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Alpe: troppo lunghi i tempi per l’accatastamento dei riordini

Alpe: troppo lunghi i tempi per l’accatastamento dei riordini

La terza Commissione del Consiglio Valle si è riunita, martedì 12 luglio, per esaminare la problematica dei piani di riordino fondiario, a seguito di una mozione approvata dall’Assemblea regionale su proposta del gruppo Alpe nella seduta del 21 aprile.

«Sul completamento dei piani di riordino fondiario bisogna procedere in tempi brevi. Altrimenti si rischia di perdere il finanziamento di quasi 8 milioni di euro approvato a inizio anno a favore dei 21 procedimenti di riordino autorizzati ma non conclusi» commentano Albert Chatrian, Patrizia Morelli e Fabrizio Roscio.«Nel presentare la mozione – sottolineano i consiglieri di Alpe – avevamo ribadito l’importanza di trovare in tempi brevi una soluzione definitiva, da tempo attesa. È disarmante constatare che finora nulla sia stato fatto. Oggi in Commissione, il Presidente Rollandin e l’Assessore Testolin hanno finalmente assicurato che entro settembre la soluzione sarà trovata. Noi riteniamo che spetti alla politica assumere le decisioni che consentono di superare le criticità giuridiche e amministrative.»«Le fasi procedurali dei riordini – aggiungono – interessano vari enti (Agenzia delle entrate, Conservatoria, Agenzia del territorio, demanio delle acque pubbliche) e devono essere opportunamente coordinate. La situazione attuale comporta dei problemi contingenti per i proprietari – che dopo decenni di riordino non hanno ancora il titolo di proprietà degli accorpamenti -, per gli agricoltori interessati – che non possono inserire i nuovi lotti nel proprio fascicolo aziendale rischiando di perdere così i contributi relativi al PSR 2014-2020 – e per i vignerons – per i quali il problema si aggrava per il fatto che il non inserimento delle particelle su cui è già stato fatto l’impianto del nuovo vigneto comporta la non registrazione nel catasto viticolo e quindi la non autorizzazione alla produzione di vino DOC.»Dal canto suo, il presidente della Commissione, Pierluigi Marquis, spiega: «abbiamo audito il presidente della Regione e l’assessore all’agricoltura, per valutare lo stato di attuazione delle 21 iniziative di riordino fondiario che sono state oggetto di autorizzazione e finanziamento con delibera del gennaio 2016. Hanno illustrato le criticità di carattere giuridico-amministrativo che hanno rallentato la fase gestionale e la conclusione dei procedimenti che rivestono grande importanza sia per i proprietari degli immobili ricompresi nei piani di miglioramento fondiario, sia per i conduttori agricoli al fine di poter beneficiare delle misure previste dal Piano di sviluppo rurale 2014-2020, sia per rispettare le norme di settore nell’ambito delle attività colturali esercitate sui terreni ricompresi nei piani di riordino fondiario. Sul tema c’è il massimo impegno per risolvere le criticità derivate dalla complessità delle procedure e dalla molteplicità dei soggetti coinvolti.»

 

 

Pubblicato / aggiornato il 12/07/2016 alle 12:00
Categoria: Salute