Vai al contenuto

I medici si chiedono dove stia andando la sanità valdostana

I medici si chiedono dove stia andando la sanità valdostana

L’ANAAO ASSOMED esprime il disagio degli operatori sanitari e si chiede perché non siano state adottare azioni per attrarre  professionalità e per evitarne la fuga.

“Nella nostra realtà, purtroppo, la politica sia di tagli, sia di scarsi investimenti sulla sanità ha determinato inevitabili ripercussioni negative sui cittadini”, scrive il sindacato in un comunicato stampa che prosegue denunciando: “i medici e gli altri operatori sanitari, inutile nasconderlo, sono scontenti: in molti stanno cercando opportunità di lavoro e di crescita professionale in altre regioni, dove i concorsi ormai sono aperti, o all’estero… e ciò, secondo noi, non solo per motivi personali!”.Alla domanda “perché vanno via?” Anaao Assomed ritiene non sia difficile rispondere: “la Valle d’Aosta è una regione periferica, difficilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, ha una autostrada carissima, costi della vita mediamente più alti di molte altre regioni italiane; dal punto di vista professionale è comunque un microcosmo con la necessità di continui aggiornamenti professionali in altre regioni italiane o all’estero, il più delle volte a proprie spese (basti pensare che per ogni singolo reparto la disponibilità economica per gli aggiornamenti fuori sede è di poche centinaia di euro: solo la quota di iscrizione a un corso o congresso si aggira spesso intorno ai 500-1000 euro!, per non parlare di viaggio, vitto e alloggio!); la possibilità di crescita professionale e di carriera è difficilissima, anche alla luce dei tagli in strutture complesse e semplici proposti nella bozza dell’atto aziendale”.Anaao Assomed ricorda quanto, con incentivi formativi, di carriera, economici, i professionisti erano più soddisfatti e si trasferivano più facilmente in Valle d’Aosta: “Oggi non è più così e, anche grazie ai tagli sulle risorse aggiuntive regionali, sulla libera professione nell’interesse dell’Azienda, con contratti nazionali ormai fermi da anni,  professionisti, anche di ‘rang’”, se ne stanno andando altrove e tanti altri aspettano il momento buono per fare altrettanto, anche se qualcuno vuole negare questa realtà”.Cosa sarà della nostra sanità, si chiede dunque ils sindacato. “Siamo tutti molto preoccupati come medici e come cittadini. Alcune criticità sono già evidenti: liste di attesa in aumento per prestazioni medico-chirurgiche, perdurante ricorso alle strutture private convenzionate per varie prestazioni, riorganizzazione difficoltosa del pronto soccorso, ticket su prestazioni.Al nuovo Assessore sono state illustrate tutte queste criticità e ci è sembrato ottimista per il futuro. Di certo è già tardi e si deve intervenire al più presto finanziando adeguatamente la Sanità, evitando sprechi, finanziando in modo adeguato l’aggiornamento professionale (fondamentale in una Regione così periferica), trovando forme incentivanti non solo per attrarre professionalità, ma anche per farle restare in Valle d’Aosta”.Anaao Assomed conclude: “La Sanità è malata e per guarirla non si può prescindere dalla centralità di chi lavora e di chi deve beneficiare dei servizi offerti. In questi anni purtroppo sono stati un po’ accantonati i valori umani di pazienti e operatori: l’ obiettivo prioritario proclamato è stato quello di ‘far tornare i conti ad ogni costo’. E, purtroppo, tale impostazione ha contribuito molto probabilmente a gravare sul morale, sul senso di identificazione e sul senso di appartenenza all’Azienda: insomma sulla mancanza dell’indispensabile benessere lavorativo, che come organizzazioni sindacali mediche abbiamo sempre considerato prioritario e sempre manifestato”.

Pubblicato / aggiornato il 22/07/2016 alle 12:00
Categoria: Salute