I lavori del Consiglio Valle nel pomeriggio del 5 aprile
L’individuazione di ulteriori misure strutturali per l’eliminazione delle criticità sulla qualità dell’aria è stato il tema di un’interpellanza presentata dal gruppo Alpe nella seduta consiliare del 5 aprile.
Fabrizio Roscio ha evidenziato il permanere di problematiche, soprattutto nei mesi invernali e in occasione di particolari condizioni meteorologiche, dovute a fattori di pressione di origine antropica, e ha ricordato gli obiettivi contenuti nel Piano regionale per il risanamento, miglioramento e mantenimento della qualità dell’aria. Ci sono azioni previste nel precedente piano 2007-2015, ha detto Roscio, come l’introduzione di una carta trasporti regionale o l’eliminazione dei combustibili più inquinanti, non compiute e riprese pari pari nel prossimo piano. Il Consigliere ha quindi chiesto se siano allo studio ulteriori azioni strutturali rispetto alla bozza, volte a eliminare queste criticità persistenti sulla qualità dell’aria e se il Governo regionale intenda fornirne una relazione dettagliata alla Commissione consiliare. L’assessore al territorio e ambiente ha risposto che in riferimento a quanto emerso nel corso dell’ultimo Osservatorio sulla qualità dell’aria, riunito l’8 marzo scorso, e in base ai dati dell’ARPA sull’andamento dei principali inquinanti in regione, non si rilevano particolari criticità legate al superamento dei limiti normativi. La programmazione quindi è stata buona, ci sono stati miglioramenti. L’assessore Bianchi ha sottolineato che, analizzando i dati della rete di monitoraggio regionale, nel 2015, caratterizzato da un inverno con scarse precipitazioni, si sono registrati solo 14 superamenti del limite giornaliero per le polveri pari a 50 microgrammi/metri cubi. Nelle stazioni di fondo urbano, il limite è stato di 35 superamenti e la media annua è stata pari a 20 microgrammi/metri cubi: questi valori evidenziano anche un andamento decrescente rispetto agli anni precedenti. L’assessore Bianchi ha precisato che, fermo restando la non sussistenza ad oggi di particolari criticità, le azioni riportate nel nuovo piano sono comunque volte al miglioramento e al mantenimento della qualità dell’aria. Il nuovo piano ha individuato, come il precedente, una serie di misure che agiscono sui principali fattori di emissione (traffico, riscaldamento domestico, attività produttive) e proseguono tutte le attività di informazione e sensibilizzazione dei cittadini, oltre a quelle condotte dall’ARPA, finalizzate a migliorare la conoscenza dello stato della qualità dell’aria e a valutare l’impatto di sorgenti e di immissioni specifiche. Per l’attuazione dei singoli interventi, ha specificato l’Assessore Bianchi, saranno coinvolti diversi Assessorati, tutti i Comuni e l’ARPA. Il piano prevede inoltre una fase di monitoraggio in cui sarà valutato il livello di attuazione dei singoli interventi. L’assessore ha concluso evidenziando che, una volta concluso l’iter della bozza del nuovo Piano, presumibilmente entro la fine del mese di aprile, tutta la documentazione sarà sottoposta all’attenzione della terza Commissione. Roscio non ha condiviso l’affermazione per cui non esistono criticità: il trend è positivo, è però ricorrente la manifestazione di problemi. Ben venga, per Roscio, l’illustrazione del piano alla Commissione, in modo da approfondire i vari aspetti e capire come le misure possano trovare attuazione per non restare lettera morta. Sono state introdotte, per esempio, misure per contenere gli importi delle attività agricole, di applicazione tutt’altro che semplice. Il Consigliere ha inoltre auspicato di non accontentarsi di una situazione soddisfacente della qualità dell’aria, ma alzare le aspettative: non restiamo al minimo sindacale, puntiamo all’eccellenza, ha detto. Union Valdôtaine Progressiste, con un’interpellanza, ha chiesto informazioni sui requisiti di ammissione al concorso per il reclutamento del personale docente per posti delle scuole dell’infanzia e primarie della Regione. Laurent Viérin ha spiegato che i requisiti di ammissione stabiliti per il concorso regionale escludono per la primaria e la scuola dell’infanzia i candidati in possesso del titolo di diploma di sperimentazione ad indirizzo linguistico. A seguito però del ricorso di alcuni appartenenti a queste categorie, il tribunale di Aosta ha ordinato il reinserimento dei ricorrenti in tutte le graduatorie di seconda fascia. Il Consigliere ha quindi voluto sapere le motivazioni della scelta di questa esclusione al concorso da parte della Giunta regionale e se siano state messe in atto le dovute verifiche sulla possibilità di inserire questi titoli nel concorso, nonché gli intendimenti per il futuro. L’assessore all’istruzione e cultura ha riferito che i requisiti per la partecipazione ai concorsi per posti di docente sono aspetti di stato giuridico e, pertanto, anche in Valle d’Aosta trovano integrale applicazione le disposizioni statali in materia. Conseguentemente, non è stata effettuata nessuna scelta in merito ai requisiti di ammissione previsti nei bandi regionali che devono contenere gli stessi requisiti stabiliti dal Ministero all’istruzione nei corrispondenti bandi nazionali, fatta eccezione per il requisito della conoscenza della lingua francese. La sentenza cui si fa riferimento, ha precisato Rini, riguarda l’inserimento nelle graduatorie d’istituto, graduatorie utili solo per il conferimento delle supplenze e non per la procedura concorsuale. Il giudice, infatti, ha ritenuto illegittimo il decreto ministeriale n. 353/2014 che disciplina l’inserimento nelle graduatorie di istituto e ne ha disposto la sua disapplicazione. In ogni caso, le sentenze fanno stato soltanto fra le parti e vige il divieto di estensione del giudicato. L’assessore all’istruzione ha poi evidenziato che la Sovrintendenza agli studi sta conducendo un’analisi sulle realtà delle altre regioni per tutelare queste persone; infine, ha confermato la massima disponibilità al confronto per quanto attiene la regionalizzazione e ha assicurato di fornire le informazioni sugli sviluppi della questione. Viérin, nella replica, ha osservato che probabilmente la Sovrintendenza ha già deciso, senza aspettare il parere del giudice. Visto che si prospetta la possibilità della presentazione di un ricorso contro la Regione e le disposizioni nazionali, il Consigliere Viérin ha comunicato che nelle altre Regioni le domande di queste persone vengono accettate e ha suggerito di seguire anche in Valle d’Aosta questa procedura. Secondo Viérin, a maggior ragione a fronte di paradossi del genere, sarebbe utile attivare il tavolo di concertazione sulla regionalizzazione. Il mondo scolastico italiano continua a dare illusioni, ha rilevato Viérin, ma, fino a prova contraria, godiamo di un’autonomia scolastica: smettiamo di rincorrere, definiamo una volta per tutte la nostra possibilità di autogoverno; non faremo le cose perfette, ma saremo consci di esserci mossi per i valdostani non sottostando a regole nazionali che non tengono conto delle nostre prerogative. Se abbiamo ancora un po’ di spirito autonomistico, ha concluso Viérin, tuteliamo il nostro territorio e la nostra gente.In relazione alla lunga discussione sulla riforma dell’assistenza agli anziani, si veda il servizio video.
Pubblicato / aggiornato
il 06/04/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute