Fontina: una prova di qualità in sette alpeggi
È iniziata, in tutti i sette alpeggi partecipanti, la prova che porterà a produrre circa mille forme di Fontina di qualità elevata sui pascoli più alti.
E sono iniziati anche i controlli per verificare lo svolgimento e gli esiti di questa attività. In particolare, nei sette alpeggi sono effettuati tre sopralluoghi: quello del direttivo Arpav, quello dei tecnici dell’Institut Agricole Régional e quello dei tecnici dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura.Lo scopo dei sopralluoghi è verificare la corretta attuazione del protocollo d’intesa firmato con i proprietari e i conduttori degli alpeggi, anche per mezzo di accurate indagini procedurali e analisi scientifiche.Dunque i tecnici del Laboratorio latte dell’Assessorato verificano tutte le fasi di produzione della Fontina e raccolgono campioni del latte; quelli dell’Iar prelevano tasselli dalle forme prodotte e li sottoporranno ad analisi chimiche e sensoriali. L’Iar si dedica anche al rilievo delle vegetazioni dei pascoli, per annotarne i valori nutrizionali e poterne quindi verificare il trasferimento nei formaggi.È curioso vedere come riportare una pratica secolare ai suoi metodi originari possa essere oggetto di attenzione e studi moderni. Lo scopo dell’iniziativa è infatti verificare se e come la caseificazione tradizionale possa apportare alla Fontina particolari caratteristiche nutrizionali, tali da renderla un prodotto di qualità non solamente al gusto ma anche ai fini di una corretta alimentazione.Organizzatori e partecipanti all’iniziativa hanno grandi attese. “Riportare la Fontina alle sue origini, soprattutto nel prezioso periodo della monticazione – dice il presidente di Arpav, Bernard Clos – è una scommessa che abbiamo voluto organizzare a beneficio di un intero sistema che, a causa della crisi economica globale, ha subito contraccolpi negativi dai quali stenta a riprendersi. Ridare un’immagine forte al nostro prodotto di punta potrà essere una spinta per l’intero settore”.“Dai sogni alle parole e dalle parole ai fatti – dice la proprietaria dell’alpeggio Farinet, a By di Ollomont, Daniela Fornaciarini. Non si può pretendere di preservare e promuovere la vita in montagna se le varie parti che la compongono vivono dissociate fra loro. Ho imparato a camminare a By. Avevo 15 anni quando ho detto allo zio Paul-Alphonse Farinet che ‘l’alpeggio era mio’. Dopo molte traversie è diventato mio. Ora, in silenzio, c’è solo da lavorare. Proprietari, allevatori e gestori – uniti – e puntando su alcuni elementi: le bovine, i prati, il latte, la Fontina. Tutto solo di qualità e sano. Con passione, sacrificio, unità, professionalità e determinazione. Questa è la proposta Arpav che condivido con i miei due gestori Aurelio Cretier e Riccardo Vevey. Nei pascoli della ‘tza’, le vacche si alimenteranno ‘solo’ di erba. Via i mangimi. Verifica e risultati: nel tardo autunno”.“Quella dell’alpeggio è vita dura ancora oggi – racconta Flavio Perrin, gestore dell’alpeggio Tzignanaz a Valtournenche – ma è il momento di maggior benessere per le mucche: aria aperta e movimento, terra soffice sotto gli zoccoli, buona erba e fiori in abbondanza. Le mandrie hanno tutto ciò di cui hanno bisogno per produrre ottimo latte. Sta ai nostri casari trasformarlo in Fontina di qualità. Starà al mercato cogliere le diversità e apprezzare il nostro lavoro”.Nella prova sono coinvolti alpeggi che trasformano il latte in loco e altri che conferiscono a un caseificio. Jean-Antoine Maquignaz è membro del direttivo Arpav e direttore della Cooperativa Valle del Cervino: “Abbiamo ritenuto interessante, in questa prova, verificare se potesse esservi una differenza fra latte prodotto nelle medesime condizioni ma poi lavorato in situazioni diverse. Lo scopo principale, però, resta dimostrare che queste modalità di allevamento conferiscono alla Fontina una marcia in più dal punto di vista sensoriale e nutrizionale, arrivando a valorizzarne la qualità anche economicamente. Una sfida che, se vinta, andrà a vantaggio di tutti, non solamente di quelli che hanno accettato, ora, di metterla in pratica”.A mano a mano che le forme sono prodotte nei sette alpeggi, sono avviate alla cave d’affinage di Ollomont, della Cooperativa Produttori Latte e Fontina, per la stagionatura. Seguirà la valutazione per la marchiatura da parte del Consorzio Produttori e Tutela della Fontina DOP.A ottobre, si analizzeranno e certificheranno i risultati della prova, che è stata organizzata dall’Association régionale des Propriétaires d’Alpages Vallée d’Aoste in collaborazione con l’Assessorato Agricoltura della regione autonoma Valle d’Aosta, l’Institut agricole régional, il Consorzio Produttori e Tutela della Fontina DOP e la Cooperativa Produttori Latte e Fontina.Questi gli alpeggi partecipanti:
Località
Comune
Proprietario
Conduttore
produttore
Alpe By Farinet – Tsa de By
Ollomont
Fornaciarini Daniela
Cretier Aurelio
Vevey Riccardo
Alpe Plan Vaûon
Bionaz
Petitjaques Donato
Petitjaques Donato
Alpe Tsignanaz
Valtournenche
Agostino Laura
Perrin Flavio
Alpe Pró d’Arc
Saint-Rhémy
Duclos Denis
Duclos Denis
Alpe Mont de l’Eura*
Valtournenche
Maquignaz Jean-Antoine
Maquignaz Jean-Antoine
Società Cooperativa Valle del Cervino
Alpe Djomein*
Valtournenche
Famiglia Frassy
Yeuillaz Milvio
Società Cooperativa Valle del Cervino
Alpe Chavanon*
Valtournenche
Istituto Diocesano
Parleaz Katia
Società Cooperativa Valle del Cervino
Pubblicato / aggiornato
il 11/08/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute