Nasce Main, Maison de l’Artisanat International
Mercoledì 20 luglio, alle ore 17, alla Casaforte Caravex di Gignod, sarà inaugurata Main, Maison de l’Artisanat International, il nuovo spazio espositivo dedicato all’artigianato.
Ideato e gestito dall’Ivat, Institut Valdôtain de Tradition, e progettato con la collaborazione della Regione autonoma Valle d’Aosta e del Comune di Gignod, il polo museale è stato completato dopo non poche difficoltà. “Il primo progetto per destinare l’edificio a museo dell’artigianato risale al 1995”, spiega Gabriella Farcoz, sindaco di Gignod, “ma a causa della mancanza di accordi i lavori non sono mai stati realizzati. Nel 2010 il Consiglio comunale di Gignod, presieduto dal sindaco Claudio Bredy, ha dato il via a un nuovo progetto”.L’intervento di ristrutturazione e di riconversione della Casaforte, con 5milioni di Euro di spesa previsti inizialmente, ha permesso di renderla un luogo “di ricerca, valorizzazione e sperimentazione dell’artigianato”. I lavori non sono ancora del tutto terminati: “Abbiamo appena approvato il Piano triennale dei lavori pubblici”, afferma Mauro Baccega, assessore regionale alle Opere pubbliche, “prevedendo di destinare 1milione e 100mila Euro per completare nel 2017 il Main, ovvero l’ascensore e il piano terra dell’edificio, non ancora ultimati”.“Con questa nuova apertura l’Ivat amplia la sua offerta”, spiega Nury Donatoni, del Centro studi del Mav. “Il Mav di Fénis e la Maison Berton di La Thuile, dedicati all’artigianato di tradizione, e il Main, aperto al mondo e legato all’artigianato internazionale. Quest’ultimo è luogo aperto, dinamico e innovativo, incentrato su esposizioni temporanee, della durata massima di due anni, di manufatti artigianali di diversa provenienza”.Il primo progetto culturale proposto al Main sarà dedicato alle maschere con la mostra/progetto Maschere e… Artigianìa dal mondo. “Anziché soffermarsi sugli aspetti più prettamente etnografici”, prosegue Donatoni, “la ricerca sulle maschere lignee indossabili si è svolta in maniera più scientifica, basandosi soprattutto sulle tecniche di realizzazione, sui materiali utilizzati e sul ‘savoir faire’ degli artigiani. Per quanto riguarda la nostra regione, ci si è soffermati sulle ‘vezadjéye’, le maschere ottocentesche del carnevale della Coumba Freida, ormai sostituite da maschere di altri materiali”.150 sono le opere esposte, appartenenti a collezionisti privati e istituzioni museali quali il Museo degli Sguardi di Rimini, il Museo Ladin de Fascia e il Musée d’Evolène. Le maschere provengono dall’arco alpino, ovvero da Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Svizzera, ma anche da Africa, Asia, Oceania e America, “contribuendo a presentare l’artigianato come elemento di unione fra culture”, asserisce Donatoni. “Il fine è di arricchire il bagaglio culturale del visitatore spingendolo a individuare le similitudini, le diversità, le anomalie e i canoni estetici che caratterizzano gli oggetti presentati”.Al centro espositivo, che per l’anno 2016 sarà a ingresso gratuito, saranno proposti anche eventi, workshop e ateliers. “Lo spazio, in sinergia con il territorio, vuole divulgare, mediante il recupero e la tutela di antichi saperi, una formazione specifica rivolta agli artigiani locali e non”, afferma Raimondo Donzel, assessore regionale alle Attività produttive. “Inoltre, la sua posizione strategica, ovvero sul percorso della Via Francigena, può rivelarsi un’ottima opportunità turistica oltre che culturale, sia per Gignod sia per gli altri Comuni dell’Unité Grand Combin”.In allegato, il programma delle attività estive previste.
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Pubblicato / aggiornato
il 13/07/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute