Presentato il Rapporto Montagne Italia 2016
Foto Jean Barocco È stato presentato, lunedì 18 luglio, a Roma presso la Camera dei Deputati, il secondo Rapporto Montagne Italia 2016, a cura di Fondazione Montagne Italia, soggetto nato da Uncem e Federbim.
Sono intervenuti Enrico Borghi (presidente Intergruppo parlamentare per lo sviluppo della Montagna), Giampiero Lupatelli (Fondazione Montagne Italia), Luca Lo Bianco (Direttore Scientifico Fondazione Montagne Italia).Al dibattito hanno partecipato Enrico Costa, ministro per gli affari regionali con delega alla Montagna, il viceministro all’agricoltura, Andrea Olivero, il sottosegretario Luigi Bobba, il presidente della Commissione Ambiente alla Camera Ermete Realacci.Per la Valle d’Aosta era presente, Jean Barocco, sindaco di Quart e componente del CdA della Fondazione Montagne Italia. Intervenendo ai lavori Barocco ha affermato: “Questo rapporto non è solo un insieme di dati e schede ma vuole essere uno strumento per orientare le politiche pubbliche, l’uso dei fondi strutturali europei e l’assetto degli enti locali montani nei prossimi anni”.”La fotografia della montagna italiana, scattata dalla Fondazione Montagne Italia nel secondo Rapporto Montagne Italia, è tutt’altro che sbiadita – ha proseguito Barocco. La montagna oggi, o meglio ‘le montagne’ oggi, sono il laboratorio che anticipa dinamiche che interesseranno l’intero Paese fra pochi anni in termini di sviluppo sostenibile e di sperimentazione delle modalità con le quali coniughiamo un nuovo modello di crescita”. Uno fra gli aspetti analizzati dal Rapporto è quello della sostenibilità, tema che porta con sé la capacità di una comunità di fare delle scelte in rapporto alle proprie specificità.Dobbiamo fare in modo, ha affermato Barocco, “che le nostre vallate montane siano anticipatrici e protagoniste di una nuova politica energetica che superi il fossile e che veda nelle energie rinnovabili e nella green economy, gli strumenti di uno sviluppo sostenibile della Montagna. Tutto questo sarà possibile solo passando per l’impiego razionale e corretto delle risorse naturali montane e la riscrittura con le popolazioni e le comunità locali di un patto per il loro utilizzo ed impiego. Per la nostra regione sarà necessario porre , una attenzione particolare al percorso legislativo della delega data al Governo per l’introduzione del pagamento di servizi ecosistemici ambientali. In base a questa norma, infatti, il Governo dovrà emanare un decreto che stabilisca il valore ecologico ambientale ecosistemico dell’utilizzo dei beni collettivi. Significa che acqua, suolo, stoccaggio della CO2, valore ecosistemico del bosco diventano risorse quantificabili. Questo valore, se effettivamente quantificato, dovrà essere reimpiegato per la tutela, la salvaguardia e la riproduzione dei nostri beni naturali che per secoli sono stati salvaguardati e difesi dalle nostre popolazioni”.Un altro settore nevralgico che emerge anche dai numeri del Rapporto è quello agricolo. Grazie all’impegno di molti decisori politici e delle associazioni, in questi ultimi anni l’agricoltura di montagna ha ottenuto e ha visto riconosciuta la sua specificità nel quadro della nuova politica agricola con lo stanziamento di risorse importanti per il periodo 2014-2020. “Ma dobbiamo adesso impegnarci tutti per finalizzare questi finanziamenti sui giovani e sopratutto per eliminare inutili passaggi burocratici che ancora rendono troppo pesanti e complicate le procedure di impiego dei fondi europei in agricoltura – ha concluso Barocco. Il Rapporto Montagne Italia 2016 vuole quindi essere un mezzo per attirare l’attenzione su una montagna viva che vuole essere protagonista del suo futuro e dell’utilizzo delle proprie risorse.”
Pubblicato / aggiornato
il 19/07/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute