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Rifondazione comunista: Aosta riveda i tagli del 25% all’assistenza agli anziani

Rifondazione comunista: Aosta riveda i tagli del 25% all’assistenza agli anziani

La Giunta del Comune di Aosta ha bandito la gara per i servizi agli anziani nel prossimo quadriennio. Un coro di critiche si è levato contro la struttura di questo documento.

“La sostanza del provvedimento consiste in un taglio di 40 posti di lavoro, pari al 25% degli attuali addetti – denuncia il segretario di Rifondazione comunista Valle d’Aosta, Francesco Lucat. Di conseguenza diventerà  molto (ma davvero molto) difficile persino assicurare il minimo indispensabile di cura degli utenti delle nostre micro-comunità, del Servizio Domiciliare e del servizio di prossimità di quartiere”.”Ma il minimo non può che rispondere minimamente ai bisogni sempre più impellenti delle fasce più deboli della società” aggiunge. Lucat attribuisce questa decisione non alla crisi bensì alla  “mancanza di volontà e di capacità politica, da parte di chi in questi ultimi anni di vacche magre ha governato Regione e Comune, di ripensare le strutture dei servizi sociali, integrandoli per renderli più efficienti e meno costosi. Non occorre inventare nulla. Esistono esempi significativi, come in Veneto ed in Trentino.Esistono poi competenze professionali maturate in decine di anni di attività che potrebbero / dovrebbero essere ascoltate per un contributo concreto alla soluzione dei problemi. Si preferisce invece la logica più semplice e più facile, quella dei tagli verticali e settoriali.che dà maggiore possibilità di risparmiobveloce e che non turba le troppe baronie istituzionali la cui preoccupazione principale è il proprio particulare, la carriera ed il potere, e non l’ interesse generale dei/delle cittadin*”.Rifondazione comunista sostiene che la logica dei tagli aggrava la crisi, anziché risolverla, sotto un duplice profilo: “la riduzione dei servizi di assistenza agli anziani oggi, significa un aggravio delle spese sanitarie domani (a meno che non si punti ad una riduzione della speranza di vita dei soliti noti…). Una riduzione così drastica del personale, (un/una lavoratore/trice su quattro) significa che troppi dovranno ridurre il loro tenore e la loro qualità di vita. Il che si traduce in una ulteriore contrazione dell’attività economica”. Un risultato però lo si ottiene: “con i tagli alla spesa, con gli aumenti alle tabelle ISEE, si ottiene che tanti rinunciano a rivolgersi ai servizi pubblici e ricorrono al privato (che per certi servizi, come l’ assistenza agli anziani, funziona in nero). Più costi, minore cura”.Rifondazione Comunista annuncia il proprio impegno affinché vi sia un ripensamento su questa materia, fondato su una reale attenzione alla cura e al rispetto degli utenti e dei cittadini e alle preoccupazioni dei lavoratori.

Pubblicato / aggiornato il 27/08/2016 alle 12:00
Categoria: Salute