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Valtournenche adotta il PRGC ma non discute mozioni e interpellanze

Valtournenche adotta il PRGC ma non discute mozioni e interpellanze

Il Consiglio comunale di Valtournenche, martedì 19 aprile, doveva approvare il Piano regolatore, ma anche discutere una mozione e quattro interpellanze. Un’inversione dell’ordine del giorno ha avuto quale conseguenza che le istanze della minoranza fossero rinviate.

Infatti i lavori si sono protratti dalle ore 18 sino all’una di notte e sono quindi stati sospesi a data da destinarsi. In sede di approvazione dei verbali della riunione precedente, il capogruppo di Terra, Cuore, Avvenire Giorgio Pession ha chiesto di apportare 34 modifiche. Tutte approvate. “Se il Consiglio non fosse stato convocato a una settimana di distanza – ha commentato – e nonostante le sedute siano registrate dall’11 aprile, cioè dopo che abbiamo aspramente contestato una serie di errori nei verbali del Consiglio di dicembre, forse il segretario comunale avrebbe avuto il tempo necessario per scrivere le posizioni espresse dalla minoranza nei loro giusti significati”. Se la scelta di rovesciare l’ordine del giorno poteva essere comprensibile per la rilevanza dei punti in questione (oltre al piano regolatore, anche una variazione di bilancio e l’approvazione del progetto preliminare per il nuovo terminal bus) la minoranza non ha comunque ritenuto accettabile questa, che definisce un’ennesima mancanza di rispetto. “Oltretutto è stato un comportamento contrario al Regolamento del Consiglio comunale – ha denunciato Pession – poiché il comma 2 dell’articolo 47 precisa che l’ordine del giorno debba essere aperto da comunicazioni, mozioni e interpellanze e poi proseguire mentre il comma 3 specifica che l’inversione può essere richiesta e votata solamente sugli argomenti e non sulle iniziative della minoranza”. Una lettura diversa della norma è stata indicata dal segretario comunale Cristina Machet e la votazione ha autorizzato l’inversione per 9 voti favorevoli e 4 contrari. Venerdo ai punti trattati, si è iniziato con l’approvare – a una settimana di distanza dall’approvazione del documento finanziario 2016/18 – una prima variazione al bilancio di previsione. “La richiesta di parere al revisore dei conti è stata inviata il 7 aprile – ha affermato Pession – ovvero prima ancora che il bilancio fosse approvato. Non posso che rimarcare che l’Amministrazione continua a essere carente in materia di pianificazione e programmazione. E segnalo anche che la variazione è servita per togliere 70mila euro (e quindi azzerare) il capitolo sull’acquedotto, senza che fosse data spiegazione alcuna”. “Abbiamo ricevuto il progetto preliminare del terminal bus dopo che il bilancio era già stato approvato dalla Giunta ed era all’esame dei Consiglieri – ha replicato il sindaco, Deborah Camaschella – e abbiamo appreso che la nostra previsione di spesa era inferiore di 70mila euro a quella indicata dai professionisti. Abbiamo quindi tolto dal bilancio i medesimi 70mila euro non sottraendo risorsa alcuna alla manutenzione dell’acquedotto. Quella cifra è messa a bilancio da anni e si riferisce alla somma che la società Sigea, che gestisce l’acquedotto dal 1984, avrà diritto di ricevere al termine della prestazione, cioè nel 2017. Inoltre si tenga conto che il servizio passerà in capo all’Unité des Communes e dovremo quindi verificare come l’esborso dovrà allora essere gestito”. Approvato poi anche il nuovo Piano regolatore, accogliendo le proposte di modificazione formulate dalla Regione autonoma Valle d’Aosta. “Un documento privo di indicazioni sullo sviluppo futuro – commenta il consigliere del gruppo Ommo su de pe tera Roberto Avetrani – ma comunque uno strumento urbanistico che è meglio del nulla sulla base del quale si è intervenuti sinora”. “Ci sono stati concessi cinque giorni per analizzare il piano regolatore – dice Pession -, un documento che non è stato presentato in Commissione (perché non ci sono le Commissioni) e neppure in Commissione edilizia (poiché, annunciata in maggio 2015, non è ancora stata nominata). Abbiamo formulato una serie di proposte e sono state respinte. Il tutto in nome di un’urgenza della quale non comprendiamo il motivo”. Le proposte di modifica di Terra, Cuore, Avvenire si riferivano al fatto che la costruzione di seconde case è di fatto bloccata senza un piano urbanistico di dettaglio, alla disciplina dei bar sulle piste che lascia poco spazio alla libera scelta degli imprenditori, alla mancata concessione di premi agli albergatori con l’assegnazione di una percentuale di volumi alla realizzazione di spazi residenziali o commerciali e al divieto di realizzare un alloggio per il conduttore nell’ambito di spazi artigianali. “L’urgenza di adottare il Piano regolatore deriva dal fatto che ci sono persone che attendono uesto strumento per avviare loro iniziative – ha spiegato Camaschella.  Trattandosi dell’atto conclusivo di un procedimento durato anni, non vi era ragione per indugiare oltre”. Si è poi passati al progetto peliminare per i lavori di realizzazione del nuovo terminal bus a Cervinia. “Siamo stati messi per l’ennesima volta di fronte a un fatto compiuto – commenta Avetrani – poiché questo documento non è stato condiviso né analizzato prima della discussione consiliare. Mi sono astenuto perché manca una visione d’insieme su come sarà la viabilità comunale”. Astenuto Avetrani e astenuta anche Grazia Hérin, unico consigliere di Terra, Cuore, Avvenire rimasto in aula (Jean-Antoine e Giuseppe Maquignaz sono usciti poiché proprietari di terreni interessati dall’opera, mentre Giorgio Pession è uscito “per evitare strumentalizzazioni”). “Veramente – puntualizza il sindaco – le persone che avevano un’interesse privato nella questione hanno portato avanti la discussione per un’ora e mezza e sono uscite solamente su invito reiterato e insistito della maggioranza. Una cosa che non si era mai vista in precedenza!”. Avetrani approfondisce però la riflessione su un altro aspetto: “Ci è stato presentato un progetto preliminare per un’opera che la maggioranza vuole realizzare entro il 2016. Ma siamo ad aprile e mancano gli espropri, gli incarichi, le valutazioni sugli ambiti inedificabili, i pareri, il progetto esecutivo… Più che altro siamo di fronte a un libro dei sogni”. All’una di notte la seduta è stata sospesa. “Eppure c’erano ancora venti persone presenti fra il pubblico – commenta Pession – probabilmente più interessate alle iniziative della minoranza che a tutto ciò che aveva ascoltato. Con un ordine del giorno del genere, che senso aveva convocare il Consiglio alle 18? Non si poteva iniziare quattro ore prima?”. “Se la minoranza non avesse tenuto il Consiglio occupato per un’ora con l’approvazione dei verbali – chiosa Camaschella – il tempo per mozioni e interpellanze ci sarebbe probabilmente stato. E aggiungo che non sono mai contenti: noi convochiamo il consiglio in fasce orarie diverse, a rotazione, per permettere a tutti di seguirne i lavori, se interessati. Per ogni diversa fascia oraria la minoranza ha qualcosa da recriminare”.

Pubblicato / aggiornato il 20/04/2016 alle 12:00
Categoria: Salute