I sindacati a confronto con RaVdA per scongiurare l’esternalizzazione delle microcomunità
In riferimento alle notizie secondo le quali si sarebbe costituito un tavolo tecnico tra Amministrazione regionale e sindacati con la finalità di arrivare alla costituzione di una società pubblica/privata per la gestione del servizio socioassistenziale rivolto agli anziani, i sindacati della funzione pubblica ritengono necessarie alcune precisazioni.
“Il 23 marzo siamo stati convocati dal Presidente della Regione e dall’Assessore alla sanità – scrivono Cgil, Cisl, savt e Uil in una nota – per un incontro informativo sul sistema di gestione dei servizi socio-assistenziali per gli anziani. Durante la riunione ci è stata comunicata la necessità di andare a ridurre la spesa attualmente sostenuta, in quanto nei prossimi anni, le risorse a disposizione saranno notevolmente inferiori. I rappresentanti dell’amministrazione ci hanno informati sul fatto di non voler comunque perseguire la strada dell’esternalizzazione e che si stanno valutando la possibilità di costituire una società mista pubblico/privata per la gestione di questi servizi”. Le organizzazioni sindacali affermano di aver manifestato tutta la loro perplessità e contrarietà al fatto di andare a smantellare il sistema attualmente in vigore, sollevando tra l’altro una serie di problematiche retributive e previdenziali che andrebbero a ricadere sul personale interessato. Hanno allora chiesto di venire a conoscenza dei dati in possesso dell’Amministrazione e sottesi alle ipotesi riorganizzative. Nella mattinata di venerdì 25 marzo, si è svolto un incontro presso l’Assessorato Sanità, durante il quale è stata ribadita la preoccupazione sulla volontà manifestata dall’Amminsitrazione e si è chiesto se vi sia lo spazio per fare delle valutazioni congiunte su una tematica così delicata o se tutto sia già stato deciso a priori. “Dopo un acceso confronto – prosegue la nota – si è stabilito con i rappresentanti dell’Assessorato di riaggiornarsi e di calendarizzare una serie di incontri finalizzati a fare un’analisi attenta dei dati e a capire se vi sia la possibilità di arrivare a delle soluzioni condivise che possano portare alla riduzione dei costi, salvaguardando il livello di qualità dei servizi, tutelando l’utenza, i posti di lavoro e senza penalizzare il personale interessato che da anni presta servizio in attività di tale importanza socio-assistenziale”. Non appena in possesso del necessario materiale e delle dovute informazioni, i sindacati indiranno un’assemblea con tutto il personale coinvolto, al fine di assumere una posizione sindacale condivisa.
Pubblicato / aggiornato
il 25/03/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute