Il ritorno del lupo preoccupa Nogara e chiede l’intervento dell’Ispra
Il gruppo Union valdôtaine progressiste, ha affrontato nella III Commissione del Consiglio Valle, giovedì 29 settembre, il tema della presenza dei lupi sul territorio valdostano.
“Già nella scorsa primavera – scrive Uvp in una nota stampa -, a seguito di un’interrogazione del gruppo, l’assessore Testolin aveva minimizzato la nostra segnalazione e aveva riportato la presenza di pochi esemplari di lupo presenti in Valle d’Aosta”. Il consigliere Nogara, in tale occasione, aveva sollecitato una presa di coscienza e di posizione relativa alla presenza del predatore, quantificabile in una ventina di esemplari. La tesi era stata confutata riferendo la presenza di soli 8 esemplari. Gli avvistamenti recenti, portano a rilevare una presenza significativa di lupi, in particolare nelle zone di Torgnon, Clavalité, Saint-Barthelemy, quantificabile in 40 esemplari. “Quindi la rilevazione effettuata nel 2015 risulta sottostimata dal Servizio e piuttosto in linea con i conteggi segnalati dal nostro gruppo”, afferma Uvp, che ritiene sia opportuno interpellare l’ISPRA di Bologna per procedere a un controllo puntuale della specie e alla rilevazione del numero di capi eventualmente eccedenti.”Non vorremmo che si riproponesse lo stesso scenario dei cinghiali che hanno invaso i nostri boschi e i nostri campi coltivati. Monitorare con efficacia e attenzione la presenza dei lupi intervenendo prontamente su situazioni rischiose per i capi, allevati con fatica e dedizione dai nostri coltivatori, è in questa fase fondamentale. La convivenza con il lupo è tollerabile se i capi sono esigui altrimenti è necessario che vengano portati avanti interventi mirati al controllo della loro diffusione”, sostiene il consigliere regionale Alessandro Nogara, che aggiunge: “Il settore zootecnico nella nostra Regione deve già convivere con un territorio impervio e duro, con una congiuntura economica sfavorevole che colpisce anche questo settore, non vorremmo che la presenza del lupo scoraggiasse ulteriormente gli allevatori nel loro lavoro e che sempre meno credono e si affidano alle Istituzioni. La tematica pertanto non va sottovalutata e deve essere affrontata in concertazione con tutti gli attori coinvolti al fine trovare una soluzione appropriata e condivisa”.
Pubblicato / aggiornato
il 30/09/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute