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I lavori del Consiglio Valle nella mattinata del 22 giugno

I lavori del Consiglio Valle  nella mattinata del 22 giugno

Il presidente del Consiglio Valle ha aperto i lavori dell’Assemblea convocata per mercoledì 22, e domani, giovedì 23 giugno, per discutere un ordine del giorno composto di 27 oggetti.

Il presidente Rosset ha comunicato che nella giornata di martedì 21 giugno, è stata depositata alla Presidenza del Consiglio la petizione “No ai tagli sulla scuola di tutti”, proposta dal Comitato “SOS école VdA” e sottoscritta da 2 mila 535 cittadini. L’iniziativa popolare, che sarà prossimamente esaminata dall’Ufficio di Presidenza per deliberarne l’ammissibilità, chiede di sospendere i tagli degli organici della scuola media, di individuare le risorse necessarie per il potenziamento dell’offerta formativa della scuola superiore, di prevedere un piano straordinario di assunzioni per il precariato storico già abilitato nonché di aprire un confronto con tutte le componenti della scuola valdostana.Giustificando l’assenza del consigliere Stefano Ferrero (M5S), il presidente Rosset ha detto: «A Stefano, che lo sappiamo impegnato in una nuova battaglia, quella per la sua salute, formulo il mio personale augurio e di tutta l’Assemblea di tornare presto tra i banchi dell’Aula consiliare.»All’augurio di pronta guarigione si è associato il consigliere del M5S Roberto Cognetta, che ha aggiunto: «Spero possa tornare presto a combattere la sua lotta politica, che è anche la mia.»Con un’interrogazione a risposta immediata, il gruppo Alpe ha posto l’attenzione sul Noir in Festival, la rassegna cinematografica dedicata al giallo e al mistero nata nel 1991 a Courmayeur, che dall’edizione 2016 si sposterà a Milano e a Como. Chantal Certan, nel ricordare «l’importante ruolo del Festival in questi 25 anni sia nell’ambito della produzione cinematografica noir sia nella letteratura gialla, oltre che per la visibilità di Courmayeur e della Valle d’Aosta» e tenuto conto «degli investimenti della Regione in questa iniziativa, che negli ultimi anni si sono via via ridotti», ha voluto conoscere le motivazioni che hanno indotto l’organizzazione del “Noir in Festival” ad abbandonare la nostra regione per «far evolvere la manifestazione».L’assessore al turismo e sport, Aurelio Marguerettaz, ha risposto: «Già negli ultimi anni l’iniziativa ha dovuto adeguarsi alle nuove disponibilità finanziarie, sempre più contenute. Nel frattempo, sono anche venuti meno diversi sponsor. Insieme con il patron della manifestazione e il Comune di Courmayeur abbiamo dovuto arrenderci alle evidenze: non c’erano più le condizioni per svolgere in modo eccellente la rassegna. Avremmo dovuto fare ulteriori tagli, che avrebbero vanificato l’organizzazione. Il patron ha proposto alla Regione e al Comune di Courmayeur di svolgere altre attività, perché ritiene comunque che il lavoro fatto in Valle d’Aosta possa avere un futuro.»Certan ha quindi replicato: «È proprio la motivazione che non volevamo sentire: per il “Noir in Festival” vi siete arresi, ma non di certo per il 4K, per cui non avete avuto scrupoli a fare investimenti considerevoli per il doppione di un evento che già c’era e funzionava in modo eccellente. Vi siete fatti scappare una manifestazione di successo da ben 25 anni. Il discorso è anche culturale: evidentemente avete altre sensibilità e altri obiettivi.»Il blocco dei lavori della variante alla Strada statale 27 è stato affrontato con un’interrogazione posta dal Consigliere dell’UVP Elso Gerandin.Considerati «i ritardi nel cronoprogramma dei lavori, le problematiche occupazionali e di carattere tecnico oltre che i disagi causati ad abitanti e edifici della frazione La Collère di Etroubles», il consigliere ha voluto sapere se vi siano ulteriori informazioni al riguardo e se corrisponda al vero l’ipotesi di una ripresa dei lavori e di conseguenza una possibile riassunzione degli operai licenziati.L’assessore alle opere pubbliche, Mauro Baccega, ha evidenziato che dopo «l’ennesimo incontro con l’ANAS su questa problematica, ci è stato riferito che allo stato attuale sono in corso le indagini geognostiche, che sono altamente specialistiche, con una perforazione orizzontale per la lunghezza complessiva di 400 m, la cui complessità conferma le stesse difficoltà operative riscontrate durante gli scavi. Tale campagna di indagini ha il duplice scopo di caratterizzare il modello geotecnico e di definire le modalità di avanzamento dello scavo della galleria per i restanti 870 m in maniera puntuale. Si sottolinea che la Galleria principale, denominata Saint-Oyen, ha una lunghezza totale di 3870 m.»Baccega ha aggiunto: «Sempre l’ANAS ha assicurato che al termine di tali indagini e dell’elaborazione dei dati, presumibilmente nel mese di settembre prossimo, si potrà definire il nuovo cronoprogramma dei lavori e la ripresa degli stessi. Seguiremo il percorso, e terremo informati il Consiglio regionale e i Sindaci, preoccupati come siamo sia per il completamento dell’opera sia per gli aspetti occupazionali che ne derivano.»Gerandin ha replicato che «la situazione è grave, perché terminati gli ammortizzatori sociali, si è dovuto procedere al licenziamento di 33 lavoratori, di cui 20 residenti in Valle. Peraltro, la società Lauro, pur con tutta la buona volontà messa in campo, non ha altri cantieri attivi e non può quindi occupare queste persone altrove. Se è vero che si tratta di una vicenda tra ANAS e ditta appaltatrice, il Governo regionale ha il dovere di intervenire per cercare di risolverla. Fa piacere che l’Assessore abbia manifestato la volontà politica di seguire la questione. Bisognerà poi fare un ulteriore ragionamento sugli ammortizzatori sociali, cercando di andare a reperire nuove risorse all’interno del bilancio regionale.»Il Movimento 5 Stelle ha posto l’attenzione sui lavoratori del settore assistenziale.  Roberto Cognetta, sottolineando che il «lavoro svolto da questi operatori è molto usurante e faticoso», ha osservato che «alcuni di essi sono stati assegnati agli uffici per gestire la parte amministrativa del servizio. Vorremmo quindi capire dall’assessore con quali modalità avvengono gli spostamenti dei lavoratori dall’assistenza sul campo agli uffici e se vi è l’intenzione di modificare le regole per renderle più trasparenti.»L’assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Laurent Viérin, ha premesso: «Il settore del sociale, con particolare riferimento alle OSS, le operatrici socio-assistenziali, è delicato e sarà nostra cura difenderlo, affinché si plachino le polemiche e si risolvano insieme – a partire dalle Organizzazioni sindacali e dalla quinta Commissione consiliare – tutte le problematiche. La concertazione è ricominciata.» Entrando nel merito dell’interpellanza, ha risposto: «Dei 593 operatori del settore, sono 27 a lavorare nella parte amministrativa, principalmente in quanto referenti di struttura e coordinatori dei servizi. La mobilità, il comando e il distacco sono istituti disciplinati dalla legge regionale n. 22/2010. Mediante la contrattazione decentrata, è prevista la possibilità per i vari Enti di individuare criteri specifici per regolare la mobilità al proprio interno. Dalla ricognizione effettuata, nei 593 operatori risulta molto elevato il numero di dipendenti con limitazioni e prescrizioni nello svolgimento delle loro attività, stiamo parlando di 107 impiegati che hanno ad esempio patologie alla schiena o allergie ai guanti monouso e che sono state opportunamente ricollocate. Nell’ambito dell’assistenza, le persone distaccate nella parte amministrativa sono cinque, previa manifestazione di interesse ed eventuali selezioni mediante contrattazione decentrata, sono state ricollocate negli uffici con un comando di un anno: 2 allo sportello sociale, 2 agli uffici e 1 al 50% agli uffici e 50% allo sportello. La competenza sul personale non spetta all’Assessore alla sanità, ma ribadisco che la contrattazione è in corso. Nel tempo comunque non si è verificato uno spostamento massiccio, e per il futuro cercheremo di razionalizzare ulteriormente in un’ottica di parità e di mantenimento della trasparenza.»Cognetta ha replicato: «È stato uno schiaffo a 107 persone perché non si sono seguite le regole giuste. Che la legge permetta certe pratiche non significa automaticamente che queste siano corrette, trasparenti. Si è gestito in modo poco chiaro il personale. Auspico che fatti del genere non accadano più e che il comando non si trasformi in mobilità.»I benefit dei dirigenti delle società partecipate dalla Regione sono stati al centro di un’interpellanza illustrata da Roberto Cognetta.Il Consigliere ha richiamato i dati 2015 della società che gestisce il tunnel del Gran San Bernardo, la SISTRAB: «I due dirigenti sono costati complessivamente alla società 193.670 euro l’uno e 188.784 euro l’altro, di cui circa 12mila euro per ciascun dirigente sono relativi all’uso dell’auto aziendale, all’assicurazione vita e infortuni e al canone del telefonino aziendale. Questo è solo un esempio, ma la situazione si riproduce in maniera simile in altre società controllate o partecipate dalla nostra Regione: ho richiesto quindi gli stessi dati alle altre società e porterò nuovamente all’attenzione del Consiglio questa tematica. Io credo che oggi più che mai vi sia la necessità per l’Amministrazione regionale di ragionare non solo sui tagli, ma anche sulle entrate, ossia sull’avere maggiori risorse economiche a disposizione: chiedo quindi che si legiferi affinché i contratti dei dirigenti delle società partecipate non prevedano più questi privilegi, dando mandato ai Consigli di amministrazione di dette società affinché li elimino nel più breve tempo possibile.»Il presidente della Regione, Augusto Rollandin, nella risposta, si è detto «d’accordo con il collega Cognetta, perché vi sono una serie di situazioni che si sono stratificate negli anni e che non sono mai state oggetto di una considerazione generale: ogni società viaggia per conto suo, facendo le proprie considerazioni. Oggi, invece, un ragionamento politico di tipo generale deve essere fatto e credo che nell’ambito dell’esame della proposta di legge sulle partecipate sarà necessario un confronto approfondito anche su questa tematica.»Rollandin ha quindi richiamato alcune disposizioni normative che sono intervenute in questo ambito: in particolare, la legge n. 13/2014 che ha previsto che a decorrere dal primo rinnovo dei contratti successivo al 1° gennaio 2015, i “fringe benefits” riconosciuti non possano superare il 10% del trattamento economico annuo loro onnicomprensivo: «Sarà comunque importante introdurre anche delle valutazioni di merito, riconoscendo chi ha operato bene e chi no», ha precisato Rollandin.Cognetta ha apprezzato la risposta politica del presidente Rollandin, «tuttavia, questo lavoro bisogna affrontarlo sotto il profilo tecnico: in particolare, occorrerà abbandonare le assunzioni politiche altrimenti non si andrà da nessuna parte, almeno per quanto ci riguarda. Evidenzio che c’è anche un problema di deficienza negli organismi di controllo delle società partecipate, così come bisogna dimenticare i diritti acquisiti quando questi sono diventati privilegi, perché i contratti si possono anche modificare. Questa è la nostra visione: le nostre società devono diventare più efficienti e più efficaci, e tutto il personale, dagli uscieri ai dirigenti, deve lavorare per il bene delle società. Per anni non è stato così, ma oggi non abbiamo più soldi da buttare, quindi il sistema deve cambiare.»Il rinnovo del Consiglio di amministrazione della Compagnia Valdostana delle Acque spa, la società partecipata dalla Regione per la produzione di energia da fonti rinnovabili, è stato al centro di un’interpellanza. «Il Consiglio di amministrazione di CVA si è sovente rifiutato di rispondere alle richieste di accesso agli atti della società inviate dai Consiglieri regionali – ha ricordato il capogruppo di Alpe, Albert Chatrian -, limitando così la possibilità di espletare al meglio il mandato che ci è stato conferito dagli elettori. Considerato che il CdA sarà rinnovato a breve, vorremmo sapere se vi sia l’intenzione di ovviare a questo problema, richiamando il nuovo Consiglio a fornire tutte le informazioni necessarie. Chiediamo anche chi saranno i nuovi consiglieri della CVA e se sarà prevista la possibilità di valutare il loro operato con scadenze regolari.»Le président de la Région a répondu: «Tout en rappelant que c’est le Tribunal administratif d’Aoste qui a exclu CVA du domaine d’application de l’article 116 du Règlement intérieur du Conseil régional de la Vallée d’Aoste, le sortant Conseil d’administration de CVA a répondu, chaque fois qu’il le jugeait possible, aux diverses demandes de documentation et il a apporté des réponses aux questions et aux interpellations débattues dans cette salle. À plusieurs reprises, ses dirigeants ont été entendus par les Commissions du Conseil et ils ont répondu aux questions soulevées. Le nouveau Conseil aura la même attitude: il s’agira d’un Conseil formé de personnes compétentes, capables de maintenir une attitude prudente, mais opérationnelle et très active, afin d’obtenir de résultats positifs pour la communauté valdôtaine, non seulement du point de vue économique, mais aussi occupationnel, en  renforçant le travail du Groupe CVA et en maintenir la croissance.»Dans sa réplique, Chatrian a observé: «Notre souci principal est celui d’avoir un Conseil d’administration réactif, conscient de son propre rôle au sein de la Société valdôtaine la plus importante, conscient de la différence entre les informations stratégiques et celles qui peuvent être mises à la disponibilité des élus au Conseil de la Vallée. Nous souhaitons d’avoir un Conseil plus actif du point de vue relationnel. On peut certainement faire encore mieux pour ce qui est de la transparence.»Il gruppo Alpe ha discusso un’interpellanza riguardante la Maison du Val d’Aoste di Parigi, l’ufficio di rappresentanza della Regione gestito tramite la società finanziaria Finaosta.«La Giunta ha destinato un’ingente somma di denaro, pari a 303.900 euro, per la gestione 2015 della sede di Parigi – ha detto il consigliere Alberto Bertin. Viste le sempre minori risorse finanziarie a disposizione del bilancio regionale e i tagli operati in molti settori e servizi di primaria importanza, ci chiediamo se il Governo abbia in previsione dei risparmi per il 2016 e se sia stata programmata una razionalizzazione della spesa per gli anni seguenti, con un conseguente ripensamento delle attività parigine. Per noi, sarebbe opportuno riconsiderare in maniera radicale la presenza della Valle d’Aosta nella capitale francese.»Le président de la Région, Augusto Rollandin, a rappelé que «le choix fait à son temps répondait aussi à la requête des associations des émigrés qui avaient un point de repère à Paris depuis toujours afin de promouvoir une œuvre de connaissance et de rapports entre le contexte français et celui valdôtain.»«La somme engagée pour la gestion de la Maison du Val d’Aoste – a dit le président – n’a pas varié au titre de l’année 2016 en ce qui concerne la prévision initiale, mais il faut souligner que durant le dernier triennat, des excédents ont été enregistrés sur les crédits alloués, à hauteur de 35 mille euros en 2013, de 27 mille en 2014 et de 60 mille en 2015. Cela dit, ces économies ont été accompagnées d’une augmentation des activités, ayant décidé de privilégier les événements réalisés en régie et en synergie avec les structures de la Région, notamment dans le cadre de la promotion œnogastronomique des produits valdôtains et de la promotion culturelle.»«En 2016 – a souligné Rollandin -, des solutions plus avantageuses ont été adoptées pour réduire les coûts liés aux télécommunications et à l’internet, ainsi qu’au nettoyage des locaux, et ce, afin de faire baisser les dépenses courantes. Pour ce qui est des activités, il est prévu de continuer à créer des synergies avec les structures de l’Administration régionale. Par exemple, c’est la troisième année consécutive, qu’en étroite collaboration avec l’Assessorat de l’agriculture, la Vallée d’Aoste tient un stand au Salon international de l’agriculture, ce qui offre une vitrine et un point de vente aux produits œnogastronomiques valdôtains. En outre, comme elle l’a fait les années précédentes, en collaboration avec la Mairie du XIIIe arrondissement, la Maison du Val d’Aoste participe à la Semaine italienne de Paris, qui se tient cette année du 17 au 28 juin sur la place d’Italie, durant laquelle le stand valdôtain fera découvrir la culture, l’art et l’offre touristique de notre région aux nombreux visiteurs. A rappeler aussi les expositions des sculpteurs valdôtains au siège parisien tout comme l’action à l’égard des journalistes français sur les grands événements valdôtains, tels la Foire de Saint-Ours. Il nous semble que c’est là une voie à suivre pour promouvoir notre particularisme et nos points forts, d’ailleurs les données positives quant aux passages des touristes français dans notre région confirment le fait que la Maison du Val d’Aoste contribue effectivement à cette promotion.»Bertin, nella replica, ha evidenziato: «Se facciamo un’analisi dei costi-benefici di questa struttura, i risultati sono tutti da dimostrare. Gli émigrés paiono un pretesto, e questi soldi non vanno a loro; se hanno la necessità di avere un punto di riferimento, io credo che sarebbe meglio sostenere direttamente le loro attività, coinvolgendoli e lasciando loro al contempo l’autonomia di organizzarsi: un’operazione che avrebbe effetti positivi maggiori rispetto a questa pseudo ambasciata valdostana nel pieno centro di Parigi, che altro non è che un lussuoso pied-à-terre da 300 mila euro all’anno. In una situazione economica come quella del nostro bilancio regionale, dove vengono tagliati servizi essenziali che hanno ricadute dirette sulla qualità della vita dei cittadini, mantenere questa organizzazione di cui non si percepisce l’utilità è scandaloso. Dalla risposta del presidente, pare invece confermato anche per il prossimo anno questo inutile spreco di risorse.»L’assessore alle opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica, Mauro Baccega, ha risposto a un’interpellanza sui lavori di ammodernamento delle reti idriche degli acquedotti.In relazione allo stato di funzionamento degli acquedotti esistenti e all’ammontare delle perdite nelle reti di acquedotto attualmente utilizzate, Baccega ha spiegato che il BIM ha comunicato di non avere dati specifici relativi alle perdite di rete e di non aver mai condotto una ricognizione in tale senso, visto che sono pochissimi gli acquedotti dotati di un sistema di misura delle portate prelevate direttamente alla sorgente. L’Assessorato competente in materia di ambiente del Comune di Aosta, ha evidenziato che, relativamente al funzionamento degli acquedotti, gli impegni nei confronti degli utenti sono contenuti nella Carta dei servizi che definisce i livelli di servizio che devono essere assicurati da parte del gestore nei riguardi della propria clientela. I livelli di servizio considerano i seguenti aspetti: avvio del rapporto contrattuale, accessibilità al servizio, gestione del rapporto contrattuale e, infine, continuità del servizio. Gli elementi indicati prendono in considerazione gli aspetti amministrativi, organizzativi, contrattuali e tecnici, costituendo così un set di indicatori che possono fornire al lettore un’adeguata descrizione dell’efficienza dell’organizzazione. Per quanto riguarda il livello delle perdite, la rete idrica del Servizio Acquedotto è dotata di misuratori di portata elettromagnetici all’ingresso di ogni sua alimentazione nonché presso ogni serbatoio o stazione di pompaggio. Il risultato ottenuto nel 2014 è del 20,5% di dispersione, come riportato anche nel RapportoEcosistema Urbano di Legambiente 2015 nel quale Aosta si colloca al 19° posto tra i Comuni Capoluogo di provincia esaminati dal Rapporto stesso.Per quanto riguarda invece l’ammodernamento delle reti idriche e i relativi costi, Baccega ha sottolineato che, dal 2009 al 2015, gli investimenti nel settore per i piccoli interventi di manutenzione e adeguamento della rete acquedottistica e fognaria, direttamente coperti dal bilancio regionale, senza incidere quindi sulla tariffa, sono stati pari a 25 milioni di euro in applicazione della legge regionale n. 13/2008, senza contare gli altri investimenti diretti dei Comuni. I diversi Sub Ato hanno poi previsto all’interno di propri piani specifici investimenti pluriennali, computati nella tariffa del servizio stesso. La Regione, con il BIM e con i Comuni, sta valutando tecnicamente, anche alla luce dell’evoluzione normativa nazionale, come modificare e integrare la normativa e la regolamentazione regionale in materia di servizio idrico, compresa la tariffa. Terminato il lavoro tecnico sarà quindi possibile effettuare le valutazioni più politiche del caso e assumere le decisioni conseguenti.

 

 

Pubblicato / aggiornato il 22/06/2016 alle 12:00
Categoria: Salute