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Che fine ha fatto il contratto di servizio?

Che fine ha fatto il contratto di servizio?

Mercoledì 23 Marzo si è svolta, ad Aosta, l’Assemblea soci dell’Associazione Pendolari Stanchi VdA. Oltre ad aver confermato Massimo Giugler alla presidenza, sono stati discussi molti temi, in particolare in relazione al sistema dei trasporti valdostano e alle prospettive di cambiamento per i pendolari.

Del Direttivo fanno parte anche Fabio Protasoni, Fabio Colabello, Franco Bonetto e Valter Manazzale. L’Assemblea ha anche approvato il bilancio 2015 ed eletto gli altri organi statutari.In un comunicato stampa, l’associazione ha affermato che “desta sconcerto e preoccupazione la nebbia in cui è scomparso il nuovo Contratto di servizio con Trenitalia che, dopo il passaggio di competenze, dovrebbe regolare i termini quantitativi e qualitativi del trasporto pubblico ferroviario. Che fine ha fatto? Cosa ci sta scrivendo dentro la Regione?”, si chiedono i Pendolari stanchi. “Quasi un anno e mezzo fa proponemmo 11 punti da inserire nel Contratto, ovvero: garanzie sulla puntualità; garanzie sulla qualità del servizio, sulla pulizia, assistenza alle biglietterie, tempestività dell’informazione e sul quadro orari; un serio piano di ammodernamento del materiale rotabile (non solo bimodali); una maggiore e migliore informatizzazione dei servizi; una revisione delle agevolazioni delle politiche tariffarie, in particolare per i minorenni; nuovi e più consistenti strumenti di agevolazione per pendolari e utenti con redditi bassi o in particolari situazioni di indigenza (sconti sociali); un serio regime di penali e di rimborsi per i pendolari e per gli utenti in caso di ritardi; l’estensione del sistema di monitoraggio già in vigore in Piemonte; investimenti specifici per politiche di promozione dell’uso del treno in Valle d’Aosta; una revisione organizzativa della rottura di carico ad Ivrea; un sistema permanente e codificato di consultazione e dialogo sociale con le rappresentanze dei pendolari e degli utenti”. Da allora nessuna risposta è pervenuta all’associazione, se non “la Chiusura della Aosta Pré-Saint-Didier; i disagi a Sant’Orso; il conflitto permanente tra Regione e Trenitalia; i debiti pregressi; le minacce di tagli alle corse tra Aosta e Chivasso; la proroga della concessione agli appaltatori privati del trasporto pubblico su gomma; la minaccia di licenziamenti alla Svap; la chiusura della biglietteria di Pont-Saint-Martin; le minacce delle società autostradali sulle tariffe; la concessione di investimenti per le ferrovie Piemontesi”.Anche per questo l’Assemblea ha deciso di aderire formalmente al Comitato che promuove alcune leggi di iniziativa popolare, tra le quali quella sui trasporti. La legge mira ad “affermare una precisa volontà politica e ad impegnare la Giunta regionale a presentare all’esame del Consiglio regionale un ‘Programma strategico di interventi’ che rimetta al centro di un sistema integrato dei trasporti una ferrovia moderna, efficace e finalmente, normale”, recita il comunicato.L’Assemblea ha anche espresso il proprio appoggio all’iniziativa legale di Federconsumatori e all’azione dei sindacati per sollecitare la riapertura della Aosta – Pré-Saint-Didier, e si è detta pronta a continuare a “protestare e a sensibilizzare i cittadini con iniziative come quella organizzata insieme a Legambiente e CAI TAM, ‘Obiettivo Binario Vivo’, e altre che seguiranno”.

Pubblicato / aggiornato il 25/03/2016 alle 12:00
Categoria: Salute