UVP: gli appalti valdostani devono restare in Valle
Prendendo spunto da quanto appreso dalla risposta all’interrogazione posta durante i lavori del Consiglio Valle, Union valdôtaine progressiste esprime alcune valutazioni in relazione alla Centrale unica di committenza della Regione autonoma Valle d’Aosta.
«I dati – commenta il capogruppo dell’UVP Luigi Bertschy – sono, purtroppo, impietosi per l’economia valdostana e per le ricadute sul bilancio regionale. Infatti, dei 141 lotti aggiudicati per un valore di 76 milioni di euro, solo 14 milioni sono rimasti in Valle d’Aosta mentre 62 milioni sono stati assegnati a operatori economici di fuori Valle, 43 milioni di euro dei quali impegnati per l’acquisto dei treni bimodali. Il danno al nostro sistema economico è dunque molto evidente e urge porvi rimedio.» «Per migliorare l’attuale trend negativo – aggiunge Bertschy –, la CUC, nel rispetto delle normative vigenti, deve creare bandi che rispettino professionalità, competenze, esperienze e territorialità e porre le condizioni affinché le piccole e medie imprese valdostane possano partecipare, semplificando innanzitutto le procedure e privilegiando la qualità a discapito del massimo ribasso nella fornitura di beni e servizi; tutto ciò al fine di tutelare il lavoro.»«Non è sopportabile – conclude il capogruppo – vedere ditte di fuori Valle vincere appalti, nel ramo delle pulizie e nel sociale, effettuando enormi ribassi che ricadono sui lavoratori, con riduzioni di salario e di ore di lavoro. Per noi dell’UVP, tutelare la Valle d’Aosta e la sua comunità significa adattare alla nostra realtà regole che derivano dallo Stato o dall’Unione europea. Anche questo è esercizio della nostra Autonomia.»
Pubblicato / aggiornato
il 08/04/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute