Vai al contenuto

I colori dell’Antartide. In viaggio lungo l’arcobaleno

I colori dell’Antartide. In viaggio lungo l’arcobaleno

Giovedì 10 marzo, alle ore 21, nella sala conferenze della Biblioteca Salvadori di Aosta, nell’ambito delle Rencontres de Physique de la Vallée d’Aoste, si terrà l’incontro I colori dell’Antartide, in viaggio lungo l’arcobaleno.

Jean-Marc Christille, giovane astrofisico valdostano con all’attivo già 3 missioni scientifiche in Antartide, racconterà la sua esperienza umana e professionale alla base italo-francese Concordia, nell’entroterra del continente bianco, per la messa a punto di un innovativo telescopio sensibile alle lunghezze d’onda dell’infrarosso. Christille riveste il ruolo di Principal Investigator di ITM (International Telescope Maffei) e coordina le attività di un gruppo internazionale di scienziati e tecnici.La stazione di ricerca Concordia, costruita nel 2005 nel Plateau antartico, è gestita congiuntamente da PNRA-UTA (Programma Nazionale di Ricerche in Antartide e Unità Tecnica Antartide) e IPEV (Institut polaire français Paul Émile Victor). Per la parte italiana, l’attuazione delle spedizioni in Antartide dal punto di vista tecnico, logistico e organizzativo è affidata all’ENEA (Ente per le nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente).La Concordia si trova a 3.233 metri di altezza su un promontorio chiamato Dome C, tra i luoghi più freddi e inospitali della Terra, con una temperatura media annuale di circa -55 gradi, massime raramente sopra -30 gradi in estate e minime di oltre -80 gradi in inverno. Ma proprio la bassissima umidità e le precipitazioni quasi inesistenti rendono l’aria molto secca e trasparente, facendo del sito nel Plateau Antartico un punto ottimale per osservazioni astronomiche infrarosse di alta precisione.Inoltre, nel campo della glaciologia, il sito Dome C è stato scelto per un progetto di perforazione a carotaggio continuo della calotta glaciale fino alla base rocciosa, nell’ambito del programma europeo di ricerca EPICA (European Project for Ice Coring in Antarctica, 1996-2005). Le carote, con un diametro di 10 cm e una lunghezza massima di 3 metri, provengono da strati di ghiaccio con temperature comprese tra -2 gradi (al fondo) e -54 gradi (in superficie) e le analisi isotopiche effettuate su questi campioni hanno permesso di determinare la composizione dell’aria (CO2, CH4, polveri) e ricostruire le variazioni climatiche degli ultimi 800 mila anni. Tutti i campioni sono conservati a – 55 gradi presso la stessa base antartica.Nel corso della conferenza, saranno inoltre illustrati i fenomeni atmosferici particolari delle lunghe estati antartiche, come ad esempio il sundog, fenomeno ottico atmosferico dovuto alla rifrazione della luce solare da parte di piccoli cristalli di ghiaccio sospesi nell’atmosfera.In ultimo, Christille spiegherà le ragioni che spingono un giovane ricercatore a recarsi al Polo Sud per compiere queste osservazioni, quali condizioni di lavoro si devono affrontare e cosa si provi a vivere in un luogo dove il Sole non tramonta o non sorge mai.

Pubblicato / aggiornato il 26/02/2016 alle 12:00
Visualizzato volte
Categoria: Salute