I lavori del Consiglio Valle di giovedì 22 settembre
A inizio della seduta del 22 settembre, il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una mozione, presentata congiuntamente da Alpe, M5S e Gruppo Misto, che impegna l’Assessore al territorio e ambiente a relazionare alla competente Commissione consiliare in merito al progetto di potenziamento della Strada statale 26 Dir, nel tratto compreso fra l’innesto A5 e la località La Palud, nel comune di Courmayeur.
«Un progetto fortemente impattante e con ripercussioni ambientali non indifferenti – ha evidenziato nell’illustrazione la Consigliera Chantal Certan (ALPE) -, prevedendo una rotatoria ad ampio raggio, la realizzazione di una corsia di accumulo ed un impianto semaforico all’altezza della strada della frazione La Palud. Questa frazione, che rappresenta la porta d’entrata della Valle d’Aosta ed è la vicina di casa del Monte Bianco, è da quasi un decennio maltrattata da continui cantieri. Stiamo parlando di un’opera per la quale non c’è stata alcuna condivisione né in Commissione né in quest’Aula; per questo auspichiamo che l’Assessore riferisca alla Commissione.»L’Assessore al territorio e ambiente, Luca Bianchi, ha precisato: «La società proponente, la RAV spa (concessionaria della tratta autostradale), a seguito di una convenzione del 2009 con l’ANAS, ha assunto l’obbligo di progettare le opere e sottoporre gli interventi alla valutazione di impatto ambientale. In merito ai finanziamenti, non sono previsti fondi regionali, ma unicamente risorse statali, che saranno messe a disposizione qualora il progetto otterrà il parere favorevole. La realizzazione della rotonda, già inserita nel Piano regolatore comunale nel febbraio del 2013, è frutto di una progettazione indipendente, non è stata oggetto di concertazione con l’Amministrazione regionale, che auspica miglioramenti e non la concretizzazione di opere che vadano a gravare su una situazione che in alcuni periodi è già pesante. Tutte le osservazioni che vengono presentate per qualsiasi progetto sono sempre prese in considerazione dai tecnici. Per questa fattispecie, in sede di procedura di valutazione di impatto ambientale sono state evidenziate sostanziali carenze sul progetto, in particolare per le motivazioni degli interventi e l’assenza di alternative progettuali che sono invece previste dalla normativa. Per questo motivo, la conferenza dei servizi del 5 settembre scorso ha deciso di sospendere la procedura; la struttura competente dell’Assessorato il 16 settembre ha quindi dato alla RAV 60 giorni per portare nuove progettazioni, in particolare sulle potenziali criticità ambientali legate alla realizzazione dell’opera.» «Pertanto – ha proseguito l’Assessore Bianchi – , l’Amministrazione regionale ha già affermato di mitigare gli impatti ambientali derivanti dalla rotatoria, valutando la fattibilità tecnica di una sua riduzione e/o spostamento; individuare alternative all’impianto semaforico all’altezza del tornante di La Palud e alla realizzazione della seconda corsia di arrampicamento ipotizzando la sua eliminazione e/o riduzione, suggerendo di implementare il controllo e la gestione del traffico dei mezzi pesanti in tutto il tratto Aosta-Courmayeur avvalendosi dell’area di regolazione di Pollein per contenere nel maggior modo possibile le code. Per tutte queste ragioni, accogliamo questa mozione, assumendo l’impegno di relazionare in Commissione una volta scaduto il termine dei 60 giorni o quando saranno presentati i nuovi elaborati progettuali.»Il Capogruppo di Alpe Albert Chatrian ha replicato: «Ci devono essere nuove soluzioni progettuali alle criticità evidenziate sul territorio e dai cittadini, ma fino ad oggi la RAV, partecipata dall’Amministrazione regionale, non si è confrontata praticamente con nessuno. Apprezziamo la volontà di un confronto in Commissione con i nuovi elaborati, che auspichiamo siano meno onerosi e compatibili con il territorio e la vita della comunità.»Il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha aggiunto: «La soluzione è già stata individuata ed è già realizzabile: impedire l’accumulo a Courmayeur, fermando il traffico alle prime avvisaglie di criticità all’area di regolazione di Pollein. Non sono necessarie corsie supplementari. È questa la soluzione che l’Amministrazione regionale ha suggerito alla RAV.»Le Conseil de la Vallée a enseuite approuvé, avec 26 voix favorable et 6 abstenus (ALPE e GM), une résolution déposée par les Chefs de groupe de l’UV, UVP, Stella Alpina et PD-SVdA qui délibère la constitution d’une Commission spéciale pour les réformes institutionnelles étant appelée à définir l’instrument, la méthode et les procédures les plus appropriés visant l’élaboration d’une proposition de révision du Statut spécial d’autonomie, en tenant compte de la norme qui ira discipliner le “principe de l’entente” et du référendum confirmatif de l’automne prochain.En établissant que la Commission soit composée de sept Conseillers régionaux, dont 2 exprimés par la minorité, le Conseil a nommé, sur proposition du Président du Conseil, la Conférence des Chefs de groupe entendue, les Conseillers Claudio Restano et David Folllien (UV), Nello Fabbri (UVP), Jean-Pierre Guichardaz (PD-SVdA) et Marco Viérin (SA). Le Conseil, sur requête des forces d’opposition, a renvoyé la nomination des deux Conseillers de minorité à une séance successive au référendum sur la proposition de réforme constitutionnelle. Le Conseiller Claudio Restano a été nommé Président de ladite Commission.Le Chef de groupe de l’UV, Joël Farcoz, a illustré l’initiative en soulignant qu’elle a une double valence: «Il s’agit d’une part de rechercher toutes les voies législatives pour discipliner le principe de l’entente et, d’autre part, de faire un raisonnement clair sur les contenus de notre Statut et sur notre rapport avec l’Etat, au vu aussi des normes d’application, et cela indépendamment du résultat du référendum sur la réforme constitutionnelle de l’automne prochain.»Il Consigliere di ALPE Alberto Bertin ha osservato che «fra quattro giorni il Consiglio dei ministri stabilirà la data del referendum, che probabilmente si terrà il 26 novembre. Un appuntamento che potrà cambiare completamente il quadro istituzionale di riferimento e quindi la natura stessa della Commissione. L’istituzione di una Commissione speciale oggi ha dei limiti evidenti e avviene in un momento poco opportuno. Chiediamo quindi di posticiparne di due mesi l’istituzione, quando il quadro istituzionale sarà definito chiaramente. Il buon senso ci impone di aspettare. Intravediamo nel voler istituire oggi questa Commissione, purtroppo, soltanto la necessità di attuare degli equilibri di maggioranza.»Il Consigliere del Gruppo Misto Elso Gerandin, facendo sue le considerazioni del collega Bertin, ha aggiunto: «Quando si è di fronte ad una scelta così importante come la modifica dello Statuto sarebbe importante coinvolgere il più possibile la comunità valdostana, affinché sia rivalorizzato il concetto di Autonomia. Se una Commissione speciale va fatta, il modello dovrebbe essere quello che hanno scelto i trentini, che hanno chiamato a presiedere la Commissione speciale un professore di diritto costituzionale al fine di coinvolgere la società civile e interrogarsi sulla propria Autonomia.»Per il Consigliere del M5S Roberto Cognetta «toccare lo Statuto è una questione estremamente delicata e la proposta di una Commissione non è la soluzione migliore. È vero che ci sono delle cose da cambiare, però lo facciamo sempre attraverso un input esterno: oggi siamo costretti a rivedere il nostro Statuto perché di fronte ad un referendum, ma non siamo stati capaci di proporre autonomamente questo percorso. Per noi mettere in capo questa competenza alla prima Commissione consiliare sarebbe stata una soluzione migliore, magari coinvolgendo personalità esterne. Questa è un’operazione che non condividiamo.»Per il Capogruppo dell’UVP, Luigi Bertschy, «come sempre si intende fare il processo alle intenzioni. Il cuore della risoluzione sta nella prima parte dell’impegnativa, ossia provare a fare un percorso che parta dalla sua Istituzione per poi allargarsi verso l’esterno. Questa prima fase rappresenta la sede per approfondire lo strumento di cui vorremmo dotarci per poi procedere alla revisione del nostro Statuto. Questa è l’occasione per riflettere sulla nostra Autonomia: nessuna volontà di chiudersi nelle segrete stanze, ma cominciare un cammino che sarà poi allargato a tutta la comunità. L’atteggiamento di squalificarci l’un l’altro non fa bene a nessuno: noi vogliamo fare un lavoro serio e vi chiediamo quindi di partecipare.»Il Capogruppo di Stella Alpina, Pierluigi Marquis, ha dichiarato: «Questo è un momento importante per la Valle d’Aosta perché si tratta di prevedere l’attualizzazione del nostro Statuto, che disciplina la nostra Autonomia e i rapporti con lo Stato per dare continuità e sviluppo alla nostra regione. È un’operazione delicata e quindi bisogna cominciare a lavorare, possibilmente con la massima partecipazione di tutte le forze politiche, riunendosi attorno ad un tavolo. Il confronto sarà esteso a tutte le energie sul territorio e quindi la Commissione potrà avvalersi delle competenze che potranno contribuire utilmente all’elaborazione di una proposta. Il tergiversare e l’attendere non giova a nessuno, bisogna cominciare a lavorare anche se non conosciamo ancora l’esito del referendum che ci sarà fra pochi mesi.»Il Capogruppo del PD-SVdA, Jean-Pierre Guichardaz, ha aggiunto che «continuare a rinviare i lavori di una Commissione perché siamo in campagna elettorale mi sembra pretestuoso: noi siamo qui responsabilmente per avviare un percorso, non per fare campagna elettorale e non abbiamo mai usato quest’Aula per fare propaganda politica sul referendum, mentre altri lo hanno fatto. Il gruppo PD-Sinistra VdA pensa che per cominciare questo cammino che porterà alla modifica del nostro Statuto bisogna cominciare a lavorare.»Il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha concluso: «Questo rappresenta un momento per riflettere sul nostro Statuto, come debba essere modificato nel futuro per arrivare ad una piena applicazione della nostra Autonomia. La Commissione speciale non può essere sovrapposta con la prima Commissione e la riforma costituzionale è all’attenzione delle Regioni, in particolare quelle a Statuto speciale: tutti hanno fatto il possibile perché ci fosse un’attenzione specifica agli Statuti in questa fase. Non crediamo di essere in ritardo e non vogliamo perderci in polemiche pretestuose che non fanno onore a quest’Aula. Ovviamente la Commissione avrà il supporto di esperti e coinvolgerà la società civile attraverso un confronto aperto: ci chiediamo quindi quale sia la difficoltà ad immaginare un percorso in questo senso.»L’Assemblée a aussi décidé que la Commission spéciale soit assimilée aux Commissions permanentes du Conseil et a investi celle-ci du pouvoir d’accomplir toute activité aux fins de la réussite de la tâche qui lui a été confiée, en ayant le support des structures administratives du Conseil régional et en recourant, le cas échéant, à la collaboration d’experts en la matière nommés à cet effet par le Bureau de la Présidence du Conseil sur proposition de la Commission elle-même.Il Consiglio regionale ha quindi respinto, con 26 astensioni (UV, SA, UVP, PD-SVdA) e 7 voti favorevoli (ALPE, M5S e Gruppo Misto), una risoluzione riguardante la Casa da gioco di Saint-Vincent che intendeva impegnare la Giunta regionale a non utilizzare, nel corso del 2016 e nella finanziaria 2017/2020, risorse pubbliche o in capo a società partecipate e controllate a favore del Casinò.«La società non è gestita bene, ma ha ancora grandi potenzialità – ha evidenziato nell’illustrazione il Capogruppo di ALPE Albert Chatrian -. Sarebbe il caso di cambiare strategia e trovare soluzioni alternative per calmierare le pesantissime perdite. Vogliamo prendere le distanze da questo caos. Non votare questa risoluzione dimostra la fondatezza che tra breve ci sarà l’ennesima ricapitalizzazione mettendo di nuovo mano al portafoglio dei valdostani.»«Le budget de la Région étant en construction, il n’a pas de sens d’anticiper des choix et des évaluations – a-t-il dit l’Assesseur au budget Ego Perron -, ni affirmer aujourd’hui de façon tranchante que nous n’utiliserons plus de ressources publiques et que nous n’aurons plus d’attention financière en faveur de la Maison de jeu, une structure qui garantit quelques 700 emplois et donne régulièrement aux caisses de la Région 7 ou 8 millions d’euros. Aujourd’hui, on n’a aucune intention de recourir à d’autres financements extraordinaires. Je prends l’engagement d’expliquer très clairement au Conseil et à l’opinion publique le parcours des financements qu’on a octroyés à la Maison de jeu, afin de démontrer que la société et non pas l’Administration régionale a effectué les investissements.»Il Consigliere del M5S Roberto Cognetta ha osservato: «Continuiamo a dare soldi a una società che non abbiamo modo di conoscere nel dettaglio. Bisogna essere attenti alle poche risorse che abbiamo a disposizione: basta mettere al primo posto la Casa da gioco, sembra che stiate difendendo una casta di privilegiati. Sia ben chiaro che non vogliamo mettere a repentaglio posti di lavoro, ma evitare gli squilibri sociali. Chiediamo semplicemente di non buttare soldi in un buco nero.»Il Consigliere del Gruppo misto Elso Gerandin ha affermato: «Con questa risoluzione intendevamo tracciare un futuro accettabile per la Casa da gioco, un percorso certo da seguire anche nel caso di una privatizzazione. Volevamo anche fare chiarezza e trasparenza su una società a totale capitale pubblico, che non può avere zone d’ombra. Il messaggio alla comunità non deve essere quello di un continuo impegno di fondi pubblici senza sapere come gli stessi vengono effettivamente spesi. Gli interventi per il Casinò devono essere riservati anche in altri ambiti, perché non ci devono essere lavoratori di serie A e lavoratori di serie B.»Il Capogruppo dell’UVP, Luigi Bertschy, ha precisato: «Dispiace che la lettura sull’astensione della maggioranza sia falsata: nessuno ha in mente ricapitalizzazioni, stiamo lavorando per invertire al più presto la tendenza negativa. L’astensione permette invece di seguire tempistiche diverse da quelle della minoranza. Vogliamo presentare al più presto in tutta trasparenza il lavoro che stiamo facendo e arrivare al rilancio della Casa da gioco.»Per il Capogruppo della Stella Alpina, Pierluigi Marquis, «registriamo una situazione difficile, legata anche alla crisi e all’andamento negativo del settore del gioco. È importante, accanto all’attività per il contenimento delle spese, intervenire sui ricavi, perché il Casinò deve tornare ad essere un volano per l’economia valdostana e per i territori circostanti. Va portato avanti un lavoro di affinamento dell’attività di promozione, di rinnovamento dell’offerta. L’astensione di Stella Alpina è motivata dall’impossibilità di sapere oggi quali potranno essere gli interventi futuri.»Il Capogruppo del PD-SVdA, Jean-Pierre Guichardaz, ha ribadito la necessità «che la dirigenza del Casinò, nell’individuare le criticità, presti sempre maggiore attenzione ai rapporti con il territorio. Fondamentale anche il discorso sulla trasparenza: non c’è nulla da nascondere, ma è importante fornire informazioni corrette e chiare sui costi di gestione e sugli ammortamenti. All’interno della maggioranza si è aperto un dibattito sulla gestione della Casa da gioco, che deve tornare ad essere un atout per la nostra collettività.»In chiusura dei lavori, il Consiglio Valle ha approvato una risoluzione, con 26 voti a favore e 7 contrari (ALPE, M5S, GM), riguardante il 4k-Alpine endurance trail Valle d’Aosta e il Tor des Géants, proposta dai Capigruppo di UV, UVP, SA e PD-SVdA.Il testo approvato impegna il Governo regionale a lavorare «affinché nel 2017 si realizzi un unico grande evento che faccia crescere ancora il prestigio internazionale di questo tipo di competizioni e, quindi, della Valle d’Aosta e che si creino le condizioni affinché i finanziamenti pubblici siano il più possibile contenuti.»Contestualmente è stata respinta, con 26 voti di astensione e 7 a favore, una risoluzione depositata dai gruppi ALPE, M5S e GM che intendeva impegnare il Governo regionale «a far sì che prevalga il buon senso e si ritorni a dialogare tutti insieme per l’organizzazione di un’unica manifestazione sportiva che possa riportare quella magia, quel fascino e soprattutto quell’entusiasmo che in tutti questi anni abbiamo vissuto sempre grazie al Tor des Géants. Questa dovrà essere la sintesi di entrambe le esperienze e delle migliori professionalità, al fine di arrivare ad un grande evento, che abbia il minimo impatto sul bilancio regionale e che dovrà rappresentare l’eccellenza della Valle d’Aosta conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo.»Il Consigliere di ALPE Chantal Certan, illustrando l’iniziativa della minoranza, ha specificato: «Essendo inopportuna l’esistenza di due iniziative analoghe a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, la nostra intenzione è quella mantenere e rinvigorire la formula del Tor, che in questi anni è cresciuta e ha sempre ottenuto ottimi riscontri, anche senza il sostegno pubblico, tanto da fungere da slancio a altre manifestazioni similari e da traino turistico. Crediamo che sia opportuno che al più presto l’Assessore Marguerettaz, invece di pensare ad un altro trail per la maggioranza, si premuri di presentare ai valdostani i costi, le spese e le pezze giustificative del 4K, gara che quest’anno come Governo hanno voluto organizzare con i soldi pubblici.»L’Assessore al turismo e sport, Aurelio Marguerettaz, ha parlato di «risoluzione condivisibile perché non parte da un preconcetto ma dal risultato che abbiamo avuto al termine delle due manifestazioni, dove ci sono stati elementi positivi e negativi da entrambe le parti. Il senso è quello di fare di tutto affinché ci sia un’attività riconducibile ad un unico evento che possa portare a esiti positivi, che possa evitare polemiche e conflitti. Diamo quindi evidenza ad un percorso che dovrà portare ad una sintesi fra le due manifestazioni, ottenendo tre risultati: che abbia tutte le garanzie sulla sicurezza, che porti un numero di turisti e di atleti sul territorio al fine di incrementare le presenze e la conoscenza della Valle d’Aosta, che abbia una ricaduta promozionale sui media.»Il Capogruppo di ALPE, Albert Chatrian ha dichiarato: «Il Tor des Géants è dei valdostani e negli anni passati l’ente pubblico ha sostenuto in maniera forte questo evento, che è cresciuto nel tempo grazie alla collaborazione di tutti. Oggi, per noi il cuore del dibattito è: l’ente pubblico deve organizzare degli eventi o soltanto sostenere delle manifestazioni che sono già organizzate da altri? La risposta, per il gruppo ALPE, è chiara: il pubblico ha un altro ruolo e in un momento delicato come quello attuale deve garantire i servizi essenziali. La nostra posizione è quindi quella di lasciare ai privati l’onere di organizzare degli eventi che hanno dimostrato di stare in piedi da soli, come è avvenuto quest’anno per il Tor des Géants e denunciamo l’invadenza pubblica attuata in occasione del 4K.»Il Capogruppo dell’UVP, Luigi Bertschy, ha sostenuto: «Noi abbiamo detto che si lavorerà ad un evento unico che speriamo si chiami Tor des Géants, ma prima bisogna risolvere il problema del marchio. La risoluzione della maggioranza è l’evoluzione di un pensiero politico e di una discussione. Se alla minoranza interessa portare avanti messaggi diversi lo faccia, ma non interpreti le nostre parole.» Il Consigliere dell’UV Claudio Restano ha aggiunto: «Con i due eventi abbiamo ottenuto un buon risultato, ma non dobbiamo dimenticare tutti coloro che organizzano altri trail in Valle d’Aosta, nati anche prima del Tor des Géants. A noi spetta il compito di preservare questo patrimonio e di gestirlo al meglio. Noi dobbiamo porre davanti a tutto il resto la promozione di un territorio che ha tante eccellenze. Le polemiche e i litigi non ci fanno onore, ma credo sia importante avere una programmazione comune che porti la Valle d’Aosta ad essere la capitale mondiale dei trail in montagna. L’auspicio che rivolgo è quello di metterci d’accordo approvando, se del caso, una legge che regoli e promuova i trail in Valle d’Aosta. Sottolineo inoltre la necessità di coordinare il calendario dei trail con quello FIDAL, di cui i trail sono entrati a far parte.»Il Capogruppo di SA, Pierluigi Marquis, ha detto: «I due eventi hanno dato la possibilità di migliorare gli aspetti organizzativi, ma sicuramente hanno creato confusione tra i valdostani e i volontari. Oggi dobbiamo guardare al futuro senza parteggiare per l’una o per l’altra parte: è questo il compito della politica. Noi come maggioranza abbiamo discusso molto e siamo convinti dell’opportunità che non vi siano due manifestazioni simili e in competizione nello stesso periodo e lavoreremo per perseguire questo obiettivo.»Il Consigliere del M5S Roberto Cognetta si è detto dubbioso e frastornato: «Nella nostra risoluzione abbiamo fatto nostra la posizione dei colleghi dell’UVP e quindi non capiamo la loro posizione. La risoluzione della maggioranza è simile ma è più sibillina: parla genericamente di un unico evento, ma non dice quale. Le parole del collega Restano sono condivisibili, ma non appaiono nell’iniziativa della maggioranza. Come al solito non si è voluto dare la primogenitura alle opposizioni di aver proposto una risoluzione di buon senso. Si presenta quindi un testo generico che dice tutto e niente: come al solito le cose si dicono, ma non si fanno.»Il Consigliere del Gruppo Misto Elso Gerandin ha aggiunto: «Bisogna chiudere quanto fatto e guardare in prospettiva. Siamo tutti d’accordo sul principio dell’unico evento, ma noi crediamo che l’evento debba essere la sintesi fra le due manifestazioni sportive e del dialogo tra i due soggetti organizzatori. Nel testo della maggioranza non c’è nessun riferimento a questo principio: il grande evento citato potrebbe quindi essere anche quello della gara sociale della maggioranza finanziata con soldi pubblici.»Il Capogruppo di PD-SVdA, Jean-Pierre Guichardaz, ha detto: «Noi vorremmo veramente che il Tor des Géants – che oggi è diventato il campione della valdostanità per qualcuno – fosse di proprietà della comunità e non di qualcuno perché è grazie a tutti i valdostani che è diventato una grande manifestazione. La nostra posizione è chiara: noi vogliamo che si arrivi ad un unico grande evento perché riteniamo che due competizioni simili siano inopportune. Ma non possiamo nemmeno raccontare alla comunità che avrà un costo pubblico pari a zero, perché questa manifestazione rappresenta un investimento per l’immagine della nostra regione.»I lavori sono terminati. L’Assemblea regionale tornerà a riunirsi mercoledì 5 e giovedì 6 ottobre.
Pubblicato / aggiornato
il 22/09/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute