70°anniversario della ricostituzione comunale a Sarre
Sabato 24 settembre, in occasione dei festeggiamenti del patrono di Saint-Maurice, il Consiglio comunale di Sarre si è riunito in sessione straordinaria per celebrare il 70° anniversario della ricostituzione del Comune, avvenuta nel 1946 in seguito alla liberazione dal regime nazi-fascista.
“Ricorrenza già celebrata in occasione del 40° anniversario, con la legislatura di Graziano Vallet, riteniamo che sia importante ricordare il ruolo fondamentale dell’amministrazione”, ha esordito Massimo Pepellin, sindaco di Sarre, “in quanto il Comune è l’istituzione più vicina ai cittadini, quella che fornisce loro le risposte più immediate. Oggi ricordiamo la storia del nostro paese a partire dal secondo dopoguerra, dei sindaci e degli amministratori che con i loro sforzi hanno contribuito allo sviluppo della comunità”, ha proseguito Pepellin. “Il progresso è costante, nonostante ci sia una forte crisi, come le minori risorse economiche, la carenza di lavoro, l’immigrazione, ma la volontà è quella di operare insieme per garantire i servizi fondamentali nonostante le difficoltà”.“Fondamentale è mantenere l’identità dei Comuni cooperando tra istituzioni”, ha sottolineato il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta Augusto Rollandin, “in modo da rafforzare la comunità e permettere ai cittadini di riappropriarsi del loro territorio”.Adriana Meynet ha poi riassunto ai presenti, servendosi anche delle immagini reperite negli archivi storici, i contenuti della sua ricerca sul tema della ricostituzione del Comune, con i principali interventi svolti dai primi cittadini susseguitisi dal dopoguerra ad oggi. “Nel 1946 la Valle d’Aosta ha votato per l’annessione alla Repubblica italiana ed i comuni valdostani che durante il regime fascista erano stati inglobati nel Comune di Aosta hanno iniziato il loro percorso di ricostituzione”, ha spiegato Meynet. “Da allora a Sarre hanno operato con entusiasmo otto sindaci, i quali si sono prodigati insieme ai loro collaboratori per dare un volto nuovo al paese”.Il primo sindaco del dopoguerra è stato Louis Ferrère, originario di Saint-Pierre e vissuto negli Stati Uniti, a cui è seguito nel 1948 Albert Chamonin, fondatore dell’associazione ex-combattenti. Nel 1963 ha ricoperto la carica di primo cittadino Cirillo Blanc, geometra originario di Valsavarenche, uno fRai i fondatori della polisportiva di Sarre e nel 1974 assessore regionale all’Industria. Successivo sindaco, fino al 1985, è stato Camille Mondet, di Chesallet, che negli anni ’70 ha lavorato per la costruzione delle scuole; a succedere a Mondet Graziano Vallet, il quale ha ricoperto la carica fino al 1990, anno in cui è stato eletto Diego Empereur, ex chasseur alpin e in seguito consigliere regionale di UV. A sostituirlo è poi stato Roberto Vallet, il quale ha rivolto particolare attenzione ai giovani e alle attività sportive. Nel 2015, infine, è stato eletto Massimo Pepellin, attuale sindaco di Sarre con la lista civica Insieme per Sarre.Infine, i quattro sindaci ancora viventi hanno commentato brevemente il loro percorso, ricordandone i momenti più significativi. “Ho avuto l’onore di conoscere tutti i sindaci di Sarre”, ha precisato commosso Mondet, “e dovessi rinascere non cambierei niente di quanto ho fatto”. “Durante il periodo dell’alluvione a colpirmi fortemente è stata la capacità della reazione della gente, la quale ha collaborato attivamente per ripristinare il territorio”, ha affermato Empereur, “per questo ai giovani presenti oggi vorrei dire di fare proprio questo spirito, non delegate, fatevi coinvolgere dalle associazioni, assumetevi le vostre responsabilità per contribuire alla vostra comunità”.Pepellin ha poi consegnato ai neo maggiorenni lo Statuto del Comune e della Regione e un libro sulla storia di Sarre, sottolineando la disponibilità dell’amministrazione a organizzare eventi e attività a loro dedicate.
Pubblicato / aggiornato
il 25/09/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute