L’Altra VdA dice la sua sulla Commissione Statuto
Il Consiglio Valle ha istituito, nel corso dell’adunanza consiliare di mercoledì 21 settembre, una speciale Commissione per la revisione dello Statuto di autonomia.
Il commento dei portavoce di L’Altra Valle d’aosta, Andrea Padovani e Carola Carpinello, parte dalla considerazione che sono stati chiamati a farne parte esclusivamente rappresentati della maggioranza (per l’auto-esclusione della minoranza): “Il metodo è noto. Il Governo lo ha usato per fare la ‘sua’ riforma della Costituzione (anche all’ipocrita refrain delle opposizioni ‘non dialoganti’ ci siamo ormai abituati). Vogliamo fare così anche per la revisione dello Statuto? In questi anni di gestazione della riforma costituzionale, nulla si è fatto per stimolare una riflessione pubblica sul tema dell’autonomia. E ora, che si fa? Ci si chiude in conclave per elaborare soluzioni di parte? E quali soluzioni, se è permesso chiederlo? La revisione dello Statuto a Costituzione invariata? O a Costituzione variata, per effetto del sì al referendum (cosa che naturalmente noi non ci auguriamo)? Chissà perché, siamo più propensi a credere che ci sarà una preferenza per questa seconda opzione. Chissà perché, abbiamo il sospetto che dal camino del conclave usciranno solo, da qui al referendum, ambigui segnali sulla riforma costituzionale ‘brutta, centralista, ma necessaria…..’. Necessaria, sì! Perché consentirebbe a chi è oggi al potere di continuare a stare lì, a ‘scrivere’ il futuro della Valle d’Aosta all’insaputa e sulla testa dei valdostani. Piccolo e vile tornaconto, questo, in cambio dell’omertoso sostegno alla riforma costituzionale più centralista che si sia mai vista nel dopoguerra.Se davvero si volesse fare un servizio ai valdostani, si aprirebbe un serio e ampio dibattito pubblico sul futuro delle autonomie (tutte), che questa riforma mette in discussione. Per farlo, bisognerebbe però uscire dalle stanze chiuse, e iniziate a raccontare alla gente a quale prezzo è stato in questi anni (s)venduto un ideale. Sarebbe, per chi ha fatto di questo mercimonio la propria fortuna politica, la fine”.
Pubblicato / aggiornato
il 24/09/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute