I lavori del Consiglio Valle nel pomeriggio dell’11 maggio
Nella seduta consiliare dell’11 maggio, il gruppo Union Valdôtaine Progressiste ha illustrato un’interpellanza riguardante le colture specializzate.
In particolare, il consigliere Vincenzo Grosjean, ha evidenziato «l’impossibilità quasi totale dei viticoltori e dei frutticoltori ad aderire alle misure agroambientali previste dall’attuale Piano di sviluppo rurale, considerato che i bandi non saranno più suddivisi per settore ma entreranno in un pacchetto unico di cui oggi, peraltro, non si conoscono ancora i parametri applicati. Chiediamo quindi all’Assessore quali misure verranno prese per evitare ulteriori disagi e discriminazioni dei settori delle colture specializzate e come si intende rimediare al danno d’immagine oltre a quello economico per la nostra viticoltura e frutticoltura.»L’assessore all’agricoltura e risorse naturali, Renzo Testolin, ha risposto che «come Assessorato ci siamo attivati in merito ad una carenza della scheda relativa alle misure agroambientali e sono già stati calendarizzati dei lavori, al fine di renderla maggiormente sottoscrivibile dai frutticoltori valdostani. Si dovrà procedere alla redazione di un disciplinare di produzione integrata regionale, che sarà sottoposto all’esame dei gruppi di lavoro tecnico a livello nazionale, previo incontro con i produttori interessati, e che costituirà la base per la modifica della misura in questione. Misura che in questo momento non influisce sulle situazioni di calcolo delle priorità all’interno della misura 4 relativa agli investimenti. Sarà comunque mia premura verificare ulteriormente, ma a memoria non mi risulta che ci siano delle negatività. Quindi assicuro che cercheremo di dare soluzione alla carenza tecnica che si è riscontrata nella costruzione della misura in questione. Sottolineo poi che la valorizzazione dell’immagine della frutto-viticoltura valdostana passa attraverso le attività reali di coltivazione della vite e della frutta, che in Valle d’Aosta registrano un basso numero di trattamenti e che la rendono maggiormente sostenibile rispetto ad altri territori. Nell’agricoltura valdostana c’è grande attenzione verso l’ambiente, e questo viene anche riportato dai quotidiani nazionali: infatti, è stato riscontrato che la percentuale di pesticidi nelle acque superficiali valdostane è pari a zero. È quindi una realtà in controtendenza rispetto ad altre. Questo per dire che ci sono tutti i presupposti per giustificare la validità della nostra agricoltura.»Grosjean, nella replica, ha dichiarato: «Fa piacere sentire che non ci dovrebbero essere limitazioni: oggi, noi volevamo avere delle garanzie che non ci fossero ulteriori penalizzazioni al settore frutticolo e viticolo, che aspetta con ansia queste piccole misure. Riguardo ai dati forniti dall’Assessore, spiace che gli aspetti positivi non emergano mai, forse è una nostra carenza non riuscire a metterli in evidenza. A questo punto ci chiediamo quando usciranno i bandi: il 2015 è saltato, siamo già a metà del 2016, forse arriveremo al 2017 senza che si sia fatto niente.»I danni causati dai cinghiali sono stati al centro di un’altra interpellanza presentata dal gruppo UVP. Richiamando il «perdurare dei danni arrecati dai cinghiali alle colture sull’intero territorio regionale oltre ai risarcimenti, che in questi giorni l’Amministrazione regionale sta erogando ai numerosi automobilisti colpiti anche da questo animale», il consigliere Alessandro Nogara ha voluto conoscere le iniziative che il Governo regionale intende adottare, visto che le misure sino ad oggi intraprese non hanno limitato tale fenomeno, che invece continua ad accrescere progressivamente. «Sottolineo che gli agricoltori subiscono con rassegnazione l’aumento progressivo di questi danni e guardano con crescente mancanza di fiducia alle istituzioni, che non riescono con azioni concrete a limitare in modo accettabile questa situazione.»L’assessore all’agricoltura e risorse naturali, Renzo Testolin, ha spiegato: «Le azioni messe in campo sono volte a dare risposte ai cittadini e ad evitare nuovi danni. Saremo ben lieti di accogliere e valutare eventuali iniziative innovative, sempre tenendo presente che dobbiamo affrontare il quanto mai complesso problema con le risorse disponibili e compatibilmente con le possibilità di intervento, sempre procedendo con la massima attenzione e con la doverosa serietà.»L’assessore ha poi riferito alcuni dati, invitando gli agricoltori a fare domanda di rimborso per questi incidenti, in modo da avere a livello statistico informazioni importanti: «Nel 2015 i danni arrecati alle colture sono stati di circa 50.000 euro; gli incidenti stradali sono stati 4, a fronte dei 64 verificatisi nel 2015, con 84 mila euro di rimborsi in corso di erogazione. Riguardo alla prevenzione, il contesto valdostano non agevola di certo la messa in atto di sistemi a basso costo e a basso impatto; in ogni caso, sono previste specifiche iniziative per adottare misure preventive. Assicurare il risarcimento dei danni è un impegno imprescindibile; a tal fine, è già previsto un rimborso per i cacciatori che consiste nell’assegnazione di metà del capo abbattuto. Per il contenimento numerico della specie è particolarmente attivo l’abbattimento: nel 2015, 280 cinghiali sono stati abbattuti, per il futuro si intende proseguire questa attività, coinvolgendo maggiormente i cacciatori; nei primi mesi del 2016 sono stati già prelevati 58 animali ed è nostra intenzione perfezionare la procedura di consegna dei capi alla struttura individuata a tale scopo. Sarà nostra cura adottare le misure opportune, anche verificando altre metodologie, in sinergia con le strutture preposte. Ad oggi, le iniziative intraprese e la sensibilizzazione del Corpo forestale valdostano e dei cacciatori rappresentano il modo per dare risposte convincenti.»Nogara ha replicato: «Questo fenomeno deve regredire e a questo deve pensare l’Assessorato. Bisogna darsi una mossa, anche elaborando azioni diverse. I danni in Valle d’Aosta sono ingenti, non possiamo più aspettare.»Il trasporto pubblico locale su gomma è stato al centro di un’interpellanza posta dal gruppo Movimento 5 Stelle. Il consigliere Roberto Cognetta, facendo riferimento alle delibere di fine 2015 che hanno determinato i servizi minimi di trasporto pubblico locale automobilistico nei sub-bacini di alta, media e bassa Valle per il 2016, ha illustrato l’iniziativa: «Da uno sguardo approfondito a questi atti, salta all’occhio che dal 2009 al 2015 sono stati erogati, su diverse leggi regionali e nazionali, contributi a favore delle società che gestiscono il trasporto pubblico locale per un importo superiore a 7 milioni e 800 mila euro per rinnovare il loro parco autobus, così come è stata allungata la vita dei mezzi. Ci chiediamo quindi quali modalità siano state applicate per acquistare gli autobus finanziati con risorse pubbliche e quali siano i documenti che attestano e certificano che sono state eseguite le procedure corrette. Vorremmo poi sapere dall’Assessore se non fosse il caso di portare all’approvazione del Consiglio regionale i profondi cambiamenti di piano del bacino di traffico avvenuti con l’approvazione di queste delibere.»L’assessore ai trasporti, Aurelio Marguerettaz, ha spiegato che «il finanziamento pubblico per l’acquisto dei mezzi ha avuto luogo con risorse sia regionali che statali. Per quanto riguarda le risorse regionali, le procedure fanno riferimento alla legge regionale n. 15/1995 in materia di interventi regionali per investimenti nel settore del trasporto pubblico collettivo di persone: in base a questa legge, la domanda per ottenere i contributi deve essere presentata agli uffici competenti entro il 31 gennaio di ogni anno; la Giunta regionale, previa istruttoria delle domande, determina le spese ammissibili a finanziamento, con particolare riguardo ad alcuni criteri (precedenza alla sostituzione dei mezzi obsoleti e funzionalità dei beni in rapporto al servizio cui sono destinati). La liquidazione delle fatture avviene su presentazione delle fatture quietanziate, delle carte di circolazione e dei certificati di proprietà. Quindi l’acquisto dei mezzi è effettuato dalle aziende che gestiscono il trasporto pubblico e non dalle strutture regionali competenti. Per quanto riguarda i fondi statali, nel 2013 sono stati erogati 681 mila euro di contributo, secondo procedure concorsuali per l’acquisizione dei mezzi. È implicito che gli uffici non hanno provveduto a fare nessun acquisto.»Riguardo alla questione di sottoporre le delibere al Consiglio, l’assessore Marguerettaz ha detto: «Le deliberazioni citate hanno modificato i rapporti contrattuali in essere con le aziende di trasporto, nell’ambito di un’opera di contenimento della spesa pubblica prevista da specifiche norme di legge. Al contrario, il piano di bacino del traffico è un documento strategico di programmazione del sistema dei trasporti pubblici regionali e coinvolge anche altri settori (ferrovia, aeroporto, impianti a fune). Il piano contiene le linee guida, mentre con i contratti si dà attuazione a quanto previsto dal piano. Infatti, i principi cardine del piano continuano a valere con la distinzione tra servizi minimi, indirizzati alla generalità dell’utenza, e servizi integrativi, destinati alle utenze specifiche. Prossimamente andremo a ridefinire il piano di traffico, anche alla luce del trasferimento delle competenze in materia di trasporto ferroviario e visto che nuovi scenari si prospettano nel sistema integrato dei trasporti, considerato anche l’ingresso nel panorama valdostano di un importante operatore nazionale.»Cognetta ha replicato che «mentre un contributo statale di 681mila euro ha portato con sé tutta una serie di documenti da produrre, per i 7 milioni erogati dalla Regione bastava una fattura quietanzata: questo fa riflettere su come l’Amministrazione gestisce le nostre risorse. Per l’Assessore non c’era bisogno di un passaggio in Consiglio per queste tre delibere, ma noi riteniamo di sì perché avrebbero generato un’ampia discussione, per esempio sulla necessità di avere un unico bacino di traffico, mentre ora ve ne sono tre. Si è cercato di far passare questi servizi come un vantaggio per la Regione, ma i benefici li hanno avuti le aziende, non noi: la spesa superiore si sostanzia infatti con l’aumento degli anni di anzianità degli autobus o per il fatto che ogni azienda incassa 25 milioni di euro in più. Ritornerò sull’argomento.»Il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, assente nella mattinata di mercoledì 11 maggio per impegni istituzionali a Roma, ha riferito all’Aula sull’esito degli incontri avuti al Ministero dei trasporti e alla Presidenza del Consiglio dei ministri.«Con il Ministro dei trasporti Graziano del Rio abbiamo esaminato due questioni importanti – ha detto il Presidente Rollandin -. La prima riguarda il problema dei lavori affidati dalle società autostrade: abbiamo avuto la conferma della posizione da noi auspicata, ossia che la ripartizione dei lavori sarà di 80 a 20%, con particolare attenzione alle imprese sul territorio. Abbiamo poi chiesto che vi possa essere un’aggregazione di interventi, al fine di poter ammortizzare i costi dei lavori in un arco temporale più ampio, incidendo così meno sulle tariffe autostradali e puntando ad un loro ribasso. Abbiamo anche analizzato la realizzazione del by-pass sulla strada statale all’altezza di Hône: su questo vi è stata la disponibilità a concentrare i fondi FSC (Fondi per lo sviluppo e la coesione), pari a 93 milioni di euro, a favore di questo progetto e di integrarli con risorse autorizzabili attualmente destinati ad altre iniziative.»«Di grande rilievo – ha aggiunto il Presidente Rollandin – è stato l’incontro che abbiamo avuto unitamente al Senatore Albert Lanièce e ai tecnici dell’Assessorato delle finanze, Peter Bieler e Luigina Borney, con i Sottosegretari De Vincenti (Ministero allo sviluppo economico), Baretta (Ministero finanze) e Bressa (Affari regionali) per esaminare l’accordo relativo al patto di stabilità. Come da impegno preso in quest’Aula da parte del Governo regionale, siamo riusciti ad avere da parte dei rappresentanti del Governo un cambio di marcia. La direzione è ora quella del pareggio di bilancio, che consentirà quindi il superamento del patto di stabilità, già nel 2016.»La società controllata dalla Regione che gestisce il Traforo del Gran San Bernardo (SITRASB spa) è tornata ad essere al centro dell’attenzione del gruppo M5S, che ha presentato due interpellanze.Il capogruppo Stefano Ferrero, con la prima iniziativa, ha rievocato la questione degli incarichi di consulenza legale affidati dalla SITRASB ad uno studio di Torino che «risulta aver rappresentato in alcune controversie la SAV spa (Società autostrade valdostane, proprietaria della SITRASB spa per il 36,%) e che rappresenterebbe l’Associazione temporanea di imprese ATI SINA (facente parte del gruppo Gavio, proprietario tramite la Società iniziative autostradali e servizi per il 65% della Società autostrade valdostane) con la quale la società SISTRASB ha un contenzioso». Ha quindi domandato alla Giunta se non «ritenga di promuovere una serie di verifiche oltre che un’attività di monitoraggio al fine di garantire che, in relazione ad una situazione in cui il medesimo studio legale assume nell’ambito di medesime aziende partecipate la difesa degli interessi delle stesse e la difesa di interessi altrui, peraltro con la costante di società legate al gruppo Gavio, sia accertata la piena e assoluta salvaguardia degli interessi dell’Amministrazione regionale.»Il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha riferito: «La SAV comunica che si avvale fra i propri consulenti legali anche di questo studio torinese, che presta in particolare assistenza con patrocinio in questioni di diritto amministrativo. Inoltre, non risulta che lo stesso studio legale abbia assistito l’ATI SINA nel contenzioso tra SITRASB e la stessa Associazione temporanea d’imprese, contenzioso che peraltro è stato dichiarato estinto dal giudice in data 11 febbraio 2015. Pertanto, la Giunta non ritiene di intraprendere azioni.»Ferrero ha replicato: «È ancora in atto un contenzioso di più di tre milioni di euro promosso da Sina nei confronti di SITRASB. Va davvero tutto bene? Anche il fatto che un collaboratore dello studio legale sia figlio di un dirigente della SAV? Anziché società partecipate chiamiamole società “parentizzate”.»Sempre Ferrero, con la seconda interpellanza, ha chiesto chiarimenti in merito alla disdetta da parte della SITRASB di contratti di assistenza tecnica a suo tempo stipulati con la società regionale in house INVA spa e relativi a service desk, desktop management, system network, assistenza hardware e gestione posta elettronica, osservando che «forse la Giunta regionale dovrebbe valorizzare le collaborazioni tra le sue società partecipate con la società in house INVA, anche al fine di garantirne lo sviluppo e aumentarne il fatturato.»Il Presidente Rollandin ha risposto: «Il 2 febbraio scorso il Presidente della SITRASB ha comunicato a INVA di non voler proseguire la collaborazione in merito ai servizi di gestione e assistenza informatica. La decisione, comunica SITRASB, è stata assunta a seguito della valutazione della proposta tecnico-economica per il 2016 formulata da INVA per questi servizi e dell’analisi effettuata dalla società sui propri bisogni e esigenze. SITRASB ha effettuato una ricerca di mercato per individuare, secondo criteri di trasparenza ed economicità, un soggetto in grado di offrire i servizi richiesti e, a seguito della verifica delle offerte presentate, ha deciso di acquisire per il 2016 i servizi di assistenza e gestione della rete informatica aziendale dalla società REKORDATA di Torino, la cui proposta è risultata la migliore tecnicamente ed economicamente. Il corrispettivo previsto per il 2016 è di 11.861 euro, IVA esclusa, mentre prima si pagavano circa 15 mila euro. Infine, specificato che SITRASB ha rinnovato per il 2016 i contratti con INVA per la gestione e consulenza sul portale Enti locali della Valle d’Aosta “Società trasparente” e per la gestione delle caselle aziendali di posta certificata per un importo totale presunto di 2.092 euro IVA esclusa, è ovviamente importante che INVA e le società controllate dalla Regione sviluppino ogni sinergia e collaborazione possibile, a condizione che le stesse siano ritenute soddisfacenti e adeguate da tutte le parti. Voglio comunque precisare che condivido la considerazione che sia giusto seguire i canali che portino ad un accordo piuttosto che a ricerche fuori Valle. Evidentemente, qualcosa in questo caso non ha funzionato.»Nella replica, Ferrero ha evidenziato: «INVA fa concorrenza spietata al mercato informatico valdostano, eppure ci si è dovuti rivolgere a Torino per una consulenza informatica. Spero che a questo approfondimento seguano delle riflessioni, che portino in particolare INVA ad attuare una politica più aggressiva e a fare davvero gioco di squadra in Valle d’Aosta.»Il gruppo UVP, con un’interpellanza, ha posto l’attenzione sulla questione delle accise pregresse relative al periodo 2011-2014. Il consigliere Elso Gerandin ha spiegato: «In sede di esame della Legge di stabilità dello Stato per il 2016, veniva accolto un ordine del giorno a firma dei Senatori Lanièce e Zeller, in cui si impegnava il Governo “ad aprire un tavolo di confronto, per attuare entro un mese, l’accordo firmato il 21 luglio 2015 tra Ministero dell’economia e Regione Valle d’Aosta in materia di finanza pubblica, per la definizione delle modalità e i tempi di erogazione delle risorse spettanti alla Regione Valle d’Aosta a titolo di accisa per il periodo 2011-2014”. Vorremmo sapere se questo tavolo sia stato attivato, chi vi partecipa in rappresentanza della Regione e se abbia portato a qualche risultato concreto, visto che entro un mese dalla sua apertura si sarebbe dovuto attuare l’accordo. Al di là del pregresso 2011-2014, chiediamo come si pensa di compensare la consistente minore entrata derivante dalle accise a partire dal 2016-2017, a seguito della sentenza della Corte costituzionale del 2015 in merito alla finanziaria della Regione Sardegna secondo la quale le Regioni non hanno titolo a incamerare l’accisa su prodotti realizzati o importati ma non immessi in consumo sul proprio territorio.»Il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha riferito: «La chiusura Patto di stabilità condiziona svariati aspetti. Oggi nella riunione col Ministro è emerso che il discorso dei 70 milioni di euro che abbiamo chiesto non viene meno, ma viene meno il limite del Patto, che rappresentava una vera e propria mannaia che limitava le capacità di spesa. In questo senso il lavoro è stato lungo, la riunione odierna è stata complessa. Abbiamo parlato anche delle accise, su come cadenzarle nei prossimi anni. Infatti, i 70 milioni rappresentano la calendarizzazione dei 570 milioni delle accise pregresse. Abbiamo insistito per cambiare rotta, per anticipare al 2016 il pareggio del bilancio e per confermare la richiesta di recupero dei 70 milioni. Uscire dal Patto di stabilità già quest’anno ci dà la possibilità di ragionare correttamente per gli anni prossimi. Questo discorso sta andando nella direzione giusta, anche sull’utilizzo corretto e cadenzato delle entrate. È molto importante che dal Patto di stabilità si passi al pareggio di bilancio, c’è quindi ancora un notevole lavoro da svolgere. Per la Regione al tavolo partecipano di norma il Presidente, l’Assessore alle Finanze e i Parlamentari, con i tecnici dell’Assessorato alle finanze.» Gerandin ha replicato: «Indubbiamente si sta avverando un auspicio comune. Col pareggio di bilancio ci sono limiti sull’utilizzo dell’avanzo e questo comporterà un diverso impianto del documento contabile. Resta insufficiente il contributo statale a seguito della compensazione delle minori accise, è una partita da chiudere, non si può dover contrattare ogni anno. Il percorso intrapreso ci pare corretto, per quanto difficile. Speriamo che ci siano risorse disponibili per tutti i settori. Il pareggio di bilancio sarà uno strumento particolarmente efficace se si saprà far crescere la Valle d’Aosta, le sue imprese, le attività commerciali, l’occupazione, le entrate tributarie proprie. Allora e solo allora si avranno le risorse necessarie per il futuro della nostra regione.»Il tema dei pagamenti del Piano di sviluppo rurale per il 2015 e degli anticipi per il 2016 è tornato in discussione con un’interpellanza posta dal gruppo UVP. Alessandro Nogara, richiamando l’iniziativa della Giunta «di erogare i soldi dovuti agli agricoltori attraverso le banche, con la Regione che tramite Finaosta fa da garante, fino al 90% di quanto spetta loro, visto che nessuno può dire quando questi contributi arriveranno malgrado i solleciti effettuati nei confronti di AGEA e del Ministro Martina», ha chiesto di conoscere la reale situazione della liquidazione dei pagamenti del PSR per il 2015 e quali siano le intenzioni in relazione agli anticipi per il 2015 e per il 2016. «Purtroppo c’è tanta confusione, l’anticipazione non sarà fatta a tasso zero ma a tassi variabili a seconda della solidità dell’azienda e creerà problemi agli agricoltori.»L’assessore all’agricoltura e risorse naturali, Renzo Testolin, ha riferito: «Per i pagamenti del 2015 confermo che allo stato attuale siamo in attesa che AGEA completi i sistemi informatici necessari per la liquidazione delle domande. AGEA ci ha comunicato, peraltro informalmente e a seguito delle nostre sollecitazioni, che sarà possibile procedere ai pagamenti automatizzati per il 2015 entro fine maggio e fine giugno per l’istruttoria manuale. In merito alla garanzia fornita dalla Regione tramite Finaosta, ribadisco che questa rappresenta il 90% dell’importo netto risultante dalla certificazione di AREA VdA, come somma netta che l’agricoltore dovrà ricevere. Non ci saranno discriminazioni per chi ha già ricevuto una certificazione per il 2015 (185 aziende). L’obiettivo della Regione è liquidare al più presto i contributi del 2015, mettendo fine a questa problematica. Sul tasso applicato, non sono state ufficializzate le offerte delle banche, ma è certo che indicando una fascia tra 0.80 e 2.50 ci si posizionerà su di un valore più o meno alto in base all’azienda coinvolta. L’impegno da parte nostra rimane comunque forte in questa fase di contrattazione non ancora ultimata.»Nogara, nella replica, ha dichiarato: «In base alla comunicazione di AGEA per il 2015 non si può fare nulla, mentre si può e si deve lavorare per il 2016. Agli agricoltori ora serve un’anticipazione a tasso zero, non possono sommare altri debiti. Chiedo al Governo regionale in sede di assestamento di bilancio di stanziare dei fondi per aiutare queste persone che fanno fronte quotidianamente a tanti problemi; addirittura sono costrette a portare a macellare del bestiame perché non riescono ad arrivare a fine mese. Questo è un settore in ginocchio.»Alpe è tornato sulla questione degli affidamenti dei lavori da parte della Società Autostrade Valdostane-SAV. Ricordando la sentenza del TAR della Valle d’Aosta che «ha sottolineato l’oggettiva difficoltà da parte di SAV di riequilibrare nel quinquennio l’assegnazione dei lavori, attualmente affidati senza gara per il 96% all’azionista privato (Gruppo Gavio), quando la norma obbligherebbe invece l’affidamento con gara per almeno il 60%», il Capogruppo Albert Chatrian ha voluto sapere se «la SAV intende impugnare la sentenza del TAR innanzi al Consiglio di Stato. Abbiamo appreso che il Presidente Rollandin ha avuto un incontro con il Ministro Delrio nella mattinata di oggi e vorremmo sapere se ha avuto modo di parlare del piano d’investimenti 2014-2018; chiediamo inoltre entro quando si prevede che le imprese valdostane possano partecipare alle gare indette dalla società SAV.»Le président de la Région, Augusto Rollandin, a répondu que «à notre connaissance, SAV spa entend bien introduire un recours devant le Conseil d’État contre la décision du TAR de la Vallée d’Aoste, qu’il considère comme erronée et contradictoire, même si nous ne partageons pas cette attitude. Quant à la rencontre avec le Ministre Delrio, je lui ai soumis la nécessité de rééquilibrer l’attribution des travaux: non seulement il a confirmé une attention à cette question, mais il a dit qu’il va augmenter de 60 à 80 le pourcentage des travaux à attribuer aux entreprises locales. Je crois que cette disponibilité va dans la bonne direction. Nous attendons maintenant le suivi de ces différentes actions.»Quant au Plan économique et financier de la société SAV pour le quinquennat 2014-2018, le Président Rollandin a précisé qu’il est «encore en cours d’évaluation par les bureaux du Ministère des infrastructures et des transports. La société SAV précise qu’elle n’est pas en mesure d’évaluer la date à laquelle il sera approuvé, ni les conditions de cette approbation, mais considère fondamental souligner que ledit Plan – dont le considérable retard de son approbation est dû au Ministère – prévoit déjà le rééquilibrage dans l’adjudication des travaux conformément aux nouveaux pourcentages fixés par la loi.»Chatrian ha replicato: «Sarà una buona notizia se dagli annunci si passerà subito ai fatti. La decisione del Ministro di aumentare la percentuale, passando da 60 a 80, delle gare messe a bando è un passaggio positivo, che potrà dare alle imprese valdostane la possibilità di partecipare alle gare, mentre ora raccolgono solo le briciole. Speriamo sia la volta buona. Vigileremo attentamente l’evoluzione e il cambio di direzione. Per quanto riguarda il ricorso, non capiamo la presa di posizione della SAV: il privato continua imperterrito nella sua direzione e tutto ciò è preoccupante e dannoso per la parte pubblica. Bisognerà tornare sulla questione, anche per trovare delle soluzioni volte a ridurre le tariffe.»Sono stati approvati, con 29 voti a favore e 2 astensioni (M5S), il conto consuntivo 2015, le variazioni del bilancio 2016 dell’Assemblea regionale oltre che il riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi.Il conto consuntivo pareggia sulla cifra di 17 milioni 159 mila 196 euro, di cui 4 milioni 317 mila 500 euro per partite di giro.Il presidente Marco Viérin, nell’illustrare i documenti contabili, ha evidenziato che «la gestione amministrativa 2015, rispetto al 2014, pone in evidenza la riduzione dell’assegnazione della Regione al Consiglio di 990 mila euro, pari all’8,81%, oltre che delle spese complessive (6,51%), rispondendo quindi alla necessità di un forte contenimento della spesa pubblica nell’ottica anche di un minor impatto sul 2016, anno sul quale, in sede di predisposizione del bilancio, sono stati effettuati ulteriori tagli sulle previsioni (in particolare la riduzione dei costi di natura variabile del 43,14%).»«Attenendosi ai criteri introdotti dal decreto legislativo 118/2011 sull’armonizzazione dei bilanci, gli uffici hanno provveduto ad effettuare il pagamento di quasi tutti i debiti e la riscossione di quasi tutti i crediti entro i primi due mesi dell’anno 2016 – ha proseguito Viérin -. Ciò ha permesso, in sede di riaccertamento ordinario dei residui, di determinare con esattezza l’ammontare dei residui da mandare in avanzo, provenienti anche dagli anni precedenti. Inoltre, con questa operazione di riaccertamento straordinario dei residui, si è provveduto ad imputare all’anno 2016 alcuni impegni di spesa per i quali l’obbligazione non era divenuta esigibile nel 2015. I residui attivi sono invece rimasti invariati rispetto al riaccertamento ordinario. Tali operazioni hanno generato, eccezionalmente per il 2015, un avanzo di amministrazione pari a 4 milioni 103 mila 562 euro. Costituiscono l’avanzo di amministrazione 2 milioni 145 milioni 610 euro derivanti da economie sui residui, provenienti dagli anni precedenti, e 1 milione 957 mila 951 euro provenienti dalle economie sui capitoli, generate da riduzioni di impegni e da somme non impegnate per il 2015. Con l’approvazione dell’assestamento di bilancio per l’anno 2016 le somme provenienti dall’avanzo di amministrazione vengono messe a disposizione dell’Amministrazione regionale.» Il Consiglio Valle ha approvato, con 26 voti a favore e 7 astensioni (ALPE e M5S), il Programma regionale di previsione dei lavori pubblici per il triennio 2016-2018, ai sensi del secondo comma dell’articolo 7 della legge regionale 12/1996.Il Programma è costituito da 109 interventi per un ammontare complessivo di 183 milioni di euro, contro i 152 milioni della programmazione 2015-2017.L’assessore alle opere pubbliche, Mauro Baccega, ha illustrato l’atto. «Dei 109 interventi, 92 sono finanziati e appaltati dall’Amministrazione regionale (pari all’84,49% per circa 114 milioni di euro), mentre 17 sono finanziati a favore di altri soggetti attuatori (pari al 15,60% per circa 69 milioni di euro). Si vuole garantire una serie di lavori di piccola e media entità e di importo contenuto per sostenere le piccole e medie imprese che vede nel finanziamento per l’inclusione sociale 4 milioni di euro; sono destinati alla viabilità, alle opere stradali, alle opere edili e manutenzioni stabili 2 milioni e per i bacini montani e il settore frane poco meno di 2 milioni.»«La priorità – ha aggiunto l’Assessore Baccega – è accordata alla valorizzazione e riqualificazione del patrimonio immobiliare regionale; agli interventi di conservazione e valorizzazione del patrimonio di interesse culturale (ad esempio Palazzo Roncas ad Aosta e Forte di Bard); alla manutenzione del patrimonio archeologico (in particolare Area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans); all’edilizia scolastica; all’agricoltura, antincendio boschivo e sentieristica.»Tra gli interventi più significativi, il completamento di Maison Caravex quale sede dell’Institut valdôtain de l’artisanat typique, il nuovo maneggio ad Aosta, la revisione della funivia Buisson-Chamois, il consolidamento della piscina coperta di Aosta, il completamento del terminal passeggeri, parcheggio auto e piazzale aeromobili, la manutenzione del campo sportivo Perucca di Saint-Vincent, il completamento della pista ciclabile ad Aosta e nel tratto Saint-Marcel/Fénis. Sono poi programmati lavori di manutenzione strade, sistemazione e pulizia alvei.Per Baccega, «con questo Programma si vuole realizzare programmi specifici di intervento, maggiormente rispondenti alle dimensioni del mondo imprenditoriale valdostano, per dare nuovo impulso all’economia locale e aumentare le entrate derivanti dal riparto fiscale. È necessario individuare nuove strategie, pur sempre nel rispetto della normativa. Per questo, occorre favorire l’accesso delle micro, piccole e medie imprese con l’articolazione degli interventi di maggiore importo in lotti funzionali e la semplificazione e flessibilità delle procedure di aggiudicazione, dando priorità all’utilizzo delle procedure negoziate. Saranno allora messi a punto diversi strumenti: l’utilizzo di un elenco aperto di operatori economici, la definizione di criteri di selezione dei soggetti per garantire la loro turnazione e di regole precise di applicazione dei criteri di rotazione, l’utilizzo preferenziale dell’offerta economicamente più vantaggiosa impostata sulla base del costo migliore.»«Di particolare importanza sono infine gli indirizzi per l’attuazione del Programma, anche in funzione del nuovo Codice dei contratti, vigente dal 18 aprile: sono indirizzi che mirano alla valorizzazione degli operatori locali e nella tutela della specificità.»Baccega ha concluso evidenziando che per la prima volta il Programma triennale contiene gli esiti dell’attività svolta nell’anno precedente: tra i tanti dati, l’Assessore ha sottolineato che dei 276 lavori avviati nel 2015, 257 sono stati affidati a imprese valdostane.Alessandro Nogara ha spiegato i motivi dell’astensione del gruppo espresso in Commissione: «Contestiamo il metodo che si è usato, soprattutto in sede di Commissione. In effetti non abbiamo avuto modo di studiare il Piano, si è voluto procedere subito alla votazione. Non è un comportamento accettabile, ci chiediamo a cosa servano le Commissioni. Ci troviamo però d’accordo sulla valorizzazione degli operatori locali. Con la stazione unica appaltante regionale bisogna avere regole e capitolati precisi: è un aspetto fondamentale per far sì che le aziende valdostane possano partecipare alle gare. A questo Programma l’UVP voterà quindi a favore.»Per il Consigliere di ALPE Fabrizio Roscio, «questo è un Programma molto articolato. A testimonianza della crisi e della riduzione dei fondi degli Assessorati, solo 15 milioni di euro sono a valere sul bilancio regionale. Condividiamo alcune scelte, ad esempio la possibilità di agevolare l’assegnazione di lavori alle imprese locali. Confermo, anche a nome di ALPE, l’astensione in Commissione per la fretta con cui si è voluto approvare un Piano che ci è stato presentato come un pacchetto preconfezionato. Altre scelte non sono invece condivisibili, come quella del maneggio (600 mila euro per la bonifica e una ricollocazione per noi inadatta). Per questi motivi, ALPE conferma l’astensione a questo Programma.»Baccega ha replicato: «La stazione unica degli appalti è un’ottima opportunità e si presterà la massima attenzione alle imprese valdostane. Il Piano è stato approvato in Giunta lo scorso 7 aprile, la presentazione di un emendamento ha comportato la ristampa del documento.»La diffusione della pratica del golf in Valle d’Aosta è stato il tema al centro di un’interpellanza posta dal gruppo Alpe.Il consigliere Alberto Bertin, nell’illustrare l’iniziativa, ha evidenziato che «l’attività golfistica, un settore in crescita in tutta Europa, rappresenta un elemento sempre più importante per lo sviluppo turistico. In Valle d’Aosta, abbiamo appreso della possibile chiusura del campo da golf dell’Arsanières a Gignod. Vorremmo quindi capire come il Governo regionale promuove questo settore e quali le intenzioni per favorirne lo sviluppo in chiave turistica, anche tramite l’eventuale l’ampliamento delle strutture golfistiche già esistenti sul territorio regionale.»L’sssessore al turismo e sport, Aurelio Marguerettaz, ha condiviso l’importanza del golf come attrattiva turistica, «tant’è che nel bilancio regionale il Governo ha continuato a mantenere un sostegno, che seppur contenuto rispetto al passato, è di 35mila euro. Rispetto al golf dell’Arsanières, non sarà sfuggito ai Consiglieri l’osservazione da parte degli attuali gestori che lamentavano un costo di affitto dei terreni molto elevato. Se questa attività è considerata meritevole, lo deve essere da parte di tutti: amministrazione comunale, proprietari dei terreni, cittadini. Vorrei anche sottolineare che l’Assessorato dà visibilità a tutte le iniziative proposte e si dimostrerà attento a tutte quelle idee e ipotesi che tuttavia devono arrivare dal privato. Oggi non è più pensabile che iniziative, soprattutto del mondo imprenditoriale, si fondino unicamente sui contributi regionali.»Bertin ha replicato: «L’Assessore non dà delle risposte particolarmente impegnative ed entusiasmanti sul futuro di questa attività. Per il momento le cose rimarranno come sono, ma noi crediamo che una Regione come la nostra dovrebbe puntare maggiormente su un settore come questo. Oggi non possiamo più soltanto offrire la bellezza della nostra natura, ma dobbiamo ampliare la nostra offerta turistica e il golf potrebbe essere una di quelle attività, anche se relativamente di nicchia, su cui investire.»Il Consiglio Valle ha respinto, con 18 voti contrari (UV, SA e PD-SVdA), 7 astensioni (UVP) e 7 a favore (M5S e ALPE), una proposta di legge riguardante il divieto di cumulo di assegni vitalizi.La proposta, depositata dal gruppo Movimento 5 Stelle il 24 marzo 2015, era composta di due articoli, che sono stati illustrati dal Capogruppo del M5S Stefano Ferrero: «La nostra iniziativa dispone semplicemente la non cumulabilità del vitalizio dei consiglieri regionali cessati dal mandato con altri eventuali vitalizi percepiti per aver ricoperto cariche elettive di parlamentare nazionale o europeo. Il cumulo dei vitalizi rappresenta nell’attuale quadro economico sociale un mero anacronistico privilegio che stride con le difficoltà in cui versa buona parte dei cittadini. È un segno distintivo di una politica identificata come “casta” che continua a chiedere sacrifici alle persone ma non è in grado di dare un esempio di equità. »Per il Consigliere di Alpe Alberto Bertin «quello dei vitalizi è un argomento complesso perché va a toccare dei diritti acquisiti, ma la proposta del M5S è semplice e di buon senso. Inoltre, è una questione di giustizia che genera dei risparmi, seppur limitati. Siamo d’accordo sul principio generale e siamo favorevoli a questa iniziativa.»Le président de la première Commission, Joël Farcoz (UV) a motivé le vote contraire : «Nous croyons que cette thématique a été épuisée avec l’amendement que le Bureau de la Présidence du Conseil a présenté à l’Assesseur au budget et qui a été inséré dans la loi des finances approuvée en décembre 2015. Le contenu de cet amendement reprend l’ordre du jour voté à l’unanimité par la Conférence des Présidents des Assemblées législatives en octobre 2015. Un document qui va insérer les critères de temporalité, du bien-fondé et de proportionnalité pour la réduction des mensualités avec des taux proportionnels temporaires. Dans le cas spécifique, ils sont augmentés de 40% dans le cas du cumul. Ces orientations ont été adoptées ponctuellement par le Val d’Aoste et le Piémont tandis que d’autres Régions les ont accueillies seulement en partie et d’autres encore n’ont pas encore légiféré en ce sens.»Ferrero ha espresso «amarezza per l’atteggiamento delle forze politiche, a parte Alpe che vota assieme a noi. Noi ci appellavamo alla coscienza dei singoli Consiglieri, al di là della disciplina di partito per fare un salto in avanti. Questo è un arroccamento che non fa onore a questo Consiglio regionale.»Alpe ha presentato un’interpellanza riguardante la formazione professionale. Ricordando la riforma della “Buona scuola” e la sua applicazione all’ordinamento valdostano, il consigliere Chantal Certan ha richiamato l’attenzione sulla formazione professionale: «Si tratta di un settore che in questo momento di grave crisi occupazionale può essere strategico e già l’Assessore Donzel ha illustrato in quarta Commissione la riorganizzazione che intende mettere in atto con il Piano triennale delle politiche del lavoro e delle azioni di formazione professionale per il 2016-2018. Oggi, chiediamo all’Assessore se i gruppi di lavoro sugli adeguamenti della “Buona Scuola” al sistema scolastico valdostano abbiano orientato “les Adaptations” anche su contenuti e obiettivi disciplinari caratteristici della formazione professionale con insegnanti competenti in materia; vorremmo poi conoscere le sue intenzioni riguardo al piano di assunzioni per la formazione professionale.»L’assessore alle politiche del lavoro, Raimondo Donzel, ha risposto: «Constato con favore che il Consiglio regionale attribuisce pari dignità alla formazione professionale e l’attenzione dell’Assessorato sul tema è massima. Ricordo anche che da un anno si è costituito un gruppo di lavoro polivalente ad hoc tra Assessorato all’istruzione e Assessorato alle attività produttive, Dipartimento politiche del lavoro e della formazione. Per l’istruzione e formazione professionale non si potrà prescindere dal percorso de “les Adaptations”: stiamo facendo uno sforzo notevole per introdurre il sistema duale, con il rafforzamento delle attività di laboratorio e in azienda: dovremo pensare per forza a “Adaptations” particolari, che siano confacenti. Dobbiamo certamente avere un riscontro con quanto fatto nella scuola media per pensare a come dare continuità al percorso. Abbiamo quindi iniziato il riposizionamento culturale di questo modello di istruzione: teniamo presente che il modello duale in Italia non esiste. Sulla carta in Valle d’Aosta abbiamo fatto una rivoluzione, ma per attuarla concretamente bisogna compiere percorsi dolci, preparando le persone a questo salto di qualità. Il ruolo del francese e dell’inglese diventa fondamentale, la conoscenza delle lingue è la sollecitazione che arriva dal mondo del lavoro; la sfida è quella di non far diventare tutti licei linguistici. In merito alle assunzioni, stiamo procedendo anche in questo caso a piccoli passi. Il bando del prossimo autunno riguarda soltanto l’area del benessere e rispetto agli orari di insegnamento messi a disposizione non si evidenzia una crescita oraria rilevante. Parlare di un “piano di assunzioni” è fuorviante, sarebbe creare un’illusione, siamo ancora in fase di assestamento del sistema e l’aumento delle ore di attività didattica sarà contenuto.»Certan ha replicato: «In Valle d’Aosta la formazione professionale avrebbe potuto essere molto più competitiva, si sarebbe potuto fare ben di più, data la mostra competenza primaria nel settore. Il tasso di abbandono e di dispersione scolastica sono alti e vanno tenuti in debita considerazione. È stato messo in piedi un sistema che non risponde a tutte le esigenze del territorio, si sono creati licei che si sono rivelati doppioni se non veri e propri fallimenti: invece si sarebbe dovuto puntare all’alternanza scuola-lavoro, come hanno fatto altre Regioni. Il percorso da seguire è quello della rimodulazione oraria tra formazione frontale e attività di laboratorio. Siamo ad un momento cruciale de “les Adaptations”, il dibattito deve concentrarsi anche sul metodo da adottare: quello che si scrive deve essere praticabile, efficace ed efficiente per la nostra regione, deve essere aderente alla nostra realtà di montagna, al settore turistico, agricolo, ma anche legato agli sport di montagna. Sul piano di assunzioni, chiediamo all’assessore più coraggio.»
Pubblicato / aggiornato
il 11/05/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute