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Commemorazione del Battaglione Monte Cervino

Commemorazione del Battaglione Monte Cervino

Foto Alessandro Celi Il Cervino ha accolto, domenica 3 luglio, la Sezione valdostana dell’Associazione Nazionale Alpini che si è riunita a una rappresentanza in armi del IV Reggimento Alpini Paracadutisti Ranger per commemorare il Battaglione Alpini Monte Cervino.

Il pluridecorato reparto, operativo durante la Prima e la Seconda Guerra mondiale, è stato protagonista di atti di valore straordinari, soprattutto durante le campagne di Grecia e di Russia, durante la quale fu pressoché distrutto durante la tragica ritirata che decimò il Corpo d’Armata alpino.Per ricordare il sacrificio di quanti caddero in combattimento o morirono in prigionia, fu costruita una cappella ai piedi della Gran Becca. Presso di essa, da cinquantotto anni, si celebra una Santa Messa la prima domenica di luglio.La cerimonia di quest’anno ha visto la partecipazione del comandante del IV Reggimento Alpini, colonnello Salvatore Radizza; del vicecomandante del Centro Addestramento Alpino, colonnello Giovanni Santo; del questore di Aosta, dott. Pietro Ostuni, e delle rappresentanze delle associazioni combattentistiche e d’Arma. Non mancavano, poi, i vessilli delle sezioni Ana vicine – Genova, Ivrea, Pinerolo, Torino, Vercelli – che hanno voluto partecipare con una loro rappresentanza, per rendere più solenne la commemorazione.Questa si è svolta secondo il consueto programma: dopo la sfilata per le vie di Cervinia alla presenza della nipote della M.O.V.M. Mario Bonini, caduto sui Monti Trebescini nel 1941, il corteo è salito alla cappella. Qui sono stati resi gli Onori militari, è stata deposta una corona ai Caduti e si è svolta la cerimonia dell’alzabandiera, ma il Tricolore è stato lasciato a mezz’asta, in segno di lutto per le vittime del recente attentato in Bangladesh.Proprio a quest’ultimo, tragico, avvenimento hanno fatto riferimento i discorsi commemorativi, tenuti dall’assessore comunale di Valtournenche Massimo Chatrian, dai colonnelli Radizza e Santo, dal Presidente sezionale Carlo Bionaz. Tutti hanno rievocato l’esempio dei Cervinotti, il loro valore e la loro generosità, per poi sottolineare la fedeltà all’impegno preso, il senso dei valori e del dovere, indispensabili per esigere il rispetto dei diritti. Particolarmente commovente è stata la lettura di una lettera della signora Imelda Reginato, vedova della M.O.V.M. Enrico, tra gli ultimi Italiani a rientrare dalla prigionia in Unione Sovietica: impossibilitata a partecipare alla cerimonia per motivi di salute, la signora Imelda ha voluto esprimere la sua vicinanza spirituale ai presenti, attraverso un messaggio letto dal presidente Bionaz.Durante la Messa, il parroco di Valtournenche, don Paolo Papone, ha preso spunto dalle parole del Presidente Bionaz per commentare le Scritture: i valori – del singolo e di una comunità – esistono quando esiste la speranza ossia la prospettiva di un futuro, che porta ad impegnarsi per costruire. Quando in momenti difficili la speranza rischia di venire meno, la solidarietà e il senso di gruppo – tipici degli Alpini perché tipici delle genti di montagna – aiutano a sostenere proprio la speranza e a superare così gli ostacoli, come hanno dimostrato i Cervinotti, durante le terribili prove del secondo conflitto mondiale.Dopo la cerimonia, nel pomeriggio, il Coro e la Fanfara sezionali hanno tenuto un concerto itinerante per le vie del Paese, allietando i turisti, incuriositi dall’insolito spettacolo.

Pubblicato / aggiornato il 05/07/2016 alle 12:00
Categoria: Salute