Rini: al centro del nostro operato il futuro dei giovani valdostani
Nella mattinata di giovedì 28 luglio, è iniziata in Consiglio la discussione sul disegno di legge di armonizzazione della legge nazionale 107/2015 (Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione) con l’ordinamento scolastico valdostano.
Presentato dalla Giunta regionale il 5 luglio ed emendato dalla quinta Commissione consiliare, il provvedimento si compone di 27 articoli che sono stati illustrati all’Aula dal Capogruppo del PD-SVdA e dall’Assessore all’istruzione e cultura. In Aula sono stati depositati 7 emendamenti dal gruppo ALPE e 896 emendamenti dal gruppo M5S, oltre a un ordine del giorno della maggioranza e uno congiunto ALPE e Gruppo Misto.«Il disegno di legge – ha spiegato Jean-Pierre Guichardaz, relatore del provvedimento – recepisce parte delle proposte elaborate dal gruppo tecnico di lavoro costituito con delibera di Giunta del gennaio 2016: gli scostamenti sono intervenuti a seguito di attente valutazioni di carattere politico e di un ampio confronto con le rappresentanze sociali. Il delicato lavoro di armonizzazione ha tenuto in conto e salvaguardato le peculiarità del nostro sistema ritenute funzionali allo specifico modello di scuola valdostano, integrandole con indubitabili migliorie introdotte dalla normativa statale, quali, ad esempio, il bonus di 500 euro per l’autoformazione. Si è, per esempio, ritenuto di mantenere il meccanismo di reclutamento degli insegnanti su base annuale, assicurando la conservazione della titolarità del posto presso un’istituzione scolastica da parte dei docenti assunti a tempo indeterminato. Questo provvedimento pone particolare attenzione alla comunità educante, valorizzando il ruolo degli organi collegiali scolastici e delle rappresentanze degli studenti e delle famiglie nella definizione dell’azione educativa, il tutto nella cornice degli indirizzi fissati dal dirigente scolastico, il quale resta il garante del buon funzionamento dell’istituzione scolastica. A seguito di un serrato dibattito con gli attori del mondo scolastico, si è ritenuto di non irrigidire l’articolazione delle lezioni sui cinque giorni, anche nel rispetto dell’autonomia delle scuole e delle esigenze dei diversi territori. Ugualmente, si è valutata la necessità di mantenere, nella scuola media, i dodici posti aggiuntivi assegnati per l’integrazione degli alunni stranieri e per il potenziamento dell’offerta formativa. Inoltre, il sistema delle sostituzioni del personale assente, contrariamente a quanto previsto dalla legge statale, rimane quello vigente. È stata poi recepita, col favore di tutti i soggetti auditi, l’obbligatorietà della formazione continua, a garanzia della qualità dell’offerta formativa erogata. Particolare attenzione è anche posta agli studenti con fragilità di apprendimento, consapevoli del fatto che “nessuno debba rimanere indietro”: saranno attivati tirocini formativi attivi e a questo proposito presentiamo, come maggioranza, un ordine del giorno che impegna anche la Giunta a valutare con i Sindacati la definizione di un futuro pieno di assunzioni nella scuola, nei limiti del fabbisogno di personale docente.»Parlando dell’offerta formativa, Guichardaz ha evidenziato che «in vista del suo potenziamento, saranno attribuiti 36 posti aggiuntivi alle istituzioni scolastiche di secondo grado. Si è poi voluto il rafforzamento delle discipline scientifiche prevedendo, nella scuola media, un modulo aggiuntivo di matematica. Riguardo alle competenze linguistiche, gli adattamenti delle indicazioni nazionali alla realtà locale hanno ricevuto venerdì scorso il parere favorevole della commissione mista Regione-MIUR e vedranno completato il loro iter di approvazione entro il mese di agosto: è importante, pertanto, che anche questo disegno di legge concluda il suo iter quest’oggi in Aula, la fine di dispiegare i suoi effetti in parallelo con gli adattamenti dei programmi. Crediamo che si siano poste concretamente le basi per l’apertura del nostro sistema educativo bilingue al plurilinguismo, con particolare attenzione all’apprendimento della lingua inglese, strumento fondamentale per rendere competitivi i nostri giovani nel mondo del lavoro. Si tratta di un processo graduale che investirà progressivamente tutti i livelli scolastici con l’ambizione di giungere, fra qualche anno, a un ordinamento scolastico realmente trilingue. Nell’intento poi di configurare la scuola come un vero centro di aggregazione anche al di fuori dell’orario scolastico, il disegno di legge prevede che nei periodi di sospensione dell’attività didattica, i locali degli istituti scolastici possano essere utilizzati per attività ricreative, culturali, artistiche e sportive, d’intesa anche con gli enti locali. Per quanto riguarda la disciplina dell’alternanza scuola-lavoro, si è previsto che le ore di alternanza possano essere svolte già dal biennio della scuola secondaria di secondo grado e per tutto il quinquennio. Infine, a dimostrazione dell’attenzione riservata al settore scolastico, l’onere complessivo per l’applicazione della legge ammonta a più di sei milioni e mezzo di euro, senza contare gli ulteriori fondi che già vengono attribuiti dall’Amministrazione alle istituzioni scolastiche per la dotazione ordinaria, quella perequativa e il fondo di istituto.»L’Assessore all’istruzione e cultura, Emily Rini, ha sottolineato: «Oggi si conclude un percorso iniziato due anni fa, e sin da subito ci siamo preoccupati dell’impatto che certe previsioni nazionali avrebbero potuto avere sul nostro territorio, piccolo e particolare: ci siamo attivati per arginare l’immediata applicazione della norma, esercitando la nostra autonomia, potendo anche contare su un proficuo rapporto con il Ministero. L’approvazione della norma di attuazione è stata capitale, dandoci un rilevante spazio di manovra. Siamo consci di non poter risolvere tutti i problemi, accontentare tutti, ma al centro abbiamo sempre posto lo studente. Esercitare la potestà legislativa significa ricoprire il ruolo di garante delle peculiarità scolastiche valdostane e compiere delle scelte a beneficio dell’intera comunità scolastica. Abbiamo voluto soffermarci espressamente sulla scuola dell’infanzia, un tassello dimenticato dalla riforma nazionale: le nostre scuole dell’infanzia sono un fiore all’occhiello. Purtroppo però abbiamo anche dovuto scontrarci con gli obblighi giuridici rappresentati dai vincoli generali di esclusiva competenza statale, ad esempio la materia dello stato giuridico ed economico degli insegnanti, su cui non abbiamo spazio per legiferare in maniera diversa.»«L’obiettivo di questo provvedimento – ha ribadito l’Assessore Rini -, è porre al centro del nostro operato il futuro dei giovani valdostani. Dobbiamo rafforzare i punti di eccellenza del sistema scolastico valdostano, ma anche avere il coraggio di raccogliere nuove sfide, non dobbiamo avere paura di guardare avanti, apportando continue migliorie. Continuiamo ad investire su un sistema di qualità come il nostro. Da qui deriva la scelta di discostarci totalmente dal modello nazionale imposto. Siamo consapevoli della centralità del ruolo dei dirigenti scolastici. Crediamo nella digitalizzazione, nell’informatica che diventa trasversale a tutte le materie, esplicitando questa volontà con la previsione di risorse economiche: è un aspetto, questo, richiesto dai nostri giovani, dal mondo di oggi.»«Tanto si è investito nella scuola secondaria di secondo grado, e continueremo a farlo – ha aggiunto l’Assessore Rini -; l’innalzamento delle ore frontali è stato voluto per garantire equità tra i vari ordini scolastici. Ma attenzione è stata accordata anche alle famiglie, che devono tornare ad essere partecipi della scuola, e al corpo docente, nei cui confronti, ad esempio, abbiamo deciso l’immediata erogazione del bonus per l’autoformazione. La valutazione degli insegnanti, dei dirigenti scolastici, deve essere intesa positivamente, spronare a fare meglio, a capire dove si è sbagliato per ripartire nella giusta direzione. Non abbiamo inserito un piano di assunzioni straordinario perché si è sempre proceduto a assunzioni periodiche. Permangono comunque situazioni di precariato che vogliamo cercare di risolvere; per questo ci assumiamo l’impegno di giungere a un accordo con le Organizzazioni sindacali nell’autunno prossimo. Inoltre, intendiamo codificare la nostra volontà di mettere mano al settore nella sua completezza.»L’Assessore Rini si è quindi soffermato sull’aspetto finanziario e sugli adattamenti: «Il disegno di legge impegna circa 6 milioni di euro nel triennio: in tempi di risorse contratte è un segno tangibile dell’attenzione di questa Assemblea alla scuola. Non ci aspetta una sfida facile, ma crediamo di non aver lesinato energie per giungere a questo risultato, che auspico essere condiviso. In merito agli adattamenti, non abbiamo voluto aspettare per i 2.200 bambini che avrebbero perso l’opportunità di formarsi, di accrescere le loro capacità in inglese. In questo, abbiamo avuto il supporto di insegnanti. Siamo fieri di aver dato un’opportunità in più ai bambini.»In conclusione, per l’Assessore Rini, «abbiamo denominato questo percorso la “Nostra scuola”, perché la nostra scuola è già “buona”. Abbiamo solo apportato piccole migliorie per dare uno nuovo slancio a questo ambito fondamentale.»La discussione generale ha occupato tutta la seduta mattutina.Il consigliere di ALPE Chantal Certan ha sottolineato: «La tâche d’une Assemblée de légiférer est une grande responsabilité, mais dans la matière de l’instruction est encore plus grande parce qu’elle rentre directement dans la formation et dans le cœur de nos enfants. Quand on parle d’école il faut parler de co-participation de toute la société et pour ne pas rater il est sage de prendre le temps nécessaire avant de légiférer.» Per la Consigliera, «ALPE aveva considerato positivamente l’intesa con il Ministro e la norma di attuazione che avrebbero consentito di ancorare una riforma nazionale, che aveva anche dei principi interessanti, al territorio peculiare della Valle d’Aosta, dando una nuova marcia alla scuola valdostana. Il percorso di condivisione, però, si è arrestato ben presto: il tutto è stato deciso “en petits groupes”, con forzature politiche della maggioranza che non hanno trovato condivisione. Il risultato è una riforma di ferragosto, fatta in tutta fretta e con estrema superficialità: è stato dato un contentino di qua e di là cucinando uno “spezzatino” che manca di coerenza. Ci sono sicuramente degli aspetti positivi: la salvaguardia della scuola dell’infanzia, la formazione obbligatoria con la sostituzione degli insegnanti, l’alternanza scuola-lavoro, anche se avremmo voluto una scelta più coraggiosa. A parte questo, però, questa legge non ha struttura, è incolore, non parla con il territorio e, soprattutto, non rappresenta le istanze degli operatori del settore. Il potenziamento linguistico è uno slogan, ma che risulta essere fittizio e limitato, che non può avere applicazione concreta: 8 moduli in un anno non saranno incisivi e sono un’occasione persa se si vuole realizzare un vero sistema plurilingue. Per fortuna, il mondo della scuola avrà un anno di tempo per applicare questa legge che il Governo, sordo, sforna senza condivisione e siamo sicuri che, malgrado le criticità, la scuola cercherà di rendere efficiente ed efficace l’insegnamento come ha sempre fatto, perché il corpo docente è responsabile e non applicherà cose inapplicabili. Oggi, non possiamo aderire ai toni trionfalistici con i quali è stato annunciato questo disegno di legge, perché le preoccupazioni del mondo della scuola, rimaste inascoltate, sono anche le nostre. Avremmo voluto dire tanti sì perché credevamo in questa riforma: le sfide per il futuro sono quelle delle lingue, della tecnologia, ma non condividiamo la scelta di aver raso al suolo ciò che di peculiare aveva la nostra scuola, in particolare la scuola secondaria di primo grado, e questo malgrado le richieste degli insegnanti. Siamo profondamente delusi perché avremmo voluto un testo ampiamente condiviso e realmente ancorato al nostro territorio, avremmo avuto il tempo per farlo, ma è mancata la volontà della maggioranza di sostenere un confronto aperto e reale.»André Lanièce (SA) ha ripercorso l’iter del disegno di legge: «La scuola è da sempre il fiore all’occhiello della Valle d’Aosta; anche in tempi lontani e difficili, abbiamo creato modelli come le “écoles de hameaux”, imitati poi dai transfrontalieri. Con questa legge abbiamo voluto salvaguardare e valorizzare la “Nostra scuola”. Ci è stata mossa la rimostranza di aver portato troppo in fretta il provvedimento in Aula, ma mi preme sottolineare che il dibattito risale all’anno scorso e ha coinvolto tutte le parti interessate attraverso diversi incontri e dialoghi serrati, alla ricerca di spunti e miglioramenti, che sono sempre stati presi nella dovuta considerazione e in alcuni casi hanno fatto scaturire emendamenti. La “Buona scuola” nazionale non ci ha mai convinto del tutto, abbiamo cercato allora un equilibrio. Con la saggezza dei montanari e la forza dello Statuto speciale, abbiamo addirittura provveduto a correggere dimenticanze della riforma nazionale, come la scuola dell’infanzia. Attenzione è stata posta poi al plurilinguismo, cui lavoriamo da anni: abbiamo aggiunto le prove Invalsi, abbiamo affiancato al francese l’inglese fin dalla primaria. In questo disegno sono state indicate le disposizioni che porteranno a completamento l’autonomia delle Istituzioni scolastiche; è stata sancita l’importanza della scelta politica in merito al polo scolastico unico di Verrès a partire dall’anno scolastico 2017-2018, volto a garantire la continuità di istruzione per gli studenti della bassa Valle e arginare la frammentazione della dirigenza scolastica. Gli 11 emendamenti presentati in Commissione dall’Assessore Rini riguardano, tra i vari argomenti, gli studenti con bisogni educativi speciali; il rapporto di autovalutazione; le sostituzioni dei docenti sin dal primo giorno; la libertà di articolare le lezioni su 5 o 6 giorni. Ormai purtroppo la tendenza è quella di porre in evidenza soltanto ciò che non va bene, dimenticando di apprezzare gli sforzi compiuti per dare soluzione ai problemi. In questo caso, voglio sottolineare come il provvedimento normativo sia più vicino alle esigenze dei valdostani; in altre regioni, invece, la riforma nazionale si applica tout court. Una riforma del genere non può che suscitare discussioni e malcontenti: un conto però sono le critiche costruttive, che suscitano riflessioni, un altro conto invece sono le prese di posizione dure, che vogliono mantenere lo status quo senza avere la capacità di guardare avanti. Noi abbiamo cercato di affrontare questa riforma con l’obiettivo di continuare ad investire nella specificità e unicità del modello scolastico valdostano, di mantenere il sistema attuale di reclutamento dei docenti, di rafforzare le competenze degli studenti nelle materie scientifiche, linguistiche e informatiche, oltre che le competenze di cittadinanza attiva, di alfabetizzazione all’arte e alla musica, di sviluppo di comportamenti legati a una vita sana. L’ottica seguita è quella del miglioramento del nostro sistema scolastico in un momento, come quello attuale, di cambiamento e di sperimentazione.»Il Consigliere del M5S Roberto Cognetta ha osservato: «L’Assessore vuole subito la riforma, entro settembre, per evitare il dibattito aspro e acceso che c’è stato in Trentino: quando l’Assessore vuole copiare lo sa fare e anche bene.» Ripercorrendo la storia della scuola dal Medio Evo ad oggi, il Consigliere è poi entrato nel merito del disegno di legge: «Questo provvedimento, magnificato dalla maggioranza, di fatto non tocca la parte più importante: ciò che si deve insegnare e come farlo, ossia non si pone l’obiettivo di cosa si vuole ottenere e come ottenerlo. Non è stato fatto perché il Governo nazionale ci ha imposto un percorso che se non avessimo accettato non ci avrebbe dato l’occasione di poter adattare la riforma al nostro ordinamento. Con un piccolo sforzo nel rimandare questa discussione, avremmo potuto migliorare sensibilmente ciò che oggi, invece, si vuole approvare con un vero e proprio blitz. Spero che nel prosieguo della discussione si possa sistemare qualcosa, grazie anche agli emendamenti che ho presentato. Rimango però dell’idea che la discussione andrebbe fatta intorno ad un tavolo con gli operatori del settore e non quando questi non ci sono. È giusto porre termine ad un dibattito, ma questo è durato 15 giorni: ho chiesto di trasferire l’approvazione del disegno di legge al primo Consiglio di settembre, ma mi è stato negato. A fronte di questo, ho presentato 896 emendamenti e terrò legata quest’Aula fino allo sfinimento. Il mio modo di lavorare può non piacere, ma io sto difendendo il mio ruolo di Consigliere e chiedo rispetto: non accetto che si dicano delle cose che poi non vengono rispettate, come in questo caso.»Il Consigliere dell’UVP Nello Fabbri, ha evidenziato: «Il disegno di legge è frutto di un lavoro che è stato dapprima tecnico, poi diventato politico, di ascolto e di recepimento delle istanze e dei suggerimenti; un lavoro stringente, condotto con tempistica incalzante, senza tuttavia escludere rappresentanti delle parti coinvolte. Dando luogo a una maggiore professionalità degli insegnanti, la ricaduta positiva avverrà sui nostri ragazzi. Il rinvio dell’approvazione della legge non avrebbe mutato la situazione. In effetti questo provvedimento ha ottenuto scopi importanti: la salvaguardia di un aspetto essenziale della nostra autonomia in un settore vitale e fondante della società; il mantenimento dell’eccellenza della nostra scuola, recependo varie possibilità di miglioramento. Un punto estremamente importante è la formazione continua obbligatoria degli insegnanti. Bisognerà trovare un sistema per venire incontro ai docenti penalizzati. È poi importante l’implementazione dell’insegnamento della lingua inglese, che deve rappresentare un atout spendibile da tutti i ragazzi, indipendentemente dalle sensibilità delle famiglie. Il nostro giudizio su questa legge è dunque positivo, pur essendo consci del fatto che non si possa esaurire una riforma del genere con una sola legge: è un cantiere aperto, bisogna tenere conto degli avanzamenti dei lavori. Aspettiamo con la dovuta attenzione i miglioramenti che verranno trovati nel corso del tempo.»Per il Consigliere di ALPE Fabrizio Roscio, «si parla di un lungo percorso di condivisione che noi non abbiamo vissuto: in quindici giorni si è chiusa la parabola del disegno di legge in Consiglio. Nelle imperscrutabili stanze dell’Assessorato, probabilmente il confronto è stato diverso, ma noi non lo abbiamo vissuto. Così come non lo hanno percepito gli operatori del mondo della scuola. Il loro intento era quello di migliorare ulteriormente il testo, ma l’Assessorato è stato sordo e la fretta è ciò che caratterizza oggi questo disegno di legge. Per noi, l’obiettivo finale non era quello di accontentare tutti, ma doveva essere una sintesi tra le istanze di coloro che vivono il mondo della scuola, riunite tutte insieme intorno ad un tavolo: invece, il metodo seguito è sembrato quello del “divide et impera”. Ma la buona politica è altro. Era inoltre doveroso dare una risposta alla petizione sulla scuola media presentata dal Comitato “SOSécoleVdA” prima di approvare questa legge: invece, la Commissione proseguirà ora il suo esame a “babbo morto”, senza la possibilità di incidere su nulla, perché già tutto è stato deciso.»Per il Capogruppo della Stella Alpina, Pierluigi Marquis, «i risultati di questa legge dipendono dalle modalità di applicazione dei principi, assoggettata a percorsi che possono valorizzare la legge o evidenziarne lati negativi da cambiare. La nostra territorialità non è facile da gestire, occorre tenere conto delle peculiarità geografiche con cui mediare per garantire servizi di qualità e prossimità. Lavoriamo per una scuola il più possibile inclusiva, pur scontrandoci coi vincoli giuridici nazionali, soprattutto riguardo ai docenti di sostegno; per questo, auspichiamo in futuro di poter dare risposte positive a queste necessità anche attraverso la regionalizzazione degli insegnanti. Il tutto si basa comunque sul portare avanti progetti di formazione per i docenti, affinché la didattica e l’approccio pedagogico possano essere attualizzati alle esigenze di una scuola moderna. I principi introdotti con questa legge sono buoni, ma occorrerà verificare e monitorarne l’applicazione pratica, da cui dipenderà il buon esito.»I lavori pomeridiani del Consiglio sono stati ritardati di un’ora per permettere un confronto fra i gruppi consiliari sul disegno di legge.L’Assessore all’istruzione e cultura, Emily Rini, prendendo la parola a inizio seduta, ha annunciato che «è stato raggiunto un punto di incontro tra i diversi punti di vista. Come Governo regionale siamo consapevoli di avere chiesto un grande sforzo ai Consiglieri al fine di accelerare il percorso sul disegno di legge. Non lo abbiamo fatto per partito preso, ma perché siamo l’ultima Regione ad attuare il recepimento della norma sulla Buona Scuola e perché questa è l’ultima adunanza prima della sospensione estiva. Oggi, chiediamo al Consiglio di approvare il disegno di legge, ben sapendo che rimangono delle criticità, come quelle sollevate dalla petizione all’attenzione della quinta Commissione consiliare, delle quali vogliamo farci carico. La sospensione dei lavori è servita a trovare un’intesa su di un documento, che proponiamo in maniera corale per significare l’attenzione che abbiamo su questi temi. Ringrazio i Consiglieri per questa disponibilità che dimostra come si possano trovare delle sintesi quando c’è la volontà di confrontarsi, con risultati che fanno bene a tutta la comunità valdostana.»Il Consigliere Roberto Cognetta (M5S) ha annunciato il ritiro dei propri emendamenti: «È una decisione assunta dopo un proficuo lavoro con le altre forze politiche. Ho comunque presentato un ordine del giorno, affinché ci sia un’espressione chiara rispetto alle modalità di gestione dei tempi e dei carichi di lavoro all’interno delle Commissioni, in modo da non trovarci più in una situazione analoga a questa.»Il Consigliere di ALPE Chantal Certan ha aggiunto che «siamo riusciti a far passare il messaggio del potenziamento, che per noi di ALPE era importante, ma che in realtà è un obiettivo di tutto il Consiglio regionale. A volte prendersi del tempo per condividere porta a dei risultati. La nostra preoccupazione verteva sul potenziamento, che riguardava solo la scuola secondaria, mentre noi volevamo che fosse esteso a tutti i gradi di scuola della Valle d’Aosta. Cercheremo tutti insieme nei prossimi mesi di risolvere questi passaggi, sapendo che il sistema di reclutamento degli insegnanti è complesso, ma se vi è l’intenzione di perseguire degli obiettivi è possibile cercare di farvi fronte. Il metodo è importante e l’aver condiviso dei percorsi è stato un passo importante.»I punti di vista di Cognetta e certan sono anche espressi nel video linlato in coda all’articolo. Le Président de la Région, Augusto Rollandin, a affirmé: «Ce débat nous a permis d’apprécier l’importance du sujet. Nous avons fait un choix courageux, on a voulu une école valdôtaine, enracinée dans notre territoire. On a beaucoup travaillé afin d’aboutir à la méthode de la concertation. Notre but principal a été la sauvegarde des droits des étudiants. Le monde scolaire aujourd’hui en ressort avec force, avec une autonomie raffermie. Cette proposition de loi représente l’appui et la satisfaction des étudiants et des familles, le courage des enseignants. Ce projet de loi aura des résultats profitables pour la réalité valdôtaine.»Sono stati quindi depositati due ordini del giorno che sono stati approvati all’unanimità dall’Aula.Il primo, a firma di ALPE, Gruppo Misto e M5S, impegna il Governo regionale a garantire iter di formazione dei provvedimenti legislativi e amministrativi, cioè dei disegni e delle proposte di legge, che prevedano un confronto e il coinvolgimento di tutti gli attori interessati, nella congruità dei tempi tecnici di lavoro delle Commissioni e nel rispetto del ruolo dei Consiglieri. Il Consigliere del M5S Roberto Cognetta, illustrando l’iniziativa, ha sottolineato che «con questo impegno, si cerca di evitare per il futuro di trovarci in situazioni spiacevoli come quelle di oggi: conviene a tutti, alle parti sociali e a noi come Consiglieri.»Il secondo ordine del giorno, sottoscritto dall’Assessore Rini e da tutti i Capigruppo consiliari, impegna la Giunta e l’Assessore competente a valutare entro la fine dell’autunno 2016 con le organizzazioni sindacali e scolastiche la definizione di un futuro piano di assunzioni nella scuola, nei limiti del fabbisogno di personale docente; a valutare la possibilità di introdurre, a partire dall’anno scolastico 2017-2018, un contingente di risorse per il potenziamento delle competenze informatiche degli studenti della scuola secondaria di primo grado; a concordare entro l’autunno 2016 con l’Università della Valle d’Aosta l’attivazione di un tirocinio formativo attivo (TFA) sul sostegno a condizioni economiche favorevoli per dare risposte e alternative sul piano occupazionale al personale docente.Il Presidente della quinta Commissione, Luigi Bertschy (UVP) ha puntualizzato: «Questa legge avrà ricadute positive sul nostro modello scolastico, ma genererà anche dei necessari adattamenti agli organici. La maggioranza regionale, nel concludere il percorso di approvazione in Commissione, ha lasciato aperta la porta del confronto e quest’ordine del giorno condiviso da tutti ne è la dimostrazione concreta. Non posso non esprimere soddisfazione per aver trovato un’idea comune, confrontandosi sul merito. Nel prosieguo, dovremo valutare se la norma raggiungerà l’obiettivo principale, ovvero la creazione di un nuovo modello formativo ed educativo per le future generazioni. Auspichiamo che questa condivisione sia l’inizio di un lavoro proficuo.Il Consiglio Valle ha poi discusso un terzo ordine del giorno, presentato nella mattinata dai gruppi ALPE e Gruppo Misto, riguardante la costituzione di un Centro per istruzione adulti (CPIA) in Valle d’Aosta, adattandolo alla realtà locale, affinché il sistema dell’istruzione, della formazione lavoro e dell’apprendimento formale, non formale e informale possa prendere avvio nella nostra regione, anche attraverso il potenziamento della rete tra istituzioni scolastiche. Il testo è stato ritirato a seguito dell’impegno degli Assessori all’istruzione e alle politiche del lavoro di confrontarsi in Commissione su questo tema, che è in fase di approfondimento.Con 26 voti a favore (UV, UVP, SA, PD-SVdA), 1 contrario (M5S) e 6 astensioni (ALPE e Gruppo Misto), il disegno di legge di armonizzazione della legge nazionale 107/2015 (Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione) con l’ordinamento scolastico valdostano è infine stato approvato.L’approvazione è arrivata dopo un ampio e serrato dibattito che ha occupato tutta la seconda giornata di lavori del Consiglio, durante il quale è stata trovata una sintesi sulle problematiche emerse e le preoccupazioni espresse, che hanno portato all’adozione all’unanimità di due ordini del giorno e al ritiro degli 896 emendamenti depositati dal Consigliere Cognetta.Il Consigliere Fabrizio Roscio, a nome del gruppo ALPE, ha espresso il voto di astensione: «Sul disegno di legge sulla scuola, al momento dell’ingresso in Aula la nostra posizione era contraria rispetto, in particolare, al metodo e alla ristrettezza dei tempi, ma anche ai contenuti, che rimangono in parte irrisolti. Dopo il confronto di oggi vi sono state delle aperture politiche che vanno a migliorare il testo sulle questioni di un piano straordinario di assunzioni, del potenziamento delle competenze informatiche nelle scuole medie e della formazione specialistica sul sostegno e quindi il nostro voto sarà di astensione. La nostra posizione vuole essere un’apertura di credito per quello che è stato detto oggi su alcuni aspetti che noi riteniamo importanti e che seguiremo nella loro evoluzione.»Il Consigliere Nello Fabbri ha detto che «l’UVP vota convintamente questa legge, che ha avuto un iter travagliato ma anche estremamente approfondito. È stata l’occasione per ribadire e mantenere le peculiarità della nostra buona scuola: mantiene ciò che c’è di buono e la proietta nel futuro, ed è importante che ci si dia una scossa pe offrire un futuro migliore ai nostri giovani.»Il Capogruppo del PD-SVdA, Jean-Pierre Guichardaz, ha espresso soddisfazione «per la discussione e per l’esito del dibattito oltre che per i contributi che sono stati aggiunti nel tempo. Abbiamo partecipato alla costruzione del disegno di legge e siamo convinti che il metodo sia anche sostanza ed è per questo che abbiamo accolto con piacere il confronto che c’è stato al fine di migliorare il coinvolgimento. Questo non è un testo ideologico in nessuna delle sue parti: è tutto rivolto ad uno scrupolo educativo affinché possa a portare dei benefici ai nostri ragazzi. Questo è davvero il nostro testo di riferimento, la nostra, e ribadisco nostra, “buona scuola”.»Il Consigliere Elso Gerandin (Gruppo Misto) ha dichiarato il proprio voto di astensione: «L’Assessore ha preso degli impegni politici importanti, che non saranno facili da realizzare ma di cui seguiremo con attenzione l’evoluzione. Accolgo con piacere la mediazione non solo sul metodo ma anche nel merito.»L’Assessore all’istruzione e cultura, Emily Rini, ha osservato: «Oggi si scrive una pagina importante per la scuola nel suo complesso; in quest’Aula si è esercitato un bell’esempio di lavoro di sintesi, di collaborazione. Abbiamo inserito la sperimentazione come elemento essenziale degli adattamenti: ciò significa gradualità e monitoraggio. Non dobbiamo avere paura di cambiare, ricalibrare, rimodellare. Ci terremo aggiornati, perché solo così potremo migliorare e far fruttare questo percorso, il cui elemento comune è stato quello dell’impegno e della serietà.»Le Président de la Région, Augusto Rollandin, a conclu: «Le vrai investissement que nous faisons dans notre région c’est dans les jeunes, et les jeunes c’est aussi l’école, à partir de la primaire jusqu’à l’université. L’approbation de cette loi est un pilier du système scolaire valdôtain dans lequel nous nous reconnaissons, sur lequel nous voulons miser pour le futur, et sur lequel nous avons donné des adresses qui doivent être réglées petit à petit selon les modèles dans lesquels nous croyons pour l’avenir de notre économie, de notre culture, en sachant que grâce à notre Statut d’autonomie nous pouvons offrir à nos jeunes une préparation adéquate.»
Pubblicato / aggiornato
il 28/07/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute