A Nus anche la minoranza approva il bilancio e si toglie la Tasi alle seconde case
Mercoledì 20 aprile, assente il sindaco Elida Baravex, il Consiglio comunale di Nus si è riunito per approvare il bilancio di prevision, che è stato approvato all’unanimità dall’Assemblea.
A motivare i quattro voti a favore, il capogruppo di opposizione Marco Grange ha dichiarato che in questo momento certamente non facile l’evitare contrapposizioni è stato considerato un passaggio di saggezza, un’apertura di credito verso la maggioranza, senza comunque snaturare e rinunciare al proprio ruolo di pungolo e controllo dell’operato della Giunta e della maggioranza. Un esercizio unitario, quindi, per trovare risorse economiche per aiutare le casse comunali che negli ultimi anni stanno patendo una costante riduzione delle entrate. Il bilancio di previsione 2016 pareggia difatti sulla cifra di 4,7 milioni di euro, con una percentuale destinata alla quota investimenti, risibile, intorno al 3%, 113mila euro, tutti indirizzati alle manutenzioni. A fornire un dato aggiuntivo della situazione che si sta attraversando, è stata evidenziata la contrazione dei trasferimenti dall’ente Regione, in un anno scesi del 13%, da 1,7 a 1,5 milioni di euro. “Il compromesso tra il tenere in piedi la macchina comunale e il non opprimere i cittadini – dice il vice sindaco Camillo Rosset – è un esercizio sempre più complesso. Si brucia la legna che si ha a disposizione, ma per continuare a scaldare si è considerata la prospettiva di liberarsi di parte del proprio patrimonio, così come affrontare rinunce”. E così, collegato al bilancio di previsione, l’Assemblea ha votato all’unanimità le confermate indennità di carica degli amministratori che, come prescrive la legge regionale, fa riferimento agli abitanti residenti di due anni prima, ovvero 3012 persone al 2014; una quota che determina un costo di 22mila euro che gli amministratori hanno evitato, congelando i loro compensi. Nel ragionamento complessivo non è venuto meno un passaggio collegato alle alienazioni dove il Comune di Nus, oltre a confermare la volontà di vendere l’edificio che ha ospitato le vecchie scuole collinari di Blavy, ha previsto l’intenzione di intraprendere l’iter che potrà portare la vendita dell’edificio presente nella centrale Via Risorgimento, fino a pochi mesi fa sede degli ambulatori dell’Azienda Usl e già storica residenza della casa comunale. Si tratta di 500 mq di spazi netti, che in altri periodi sarebbero certo rimasti nelle proprietà pubbliche ma che ora, appena tornate nelle proprie disponibilità, sono foriere di un ragionamento che non esclude la vendita. A questa prospettiva il gruppo di minoranza ha dichiarato la propria contrarietà, esprimendo il proprio voto di astensione. Per l’opposizione non si demonizza certo la prospettiva della vendita di un patrimonio comunale, ma si chiede una maggiore concertazione; prospettiva che è stata favorevolmente accolta dal vice sindaco Rosset. L’idea che è stata proposta va nella direzione di trasferire le varie associazioni presenti a Nus; “un coinvolgimento alla popolazione che certamente prenderemo in considerazione anche se la prospettiva proposta dalla minoranza è già stata presentata ai diretti interessati, le associazioni attive sul territorio, – ha incalzato Camillo Rosset – riguardo la quale i nostri interlocutori non sono stati entusiasti, preferendo decisamente rimanere dove sono, nell’area CPN. Per questo si è pensato che le risorse che potrebbero giungere da questa vendita potrebbe essere veicolate proprio per ristrutturare la strategica area CPN ed i locali occupati dalle locali associazioni; ma questa è un’idea che di buon grado possiamo condividere”. La seduta ha poi contemplato una serie di comunicazioni e tra queste, la più importante è stata la notizia che il Bim ha dato il proprio parere favorevole al finanziamento, per una quota del 75% dell’intero importo pari a 378mila euro, per il rinnovamento della rete dell’acquedotto che tocca il territorio di frazione Marsan. Invariate le imposte comunali con la nuova Tassa sui Rifiuti dal 2016 ottimizzata e resa unica per i dieci comuni aderenti alla Unité Mont Emilius, un passaggio che per gli utenti di Nus comporterà un lievissimo adeguamento (333mila euro l’impegno complessivo del 2015, contro i 338mila € previsti nel preventivo). L’Amministrazione comunale ha poi deciso di annullare la Tasi, la Tassa sui Servizi Indivisibili anche per i possessori di seconde case. Il Consiglio ha poi votato la convenzione attuativa tra i Comuni di Saint-Marcel, Fénis e Nus per l’esercizio in forma associata delle funzioni e dei servizi in materia di segretaria da svolgere in ambito territoriale sovracomunale mediante la costituzione di uffici unici comunali associati. L’intera Assemblea ha poi votato la relazione al piano operativo di razionalizzazione delle società partecipate che ha evidenziato al suo interno lo scioglimento della SIT (Società Incremento Turistico Saint-Barthélemy) ora in liquidazione. Il Consiglio ha poi dato il proprio parere favorevole al progetto esecutivo curato dall’Anas per la rotonda sulla SS26 in corrispondenza con la strada regionale per Fénis. A seguito di una ridotta capacità economica, il progetto è stato stralciato e dai 2,3 milioni di euro di importo iniziale, eliminando la prospettiva di un ampio sottopasso, la cifra imputata si aggira ora intorno agli 1,4 milioni di euro. Sollecitato dalla minoranza, il Comune di Nus tornerà a chiedere ad Anas e Regione, gli altri due partner dell’accordo, di tenere in considerazione la prospettiva del sottopasso, anche se la prospettiva di realizzare la rotonda è collegata proprio alla riduzione dei costi e allo stralcio del sottopasso.
Pubblicato / aggiornato
il 21/04/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute