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La Consulta per le attività culturali di Aosta si sente dimenticata

La Consulta per le attività culturali di Aosta si sente dimenticata

Nell’Assemblea Generale del 10 maggio, le associazioni della Consulta comunale per le Attività culturali della Città di Aosta hanno appro vato all’unanimità un documento, inviato all’Amministrazione Comunale e agli organi di informazione.

Non soldi ma considerazione, chiedono le Associazioni: “La Consulta Comunale per le Attività Culturali dell a Città di Aosta – che quest’anno festeggia i suoi primi 25 anni di attività – sembra non rientrare negli interessi di questa Amministrazione civica e del suo Sindaco.Premettiamo e ricordiamo che La Consulta è un ente istituzionale che non prevede spese gestionali e i cui componenti sono tutti volontari, senza previsione di alcuna retribuzione o rimborso spese di sorta. Solo le iniziative svolte direttamente dalle associazioni beneficiano di eventuali contributi diretti dal Comune, su proposta (non vincolante) della Consulta.Ma veniamo al punto: la Consulta dovrebbe essere rinnovata ogni qualvolta una nuova Amministrazione comunale si insedia; da regolamento, entro 60 giorn da tale formalità (avvenuta il 4 giugno 2015). Però, benché sia trascorso oltre un anno dalle elezioni, la Consulta non è ancora stata rinnovata/nominata dal Sindaco e le diverse sollecitazioni rivolte all’Amministrazione civica onde dar corso a questo semplice e veloce atto amministrativo (a costo zero) non hanno prodotto ad oggi alcun risultato.Anzi, a fronte di un nostro tentativo di autoconvocarci e autonominarci alla fine dell’estate scorsa, “forzando la mano” alle regole e alla prassi fin qui seguite, siamo stati prontamente stoppati dal dirigente preposto con una formale comunicazione datata 18 settembre 2015 con l’avvertimento che questo iter non ci competeva (in quanto non siamo facoltizzati a promuovere azioni derogatorie o alternative…) e che la dilazione dei tempi, non motivata da carenza di attenzione, era causata dall’attuale congiuntura e dalle molteplici criticità che ne sono derivate… In questo lungo lasso di tempo in cui evidentemente l’attuale congiuntura (di settembre 2015…) ha impedito al Comune di rispettare un suo regolamento (ma è tristemente notorio che i termini sono sempre perentori quando a doverli rispettare è il cittadino, ma sono ordinatori quando incombono sulla parte pubblica), l’Amministrazione si è ricordata dell’esistenza del la Consulta solamente per… toglierli la metà degli spazi della sua sede (fatto accaduto oltre 3 mesi or sono). E probabilmente anche per eliminare ogni sorta di contributo alle iniziative culturali. Anche se siamo costretti ad utilizzare il termine “probabilmente” perché ad oggi – a quasi due mesi dall’approvazione del bilancio preventivo – nessuna comunicazione, formale o informale, è pervenuta alla Consulta (un ulteriore indice di scarsa considerazione) e le associazioni continuano a domandarci e a domandarsi se è intenzione dell’Amministrazione prevedere ancora un seppur piccolo stanziamento o meno per l’anno in corso. Ma ogni ragionamento lo dobbiamo desumere dall’andamento della congiuntura e dalle letture dei giornali…Affinché risulti subito chiaro, la Consulta non sta lamentando le (legittime) scelte politiche di cui sopra, comprendendo benissimo l’attuale difficile scenario socio-economico. Ciò che non accetta è il L’ASSENZA TOTALE DI CONSIDERAZIONE che il Comune ha nei suoi confronti. Cioè il fatto di non essere stata ancora insediata e di non essere – nel frattempo – neppure stata coinvolta (quale ente istituzionale consultivo) in nessuna problematica culturale. Non tenendo in nessun conto la notevole esperienza accumulata nel corso degli anni in campo culturale, sempre in forma gratuita e volontaria. Non comprendiamo quindi i silenzi dell’Amministrazione, che riteniamo gravi; se non altro per rispetto della dignità di chi da un quarto di secolo contribuisce alla crescita culturale locale. Ci domandiamo se tale latitanza sia il frutto di una carenza organizzativa, oppure di un modo di amministrare poco attento e disinteressato alle risorse (gratuite) locali, oppure infine non nasconda un preciso disegno politico-amministrativo di voler affossare un ente che, nonostante non costi nulla al Comune, si è sempre distinto per libertà d’azione e pluralità di pensiero. Giunti a questo punto, dopo ripetute richieste dirette all’Assessore competente e agli uffici preposti intendiamo informare la cittadinanza poiché crediamo che tale questione sia diventata di interesse pubblico. Perché è giusto che i cittadini aostani siano informati che la prolungata assenza di un semplice atto burocratico a costo zero sta mettendo seriamente in difficoltà la Consulta. Un ente che – ben comprendendo l’attuale congiuntura socio-economica – non sta chiedendo fondi, ma solo considerazione”.  

Pubblicato / aggiornato il 22/05/2016 alle 12:00
Categoria: Salute