Bisogna saper rilevare e alleviare il dolore nel neonato
Foto mamme.it È l’età neonatale quella in cui si soffre maggiormente rispetto a ogni altra età della vita.
Parola di Specialisti, che lo ricordano in occasione della Giornata Nazionale del Sollievo, fissata per domenica 29 maggio, e sottolineano l’importanza della formazione in tal senso del personale sanitario.Sono i neonati, e soprattutto i prematuri, ad avere la massima sensibilità al dolore, tanto che la loro risposta allo stimolo doloroso è caratterizzata da reazioni di tipo fisiologico (come l’alterazione della frequenza cardiaca, del respiro, dell’ossigenazione) e di tipo comportamentale (come determinati movimenti del corpo, tipo di pianto) tanto tipiche da poter essere codificate in modo da poter effettuare una precisa rilevazione del dolore mediante scale opportunamente definite per l’età neonatale.“Il neonato, soprattutto se nato pretermine, presenta uno sbilanciamento fra il sistema di recezione dello stimolo doloroso, presente e ben sviluppato a partire dal secondo trimestre di gravidanza, ed i sistemi che modulano ed inibiscono lo stimolo doloroso in arrivo, che sono invece più deboli e immaturi anche nel neonato a termine” spiega Patrizia Savant Levet, Responsabile della Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale Maria Vittoria e membro del Direttivo del Gruppo di Studio di Dolore ed Analgesia del Neonato della Società Italiana di Neonatologia.“Si pongono due ordini di problemi: innanzitutto il dolore, specie se ripetitivo e prolungato, ha effetti a lungo termine sul cervello del neonato in via di maturazione – precisa Savant Levet – inoltre il neonato ricoverato in Terapia Intensiva Neonatale viene sottoposto ogni giorno a numerose procedure di assistenza e cura, per la maggior parte dolorose, che richiedono un approccio globale per il controllo del dolore e dello stress, sia con l’utilizzo di tecniche di analgesia non farmacologica, come ad esempio avvolgere il neonato in telini morbidi, il contatto visivo e uditivo con la mamma o l’operatore, l’uso di soluzioni edulcorate, l’attenzione all’ambiente di cura, sia con l’uso di farmaci adeguati, se necessario”.Per gestire in modo ottimale queste criticità, il Direttivo del Gruppo di Studio di Dolore ed Analgesia del Neonato della Società Italiana di Neonatologia, sulla base della letteratura scientifica più recente, ha redatto le linee guida nazionali sulle pratiche di analgesia e sedazione e sui sistemi di rilevazione del dolore nel neonato, e attraverso corsi specifici sta provvedendo alla formazione adeguata dei vari reparti di Neonatologia e Punti Nascita italiani.“Il ruolo della Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale del Maria Vittoria in questo settore è molto importante, per l’apporto che può dare a tutti gli operatori, che sempre più avvertono il desiderio e il dovere di mettere atto le misure più adeguate affinché il neonato non debba più provare dolore” commenta il Direttore Generale della ASLTO2, Valerio Fabio Alberti.
Pubblicato / aggiornato
il 27/05/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute