I lavori del Consiglio Valle nella mattinata del 27 luglio
Il Presidente del Consiglio Valle ha aperto i lavori dell’adunanza consiliare di mercoledì 27 luglio riferendo che il 19 luglio sono state depositate alla Segreteria generale del Consiglio due proposte di legge di iniziativa popolare.
La prima, da sottoporre a referendum propositivo e corredata da 7.143 firme, contiene disposizioni per una ferrovia moderna e un efficiente sistema pubblico integrato dei trasporti; la seconda, accompagnata da 6.486 firme, è volta a modificare la disciplina dell’iniziativa legislativa popolare, del referendum propositivo, abrogativo e consultivo, ai sensi dell’articolo 15, secondo comma, dello Statuto speciale (legge regionale n. 19/2003).«Entro l’8 agosto – ha precisato Rosset – la Segreteria generale concluderà la verifica delle firme, che devono essere almeno 1.500 per la proposta di legge semplice mentre devono essere almeno 5.261 – il 5% degli elettori della regione al 31 dicembre 2015 – per la proposta da sottoporre a referendum propositivo.»Dopo l’attestazione del raggiungimento del numero di firme richiesto, inizierà l’iter legislativo vero e proprio in Consiglio, con l’assegnazione alle Commissioni consiliari competenti e il successivo esame in Aula. Per quanto riguarda la proposta da sottoporre a referendum, qualora il Consiglio Valle non approvi la proposta di legge nel suo complesso o non recepisca i principi ispiratori dell’iniziativa, la proposta di legge di iniziativa popolare viene sottoposta a referendum propositivo: se viene raggiunto il quorum del 45% e vi è la maggioranza dei voti validi, la legge entra in vigore. Per quanto concerne, invece, la proposta semplice, l’iter si conclude con il voto in Consiglio regionale.Il Presidente ha poi relazionato sull’incontro del Coordinamento delle Assemblee delle Regioni a Statuto speciale e delle Province autonome con il Sottosegretario del Ministero degli Affari regionali, Gianclaudio Bressa, avvenuto il 25 luglio a Roma e al quale ha partecipato su sua delega il Vicepresidente Marco Viérin.«Il confronto – ha spiegato Andrea Rosset – era nato dall’esigenza di definire la procedura di revisione degli Statuti conseguente al progetto di riforma costituzionale. Durante la riunione è stato chiarito che la revisione degli Statuti speciali per l’applicazione della riforma costituzionale è subordinata ad un’intesa che vede lo Stato e le singole Regioni in posizione paritaria. Inoltre, il Coordinamento ha concordato con il Sottosegretario Bressa sulla necessità di riunire nel più breve tempo possibile la Commissione tecnica per riprendere la discussione sulle procedure di approvazione delle norme di attuazione e su nuove procedure per le eventuali successive modifiche degli Statuti speciali che riprendano il principio della massima condivisione tra lo Stato e le singole Regioni speciali e Province autonome.»Il Presidente ha poi comunicato che il Consigliere Elso Gerandin, con nota inviata nella giornata di martedì 26 luglio, ha dichiarato che non intende più aderire al Gruppo Union Valdôtaine Progressiste e confluisce pertanto nel Gruppo Misto.Sul tema, hanno preso la parola il Consigliere stesso, il Capogruppo dell’UVP e il Capogruppo di ALPE. Il Consigliere Elso Gerandin ha motivato la sua scelta: «È una decisione che ho meditato a lungo e desidero ringraziare il mio ex gruppo: da subito erano a conoscenza delle mie perplessità su quello che ho chiamato allargamento e non nuovo progetto di Legislatura, a seguito dell’entrata in maggioranza dell’UVP. Sono sempre stato parte organica del mio movimento e ho sempre espresso le mie idee in tutta libertà, ma non avrebbe senso rimanere in una forza politica con la quale ho condiviso delle battaglie e un progetto politico che facevano parte di una coalizione che aveva ricevuto un preciso mandato dagli elettori. Oggi, questo percorso si è interrotto e non sarei stato a posto con la mia coscienza, perché credo fermamente nel rispetto della volontà degli elettori, così come non sarei stato utile, anzi piuttosto un peso. Sicuramente il progetto amministrativo della nuova maggioranza è ambizioso, ma noi comuni cittadini, che non facciamo parte del gioco, non abbiamo avuto la percezione del cambiamento. Qualcuno ha detto che quest’anno è l’anno della misericordia: ecco, io non volevo fare parte di questa misericordia.»Il Capogruppo dell’UVP, Luigi Bertschy, ha osservato: «Oggi, in termini politici, le strade si dividono, ma tutti quanti in quest’Aula ci sentiamo prima di tutto cittadini che politici e lavoriamo tutti per il bene della nostra comunità. Non abbiamo mai inteso la politica come il voglio, posso, comando e non l’abbiamo mai accettata. Rispettiamo la decisione del Consigliere Gerandin ma non la condividiamo, perché indebolisce la forza di cambiamento del nostro movimento pur non togliendole tuttavia né entusiasmo né energia. È giusto sottolineare, infatti, che sono numerosi i progressisti che si sono avvicinati all’UVP per dare il loro contributo e il loro sostegno a questa nuova e coraggiosa fase della vita del nostro movimento. Auguriamo al Consigliere buon lavoro e speriamo di riuscire a convincerlo della bontà del nuovo progetto politico. È una bella sfida quella che ci lancia oggi e che raccogliamo: una sana competizione politica per fare il bene dei cittadini e non per fare del semplice populismo traguardando le prossime elezioni regionali. Ai cittadini si danno risposte concrete con atti, leggi e provvedimenti e con impegno quotidiano: l’UVP si è resa conto di avere buone idee ma di non riuscire a metterle in pratica, quindi abbiamo accettato di metterci in discussione aderendo ad un nuovo progetto senza cambiare l’obiettivo finale. Noi crediamo sia meglio limare le differenze piuttosto che acuirle e lanciare un progetto che aggreghi la comunità valdostana. La politica è fatta di idee, di proposte e credo che con il collega continueremo a condividere le battaglie in cui crediamo avendo sempre a mente il bene dei valdostani.»Il Capogruppo di ALPE Albert Chatrian ha puntualizzato: «In questa Legislatura abbiamo assistito diverse volte a travagli, a salti della quaglia, non c’è stato rispetto per i cittadini. Oggi però inizia un nuovo percorso, si gioca una partita importante. A seguito della presa di posizione coerente e rispettosa degli elettori assunta dal collega Gerandin, torna in evidenza la voglia di battersi per una Valle d’Aosta più libera e solidale. Dobbiamo constatare che dal 2013 a oggi nulla è cambiato: permangono i soliti metodi, le discriminazioni da cerchio magico. Noi invece manteniamo la sfida aperta alla trasparenza, non ci basiamo sulle persone, ma sul modello. Non demordiamo, vogliamo rilanciare un innovativo progetto di prospettiva strategica per la Valle d’Aosta. Il modello è vecchio, stanco, è per pochi, eppure sembra non avere rivali, alternative reali; si torna indietro, ci si rivolge a questo perché non si riesce a immaginare altro. Invece noi immaginiamo un progetto che prescinde dai personaggi e che definisce priorità nei servizi, nei trasporti, nelle infrastrutture, in un rapido sostegno alle imprese. Lo dobbiamo alla nostra comunità, in particolare a tutti quei valdostani che vivono e vogliono vivere nei nostri territori e si aspettano dalle Istituzioni efficienza, vicinanza, lealtà, trasparenza, soluzioni per il futuro. Non possiamo che apprezzare la posizione chiara del Consigliere Gerandin e auspichiamo un lavoro nel rispetto dei ruoli, mantenendo la barra dritta nei confronti del mandato che ci hanno assegnato i cittadini.»Sul tema, bobine.tv ha realizzato un video, linkato al termine dell’articolo.Il Presidente del Consiglio Valle, Andrea Rosset, ha poi comunicato che il nuovo Vice Capogruppo dell’UVP, in sostituzione del Consigliere Gerandin, è il Consigliere Alessandro Nogara.Il Consiglio ha quindi deciso di rinviare l’elezione del nuovo Vicepresidente del Consiglio Valle al termine dell’adunanza.Il gruppo ALPE ha posto un’interrogazione a risposta immediata in merito alla notizia della contestazione da parte della Guardia di Finanza alla Casa di riposo J.B. Festaz di un’evasione d’IVA per quasi due milioni di euro.Chantal Certan ha voluto sapere «se, nel caso in cui questa evasione fosse confermata, la Regione Valle d’Aosta potrebbe essere coinvolta o avere da pagare somme aggiuntive a quelle erogate attualmente alla Casa di riposo.»L’Assessore al bilancio, finanze e patrimonio, Ego Perron, ha risposto: «L’Amministrazione regionale non è coinvolta in questa vicenda, pertanto non esprimo giudizi né interpretazioni. La Regione non è nemmeno coinvolta direttamente col suo bilancio, in quanto le contestazioni riguarderebbero soltanto l’Azienda USL e il Comune di Aosta. L’Azienda pubblica di servizi alla persona J.B. Festaz è un ente pubblico, dotato di autonomia statutaria, patrimoniale, contabile, finanziaria e gestionale. Le attività di verifica poste in essere in questi giorni dalla Guardia di Finanza hanno fatto emergere alcuni rilievi, che al momento sono oggetto di valutazione da parte dei responsabili del Festaz. L’iter di questo procedimento è solo all’inizio. Non risulta essere stato emesso l’avviso di accertamento delle imposte oggetto di accertamento. La Casa di riposo ha già avviato le necessarie azioni a difesa del proprio operato.»Nella replica, Certan ha concordato sul fatto che «come previsto dal suo Statuto, la Casa di riposo è un ente dotato di autonomia e per questo responsabile di quanto svolge. La Regione però finanzia la struttura attraverso una legge e quindi crediamo che vi sia comunque una responsabilità politica dell’Amministrazione regionale nel caso in cui questa evasione fosse confermata. Chiediamo di tenerci informati.»Il parcheggio pluripiano a servizio dell’ospedale regionale Umberto Parini di Aosta è stato al centro di un’interpellanza posta dal gruppo ALPE.Alberto Bertin, richiamando «i 18,5 milioni di euro spesi dalla Regione per l’acquisizione del parcheggio di via Roma ad Aosta» e sottolineando che «i posti macchina complessivamente a disposizione sono 509 per un costo unitario di poco meno di 40 mila euro», ha voluto conoscere una serie di dati relativi all’utilizzo e alla gestione della struttura oltre che gli intendimenti in merito ai parcheggi di servizio dell’ospedale regionale, visti anche i cambiamenti avvenuti a seguito dei ritrovamenti archeologici nei lavori di realizzazione del nuovo presidio ospedaliero.»L’Assessore alle finanze e patrimonio, Ego Perron, precisando che «la gestione del parcheggio esula dalle competenze dell’Amministrazione regionale», ha illustrato i dati forniti dall’Azienda pubblici servizi del Comune di Aosta: «L’utilizzo medio mensile della struttura, nei primi mesi del 2016, nella fascia oraria tra le 7 e le 18, ha un’occupazione media del 50%, con un rialzo del trend al 70% dalle 9 alle 10 e dalle 12 alle 13. Dopo le 17, il tasso di occupazione scende al 30%. L’incasso complessivo dalla sua apertura (agosto 2013) a fine 2015 è stato di 845 mila euro + IVA e in questa cifra sono compresi i 60mila euro di convenzione con l’USL valdostana. Il costo complessivo della gestione 2015 ammonta a 246 mila euro. Riguardo agli intendimenti a seguito dei ritrovamenti archeologici, i lavori del Comitato scientifico sono in fase di conclusione: dalle risultanze si potranno fare le necessarie valutazioni in merito al futuro dei parcheggi.»Il Consigliere Bertin ha replicato: «Solo l’Assessore Perron può definire un successo una situazione che in realtà, dati alla mano, è un disastro. Il parcheggio dell’ospedale è clamorosamente sottoutilizzato. Il picco massimo di utilizzo è soltanto del 70% e relativamente a poche ore. La restante parte della giornata, il parcheggio è desolatamente vuoto. Per l’acquisto si è spesa una cifra astronomica, 40mila euro a posto macchina per un totale di 18,5 milioni, uno scandalo che ha visto l’interessamento anche della ‘ndrangheta, come ben ricordiamo. Il bilancio, anche soltanto guardando all’utilizzo del parcheggio, è fallimentare. Oltre al danno, la beffa.»Il M5S ha posto un’interpellanza sulla tratta ferroviaria Aosta/Pré-Saint-Didier.In particolare, Roberto Cognetta ha richiamato la decisione del 13 maggio scorso con cui la Giunta regionale ha approvato le linee guida per l’avvio delle procedure di definizione e aggiudicazione del servizio di trasporto ferroviario di interesse regionale. «In questa delibera – ha detto Cognetta – si danno le indicazioni per la gara relativa alla tratta ferroviaria Aosta/Torino, che ha una produzione di 1,5 milioni di km circa, contro una produzione chilometrica annuale della tratta Torino/Aosta/Pré-Saint-Didier di 1,775 milioni di km alla fine del 2015. Vorrei capire perché non è stata inserita nella gara la produzione chilometrica annuale della tratta Aosta/Pré-Saint-Didier e perché non sono stati richiesti allo Stato i fondi necessari per gli interventi su questa tratta, che dovrebbero ammontare a circa 15 milioni di euro. Vorrei poi conoscere le intenzioni della Giunta in merito alla richiesta di fondi per l’infrastruttura Ivrea/Pré-Saint-Didier, visto che il Ministero dei trasporti ha dichiarato di stanziare ulteriori finanziamenti per i sistemi di sicurezza, a seguito dell’incidente avvenuto in Puglia.»L’Assessore ai trasporti, Aurelio Marguerettaz, ha risposto: «La delibera in questione di fatto non esclude la linea Aosta/Pré-Saint-Didier, ma indica dei parametri essenziali per avere un servizio che copre un milione e mezzo di chilometri. Chiediamo una rivisitazione importante degli orari per non avere una sovraoccupazione delle tracce. In questa fase, non potendo prendere decisioni perché la tratta non è soppressa ma solo sospesa, abbiamo tenuto conto di un monte chilometri che tiene conto di una razionalizzazione; sarà poi il confronto già avviato con i Sindacati e le Associazioni di pendolari a stabilire come fare il bando. In effetti, la delibera cita solo un monte chilometri generico.»«Negli anni, abbiamo sempre chiesto tutte le risorse possibili – ha proseguito l’Assessore Marguerettaz -. In ultimo, cito la delibera del 6 febbraio 2015 e la successiva lettera del Presidente della Regione per chiedere fondi per i corridoi ferroviari, sia per la Aosta/Torino che per la Aosta/Pré-Saint-Didier. Le richieste di investimento sono state fatte costantemente a partire dal 2010 e reiterate ogni anno. I 15 milioni di euro si riferiscono alla sostituzione binari: somma che RFI ha dichiarato di non avere. Le nostre richieste ci sono state, purtroppo non è sufficiente chiedere. Infine, preciso che l’Assessorato prenderà in esame la pubblicazione dei bandi per capire se si possa avere qualche possibilità di intercettare risorse su fondi specifici. Sembrerebbe tuttavia che questa disposizione sia rivolta a sistemi sicurezza che sulla nostra linea già ci sono.»Nella replica, il Consigliere Cognetta ha osservato: «Si ragiona sempre più a vantaggio del trasporto su gomma rispetto al treno. In effetti, si riducono i costi del servizio ferroviario e nel contempo si aumentano le corse degli autobus. Non solo, il gruppo inter assessorile che sta lavorando sui trasporti sta già dando maggiore attenzione al trasporto su gomma. In merito ai finanziamenti, le nostre richieste si fermano a Roma, ma non capisco se si fermino dell’ufficio dell’Amministrazione regionale o al Ministero. Eppure le domande sul trasporto su gomma sono andate a buon fine. Continuerò a controllare l’operato dell’Assessore, che mi auguro vada dal Ministro per ottenere quei 15 milioni di euro che sono disponibili.»Ensuite, le Conseil de la Vallée a nommé Rosanna Gorris et Emanuela Vassoney en tant que représentants de la Région au sein du Comité scientifique de la Fondation “Centre d’études historico-littéraires Natalino Sapegno” au titre de la période 2016-2020.La Fondation Sapegno, dont le siège est à Morgex, a été instituée par loi régionale n. 33 de 1991 afin d’honorer et perpétuer la mémoire du professeur Natalino Sapegno, l’un des plus importants critiques littéraires italien, né à Aoste en 1901 et décédé à Rome en 1990.Le Comité scientifique est composé du directeur de la Fondation ainsi que de huit membres, choisis parmi des spécialistes en sciences humaines, dont deux sont désignés par le Conseil régional.Il Consiglio regionale, al termine dei lavori della mattinata, ha approvato, con 25 voti favorevoli (UV, SA, PD-SVdA, UVP e Gruppo misto), 1 contrario (M5S) e 5 astensioni (ALPE), il disegno di legge che riguarda la nuova disciplina degli aiuti regionali in materia di agricoltura e di sviluppo rurale.Contestualmente, è stato respinto, con 23 astensioni (UV, SA, PD-SVDA e UVP) e 7 voti a favore, un ordine del giorno depositato in Aula dai Consiglieri di ALPE e del gruppo misto per agevolare i piccoli investimenti di miglioramento delle aziende agricole.Presentato dalla Giunta regionale il 28 giugno 2016, il disegno di legge approvato si compone di 35 articoli volti ad accorpare in un unico testo normativo tutti gli interventi regionali a sostegno del settore agricolo e, dall’altro, ad adeguare la disciplina regionale di settore alla nuova normativa europea di riferimento.Il Consigliere David Follien (UV), relatore dell’iniziativa, ha illustrato la tipologia di aiuti previsti: «Il sostegno agli investimenti nel settore della produzione primaria, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli oltre che per il settore dell’acquacoltura sarà concesso sotto forma di mutui a tasso agevolato, in linea con l’indicazione politica a suo tempo approvata dal Governo regionale. In alternativa ai mutui sarà possibile stipulare contratti di leasing a canone agevolato. Sono poi previsti nuovamente sotto forma di aiuti a fondo perduto contributi per la ricomposizione fondiaria, la gestione dei consorzi di miglioramento fondiario, il settore zootecnico, il pagamento dei premi assicurativi, la formazione e i servizi di consulenza, la promozione, le spese di funzionamento nell’ambito della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.»«Tra le principali novità – ha aggiunto Follien – vi è l’istituzione di uno sportello unico per l’agricoltura, anche al fine di garantire una corretta informazione agli utenti sulle opportunità offerte dalla normativa regionale, una gestione informatica unitaria delle domande e il coordinamento tra gli aiuti agli investimenti previsti da questo disegno di legge e le corrispondenti misure cofinanziate nell’ambito del Programma di sviluppo rurale. Da sottolineare, infatti, come questa legge e il PSR rappresenteranno gli strumenti di attuazione della politica di sviluppo rurale regionale.»Il Consigliere di ALPE, Fabrizio Roscio, ha dichiarato: «Pur avendo audito in Commissione diversi soggetti interessati, si tratta di una mera ratifica di vecchie decisioni, passando dalla logica contributiva a quella del mutuo. Oggi, con i nuovi bandi, molteplici sono le difficoltà per chi vuole accedere agli aiuti. È un disincentivo per gli operatori di settore, soprattutto per le aziende medio-piccole, che sono le più numerose e rivestono grande importanza per il territorio. Nel disegno di legge esiste ancora una minima parte del fondo perso, ma sostanzialmente è tutto sbilanciato a favore del settore zootecnico, estromettendo gli altri, con la conseguenza di tarpare ogni possibilità di sviluppo a favore di attività emergenti. Non vi è stato alcun coinvolgimento tra le strutture dell’Assessorato e gli operatori: purtroppo questo è un leitmotiv dell’iter delle leggi regionali. La burocrazia resta una spada di Damocle: in questo senso lo sportello unico ha un intento lodevole, ma non seguono i fatti, preoccupazione che diversi soggetti hanno espresso in Commissione. Manca poi una visione strategica sull’agricoltura di montagna.»Il Consigliere Alessandro Nogara (UVP) ha evidenziato: «Questa legge serve a fare il punto della situazione dell’agricoltura valdostana in questo momento. Non è un provvedimento migliorativo, non sono pensabili miracoli. La norma si interseca col PSR e va incontro ad un eccesso di burocrazia. In futuro ci vorrà una legge che dia obiettivi all’agricoltura. Si concedono aiuti al miglioramento fondiario, nonostante bisognerà aspettare il 2018. Auspichiamo che il lavoro dello sportello unico sia più efficace, che venga dato un aiuto concreto agli agricoltori all’atto della presentazione delle domande, senza costringerli a compiere processioni da un ufficio all’atro. Ci impegniamo a lavorare ad una legge regionale di riforma dell’agricoltura.»Per il Consigliere Vincenzo Grosjean (UVP), «la nostra agricoltura deve cambiare marcia, non è sufficiente cambiare il sistema finanziario. Il mutuo va restituito, non è un metodo gradito agli agricoltori Le organizzazioni di categoria chiedono con forza un confronto molto più serrato. Chiediamo all’Assessore l’impegno di attivare al più presto un tavolo di lavoro: bisogna parlare, valutare nuove possibilità di produzione. Vogliamo risolvere le problematiche, solo valorizzando la produzione si salverà l’agricoltura.»Il Consigliere Patrizia Morelli (ALPE) ha ribadito l’importanza del settore agricolo per la Valle d’Aosta: «Pensiamo innanzitutto al sostentamento di tante famiglie, ma anche al mantenimento degli equilibri idrogeologici, al rilancio del turismo e alla valorizzazione della nostra identità culturale. L’agricoltura di montagna è eroica e va sostenuta, ne va della sopravvivenza del settore. Questa legge era e resta una cornice, seppur necessaria. Ora bisogna andare oltre, riflettere sulle criticità del settore e sul suo futuro. L’agricoltura in Valle d’Aosta non fa più la parte del leone, invece deve rientrare in una riorganizzazione, in una ricerca di priorità reali all’interno del bilancio regionale. Ma questo lavoro necessita di maggiore impegno e soprattutto di volontà politica in tal senso.»Il Consigliere Roberto Cognetta (M5S) ha sottolineato: «Nonostante i proclami, questo provvedimento contiene solo questioni di mera burocrazia. Ci aspettavamo più coraggio, più programmazione, un disegno politico. Non dando indicazioni agli agricoltori, l’Assessore non svolge le proprie funzioni. Stiamo parlando di un compendio alla gestione dei fondi europei, senza migliorare nulla. Per questi motivi, non voterò a favore di questa legge, che non dà risposte ai cittadini interessati.»Il Consigliere Claudio Restano (UV) ha osservato: «Questa è una norma obbligata, avendo compiuto la scelta di non procedere più attraverso contributi ma attraverso finanziamento. Servirebbe un testo coordinato, che comprenda tutte le normative. Considerato che il disegno di legge di variazione al bilancio tratta temi riguardanti la zootecnia e che potevano essere ricompresi in questa norma, anche attraverso analisi in Commissione, sarebbe stato interessante inserirlo in questo provvedimento normativo. Per il futuro, chiedo di perseverare su questo percorso, perché lavorando in un contesto più organizzato si ottengono risultati migliori.»Il Capogruppo di ALPE, Albert Chatrian, ha parlato di «proposta surreale dalla quale tutti prendono le distanze: è come se non avesse una paternità. Non è vero che non ci sono più gli aiuti diretti, infatti la misura 4 del PSR li elenca tutti e ammontano a 18 milioni di euro, ma questa misura presenta alcune criticità legate alla burocrazia delle normative europee e ai costi obbligatori per l’azienda.». Ha quindi illustrato l’ordine del giorno: «Vista la grave difficoltà in cui versa il settore agricolo valdostano, sarebbe importante prevedere uno strumento normativo che agevoli i piccoli investimenti – di importo non superiore ai 10 mila euro – reperendo nelle pieghe del bilancio una somma congrua per finanziarli. Questo provvedimento darebbe gambe agli aiuti diretti, snellirebbe la burocrazia e valorizzerebbe quello che già c’è. Altrimenti questo disegno di legge rimane una pezza al problema dell’agricoltura e non risolve le lungaggini che derivano dai fondi comunitari.»Il Presidente della terza Comissione “Assetto del territorio”, Pierluigi Marquis, ha precisato: «Questa legge recepisce tutte le novità introdotte dal Regolamento europeo, va nella direzione di ricomprendere negli aiuti tutti i settori del comparto agricolo e incentiva investimenti di sviluppo e di innovazione. Sicuramente, rimangono delle problematiche, relative in particolare alle piccole imprese che affrontano problemi quotidiani di sopravvivenza, che hanno difficoltà a far quadrare i conti. Lo sportello unico è un approccio positivo nella direzione di aiutare ad accedere alle misure. La prospettiva è certamente quella di sburocratizzare. Abbiamo la consapevolezza che si deve innovare e valorizzare i prodotti, ma per l’attuazione sono necessari tempi lunghi. Questa è una legge comunque positiva, che aiuta gli agricoltori, accorpando quattro provvedimenti in uno.»Per il Consigliere Elso Gerandin «pochi sono convinti che questo disegno di legge possa aiutare veramente il settore agricolo. In Commissione è emerso un grido di disperazione dagli operatori, perché il sistema si sta indebitando sempre più e il finanziamento esclusivamente a mutuo per l’accesso al credito non fa che peggiorare questa situazione. C’è il rischio che il nostro sistema imploda. Il bilancio regionale è in sofferenza, ma non può essere la scusa per far fallire un sistema. Invito la maggioranza a mettersi la mano sulla coscienza e provare a dare un minimo di prospettiva all’agricoltura valdostana, approvando l’ordine del giorno proposto.»L’Assessore all’agricoltura e risorse naturali, Renzo Testolin, ha replicato: «Il provvedimento in discussione va a trattare la materia degli aiuti in agricoltura, non entra nello specifico di altre iniziative, ma cerca di dare indicazioni precise e attendibili sulle possibilità di intervento, sintetizzando in un’unica disposizione normativa le attività spalmate su più leggi. Nell’ottica di una continuità, c’era la necessità di proporre un disegno di legge come questo, che non ha l’ambizione di rivoluzionare un sistema, ma sicuramente vuole essere utile al mondo agricolo valdostano. Abbiamo cercato di condividere i vari passaggi con gli operatori, abbiamo cercato di snellire l’apparato burocratico, anche mettendo in piedi una nuova struttura come lo sportello unico. L’Assessorato lavorerà in favore degli agricoltori, pur sapendo che ci saranno momenti di criticità; d’altronde, la teoria è diversa dall’operatività quotidiana. La legge dà una risposta immediata alle necessita del comparto agricolo: da qui a settembre può dare sostegno a attività di modernizzazione delle aziende agricole in simbiosi con le misure del PSR già attivate. Non si sono abbandonate le piccole aziende, sono queste che fanno la differenza per mantenere il territorio nella sua complessità, e lo sappiamo bene; possono avvicinarsi al sostegno previsto dal PSR chiedendo diecimila euro nel triennio. In merito all’agricoltura di montagna, preciso che in tutte le occasioni possibili si è intervenuto con iniziative, anche in ambito nazionale, a favore delle produzioni di qualità e caratterizzanti il nostro territorio. L’Amministrazione regionale ha sempre operato in favore della valorizzazione dei prodotti; l’attenzione è alta, sia sull’aspetto preventivo sia sulla tipologia delle attività e dei processi da svolgere in azienda per migliorare la qualità delle produzioni e per esaltare le nostre caratteristiche. Voglio poi evidenziare lo sforzo finanziario non indifferente compiuto in questo provvedimento per sostenere in un momento di difficoltà marcata il settore lattiero-caseario: per il 2016 è previsto un implemento di due milioni di euro per la valorizzazione delle rassegne e del mondo zootecnico in generale, che attraverso questo tipo di iniziative certifica che la politica svolta a favore delle razze autoctone promuove l’unicità della nostra produzione. Dobbiamo lavorare collegialmente per massimizzare i ritorni da un punto di vista economico. L’Assessorato non si è mai sottratto ad un confronto costruttivo e continuerà ad essere a disposizione in questo senso.»L’Assessore ha poi annunciato l’astensione della maggioranza sull’ordine del giorno, «perché va nella direzione opposta del disegno di legge che oggi discutiamo, la cui filosofia è quella di supportare, attraverso gli aiuti regionali rappresentati da mutui a tasso agevolato, le iniziative a fondo perso previste invece sul PSR.» Il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha aggiunto che «bisogna essere coerenti con le valutazioni che si stanno facendo per il settore, con misure che non sono più quelle del contributo a pioggia. È falso dire che stiamo abbandonando il settore: con questo provvedimento ci sono tutte le premesse per fare un lavoro corretto che sicuramente darà dei risultati molto positivi.»
Vedi anche: Impasse vicepresidenza del Consiglio Valle
Pubblicato / aggiornato
il 27/07/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute