione, elaborazione e analisi necessarie per l’archiviazione e l’aggiornamento periodico dei dati significativi in materia di energia relativi al territorio regionale e per la gestione del Catasto Energetico Regionale da parte della struttura regionale competente in materia di pianificazione ed efficienza energetica. Sino a oggi, il Coa non ha richiesto alcun pagamento per l’espletamento delle pratiche Ape. La legge regionale n. 13/2015, al comma 6 dell’articolo 39, prevede però che “La Giunta regionale definisce, con propria deliberazione, le modalità e gli strumenti per la redazione dell’attestato di prestazione energetica, stabilendo inoltre gli importi del contributo da richiedere, in misura non inferiore a 5 euro per ogni attestato, in fase di redazione del medesimo, al fine di concorrere alla copertura dei costi per la gestione del Catasto energetico regionale e per l’effettuazione dei controlli” per l’osservanza dei requisiti minimi e delle prescrizioni, la completezza e la regolarità delle relazioni tecniche e delle dichiarazioni di conformità e l’osservanza degli adempimenti ad esse correlati, la regolarità formale e la correttezza tecnica degli attestati di prestazione energetica. La delibera regionale non è ancora stata adottata anche perché, comunicano dal Coa: “si è in attesa dello sviluppo degli opportuni sistemi informatici che permetteranno, analogamente alle altre Regioni che hanno istituito un sistema di caricamento degli Ape, l’effettivo introito del contributo che dovrà concorrere alla gestione del Catasto degli Attestati”.

Pubblicato / aggiornato il 27/01/2016 alle 12:00
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Categoria: Salute