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Anche un bar nel futuro dell’Épicerie di Saint-Denis

Anche un bar nel futuro dell’Épicerie di Saint-Denis

Il Consiglio comunale si è riunito, a Saint-Denis, martedì 26 luglio e ha approvato il Rendiconto 2015, appurando che dell’avanzo di amministrazione restano a disposizione 50mila euro per investimenti.

Gli equilibri di bilancio sono rispettati.Approvata l’adesione all’Associazione Gruppo di Azione locale della Valle d’Aosta.Con voto unanime è stata approvata l’uscita del Comune di Emarèse dall’Unité des Communes valdôtaines du Mont-Cervin per passare alla Evançon. L’argomento sta suscitando il malcontento di alcune Amministrazioni in conseguenza dell’aggravio di costo che ne deriverà. Per Saint-Denis si dovrebbe trattare di circa 2mila euro annui.Antonio Carlo Franco è poi stato nominato revistore dei conti, in sostituzione del dimissionario.Una certa discussione vi è stata in merito ai due ultimi punti all’ordine del giorno. Innanzitutto bisognava sostituire il dimissionario Fabio Turco nella Commissione agricoltura. Una Commissione voluta dal vicesindaco Italo Théodule, della quale fa parte assieme al consigliere Guido Théodule e a tre rappresentanti degli agricoltori (uno per l’allevamento, uno per orti e piccoli frutti e uno per la viticoltura). Guido Théodule giudica la Commissione inutile e, per il momento, il componente dimissionario non è stato sostituito. Discussione anche in merito all’ipotesi di integrare l’Épicerie comunale con un angolo bar, con una spesa di circa 20mila euro. A fine anno scadrà infatti la convenzione in essere con una cooperativa e occorre procedere a un nuovo bando. In considerazione del fatto che Saint-Denis non ha più un bar (l’ultimo ha chiuso da poco), la Giunta ritiene che questa soluzione potrebbe venire incontro alle esigenze di guadagno da parte dei gestori dell’Épicerie e contestualmente offrire un servizio aggiuntivo e mandante. Diversa la posizione di Guido Théodule e di altri tre consiglieri, secondo i quali sarebbe meglio scindere le due attività (che rischierebbero di penalizzarsi l’una con l’altra), individuando altri locali per l’apertura di un bar. “Noi vogliamo andare avanti con il progetto originario – ha concluso il sindaco, Franco Thiébat – anche in considerazione dello stanziamento disponibile: aprire un bar in altri locali comporterebbe un investimento assai superiore a quello necessario per l’acquisto di un bancone, qualche tavolino e qualche sedia”.

Pubblicato / aggiornato il 27/07/2016 alle 12:00
Categoria: Salute