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Lanièce scrive a Martina per difendere l’autonomia di ANA nelle revisioni statutarie AIA

Lanièce scrive a Martina per difendere l’autonomia di ANA nelle revisioni statutarie AIA

I senatori del Gruppo per le Autonomie Hans Berger e Alberto Lanièce hanno scritto al ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali per sensibilizzare il Governo su questioni relative al ruolo dell’Associazione Italiana Allevatori AIA.

“Le revisioni statutarie AIA vanno in direzione opposta rispetto a quanto auspicato sia dall’Autorità Antitrust sia dal Parlamento”, dichiarano i senatori. “Revisioni che, a quanto sembra, non sono state oggetto di condivisione e discussione con alcuna pubblica amministrazione, a cominciare dalle Regioni”, sottolineano Berger e Laniece.Il Collegato Agricoltura dello scorso anno, infatti, in seguito anche a una verifica dell’Autorità Antitrust nel 2010 e a oggettive esigenze di aggiornamento di norme in parte sorpassate dai tempi, ha dato indicazioni al riguardo sottolineando come la riorganizzazione del sistema di consulenza al settore, finalizzata al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalla politica agricola comune e dalle norme nazionali in materia, con l’obiettivo di qualificare e liberalizzare il servizio, tenendo conto della necessità di salvaguardare la biodiversità, la corretta gestione del patrimonio genetico delle razze di interesse zootecnico, come le razze bovine dell’arco alpino, il benessere animale e la valorizzazione delle produzioni di qualità.I senatori ritengono che le modifiche siano state  troppo radicali e repentine “in una fase così delicata di ridefinizione degli accordi finanziari ed organizzativi del settore nonché poco compatibili con le norme attualmente in vigore.” Nella loro missiva al ministro i senatori elencano molte fra le modifiche che sono state ritenute inopportune anche dall’Associazione Nazionale Allevatori ANA. “Quello che ci preme rimarcare è che da un lato sembra venir meno l’autonomia di ANA, la sua capacità operativa e le possibilità di miglioramento del settore; dall’altro si va in una direzione opposta rispetto a quanto indicato sia dall’Antitrust che dal Parlamento con il Collegato Agricoltura”, concludono Berger e Lanièce.

Pubblicato / aggiornato il 29/01/2016 alle 12:00
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Categoria: Salute