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I lavori del Consiglio Valle della mattinata di martedì 2 febbraio

I lavori del Consiglio Valle della mattinata di martedì 2 febbraio

Il Presidente del Consiglio Valle ha aperto i lavori dell’Assemblea convocata martedì 2 e mercoledì 3 febbraio, per discutere un ordine del giorno composto di quaranta oggetti.

Marco Viérin, nelle sue comunicazioni, ha annunciato che «la Segreteria generale del Consiglio ha concluso nella giornata di ieri, lunedì 1° febbraio, le verifiche sulla regolarità delle firme presentate il 22 gennaio a supporto di una proposta di legge di iniziativa popolare da sottoporre a referendum propositivo, determinandone così l’avvio dell’iter previsto dalla legge regionale n. 19/2003, che disciplina tali attività. La proposta di legge contiene disposizioni per una ferrovia moderna e un efficiente sistema pubblico integrato dei trasporti. La Segreteria generale sta inoltre procedendo alla verifica della regolarità delle firme di altre 4 proposte di legge di iniziativa popolare, tre delle quali da sottoporre a referendum propositivo. La proposta di legge semplice, depositata alla Presidenza il 27 gennaio, è volta a modificare la legge regionale n. 19/2003, che disciplina l’iniziativa legislativa popolare, il referendum propositivo, abrogativo e consultivo, ai sensi dell’articolo 15 dello Statuto speciale. Le altre tre iniziative sono da sottoporre a referendum: le prime due, presentate alla Segreteria il 27 gennaio, riguardano rispettivamente le disposizioni per rafforzare gli strumenti di partecipazione e di democrazia e la riorganizzazione del servizio sanitario e riduzione dei tempi di attesa; la terza, depositata il 28 gennaio, contiene disposizioni per l’incremento occupazionale e il coordinamento delle politiche del lavoro. La verifica si concluderà entro dieci giorni dal deposito delle firme: ricordo che in questa prima fase erano necessarie tra le 200 e 300 firme per ogni proposta.» Riguardo all’iter in caso di esito positivo della verifica delle firme, le proposte di legge sono successivamente inviate al Presidente della Regione per la loro pubblicazione sul Bollettino ufficiale oltre che alla Commissione procedimenti referendari. Entro 45 giorni dalla pubblicazione dei testi sul BUR, la Commissione dovrà deliberare l’ammissibilità o meno delle iniziative popolari. Una volta deliberata l’ammissibilità, i proponenti potranno procedere alla raccolta delle firme per la presentazione al Consiglio delle proposte di legge (che sono da raccogliere in tre mesi e devono essere 1.500 per la proposta di legge semplice mentre devono essere pari al 5% degli elettori della regione al 31 dicembre 2015 per quelle da sottoporre a referendum propositivo). Dopo il deposito delle firme da parte dei proponenti e la verifica delle stesse da parte della Segreteria generale, inizia l’iter legislativo vero e proprio in Consiglio, con l’assegnazione alle Commissioni consiliari competenti e il successivo esame in Aula. Per quanto concerne la proposta di legge semplice, l’iter si conclude con l’approvazione o meno da parte del Consiglio. Per le altre, qualora il Consiglio Valle non approvi le proposta di legge nel suo complesso o non recepisca i principi ispiratori dell’iniziativa, le proposte di legge vengono sottoposte a referendum propositivo: se viene raggiunto il quorum del 45% e vi è la maggioranza dei voti favorevoli validi, la legge entra in vigore.L’edizione 2016 del Tor des Géants, la gara di corsa in montagna sulle Alte Vie della Valle d’Aosta, è stata al centro di un’interrogazione a risposta immediata posta dal gruppo Alpe. Il consigliere Fabrizio Roscio ha richiamato «le difficoltà d’intesa tra la Regione e gli organizzatori riguardo a problemi organizzativi e di gestione della sicurezza. Vorremmo capire gli intendimenti della Giunta in merito, quali disposizioni minime siano state assunte per assicurare la sicurezza dei partecipanti, a garanzia del regolare svolgimento della gara. Si tratta di un evento di assoluto valore e di interesse collettivo, oltre che strumento di promozione della Valle d’Aosta.» L’assessore allo sport, Aurelio Marguerettaz, ha risposto: «Il 26 novembre scorso ho scritto all’organizzazione per rappresentare il fatto che, prima di intraprendere una nuova collaborazione, l’Assessorato ritiene imprescindibile condividere alcuni aspetti, tra cui la sicurezza. Si tratta di un tema, questo, che riguarda l’Amministrazione regionale e su cui si è sempre ragionato. L’anno scorso ad esempio è stata introdotta un’importante novità: vietare qualsiasi tipo di accompagnamento. Il fatto di dover camminare di notte e in condizioni meteo avverse ha creato un inasprimento nelle regole della manifestazione, ma questo comporta azioni compensative, quali l’utilizzo del GPS. Non si può parlare di sicurezza senza prendere in considerazione il regolamento, che deve essere condiviso dall’Amministrazione regionale. Per questo abbiamo chiesto di creare un comitato. Attualmente, la posizione assunta dall’organizzazione non è condivisa dall’Amministrazione regionale.» Roscio nella replica ha precisato: «Non tutti gli aspetti riguardano l’Amministrazione regionale, che però su alcune questioni ha il dovere di porre paletti, come sulla sicurezza. Auspichiamo che ci si attivi per trovare una soluzione che garantisca l’incolumità dei concorrenti: chi partecipa a questa tipologia di gare deve conoscere le condizioni in cui si troverà a correre per scongiurare incidenti e per non creare equivoci sulle responsabilità.»Il Movimento 5 Stelle, con un’interrogazione, ha affrontato la questione dell’aggiudicazione di forniture con affidamento diretto. In particolare, i consiglieri hanno chiesto delucidazioni sul caso di un’impresa che avrebbe ottenuto l’affidamento di 57 forniture nel periodo 2007/2015 da parte della Soprintendenza per i beni e attività culturali. L’assessore all’istruzione e cultura, Emily Rini, ha spiegato: «L’ammontare complessivo dei lavori, relativo agli affidi diretti nell’arco di 9 anni è di 1,3 milioni di euro, Iva inclusa. Anche se questa cifra, presa nel suo insieme, può sembrare significativa, si tratta in media di circa 148 mila euro annuali, suddivisi a loro volta in piccoli interventi spesso attivati d’urgenza al fine di limitare i disagi della cittadinanza e nel pieno rispetto della normativa in materia. Tengo a precisare che la ditta in questione (la Akhet srl) ha partecipato e si è aggiudicata la gara relativa allo scavo e alle indagini archeologiche di piazza Roncas, realizzati nel periodo 2006-2011. In conseguenza di ciò i lavori effettuati in tale periodo e successivamente al Museo archeologico regionale, per ragioni di continuità scientifica, sono stati affidati alla stessa ditta in quanto soggetto che ha elaborato la documentazione grafica, fotografica e le relazioni inerenti il sottosuolo circostante al Museo stesso e quindi perfettamente a conoscenza della complessa stratificazione dell’area museale (così come è stato fatto in altri casi per altre ditte archeologiche presenti in Valle d’Aosta) e in grado di armonizzare e mettere a sistema l’insieme delle conoscenze archeologiche in questa parte di città.» «Si fa rilevare – ha aggiunto Rini – che in ambito locale, le ditte in possesso delle certificazioni necessarie ad operare nel settore dei beni archeologici non sono molte e la conoscenza del territorio nell’ambito degli aspetti scientifici dell’archeologia sono di fondamentale importanza per una corretta riuscita dell’intervento. Inoltre, segnalo che le ditte archeologiche presenti sul mercato valdostano hanno operato in egual misura per conto dell’Amministrazione regionale, in ossequio al noto principio generale della rotazione. Appare strano che venga richiesto al Consiglio regionale di discutere di lavori specifici e frammentari, come quelli archeologici, riferendosi esclusivamente ad un’unica ditta che ha le comprovate capacità e professionalità per operare nel settore. Voglio, infine, sottolineare la serietà e la professionalità con cui operano quotidianamente le strutture della Soprintendenza, che da sempre applicano le norme di legge vigenti, tenendo conto della specificità e dell’urgenza per la realizzazione dei compiti di tutela dei beni culturali.» Ferrero ha evidenziato: «Rilevare che nell’arco di nove anni una ditta ottenga 57 affidi di forniture in trattativa privata è singolare e secondo noi viola i principi di efficacia, trasparenza ed economicità della pubblica amministrazione. Oltre alla legge c’è il buon senso: non siamo soddisfatti della risposta, perché è come al solito elusiva.»Rispondendo a  un’interrogazione di Alpe sulle azioni poste in essere per l’introduzione di meccanismi di pagamento forfettari agevolati per i residenti valdostani sulla tratte autostradali, il Presidente della Regione ha risposto che l’ordine del giorno approvato dal Consiglio Valle è stato trasmesso alle società SAV e RAV. I presidenti delle due società hanno comunicato che la questione è stata portata all’attenzione dei rispettivi Consigli di Amministrazione e che è stato costituito un gruppo di lavoro congiunto al fine di valutare le concrete possibilità attuative di quanto richiesto dal Consiglio regionale. “Non appena questo gruppo di lavoro avrà terminato l’analisi incontreremo le due società e sarà nostra cura riferire in merito alla competente Commissione consiliare”, ha concluso Rollandin.Union Valdôtaine Progressiste, con un’interrogazione, ha trattato la tematica della non applicabilità dell’imposta di registrazione ai provvedimenti emananti in esecuzione dei piani di riordino fondiario. I consiglieri hanno chiesto se sia applicabile anche in Valle d’Aosta la previsione contenuta nella Legge di stabilità 2016 per cui tutti gli atti e i provvedimenti emanati in esecuzione dei piani di ricomposizione fondiaria e di riordino fondiario promossi da enti pubblici sono esenti da imposta di registro, ipotecaria, catastale e di bollo. In caso affermativo, hanno voluto sapere se sia stato previsto un diverso impiego della somma che si risparmierebbe a seguito dell’applicazione di questa disposizione. Nella risposta, l’assessore all’agricoltura ha riferito: «Siamo a conoscenza della norma e confermiamo che la delibera della Giunta regionale approvata a gennaio impegna anche le risorse per gli oneri fiscali previsti dal Protocollo di intesa siglato tra la Regione e l’Agenzia delle entrate lo scorso settembre, ma si evidenzia anche come nel citato protocollo si fosse già tenuta in considerazione l’eventualità di un regime fiscale più vantaggioso subordinando l’applicazione del Protocollo stesso all’applicazione di norme più favorevoli al contribuente. La norma della legge di stabilità sembra applicabile anche ai riordini fondiari valdostani e gli uffici competenti hanno già richiesto approfondimenti all’Agenzia delle entrate. In funzione all’esito di tale approfondimento si potrà valutare la destinazione delle risorse eventualmente risparmiate con l’applicazione della nuova norma.» Il consigliere Nogara, in sede di replica, ha affermato: «Ci risulta che siano stati impegnati più di un milione e mezzo di euro per poter pagare queste imposte. Nel 2013 ai consorzi di miglioramento fondiario sono stati assegnati due milioni e trecento mila euro, nel 2015 si è passati a un milione di euro per le spese di funzionamento dei consorzi e, per accontentarli tutti, si è dovuto ridurre l’importo passando dal 65 al 40% circa della spesa ritenuta ammissibile. Il nostro auspicio è che la cifra risparmiata venga girata proprio sulle spese di funzionamento dei consorzi, in modo da dare una boccata d’ossigeno ai consorzi che sono in grande difficoltà.»Lo sviluppo della mobilità elettrica nella Regione è stato al centro di due interrogazioni presentate rispettivamente dal Movimento 5 Stelle e dall’Union Valdôtaine Progressiste. I consiglieri hanno focalizzato la loro attenzione sulla tempistica per la predisposizione di una bozza di piano strategico che, conformemente a una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio, dovrebbe essere redatto da un gruppo di lavoro, composto anche da rappresentanti degli Enti locali.  L’assessore all’energia, Raimondo Donzel, ha precisato: «Sulla questione il 28 maggio 2015 si è svolta una riunione di un gruppo di lavoro composto da rappresentanti dei Dipartimenti regionali dei trasporti, del territorio e ambiente, dell’industria, artigianato e energia, degli enti locali, di CVA. Da questo incontro è emerso con soddisfazione che ci troviamo in una fase esecutiva e ampiamente realizzativa del Piano strategico. Con la delibera approvata poi a dicembre, è stato approvato lo schema di convenzione con il Ministero per l’attuazione del progetto e siamo in attesa della firma da Roma. C’è molta attenzione su questo tema, come Valle d’Aosta abbiamo fatto tutto il possibile. È stata poi approvata l’autorizzazione a contrarre la fornitura di rete di ricarica per i servizi elettrici e il progetto di realizzazione di colonnine su tutto il territorio regionale: questo è un progetto pilota, la Valle d’Aosta sarà la prima regione ad avere la copertura totale del territorio. Al momento siamo in attesa delle osservazioni da parte del Ministero, alla luce della normativa europea.» Donzel ha quindi ribadito: «Il segnale è chiaro, ci troviamo in una fase esecutiva. L’Assessorato alle attività produttive sostituirà un veicolo usurato con un veicolo elettrico, e non appena potremo disporre delle colonnine daremo il via ad un percorso di ricambio del parco auto, anche da parte delle società partecipate. Sitrasb ha già un piano di sostituzione dell’intero parco auto, seguirà Vda Structure e cominceranno con un veicolo anche CVA e Finaosta. Speriamo di concludere entro l’anno questo progetto di mobilità elettrica, di cui si terrà conto nel Piano aria e sarà poi inserito nel piano di mobilità strategica dei trasporti che, per la sua complessità, richiederà tempi ulteriori. Per accelerare i tempi, si stanno già predisponendo le pratiche necessarie all’avvio dei lavori nei Comuni ed è stato chiesto il preventivo di spesa alla Deval per l’allaccio della colonnina. La vera sfida sarà poi la promozione nei confronti dei cittadini, ma ci stiamo occupando anche di questo aspetto: intanto la ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti in Aosta usa veicoli elettrici, così come la società Cogne. Ritengo che gli obiettivi 2020-2021 della scheda mobilità sostenibile per il POR/FESR saranno completati anche prima.» Il consigliere Roberto Cognetta ha replicato: «Parliamo di lanciare segnali a favore delle auto elettriche, eppure un dirigente di CVA ha recentemente acquistato un veicolo non elettrico. Di questo resto molto perplesso. Possiamo davvero anticipare i tempi, nell’attesa delle colonnine, dando indicazioni corrette in particolare alle società partecipate: esistono le auto ibride, si possono fissare limiti nelle emissioni. Il Consiglio su questo tema importantissimo deve essere coinvolto.» Il capogruppo UVP Luigi Bertschy ha aggiunto: «C’è soddisfazione nel vedere che le cose si muovono, ma è evidente che il progetto che noi proponiamo è di un livello più importante. Spero che si riconosca sempre più nella mobilità elettrica una possibilità di sviluppo anche economico che deve coinvolgere non solo le società partecipate, ma anche le varie imprese. Anche le case automobilistiche possono essere coinvolte se c’è una strategia forte. Avevamo individuato la CVA come motore principale, fa specie che sia stata la Cogne ad anticiparla ma sicuramente è una notizia molto positiva. L’invito è di rilanciare con forza questo argomento innovativo, che può dare risposta ai costi per la mobilità dei cittadini, che può essere una nuova linea di sviluppo economico e che ci può qualificare nei confronti della Comunità europea.»Il Movimento 5 Stelle ha poi presentato un’interrogazione riguardante i tempi di attesa per l’effettuazione di esami di risonanza magnetica, tenuto conto del fatto che in Valle d’Aosta sono necessari trenta giorni, mentre in altre strutture piemontesi il tempo di attesa massimo è di dieci giorni. I Consiglieri si sono anche chiesti quali siano le ricette che permettono di effettuare gli esami fuori Valle. L’assessore alla sanità, Antonio Fosson, ha riferito che «l’USL ha rinnovato l’accordo contrattuale, per il periodo 2015-2017, con la società Technos srl di Saint-Christophe, limitatamente alle prestazioni per risonanze articolari. La priorità dell’erogazione è presso le strutture aziendali, tuttavia quando i tempi di attesa per l’accesso alla struttura pubblica sono superiori a 30 giorni, gli utenti vengono inviati a una struttura privata. Segnalo peraltro che i tempi di attesa presso l’ospedale Parini sono di 14 giorni; per le urgenze sono pari a 7 giorni. Il cittadino ha diritto di accedere alle prestazioni sanitarie fuori Valle prescritte sulla “ricetta rossa” presso qualunque struttura pubblica o struttura privata accreditata. Abbiamo introdotto in finanziaria la previsione dell’autorizzazione alla mobilità passiva verso il Piemonte: stiamo predisponendo una delibera di Giunta contenente l’elenco delle prestazioni per le quali la fruizione presso strutture private accreditate extra-regionali dovrà essere preventivamente autorizzata dall’USL. Questo consentirà di potenziare il nostro servizio pubblico risparmiando risorse sulla mobilità non necessaria.» Cognetta ha replicato: «Siamo perplessi: i tempi di attesa sono di 14 giorni, ma è anche vero che gli appuntamenti si danno a 30 giorni. Mi hanno segnalato dei casi precisi, in cui la convenzione non viene gestita correttamente dal punto di vista dell’utente. Sono contento che si voglia risolvere questo problema, noi non possiamo più permetterci questi ritardi perché la concorrenza che subiamo da Torino rischia di penalizzarci anche rispetto a tutti gli investimenti che si fanno sui macchinari. Vorremmo che la nostra sanità pubblica fosse migliore di quella privata, viste le risorse che vengono utilizzate.»L’organizzazione di corsi annuali di abilitazione alla somministrazione di alimenti e bevande è stata al centro di un’interpellanza illustrata dal gruppo M5S. Il capogruppo Ferrero ha evidenziato: «La Regione, fino a due anni fa, organizzava due corsi l’anno, mentre attualmente i corsi sarebbero svolti da un Ente terzo, che ne condiziona l’attivazione al raggiungimento di un numero minimo di 20 iscritti e al pagamento di una somma che raggiungerebbe il triplo di quella pagata in precedenza. Una situazione del genere non dà certezza sui tempi di abilitazione per chi volesse intraprendere un’attività commerciale, bloccando di fatto lo sviluppo del sistema turistico, alberghiero e commerciale.» Ha quindi chiesto se sia prevista l’organizzazione di un nuovo corso, quale sia la quota di iscrizione e quante siano le domande in attesa; infine, se sia intenzione della Giunta regionale valutare la possibilità di organizzare dei corsi avvalendosi in qualità di docenti di funzionari e dirigenti regionali o in servizio presso la Chambre Valdôtaine des entreprises et des activités libérales, in un’ottica di risparmio e per garantire almeno lo svolgimento di un percorso formativo annuale. L’assessore Marguerettaz, ha spiegato: «Ci sono difficoltà per finanziare con le vecchie modalità questa tipologia di corsi, il cui costo medio è di ventimila euro. L’anno scorso, in sinergia con l’Assessorato delle attività produttive, sono state messe a disposizione nuove risorse, e in linea sperimentale si è cercato di istituire un corso (particolarmente complesso, richiede la frequentazione di 120 ore) avvalendoci di associazioni che si sono proposte per realizzarlo. I richiedenti sono molto di più dei venti previsti per l’avvio del corso, la prospettiva è quella di riuscire a limitare i costi a carico dei partecipanti. La nostra intenzione è di utilizzare il Fondo sociale europeo, introducendo l’organizzazione dei corsi nella programmazione 2014-2020. Si può anche eventualmente valutare una nuova logica, prevendendo la possibilità di utilizzare i dipendenti regionali.» Ferrero ha replicato: «La direzione tracciata è giusta, bisogna cercare di realizzare quanto fatto mantenendo i livelli di qualità. Ritengo importante che siano fornite informazioni supplementari riguardo ai costi: soprattutto nella prospettiva di un numero di partecipanti maggiore alle venti unità, è importante che i potenziali interessati sappiano che il costo di partecipazione al corso può essere anche decisamente minore dei mille euro inizialmente previsti.  Così facendo, possiamo incoraggiare più persone ad ottenere queste abilitazioni. Auspico che venga compiuto uno sforzo in questo senso.»Il gruppo ALPE, con un’interpellanza, è tornato a parlare dell’aeroporto regionale, concentrandosi sullo stato delle controversie giudiziarie in atto tra l’Amministrazione regionale e la società di gestione AVDA. Il consigliere Alberto Bertin, ricordato «l’ingente utilizzo di risorse pubbliche per la realizzazione e la gestione di una struttura sostanzialmente inutilizzata e le gravi responsabilità politiche derivanti dalla scelta di ampliamento dell’aeroporto», ha chiesto se si conferma l’intenzione di affidare ad AVDA spa la realizzazione del nuovo master plan. Inoltre ha voluto conoscere quando i dipendenti della società partecipata regionale AVDA percepiranno tutte le spettanze loro dovute e gli intendimenti del Governo regionale in merito alla situazione occupazionale in riferimento alle possibili trasformazioni dell’aeroporto. L’assessore Marguerettaz, ha premesso: «È opportuno evidenziare che la Regione è parte lesa e ora si difende per difendere l’interesse pubblico. Alla base del percorso aeroportuale, ci sono un master plan e delle delibere approvate dal Consiglio regionale, dal Ministero e validati da ENAC. Quindi le attività successive sono state conseguenti: purtroppo l’attività svolta da AVDA, che ha un’amministrazione privata, non è stata all’altezza.» Marguerettaz ha quindi riferito il dato di sintesi sullo stato delle controversie: «Sono 31 le cause nei confronti di AVDA, di cui 21 già concluse e di queste 18 a favore dell’Amministrazione regionale, 2 che hanno accolto in minima parte alcune pretese della società AVDA e 1 a favore di AVDA (che era la revoca del protocollo d’intesa). Ci sono ancora 10 cause in corso. Inoltre, ricordo il procedimento penale avviato dalla Procura di Genova, innescato dagli amministratori e dai sindaci di parte regionale, che hanno sempre denunciato le malversazioni della società: AVDA non può più quindi essere l’interlocutrice per l’aggiornamento del master plan e abbiamo avviato il procedimento di revoca alla società concessionaria. Bisognerà scegliere altre strade dopo gli esiti del procedimento di revoca.» Sui dipendenti della società, l’assessore ha evidenziato che «la Regione paga mese per mese: novembre è liquidato, mentre non è stata presentata la documentazione attestante il mese di dicembre e le tredicesime. Rispetto al mancato riconoscimento della cassa integrazione, ricordo che la società non ha presentato correttamente le pratiche e non c’è stato quindi l’accoglimento da parte del Ministero. Questo obbligo ricade sulla società e la Regione sarà vicino ai dipendenti affinché la società paghi quanto loro dovuto. Per il prosieguo, tutto dipenderà dal disegno del nuovo aeroporto. Se andremo verso la situazione del volo a vela è chiaro che probabilmente ci saranno meno dipendenti, anche se per mantenere la funzionalità dell’aeroporto (elicotteri, protezione civile) ci sarà bisogno di maestranze. Stiamo facendo un ragionamento e il procedimento di revoca non sarà ininfluente.» Bertin ha replicato: «Sono stati investiti 40 milioni di euro per un ampliamento dell’aeroporto privo di senso, basandosi su un master plan alle cui fantascientifiche previsioni solo voi potevate credere. Risultato: uno scandaloso sperpero di denaro pubblico, frutto di fantasie folli e di manie di grandezza. L’unica strada percorribile per questa struttura era ed è quella del volo turistico e sportivo. Un anno fa il Consiglio regionale aveva approvato una risoluzione per realizzare un nuovo master plan e riconvertire la struttura: non è ancora stato prodotto nulla, se non che si voleva incaricare la società AVDA, in palese conflitto di interessi, per la sua realizzazione. Oggi apprendiamo che, per fortuna, il master plan non sarà più affidato ad AVDA, ma che in merito niente è stato deciso. Al momento, l’unica certezza è che gli unici a pagare le conseguenze delle vostre scelte sbagliate sono i dipendenti: chiediamo alla Giunta che non si dimentichi di loro e che faccia il possibile per sostenerli, perché non hanno nessuna responsabilità della situazione.»Gli interventi a favore di atleti valdostani ai più alti livelli tecnico-agonistici, e in particolare a Federico Pellegrino, sono stati al centro di un’interpellanza illustrata dal gruppo Union Valdôtaine Progressiste. Il consigliere Laurent Viérin, prendendo spunto dalle recenti imprese sportive del campione valdostano di sci nordico, ha constatato «l’assenza di promozione della Regione attorno a questo atleta, che porta in tutto il mondo il nome della Valle d’Aosta. Sarebbe importante per la Valle credere nei propri atleti e incentivarli nella loro crescita agonistica, anche perché a questo si può abbinare una proficua promozione turistica della regione. Vorremmo quindi capire le intenzioni del Governo regionale, vista la legge regionale n. 3 del 2004 che prevede apposite sponsorizzazioni per gli sportivi valdostani che praticano discipline sportive ai più alti livelli.» L’assessore  Marguerettaz, ha risposto: «La legge in vigore è molto burocratica e vincolante: basti pensare che nel 2014, quando avevamo investito 30 mila euro rispetto ai 21 mila di oggi, Pellegrino aveva fatto richiesta di sponsorizzazione; in base ai nostri calcoli, avrebbe però ottenuto un riconoscimento pari a 2.500 euro. Una cifra ridicola per un atleta di questo livello, peraltro vincolato dalla Federazione degli sport invernali ad avere un solo sponsor. A questo proposito, mi piace segnalare che Pellegrino, quando gli è possibile, ha richiesto di indossare gratuitamente i marchi della Valle d’Aosta. Oggi stiamo conducendo una revisione della materia: è necessario svincolare l’attività promozionale a attività incasellate, rigide, in modo da far prevalere la promozione, a prescindere dal risultato. Un atleta può essere un personaggio, veicolo di promozione, anche senza vincere una gara. La riforma in corso rappresenta lo strumento per cambiare questa situazione, senza più mettere in competizione gli atleti top con gli altri richiedenti.» Viérin ha replicato: «Prendiamo atto dell’intenzione di procedere ad una revisione della legge del 2004, ma auspico che non ci si perda nei meandri della burocrazia, perché è opportuno fare molto in fretta per dimostrare a questi giovani atleti anche la vicinanza della politica. Si tratta di un importante segnale di sostegno allo sport. Pellegrino è entrato nella storia dello sci nordico; per la nostra Regione, e in particolare per Saint-Barthélemy, la sua recente partecipazione in prima serata ad una trasmissione televisiva è stata una vetrina importantissima. Altre regioni italiane, nonostante le regole federali, riescono a sponsorizzare adeguatamente i propri atleti e le proprie località sciistiche, è il caso che anche la Valle d’Aosta si allinei.»I lavori consiliari riprenderanno alle ore 15.30.

Pubblicato / aggiornato il 02/02/2016 alle 12:00
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Categoria: Salute