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Nessun centro migranti all’Hotel Miramonti di Saint-Vincent

Nessun centro migranti all’Hotel Miramonti di Saint-Vincent

Durante il Consiglio comunale di Saint-Vincent di martedì 30 agosto, il sindaco Mario Borgio ha assicurato che non è previsto nessun nuovo centro per migranti. L’interpellanza presentata dalla minoranza è stata dettata solamente da voci di paese che, visto la presenza di lavori all’Hotel Miramonti, insinuano l’imminente arrivo di richiedenti asilo.

Non dello stesso parere i consiglieri del gruppo di minoranza Stella Alpina- Union Valdôtaine- Indipendenti, i quali ritengono “ben poco argomentata la risposta del sindaco. La sua semplice smentita ha lasciato più di qualche perplessità nel pubblico che l’ha ascoltata”. Borgio ha poi comunicato al Consiglio il fine del mandato del comandante dei Carabinieri Enzo Molinari, rivolgendogli “un saluto e un ringraziamento per il buon lavoro svolto in questi anni”.Accolta all’unanimità l’istanza di minoranza dal titolo Scelte comunali in materia di dissuasori di velocità: presto sarà istituita un’apposita Commissione che valuterà nel dettaglio il posizionamento di dissuasori di velocità sulle strade del territorio comunale.Consiglieri d’accordo anche per una parziale rettifica delle categorie di attività per le utenze non domestiche della Tari e dell’Imposta Unica Comunale, che consiste in “una piccola modifica di errori formali”, ha affermato il sindaco.Clima acceso in sala Consiglio per la mozione di minoranza che richiedeva il rimborso delle imposte locali per le aree ex-edificabili agli aventi diritto. “Laconico il niet alla nostra iniziativa per restituire, come consentito dalla legge, l’Imu degli ultimi anni a coloro che si sono visti togliere l’edificabilità dalla variante di Piano regolatore recentemente approvata dalla maggioranza”, affermano i consiglieri di minoranza in una nota. “Cosi oltre il danno patrimoniale pure la beffa fiscale. Ma se neghi un’attenzione verso i cittadini che diligentemente pagano le tasse forse dai ragione a chi non le paga!”, commenta ancora la minoranza.A replicare è stato l’assessore Marco Maresca, il quale ha spiegato che “l’eventuale restituzione dell’Imu è subordinata a una esplicita previsione nel Regolamento comunale che disciplina la materia, previsione che avrebbe potuto essere introdotta in qualunque momento, considerando che l’iter di approvazione della variante generale del Prgc, non ancora concluso, è stato avviato nel 2004”.“Nella variante sono stati inseriti in zona agricola prevalentemente terreni edificabili appartenenti a due categorie: terreni edificabili rientranti in ambiti inedificabili per rischio idrogeologico. In passato,” ha puntualizzato Maresca, “i proprietari di queste aree hanno pagato l’Imu con opportune riduzioni anche se il terreno era di fatto inedificabile. L’inserimento in zona agricola esonera definitivamente i proprietari dal pagamento; terreni edificabili vincolati a verde. Anche in questo caso l’inserimento in zona agricola concilia la necessità di conservare l’inedificabilità dei suoli con l’esonero definitivo dal pagamento dell’Imu. Su questa seconda tipologia devo sottolineare che molti proprietari non hanno pagato l’Imu, situazione evidenziata da verifiche effettuate da questa amministrazione, e che alcuni, hanno percepito lo stesso un indennizzo per la presenza del vincolo. Si tratta pertanto di un correttivo tanto equo quanto opportuno; preciso poi che i vincoli gravanti su queste aree sono stati lasciati decadere nel 2015 e che i proprietari avrebbero potuto inoltrare istanza di edificazione nel periodo agosto 2015-luglio 2016: nessuno lo ha fatto”. “Non si tratta pertanto di una scelta punitiva”, ha concluso l’assessore, “ma di una risposta sensata a una richiesta che suona piuttosto come una ‘provocazione-speculazione’ politica; qualora nei prossimi mesi dovessimo riscontrare situazioni particolari o inique nulla ci vieterà di modificare il regolamento Imu in modo adeguato. In molti casi l’inserimento dei terreni in zona agricola è un atto dovuto che risulta coerente sia sotto il profilo urbanistico sia tributario. L’edificabilità dei suoli non è necessariamente definitiva e non ritengo neppure corretto prelevare dalla fiscalità collettiva per risarcire soggetti che hanno avuto la possibilità di sfruttare questa potenzialità e non lo hanno fatto”. In seguito, la seduta consiliare è stata sospesa mezz’ora circa in quanto “un consigliere di maggioranza ha dovuto assentarsi per motivazioni personali”, ha asserito il sindaco, per riprendere al ritorno del consigliere e raggiungere così il numero legale necessario alla validità dela riunione. Situazione che la minoranza ha definito “comica”, anche se è uscita dall’aula fino al rientro del consigliere.Infine, voto contrario della minoranza, con invito al sindaco di “farsi portavoce delle esigenze del Comune in seno alla giunta dell’Unité”, per la modifica di una scheda della convenzione tra l’Unité des Communes Valdôtaines Mont-Cervin e i Comuni del comprensorio per l’esercizio associato dei servizi per gli asili nido e i servizi per la prima infanzia, ritenendo  poco approfondite le risposte fornite dall’Amministrazione. “La delibera prevede lo stanziamento di 19mila Euro”, affermano i consiglieri di minoranza,  “importo destinato sicuramente a crescere, per il finanziamento degli asili nido riferiti all’Unité Mont-Cervin. Dal momento che il nido di Saint-Vincent prevede una convenzione a parte, senza oneri a carico dell’Unité e del Comune, è evidente che il suddetto stanziamento vada a finanziare i nidi degli altri Comuni”. “Saint-Vincent prima spendeva 50mila Euro per il suo nido e ora ne andrà a spendere circa 60-80mila per i nidi degli altri: se questa è lungimiranza amministrativa…”, ha concluso la minoranza.

Pubblicato / aggiornato il 31/08/2016 alle 12:00
Categoria: Salute