Vai al contenuto

Banca d’Italia racconta la lenta ripresa per l’economia della Valle d’Aosta

Banca d’Italia racconta la lenta ripresa per l’economia della Valle d’Aosta

Le indagini della Banca d’Italia, svolte su aziende e famiglie scelte a campione, hanno evidenziato un lieve miglioramento per l’economia valdostana nel 2015, specialmente per quanto riguarda il settore dei Servizi, in particolare il Turismo. Industria, Costruzioni e Agricoltura sono ancora in sofferenza.

“Il miglioramento ha interessato solo parte dell’economia e gli andamenti sono molto differenziati tra settori e imprese”, spiega Roberto Cullino, responsabile della divisione Analisi e ricerca economica territoriale della sede di Torino di Banca d’Italia. “Gli effetti della lunga crisi sono stati negativi ma comunque meno intensi rispetto alla media italiana, per il ruolo del settore pubblico e il contributo delle attività turistiche e commerciali”.Nel 2015 il Pil, prodotto interno lordo, è cresciuto moderatamente, come per il resto d’Italia; il fatturato delle imprese è cresciuto contribuendo al graduale recupero dei consumi delle famiglie, in ripresa già dal 2014. Il miglioramento maggiore si è verificato nel settore dei Servizi, in particolar modo nel Turismo, che dopo due anni di calo ha subito un marcato recupero. “È cresciuto il numero di turisti stranieri”, ha specificato Cullino, “ma le spese pro capite giornaliere sono scese. Fatto, questo, che non ha comunque influito significativamente sul risultato finale”.Per quanto riguarda il settori delle Costruzioni, il trend è ancora negativo, nonostante sembri che il calo si sia attenuato: saldo negativo per l’attività produttiva e riduzione degli iscritti alla Cassa edile come anche delle ore lavorate. Stabile solamente la domanda pubblica, con gare d’appalto soprattutto per l’edilizia scolastica.Le compravendite immobiliari e i prezzi di mercato si sono ulteriormente abbassati. Segnali negativi anche per l’Industria: i fatturati delle aziende sono in calo e gli investimenti sono ancora fermi, ma si prevede una ripresa per il 2016.Il mercato del lavoro, invece, ha visto un miglioramento: l’occupazione è cresciuta nei servizi del commercio e del turismo ma è calata per i settori in crisi.Il tasso di disoccupazione è rimasto invariato, fermo all’8,9%, e sono aumentati i contratti di lavoro stabili, ovvero a tempo indeterminato, grazie anche ai provvedimenti governativi di incentivo all’assunzione. “Gli effetti della crisi si sono sentiti in Valle d’Aosta nel 2015”, prosegue Cullino,  “ma sono stati comunque inferiori rispetto alla media nazionale”. Infatti, tra il 2007 e il 2014, confrontando il Pil valdostano e quello italiano, si registra un calo del 2,6% per la regione e un calo del 9% per l’Italia. “Questo divario positivo è dovuto al settore pubblico, al turismo e al commercio; a influire negativamente è stato invece alla struttura produttiva”.I settori con l’andamento peggiore, infatti, sono l’Industria e l’Agricoltura, quest’ultima uno fra i settori trainanti per la Valle prima della crisi ma che ha registrato un calo maggiore rispetto alla media nazionale. “I dati microeconomici, o meglio i bilanci delle singole imprese”, continua Cullino, “hanno confermato un differente andamento a seconda dei settori; tuttavia è stata riscontrata una riduzione dell’indebitamento delle aziende trasversale a tutti i macrosettori”. Gli indicatori territoriali dell’Istat hanno evidenziato i punti forti e quelli deboli della Valle d’Aosta rispetto all’Italia: buona l’inclusione sociale, la sostenibilità e la qualità dell’occupazione, la tutela dell’ambiente (per la quale, insieme al Trentino Alto Adige, risulta essere la regione più virtuosa); indietro la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione, l’istruzione e la formazione professionale, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, la competitività delle imprese.A diminuire è stato anche l’andamento del credito bancario: a fine 2015 il credito erogato dalle banche alle aziende ha registrato un calo del 2,3%, specialmente per quanto riguarda il settore produttivo; l’inizio del 2016 ha tuttavia visto un aumento del 2,9% in tal senso, segnale che lascia presagire una ripresa per l’anno in corso.In aumento invece i crediti erogati alle famiglie: 46% in più dei mutui a tasso fisso per un totale di 86milioni di Euro erogati. “Questo si può spiegare per l’avvenuta riduzione dei tassi d’interesse”, spiega Massimiliano Rigon, della divisione Analisi e Ricerca economica territoriale della sede di Milano, “che ha generato un 17% in più delle surroghe, ovvero la creazione di nuovi mutui in sostituzione di altri prestiti, per un totale di 10milioni di Euro”. Il 41% delle famiglie valdostane risulta indebitata, percentuale molto più alta rispetto alla media italiana, che è del 25,2%; tuttavia risulta più basso il valore medio del mutuo, ma ciò è dovuto al più basso reddito dei Valdostani rispetto al resto dei connazionali. Le famiglie vulnerabili, ossia quelle con reddito inferiore alla media regionale, per la quale la rata del mutuo equivale al 30% del proprio reddito complessivo, sono calate: oggi equivalgono solo all’1%.“Conseguenza della crisi economica”, aggiunge Rigon, “è una riduzione anche del credito per le imprese, specialmente per l’industria, la manifattura e le costruzioni. A fine anno è aumentato lievemente quello per i servizi”.La qualità del credito bancario, rapportando le nuove sofferenze delle imprese e i prestiti con difficoltà di rimborso, rimane stabile e poco variato rispetto al 2014, anche se vi è stata una differenziazione interna della settorialità. Per quanto riguarda gli sportelli bancari, la Valle d’Aosta registra un’alta presenza, 72,6 sportelli ogni 100mila abitanti contro i 50 dell’Italia. Tuttavia, se si raffronta il dato alla superficie territoriale, la media è molto più bassa rispetto alla nazionale (in alcuni centri abitati valdostani gli sportelli sono rari o assenti). Dal 2013, anche se più tardi rispetto alla media nazionale, c’è stato un calo del numero di sportelli, specialmente quelli delle Banche più grandi.

Pubblicato / aggiornato il 22/06/2016 alle 12:00
Categoria: Salute