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Savt su riforma Rini: bene territorialità e scuola dell’infanzia

Savt su riforma Rini: bene territorialità e scuola dell’infanzia

Il SAVT école  plaude al recepimento da parte dell’assessore Rini e della Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta della volontà del corpo insegnante valdostano di mantenere le modalità di assegnazione del personale docente ai plessi della dotazione organica attualmente in vigore,  in modo che il personale docente appartenente ai ruoli regionali mantenga la titolarità del posto presso un’istituzione scolastica.

“La conformità del nostro territorio, il numero dei suoi abitanti, la prossimità interpersonale sono stati elementi tenuti in grande considerazione per decidere di non costituire gli ambiti territoriali e la chiamata diretta”, si legge su un comunicato stampa.”Viene, inoltre. recepita  a favore dell’intera comunità valdostana la richiesta di  mantenere  e  valorizzare la scuola dell’infanzia nella sua specificità di modello pedagogico, funzionale all’alfabetizzazione bi-plurilingue precoce dei bambini”, continua la nota.Il SAVT école  approva anche l’impegno finanziario previsto da parte dell’Amministrazione regionale per la formazione in servizio degli insegnanti, la quale sarà obbligatoria, permanente e strutturale. Alla scuola secondaria di secondo grado a decorrere dall’anno scolastico 2017/18 saranno assegnate in dotazione organica 36 risorse destinate al potenziamento dell’offerta formativa.Per quanto riguarda la scuola secondaria di primo grado, Savt manifesta soddisfazione per il recepimento delle richieste di parte sindacale di mantenere le risorse destinate agli alunni stranieri, mentre rimane, purtroppo, irrisolto il nodo del decremento delle ore di tecnologia. Tuttavia il Savtribadisce all’assessore  la necessità di attivare al più presto un nuovo percorso di specializzazione per gli insegnanti di sostegno, che ad oggi vivono nel precariato e non possono stabilizzare la loro situazione lavorativa.Rimane ancora senza risposte la richiesta di provare una soluzione all’annoso e sempre più impellente problema dei precari di seconda fascia, per i quali deve proseguire l’impegno e la ricerca di soluzioni.

Pubblicato / aggiornato il 02/07/2016 alle 12:00
Categoria: Salute