Rifondazione comunista commenta la Brexit
Francesco Lucat, segretario di Rifondazione comunista in Valle d’Aosta, commenta il voto che ha sancito la Brexit.
“Gli elettori del Regno Unito hanno ‘slammed the door’, sbattuto la porta in faccia all’Unione Europea – scrive in un comunicato stampa. Hanno detto no ad una Unione Europea fondata sulla grande finanza e su assurde politiche di austerità i cui effetti, come da tempo previsto, spingono alla deflagrazione dell’ Europa. Si conferma in pieno la previsione fatta nel 2010 (duemiladieci!) da alcune centinaia di economisti che indirizzavano al Governo, al Parlamento, ai rappresentanti italiani presso le istituzioni europee nonchè al Presidente della Repubblica, una lettera che si apriva così: «14 giugno 2010 La gravissima crisi economica globale, e la connessa crisi della zona euro, non si risolveranno attraverso tagli ai salari, alle pensioni, allo Stato sociale, all’istruzione, alla ricerca, alla cultura e ai servizi pubblici essenziali, né attraverso un aumento diretto o indiretto dei carichi fiscali sul lavoro e sulle fasce sociali più deboli. Piuttosto, si corre il serio pericolo che l’attuazione in Italia e in Europa delle cosiddette ‘politiche dei sacrifici’ accentui ulteriormente il profilo della crisi, determinando una maggior velocità di crescita della disoccupazione, delle insolvenze e della mortalità delle imprese, e possa a un certo punto costringere alcuni Paesi membri a uscire dalla Unione monetaria europea. (www.letteradeglieconomisti.it)» È del tutto evidente – prosegue Lucat – che i Draghi e gli Juncker, le Merkel e le Lagarde, gli Schauble ed i Katainen hanno continuato pervicacemente a seguire le politiche denunciate fin dal 2010 massacrando, con inaudita arroganza, chi, come il governo di Syriza chiedeva una svolta. Oggi piangono lacrime di coccodrillo sul pericolo di dissoluzione dell’Unione Europea prefigurando le drammatiche conseguenze della Brexit. Fanno loro compagnia i Berlusconi, i Monti, i Letta, i Renzi fedeli esecutori delle direttive della Troika. In Valle d’ Aosta, il presidente della Regione, loro alleato storico, non riesce ad andare più in là di un commento ragionieristico contabile. Tutti noi invece subiamo quotidianamente le ricadute locali dellle sciagurate politiche di Bruxelles. I nostri comuni sono strangolati dai patti di stabilità. Servizi essenziali, come asili nido, manutenzione delle scuole, cultura, assistenza agli anziani vengono rimessi in discussione. Pur di mantenere il suo ruolo di servitore fedele della Troika, il governo Renzi non ha esitato a proporre uno stravolgimento della Costituzione che siamo certi comprometterà, oltre alla democrazia, l’autonomia della Valle d’Aosta. Contro questo esito, stiamo facendo – e continueremo a fare – ogni sforzo, convinti come siamo che solo con un rovesciamento radicale di quanto fatto finora, sarà possibile uscire da una crisi distruttiva”.
Pubblicato / aggiornato
il 27/06/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute