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Confcommercio: l’home restaurant non può aggirare la legge ed è un pericolo

Confcommercio: l’home restaurant non può aggirare la legge ed è un pericolo

Confcommercio VdA prende atto che anche in Valle d’Aosta stanno nascendo iniziative di ristorante a domicilio: pranzi e cene organizzate in strutture destinate a civile abitazione che in certe occasioni, a pagamento, vengono trasformate in veri e propri ristoranti.

Fipe-Confcommercio ritiene necessario che le condizioni del servizio siano tali da non favorire di fatto la ristorazione abusiva e da non mettere il gestore della piattaforma nella condizione di “non potere non sapere” dell’esistenza di condotte illecite degli utentiRibadisce Leopoldo Gerbore, Presidente Fipe Ristoratori Valle d’Aosta: “È necessario contrastare in tutte le sedi il fenomeno dell’home restaurant, che è concorrenza sleale effettuata da chi non ha alcun vincolo nei confronti di imprese sommerse da adempimenti e relativi controlli e espone i consumatori a tutta una serie di pericoli connessi alla assenza di formazione, alla idoneità dei locali e delle attrezzature sotto i profili della sicurezza e dell’igiene, alla impossibilità di effettuare controlli, alla provenienza degli alimenti”.

Pubblicato / aggiornato il 10/06/2016 alle 12:00
Categoria: Salute