I medici denunciano: sanità ospedaliera valdostana in declino
Le associazioni dei medici Anaao Assomed, Anpo, Aaroi-Emac, Cimo e Simet prendono posizione contro il declino della sanità ospedaliera in Valle d’Aosta.
“Per anni la sanità ospedaliera valdostana ha rappresentato un’eccellenza in Italia, documentata più volte dai quotidiani e mass media nazionali – scrinono in un comunicato stampa. Purtroppo tutto ciò sta progressivamente svanendo all’insaputa, probabilmente, di buona parte della popolazione”. Questa è la denuncia dei principali sindacati medici ospedalieri in rappresentanza della maggioranza dei medici rimasti, come si definiscono. “Rimasti, perché è in atto una lenta e progressiva fuga dall’Ospedale Parini e si comincia ad avere difficoltà ad attrarre medici e infermieri in Valle”. “Negli ultimi anni – denunciano i medici – sistematici tagli hanno progressivamente penalizzato le specialità, che si sono distinte nel tempo per qualità delle prestazioni, delle apparecchiature nonché per l’efficienza, a vantaggio della popolazione. Tutto ciò è successo in nome del risparmio, del taglio dei cosiddetti sprechi, del cosiddetto ‘superfluo’ (cioè le specializzazioni e la qualità) a causa di due motivi: la crisi economica e il piccolo bacino di utenza della Valle d’Aosta rispetto alle grandi province limitrofe”. “Alla sanità valdostana – aggiungono – vengono spesso addebitati sprechi e sperpero di denaro pubblico e i tagli operati non sono considerati mai sufficienti… dall’altra parte invece il denaro c’è per finanziare altri progetti regionali esistenti o in costruzione, a nostro avviso meno prioritari rispetto alla salute pubblica”. Dopo aver affermato che un solo piccolo ospetale non può competere con gli ospedali limitrofi in termini di quantità di prestazioni ma solo in termini di qualità, ricordano che la qualità ovviamente si paga: “Viene messo spesso in risalto che il numero di medici nel nosocomio valdostano sia eccessivo rispetto al numero di visite/prestazioni effettuate. Noi sottolineiamo, per esempio, che in Valle vi è uno Pneumologo ogni 32000 abitanti; in Liguria 1 ogni 29700 abitanti; 1 Medico Internista ogni 9869 abitanti; in Liguria 1 ogni 6081 abitanti. La Toscana dispone di 1 medico d’urgenza ogni 5439 abitanti la Valle d’Aosta di 1 ogni 9000 abitanti. Lo stesso vale per le figure sanitarie non mediche, ridotte di numero e, dopo anni di servizio presso una struttura specialistica, trasferiti periodicamente presso altre strutture per carenza di personale, come se fossero ‘tuttologi’. Siamo preoccupati non solo come sanitari, ma anche come utenti, perché questa impostazione rischia inesorabilmente di disgregare il nostro servizio sanitario regionale”. Il timore è presto detto: “Il sistema attuale è già disincentivante, e temiamo che lo sarà ancora di più in breve tempo, con la inevitabile conseguenza che difficilmente arriveranno nuove forze e, anzi, medici e infermieri cercheranno di trasferirsi in altre regioni o all’estero se la situazione non cambierà rapidamente. Alcune criticità sono evidenti: liste di attesa in aumento per prestazioni medico-chirurgiche, perdurante ricorso alle strutture private convenzionate per prestazioni radiologiche, riorganizzazione difficoltosa del pronto soccorso, riduzione dell’organico medico a causa di pensionamenti e trasferimenti fuori regione, declassamento in corso di strutture complesse a strutture semplici”.E resta una serie di quesiti aperti: “ma ciò comporta reali risparmi? Anche a lungo e medio periodo? Quindi noi ci chiediamo e chiediamo alla popolazione: tagliare i fondi per la sanità ospedaliera a discapito della qualità e delle eccellenze è davvero un risparmio? Ci sono istituzioni che sono in grado di fermare questo declino e mantenere eccellente la nostra piccola sanità?”.
Pubblicato / aggiornato
il 24/02/2016 alle 12:00
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Categoria:
Salute