Novità per gli asili nido, gioco d’azzardo da rivedere
Martedì 19 aprile, la terza Commissione del Comune di Aosta si è riunita per approvare il Regolamento per gli asili nido comunali e per discutere la bozza del Regolamento sul gioco d’azzardo.
L’assessore alle politiche sociali Marco Sorbara ha aperto i lavori spiegando i contenuti e gli scopi del Regolamento sui servizi alla prima infanzia: “il nostro obiettivo è di creare un asilo nido flessibile, unificandolo al servizio di garderie, che a fine anno scomparirà, offrendo la possibilità di usufruire di un orario part-time, da un minimo di sei ore a un massimo di dieci, e permettendo di scegliere se portare il bambino solo in alcuni giorni della settimana, in base alle esigenze dei genitori. Altre novità, rispetto al precedente Regolamento, sarà il rapporto educatore-bambino, che da 1:6 passerà a 1:8; l’inserimento potrà avvenire a sei mesi e non più a partire dai nove mesi d’età, e saranno stilate tre graduatorie, basandosi su criteri ben definiti. Negli anni le domande d’inserimento sono calate drasticamente, a causa della perdita di lavoro di uno dei genitori o di entrambi, che quindi tengono i bambini a casa. La priorità si dava e si darà ai genitori che lavorano, se i genitori non lavoravano il punteggio sarà più basso. Non possiamo più ragionare solo in termini socio-educativi, ma anche in termini di costo. Per gli asili nido la copertura del costo delle famiglie è del 95%, quindi per il Comune si tratta di un’entrata sicura, specialmente per il Bilancio armonizzato appena adottato. Una graduatoria sarà riservata per i casi sociali: in caso di situazioni di particolare disagio, valutato e seguito dagli assistenti sociali dello Sportello sociale, il costo della retta è pagato interamente dalla Regione. Per ora ad Aosta si registrano solo tre casi simili, tra i quali un padre solo senza famiglia e senza occupazione. Un’altra graduatoria è riservata a quei famigliari che non lavoravano ma garantiscono in qualche modo il pagamento della retta”.”Dal 1°gennaio – ha proseguito Sorbara -, tramite un percorso di armonizzazione dei costi, tutti gli asili regionali hanno un costo unitario, per il quale la Regione rimborsa la stessa quota, e ora anche i non residenti possono accedere al servizio.Nonostante la chiusura del nido Farvavola, e la perdita di 30 posti sul totale, dettata da ragioni di razionalizzazione dei costi, ad Aosta, nei restanti tre asili, sono oggi disponibili 136 posti, di cui 6 ancora ‘vuoti’. L’obiettivo è quello di riempire tutti i posti, mantenendo lo stesso numero di educatori e lo stesso servizio socio-educativo di qualità”.”Anche gli insegnanti della scuola materna ritengono che l’asilo nido sia importante, hanno notato che contribuisce molto all’educazione dei bambini, convenendo che chi arriva da un nido ha un’impostazione diversa rispetto a chi è stato, nei primi tre anni di vita, a contatto solo con la propria famiglia. Inoltre, si è creata una vera rete delle famiglie attorno agli asili nido”, ha concluso Sorbara.Pietro Verduci, consigliere del Partito democratico, ha espresso forte perplessità per quanto riguarda “i requisiti di accesso, ovvero che almeno uno dei genitori lavori; se ambedue lavorano trovo giusto dare a questi la priorità, ma se una persona è da sola dovrebbe avere ancora più priorità. A mio avviso questo punto andrebbe rivisto, se uno garantisce comunque il pagamento della retta è giusto che abbia la possibilità di utilizzare il servizio”.L’assessore Sorbara ha quindi replicato che quello dell’asilo nido è un servizio aggiuntivo che si dà alle famiglie, dedicato a quei genitori che, impegnati con l’attività lavorativa, non possono seguire i figli tutto il giorno. “Se uno dei genitori perde il lavoro durante l’anno il bambino rimane in asilo, perché noi ci basiamo sui pagamenti; se poi la famiglia è in ritardo di tre pagamenti mensili, mandiamo un sollecito, se neanche a questo punto non si provvede a pagare si invita la famiglia ad allontanare il bambino. I pagamenti e le tariffe sono rimodulati in base al nuovo modello Isee, quindi si viene incontro alle esigenze di tutti”, ha precisato Sorbara.L’assemblea ha approvato il Regolamento con quattro voti favorevoli e due astenuti, permettendo il passaggio della delibera alla discussione del prossimo Consiglio comunale.Secondo argomento trattato dalla Commissione è stato la ludopatia.Il sindaco Fulvio Centoz ha esposto gli sviluppi della stesura della bozza del Regolamento sul Gioco d’azzardo: “convinzione condivisa è sicuramente quella di avere norme precise per i locali che abbiano al loro interno slot machines, recependo le direttive regionali per le distanze, le concessioni, l’orario di funzionamento di tali apparecchiature. Tuttavia gli uffici competenti stanno ancora lavorando e approfondendo la questione, attualmente non abbiamo ancora niente di concreto da proporvi ma stiamo valutando la soluzione migliore per contribuire a combattere la patologia e non penalizzare i commercianti”.Ai commissari è stata poi distribuita una relazione sulle ragioni scientifiche su cui basare le decisioni di limitare l’uso delle macchine da gioco, anche in virtù di una tutela in caso di un futuro tentato ricorso da parte dei commercianti interessati.Vincenzo Lamartora, direttore del Serd, Servizio per le dipendenze, ha quindi riassunto i contenuti della sua relazione “nel 2012 la Valle d’Aosta era a metà della classifica delle regioni italiane per le spese procapite per l’azzardopatia, oggi è salita al nono posto. Il Sert l’anno scorso ha individuato 60 casi patologici, ma quelli non ufficiali sono molti di più. Siamo comunque in linea con il livello nazionale. La ludopatia, come ho già sottolineato in altre occasioni, è una malattia multifattoriale, esistono più fattori di vulnerabilità, individuali e ambientali: le cosiddette ‘tossine ambientali’ sono quei contesti di eccessiva facilità a giocare d’azzardo, e questi aumentano la possibilità di incorrere nella patologia. L’aspetto più importante è quello della dopamina: quando facciamo un’esperienza piacevole, questa molecola si libera e ‘salda’ i ricordi associati all’esperienza: se gioco e vinco, tenderò a ricordare quell’effetto benefico. Quando si gioca con le slot machines, la dopamina si alza, ma per il giocatore patologico si alza anche solo al pensiero di giocare. Basandosi sul normale ciclo elettrofisiologico del cervello umano, che dura 90 minuti, possiamo stabilire che il tempo di esposizione al gioco d’azzardo elettronico è importante, se una persona gioca troppo tende ad essere in stato si shock da dopamina e la realtà gli appare distorta. Per questo ho suggerito di spezzare le 8 ore in tre fasce, per evitare l’avvicinarsi di questo shock”.La Commissione ha stabilito un nuovo incontro per martedì 10 maggio, con l’impegno del sindaco a portare una bozza di Regolamento “più completa e che tenga conto di tutte le suggestioni emerse nei vari incontri della Commissione”, secondo passo sarà un incontro deliberativo e “l’auspicio è quello di discutere un documento condiviso durante il Consiglio di fine maggio”, ha concluso Vincenzo Caminiti, consigliere di Union valdôtaine e presidente della Commissione.
Pubblicato / aggiornato
il 19/04/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute