Mobilità urbana e discriminazione ancora al centro del dibattito
I lavori del Consiglio comunale di Aosta sono proseguiti, nella mattinata di mercoledì 24 febbraio, con la trattazione di numerose mozioni di minoranza.
È stato chiesto di accertare le responsabilità all’interno dell’amministrazione individuando i responsabili dell’installazione dei messaggi pubblicitari nelle rotonde cittadine, appaltando un servizio relativo ad attività contrarie alla normativa vigente, violando la legge regionale e la normativa del codice della strada. Le opposzioni hanno chiesto che responsabili si facciano carico delle spese di rimborso alla ditta, che ammontano a 7.958,80 Euro in caso di giudizio negativo del Giudice, che si sta occupando del caso. “Non è giusto che tutti i cittadini paghino questa somma” ha dichiarato Nicoletta Spelgatti, capogruppo di Lega Nord. Il sindaco Fulvio Centoz ha invitato i consiglieri a ritirare la mozione e attendere il giudizio della Corte dei Conti, che deciderà di chi è la responsabilità, e solo in seguito si vedrà come agire. 17 astenuti e 9 sì hanno respinto la mozione. Successivamente, Carola Carpinello, capogruppo di L’Altra Valle d’Aosta, ha presentato la mozione che chiedeva “una conferenza sulla mobilità con tutti gli attori del sistema dei trasporti, gli esperti del settore, i responsabili delle esperienze italiane ed europee più significative, i rappresentati dei sindacati e dei pendolari, i cittadini, per delineare insieme le scelte strategiche sulla mobilità nella e per la nostra città e, contemporaneamente, responsabilizzare tutti a collaborare attivamente. Vista la situazione di trasformazione che sta subendo il servizio dei trasporti in tutta la Regione, bisogna trovare delle soluzioni che rendano più accessibile la città, favorendo l’accesso soprattutto senza auto”. L’assessore alla mobilità Andrea Paron ha replicato che “le scelte regionali sui trasporti non spettano al Comune di Aosta, metterci contro ‘l’altro palazzo’ non sarebbe la scelta giusta da fare. Il tema della viabilità viene sicuramente trattato spesso dall’amministarzione, il regolamento c’è, il confronto lo abbiamo con i sindaci dei Comuni della Plaine, le soluzioni si stanno mettendo in atto, ad esempio con la rete delle piste ciclabili”. “Non è certamente nostra intenzione metterci contro l’amministrazione regionale, anzi, vogliamo coinvolgere tutti per un dialogo costruttivo” ha concluso Carpinello. Patrizia Pradelli, consigliere del Movimento 5 Stelle, ha quindi aggiunto: “perché siamo disposti a confrontarci con i sindaci ma non con l’assessore ai trasporti Marguerettaz? Capisco che sia un ‘Re Mida’ al contrario, che ciò che tocca distrugge, però il dialogo non potrebbe che favorire una giusta direzione”. La mozione è stata respinta con 17 astenuti.Mozione ritirata quella contro i circhi con gli animali, in seguito alle indicazioni del vicesindaco Antonella Marcoz, la quale ha rassicurato i proponenti dicendo che “la tutela degli animali e di tutti gli esseri viventi è da noi condivisa, attualmente stiamo intervenendo sul Regolamento per gli spettacoli viaggianti, destinando a questi spazi ridotti che non consentano quindi l’attendamento di grandi animali. Saremo disponibili ad appoggiarvi nel caso in cui presentaste un’iniziativa ulteriore di tutela a Roma”.Emendata una mozione di L’Altra Valle d’Aosta, che ha cambiato il titolo da “Azioni di educazione alla relazione e all’affettività e contro la violenza e la discriminazione di genere nelle Istituzioni scolastiche della città di Aosta” in “no a tutte le discriminazioni e violenza a partire dalle Istituzioni scolastiche”, che impegna il Comune a promuovere l’educazione all’affettività e contro la violenza e la discriminazione di genere nell’ambito dei programmi scolastici delle scuole di ogni ordine e grado. “La stessa cosa l’abbiamo già fatta noi, durante lo scorso Consiglio” ha tuonato Nicoletta Spelgatti, “non vedo perché dobbiate ripresentare una mozione quasi uguale, eccetto l’aspetto della teoria gender”. “Anche in questo caso si è cambiato titolo e impegnativa, però in questo caso non ho visto nessuno scandalizzarsi, com’ è avvenuto con la nostra mozione contro il gender. Noi ci asterremo dalla votazione, perché troviamo strumentale questa iniziativa, pur condividendone i contenuti”, ha aggiunto il consigliere leghista Andrea Manfrin. “Se siete d’accordo con questa mozione, perché non votarla?”ha asserito Antonino Malacrinò, consigliere del Partito Democratico. Dopo un lungo scambio di opinioni fra tutte le parti politiche, anche durante una sospensione, la mozione è stata approvata.
Pubblicato / aggiornato
il 24/02/2016 alle 12:00
Visualizzato volte
Categoria:
Salute