I lavori del Consiglio Valle nel pomeriggio del 26 ottobre
Il mantenimento occupazionale dei dipendenti dello stabilimento Lavazza di Verrès è stato l’argomento di un’interpellanza depositata congiuntamente dal Gruppo Misto e da ALPE nella seduta consiliare del 26 ottobre.
Il Consigliere del gruppo Misto Elso Gerandin, nell’illustrazione, ha focalizzato l’attenzione sugli ex dipendenti, per i quali a gennaio 2017 scadrà la Cassa Integrazione Guadagni Speciale, chiedendo quale sia ad oggi la loro situazione, quali azioni siano state fatte e quali si intendano mettere in campo per la formazione e/o ricollocazione dei lavoratori; infine, ha voluto sapere se vi siano concrete prospettive occupazionali per i dipendenti. Il Consigliere di ALPE Fabrizio Roscio ha aggiunto che l’interesse, già manifestato con una richiesta di accesso agli atti all’Assessorato contenente le stesse domande di questa interpellanza, cui non è stata dato riscontro esauriente, è focalizzato unicamente alle risposte da poter dare ai lavoratori. L’Assessore alle attività produttive, premesso che l’accesso dei Consiglieri riguarda gli atti e non le intenzioni, ha confermato che la Cassa integrazione finisce a gennaio e si sta fattivamente lavorando in un’ottica di salvataggio dell’azienda, tenuto anche conto del fatto che l’Amministrazione regionale è proprietaria di alcuni macchinari del valore di più di due milioni di euro. La Lavazza, ha comunicato l’Assessore Donzel, sta già sgomberando alcuni suoi macchinari che riguardano la fase finale della produzione, ma su richiesta di un investitore privato sta valutando la cessione di alcuni impianti. Rispetto ai progetti di nuovi insediamenti, l’Assessore ha proseguito specificando che va considerato il fatto che lo stabilimento è una porzione all’interno di un’area fortemente urbanizzata e con scuole limitrofe: siamo vincolati al caffè e alle sue problematiche proprio per il fatto dell’essere proprietari dell’immobile ma anche di parte delle macchine, ha detto l’Assessore Donzel, non solo, ci troviamo in un’area con una questione ambientale delicatissima. L’Amministrazione regionale vuole favorire uno sviluppo industriale rispettoso della salute dei cittadini e non dannoso per l’ambiente e il turismo. Non è possibile spostare la fabbrica, ha evidenziato Donzel perché i costi sono superiori alla realizzazione di un nuovo stabilimento: quand’anche la Regione scegliesse questa possibilità, la normativa europea la vieta, in quanto non sono più previsti finanziamenti in conto capitale a vantaggio di grandi imprese; in effetti, le normative sono cambiate, tanto che si è reso necessario approvare la legge 8/2016 per finanziare grandi investimenti col meccanismo del bando, che stiamo portando a termine in questi giorni. Con questa legge, ha osservato l’Assessore, è possibile intervenire parzialmente a sostegno di alcuni investimenti, ma innanzitutto ci vuole capitale privato. Non è facile, ha aggiunto l’Assessore Donzel, trovare un investitore che impieghi 10 milioni di euro; in ogni caso, esiste ad oggi un progetto che però ha ricadute ambientali delicate: stiamo cercando di risolvere questa problematica. In merito alla situazione dei lavoratori, l’Assessore alle attività produttive ha riferito che l’accordo sindacale ha destinato risorse per traghettarli dopo la cassa integrazione. La Regione userà risorse del Fondo sociale europeo per sostenere la riqualificazione dei dipendenti della Lavazza. Qualora non si trovi a breve un soggetto investitore, ha detto Donzel, abbiamo individuato la possibilità nel Fondo sociale europeo di sostenere la formazione e il tirocinio anche per lavoratori oltre età prevista da Garanzia giovani. Come per l’ex Feletti, se si insedierà una nuova attività, i primi ad essere assunti saranno proprio i lavoratori dell’ex Lavazza. Stiamo lavorando per raggiungere questo obiettivo, ha concluso Donzel; inoltre, ci sono altri progetti di riapertura seppur non immediata di attività che stiamo seguendo, sempre nell’ottica di ricollocazione e riqualificazione dei dipendenti. Il Consigliere Gerandin ha espresso preoccupazione per le varie difficoltà prospettate, soprattutto per le problematiche ambientali che finora non erano mai state messe in evidenza. Le buonuscite finiscono, la situazione è molto delicata, nonostante l’intervento dei fondi europei, che non garantiscono lo stipendio. I dipendenti della Lavazza, ha concluso Gerandin, hanno di fronte un percorso molto incerto e senza garanzia occupazionale. Il Consigliere Roscio ha ribadito che il quadro per i dipendenti è tutt’altro che sereno: a gennaio per 52 lavoratori si apre un periodo di forte incertezza. Ha quindi auspicato che l’Assessorato operi nell’intento di risolvere le criticità, con il fine esclusivo di dare risposte concrete ai lavoratori che resteranno presto senza prospettive. Il gruppo ALPE ha voluto fare il punto sulla situazione delle vaccinazioni in Valle d’Aosta. In particolare, Patrizia Morelli, richiamando il dibattito in corso sul calo delle vaccinazioni e sui conseguenti possibili rischi di recrudescenza delle malattie epidemiche, ha sottolineato che la Valle d’Aosta si colloca al di sotto della soglia percentuale considerata di sicurezza (95%). Appreso che alcune Regioni hanno introdotto gli obblighi vaccinali come requisito di accesso alla scuola primaria e ai servizi educativi della prima infanzia, ha voluto conoscere le intenzioni del Governo regionale in merito nonché le azioni concrete poste in essere per sensibilizzare la popolazione su questo tema. L’Assesseur à la santé a certifié que en Vallée d’Aoste, comme dans le reste d’Italie, les vaccinations sont en baisse: aujourd’hui, en lançant la campagne pour la vaccination contre la grippe, a-t-il expliqué, nous avons décliné des données qui confirment que ces vaccinations ont diminué (en 2011-2012 la couverture des personnes de plus de 65 ans sur l’anti-grippe était de 56,2%, en 2015-2016 elle était arrivée à 42%). Pour l’Assesseur Viérin, il y a un grand travail à faire et nous avons la nécessité d’arriver à faire percevoir un message important: se faire vacciner est un investissement dans le domaine de la santé car il évite à la population de tomber malade et permet aussi d’éviter toute une série de dépenses pour les médicaments. L’Assessore ha poi evidenziato che riguardo alle coperture vaccinali pediatriche, vi è un incremento del rifiuto vaccinale: la Valle d’Aosta si situa leggermente al disotto della soglia del 95% per le vaccinazioni obbligatorie ma praticamente in linea con quella nazionale. L’obbligo vaccinale in vigore è quello secondo la normativa nazionale per alcune malattie (tetano, poliomelite, epatite B…), però la comunità scientifica ha più volte chiesto il superamento dell’obbligatorietà anche allo scopo di evitare il rischio di sottovalutare l’importanza di alcune vaccinazioni non obbligatorie, ma fondamentali (morbillo, parotite, meningite). Nonostante le crescenti correnti anti-vaccinali, ha detto Laurent Viérin, si continua a puntare sull’informazione piuttosto che sull’obbligatorietà sancita dalle norme. Secondo l’Assessore, per ottenere una copertura efficace, ci vogliono misure condivise su tutto il territorio nazionale e non singole iniziative, e questo per superare le disuguaglianze sanitarie e non operare a macchia di leopardo. Noi, ha proseguito Viérin, crediamo sia importante puntare sulla sensibilizzazione dei genitori sull’importanza della vaccinazione, non solo mediante campagne “tout public” ma soprattutto attraverso azioni mirate affinché abbiano piena consapevolezza dei vantaggi che possono derivare da tale pratica di prevenzione e dei rischi per il bambino e per la comunità nel non seguirla. Per l’Assessore è poi importante fornire informazioni ai genitori che rifiutano i vaccini sui propri figli: questi sono chiamati a colloquio con il medico di sanità pubblica il quale, prima di raccogliere il dissenso scritto, informa in maniera dettagliata la famiglia. Il Consigliere Patrizia Morelli ha replicato che l’informazione corretta è fondamentale, perché la validità della vaccinazione non è assodata solo dal punto di vista sanitario, ma anche sotto il profilo finanziario. Infatti, ha sottolineato Morelli, investire sui vaccini tutela la salute pubblica e permette di produrre dei risparmi sulla spesa farmaceutica che si dovrebbe sostenere per combattere le malattie. Per la Consigliera, bisogna persistere in questa azione, coordinandosi con le altre Regioni perché la politica a macchia di leopardo ha dei limiti, così come bisogna cercare di contrastare i movimenti anti-vaccini con il supporto argomentato della comunità scientifica. La selezione degli operatori tecnici del soccorso e trasporto infermi è stato il tema di un’interpellanza presentata dal gruppo ALPE. Richiamato il recente bando di corso-concorso pubblico per l’assunzione a tempo indeterminato di dodici operatori specializzati nel profilo di centralinista delle emergenze da assegnare all’ufficio tecnologia dell’emergenza-Centrale Unica di Soccorso (CUS), il Capogruppo Albert Chatrian ha rappresentato preoccupazione per il fatto che le attività e le esperienze prestate nell’ambito del sistema di emergenza sanitaria del volontariato del soccorso non sono rientrate nel computo dei titoli che danno luogo a punteggio. Chatrian ha anche riferito che l’Azienda USL ha rinnovato, a decorrere dal 1°settembre 2016, i rapporti contrattuali in regime di somministrazione in essere con la società Obiettivo lavoro spa. Chatrian ha quindi chiesto quale criterio viene utilizzato per la scelta degli operatori tecnici somministrati da assegnare al soccorso e trasporto infermi, quali le indicazioni che l’Azienda fornisce alla società Obiettivo lavoro nella selezione del personale iscritto alle liste della stessa società e quante persone iscritte nelle liste di Obiettivo lavoro sono in possesso dei titoli per il trasporto e/o il soccorso infermi; se sia vero che il personale somministrato all’Azienda USL dalla società “Obiettivo lavoro spa” non possa svolgere attività di soccorso e trasporto infermi perché non in possesso dei requisiti previsti; se, data l’importanza del lavoro svolto dall’operatore specializzato nel profilo di centralinista delle emergenze, i requisiti richiesti per l’ammissione al corso-concorso siano sufficienti, anche senza prevedere una minima conoscenza di inglese e di informatica. L’Assessore alla sanità ha ribadito la sensibilità e l’attenzione dell’Assessorato al precariato e alla stabilizzazione del personale, in particolare attraverso la recente approvazione del Piano assunzioni (PAL) della sanità valdostana. I contratti in regime di somministrazione per questa professionalità, ha spiegato l’Assessore Viérin, sono stati attivati dall’USL dal 2012; trattandosi di operatori adibiti alla mansione della guida delle autoambulanze per trasporti secondari – ovvero non in emergenza – i requisiti richiesti sono quelli dell’assolvimento dell’obbligo scolastico o diploma di istruzione secondaria, unitamente a cinque anni di esperienza professionale nello stesso profilo in pubbliche Amministrazioni o privati, la patente di guida. Obiettivo lavoro ha allora presentato all’USL 12 curricula di operatori tecnici specializzati che ad oggi risultano nelle liste di candidati dell’agenzia. L’Assessore Viérin ha quindi dettagliato la procedura seguita dall’Azienda per la selezione del personale idoneo e garantito concorsi di stabilizzazione per questa professionalità. L’Assessore Viérin ha concluso annunciando che si stanno predisponendo per la fine dell’anno i bandi per il fabbisogno esistente, eventualmente con un nuovo corso per l’abilitazione di ulteriori professionalità. Le Président de la Région a rappelé qu’en ce qui concerne le cours-concours lancé en vue du recrutement de 12 opérateurs spécialisés-standardistes des urgences, ces recrutements sont liés au protocole d’entente passé avec le Ministère de l’intérieur et la Région Piémont, approuvé par le Gouvernement régional le 29 avril dernier aux fins de la mise en œuvre du Numéro unique d’urgence européen 112. Ce protocole d’entente prévoit l’installation auprès de la Centrale unique de secours de deux postes de réponse au Numéro unique d’urgence européen 112, soit 12 opérateurs, et ce, pour garantir le fonctionnement du service 24 heures sur 24 tout au long de la semaine, y compris les jours fériés. Ces deux postes, a-t-il dit le Président de la Région, sont définis dans le modèle italien de mise en œuvre du Numéro unique d’urgence européen, comme des centrales de premier niveau – lesdites centrales laïques– dont la seule fonction est de recevoir les appels et de les transférer aux centrales opérationnelles de second niveau (c’est-à-dire aux forces de l’ordre, aux sapeurs-pompiers, au 118, au Corps forestier de la Vallée d’Aoste ou à la Protection civile), en fonction du type de problème signalé par l’appelant. Il s’agit d’une sorte de triage: c’est pourquoi les standardistes assignés au Numéro unique d’urgence européen seront encadrés dans la catégorie B-position B2, comme le prévoit la convention collective régionale. Les titres d’études demandés et les critères d’évaluation relatifs à ce concours sont donc ceux prévus par le règlement régional n° 1/2013 en matière de recrutements de niveau B2. Le Président Rollandin a expliqué que ce n’est pas possible d’attribuer des points supplémentaires aux titulaires de diplômes plus élevés que ceux qui sont demandés pour être admis à la sélection, ni aux personnes ayant déjà des expériences professionnelles dans le domaine concerné, si celles-ci n’ont pas eu pour cadre des organismes publics et n’ont pas été effectuées sur la base de recrutements de droit public. Pour ce qui est de l’informatique et de l’anglais, le Président de la Région a communiqué que c’est le cours de formation organisé suite à la première phase de sélection qui fournira aux participants les connaissances et les compétences nécessaires pour utiliser les instruments informatiques spécifiques – y compris un service automatique d’interprétariat téléphonique en nombreuses langues – dont disposera le Numéro unique d’urgence européen afin de recevoir, trier et transférer les appels de secours. Il Capogruppo Chatrian ha confermato soddisfazione per le azioni poste in essere per la stabilizzazione del personale, evidenziando tuttavia l’importanza di garantire ai nuovi candidati pari condizioni e pari requisiti di chi è già impiegato. Circa i criteri di selezione, il Capogruppo ha evidenziato che altre Regioni sono stare più accorte nelle selezioni pre-concorsuali, mentre noi non lo siamo stati, non abbiamo previsto la conoscenza dell’inglese e delle nozioni di basi dell’informatica e qualcuno se ne deve assumere la responsabilità. Sono due requisiti importantissimi, per Chatrian, non possono essere messi da parte per chi fa questo mestiere. D’altronde, ha proseguito Chatrian, efficacia ed efficienza si misurano anche con una rapidità di invio della risorsa giusta nel posto giusto, ma vengono meno se il centralinista non riesce a comprendere il proprio interlocutore. Sulle chiamate di emergenza, però, non possiamo di certo sbagliare. Per una Regione come la nostra, che cerca di aggredire il mercato straniero, risulta basilare conoscere l’inglese. Il Consiglio Valle ha preso atto della petizione presentata il 28 giugno scorso e sottoscritta da 1.475 cittadini per richiedere che, al termine delle necessarie opere di ristrutturazione, la sede del Liceo Regina Maria Adelaide sia mantenuta in via Torino, e non sia delocalizzata in Regione Tzamberlet. Contestualmente l’Assemblea ha respinto, con 7 voti a favore e 24 astensioni (UV, UVP, SA, PD-SVdA) due risoluzioni depositate in Aula dai gruppi di minoranza ALPE, M5S e GM. La prima intendeva impegnare il Governo regionale a prevedere un piano di recupero e ammodernamento dell’edilizia scolastica presente iniziando dall’edificio che accoglie attualmente il Liceo Regina Maria Adelaide in via Torino, utilizzando anche le risorse finanziarie previste per la realizzazione della nuova scuola in regione Tzamberlet di Aosta. La seconda iniziativa chiedeva alla Giunta di procrastinare il trasferimento del Liceo in via Chavanne al prossimo mese di luglio 2017 in modo tale da consentire tempistiche più gestibili ed efficaci al personale scolastico e una migliore e più puntuale organizzazione del trasloco. Il Presidente della terza Commissione, Pierluigi Marquis, ha illustrato all’Aula le risultanze dell’iter di esame della petizione popolare svolto congiuntamente dalla terza e dalla quinta Commissione. I Commissari hanno innanzitutto effettuato un sopralluogo presso la sede del Liceo in via Torino, con la partecipazione dell’Assessore regionale alle opere pubbliche, il quale ha riferito che, dopo l’entrata in vigore della normativa antisismica nel 2003, si è resa necessaria una verifica tecnica per valutare lo stato di conservazione dell’edificio e gli eventuali interventi di ristrutturazione, i cui costi stimati ammontano attualmente a circa 20 milioni di euro. Le Commissioni hanno quindi sentito i firmatari della petizione, i quali hanno espresso le preoccupazioni dei genitori degli alunni derivanti da questioni di natura logistica (zona scarsamente servita da servizi di trasporto pubblico, poca presenza di pubblici esercizi che possano fornire i pasti agli alunni nei giorni di rientro pomeridiano, lontananza dal centro città e dai servizi culturali) e degli esercenti di via Torino derivanti dallo spostamento della scuola per le ricadute negative che interesserebbero le attività commerciali presenti. Le audizioni sono poi proseguite con l’Assessore regionale alle opere pubbliche, il quale ha ricordato che l’area di Tzamberlet è stata individuata dopo aver escluso altre zone non ritenute adeguate per la realizzazione di un polo che potesse ospitare due istituzioni scolastiche – per il quale la Regione ha ottenuto un finanziamento statale di circa 7 milioni di euro, a fronte di un intervento che si aggira intorno ai 24 milioni – e che sulla futura destinazione della sede del Regina Maria Adelaide non è stata ancora assunta nessuna decisione; nell’attesa, l’Assessore Baccega ha anche ribadito l’opportunità di trasferire l’istituto da via Torino a via Chavanne, dove vi era la sede temporanea dell’ITPR ora nuovamente localizzato in via Federico Chabod, in quanto questa struttura risulta essere maggiormente sicura e notevolmente più efficiente dal punto di vista energetico e che il trasferimento, posticipato nel periodo delle vacanze natalizie, è stato concordato tenendo conto dei suggerimento del Liceo stesso. Anche l’Assessore regionale all’istruzione ha evidenziato che si è innanzitutto inteso perseguire l’obiettivo di fornire agli studenti un ambiente scolastico sicuro e di maggior comfort rispetto alle situazioni attuali. Infine, sono stati auditi i progettisti della verifica sismica svolta nell’anno 2006 e il Sindaco di Aosta. Nel dibattito generale ha preso la parola il Consigliere di ALPE Patrizia Morelli, la quale ha evidenziato che costruire nuovi istituti e migliorare la qualità degli ambienti scolastici è una cosa bella e giusta, perché si tratta di un investimento per la cultura e per i giovani, ma in questo caso vi sono molte perplessità e assolutamente di buon senso. Docenti, famiglie e studenti, ha spiegato la Consigliera, temono che vi sarà un impoverimento dell’offerta e chiedono se veramente sul piatto della bilancia siano stati messi i costi e i benefici di questa operazione. Premesso che dal punto di vista della normativa antisismica bisogna intervenire sulla struttura, per Patrizia Morelli è inopportuna e scriteriata la volontà di non procedere con la linea adottata sino ad ora, ossia ristrutturare e mettere a norma il Maria Adelaide. Si tratta di una scuola che ha una ragione di essere lì, in quella sede, ha aggiunto Morelli: negli anni sono stati realizzati interventi sui locali, sulle palestre, sull’ascensore, sui serramenti al fine di rispondere adeguatamente alle esigenze di studenti e insegnanti ed ora quegli investimenti risulterebbero incomprensibili. Inoltre vi sono motivazioni didattiche, perché è vicina ai centri sociali e culturali, perché i ragazzi di quell’età non vanno ghettizzati nelle periferie ma devono vivere nel centro città; così come la città vive di questi studenti. Per la Consigliera, sostenere una programmazione di interventi di edilizia scolastica senza sapere cosa si farà poi degli edifici che si vanno ad abbandonare fa sorgere molti dubbi sulla lucidità delle scelte. La Consigliera ha poi detto che il gruppo ALPE non condivide la decisione di costruire una scuola in una zona vocata allo sport come quella di Tzamberlet: con una programmazione puntuale, invece, le scuole da ristrutturare si possono avvicendare nella scuola polmone evitando di costruirne un’altra con una spesa ingente. Ha quindi concluso che le istanze dei firmatari sono di buon senso e dovrebbero essere tenute in considerazione, invitando il Governo regionale a fare un’ulteriore riflessione. Il Consigliere dell’UV Leonardo La Torre è intervenuto con due riflessioni. La prima sul metodo: molte volte le azioni della politica hanno un senso, ha detto La Torre, ma non siamo capaci di spiegarle ai cittadini generando così dei cortocircuiti, come è avvenuto in questo caso, che creano delle fratture tra politica e cittadini. Secondo il Consigliere, non si è stati nemmeno capaci di chiedere scusa per il disagio che docenti e studenti subiranno a causa del trasferimento. La seconda riflessione riguarda il merito e verte sulla destinazione urbanistica: per La Torre, non c’è un progetto chiaro di quello che si vuole per la città di Aosta e in particolare per questa parte di città che rappresenta un punto strategico di cerniera tra un’area più urbanizzata e una meno urbanizzata, così come nulla si sa sulla futura destinazione dell’edificio che ospita il Maria Adelaide. Il Consigliere del M5S Roberto Cognetta ha osservato che tutte le petizioni presentate dai cittadini non sono mai state accolte dal Consiglio: il che significa che non c’è la volontà di risolvere i problemi, ma solo di fare ciò che si è deciso di fare, utilizzando peraltro a proprio piacimento le leggi. Per il Consigliere, così operando emerge che l’Amministrazione regionale non lavora per i cittadini ma per gli Assessori. Chi patirà per questo spostamento, ha aggiunto Cognetta, saranno anche e soprattutto i commercianti della zona: quando si assumono delle decisioni politiche così importanti un po’ più di considerazione bisognava averla nei loro confronti. È grave, ha concluso Cognetta annunciando la presentazione di due risoluzioni, che siano fatte operazioni di questo genere senza valutare nel suo insieme ciò che può accadere. Il Consigliere dell’UV Claudio Restano, riferendo di essere particolarmente coinvolto da questa petizione, in quanto i suoi figli frequentano il Regina Maria Adelaide, ha evidenziato il ritardo della scelta politica rispetto agli eventi; infatti la modifica dell’accordo di programma andava discusso e firmato prima di tutto il resto. Così facendo, ha proseguito il Consigliere, si avrebbe avuta la possibilità di intervenire nel dibattito forse indirizzare le scelte anche diversamente e nel rispetto di tutti. In conclusione, Restano ha annunciato la non partecipazione al voto sulle risoluzioni presentate al fine di esprimere la propria solidarietà agli insegnanti, agli alunni e alle famiglie che oggi non condividono la scelta di trasferire la sede del Liceo da via Torino. Il Consigliere di ALPE Alberto Bertin ha evidenziato come la scuola di via Chavanne funga di fatto da scuola polmone ed era ovvio, volendo costruire a tutti i costi la nuova struttura in zona Tzamberlet, che quest’ultima diventasse permanente. Per il Consigliere, i 30 milioni e oltre per realizzare la nuova scuola potrebbero essere utilizzati per la ristrutturazione del patrimonio scolastico esistente, ad iniziare dal Maria Adelaide; invece, con questa nuova scuola, si perde anche la coerenza con tutti quei progetti – tanto comunali quanto regionali – che inserivano via Torino in un percorso legato alle attività culturali e scolastiche nella città di Aosta. Il Consigliere Bertin ha sostenuto che la scelta di trasferire l’Istituto Maria Adelaide avrà delle conseguenze negative di ordine economico e sociale sul centro storico della città. Il Consigliere Chantal Certan (ALPE) ha sottolineato che per l’ennesima volta la Giunta regionale ha deliberato senza neanche aver preso in considerazione la petizione, confermando così un metodo arrogante. Ha inoltre evidenziato la dicotomia tra il portare l’Università in centro città e trasferire in periferia le scuole superiori. Per la Consigliera, si fa tutto al contrario e questo trasferimento è un errore gravissimo, anche perché va a colpire una rete commerciale già in equilibrio precario. Se questa scelta sarà definitiva, per Certan si ripercuoterà sulle future generazioni. Anche il Consigliere di ALPE Fabrizio Roscio ha contestato principalmente il metodo seguito dalla Giunta: la Commissione non avrebbe potuto decidere, ha detto, perché ci si è trovati di fronte al fatto compiuto; la scelta era già stata compiuta Per Roscio, il Governo ha fatto scelte sulla base di elementi con notevoli incertezze, soprattutto sui costi; inoltre altri edifici, con metrature importanti, si aggiungo ad altri “scatoloni vuoti” che già esistono nella città, in contrasto netto con la vocazione turistica che spesso viene sbandierata. Il Capogruppo Jean-Pierre Guichardaz ha espresso da parte del PD-SVdA un plauso allo sforzo fatto da tutti coloro che si sono spesi per la raccolta per le firme a corredo alla petizione, oltre a un ringraziamento ai rappresentanti dei firmatari, intervenuti più volte in Commissione. Il nostro gruppo, ha sottolineato Guichardaz, sin dalla scorsa Legislatura ha sempre manifestato propensione per la dismissione dell’edificio di via Torino. Su argomenti tanto delicati si devono assumere discussioni non viziate da pregiudizi di schieramenti: sulle opere strategiche, per Guichardaz, non ci sono maggioranze e minoranze. Un edificio più sicuro e moderno, ha sostenuto Guichardaz, è da preferire ad uno ormai incoerente con le esigenze didattiche e persino non del tutto sicuro; la politica deve ascoltare i genitori, ma anche i progettisti, i tecnici, in modo da giungere ad una decisione ponderata. Il Capogruppo ha evidenziato l’opportunità del trasferimento anche per una questione economica e ha concluso dichiarando che è ancora aperta la questione sul possibile utilizzo dell’attuale struttura del Regina Maria Adelaide: si potrebbe prevedere un’alienazione, ma anche la demolizione; le valutazioni dovranno essere le più ampie e le più condivise con le categorie interessate. Il Consigliere del Gruppo Misto Elso Gerandin ha osservato che la scelta è stata irreversibile quando la Giunta ha deciso di destinare i 9 milioni del decreto ministeriale del 2015 alla realizzazione del polo scolastico unico permanente. Non accetto, ha detto Gerandin, che sia stata tenuta segreta una scelta che già nel 2015 era stata definita. Altro aspetto, ha aggiunto, è quello relativo all’accordo di programma con il Comune di Aosta che è stato modificato unilateralmente, perché l’accordo votato dal Consiglio comunale cittadino prevedeva una scuola provvisoria. Nel metodo, ha concluso il Consigliere, la Giunta ha sbagliato perché non ha detto chiaramente ai cittadini cosa intendeva fare. Il Consigliere dell’UVP Nello Fabbri ha auspicato che con questa delocalizzazione il polo ovest della città possa avere uno sviluppo sociale e urbanistico; d’altronde, la scuola non è distante da una zona abitata, viva, culturalmente effervescente. Ma il Consigliere Fabbri si è soffermato soprattutto sull’aspetto della sicurezza: è questo il focus principale, ha detto, è questa la nostra priorità e il nostro obiettivo da perseguire. Usufruendo di una struttura più moderna e a misura di studenti, ha concluso Fabbri, anche la didattica ne trarrà beneficio. L’Assessore alle opere pubbliche ha replicato che la pubblica amministrazione lavora attraverso una programmazione degli interventi e, soprattutto, nell’interesse generale della collettività. Ha quindi evidenziato che il percorso è partito da una responsabile valutazione rispetto ad una serie di normative che sono intervenute negli anni e che hanno fatto propendere per la realizzazione di un polo scolastico unico: infatti, i 3500 alunni che frequentano le scuole superiori sono ospitati in 12 sedi differenti, di cui alcune in locazione, altre con costi energetici proibitivi, tra le quali il Liceo M.R. Adelaide. Inoltre, ha aggiunto l’Assessore Baccega, il continuo spostamento di studenti da una sede all’altra aveva ricadute negative sulla didattica e sulle prestazioni scolastiche: ad aprile 2016 abbiamo quindi adottato un provvedimento in tal senso. A maggio 2016, ha proseguito Baccega, è entrato in vigore il decreto ministeriale che obbliga tutti gli istituti scolastici ad avere il certificato antincendio entro il 31 dicembre 2016: per adeguare il Maria Adelaide alla normativa erano necessari interventi ingenti, con un impegno di 500 mila euro e si è data quindi certezza alla scelta di delocalizzare l’istituto. Visto che l’IPR tornava nella sua sede storica, ha sottolineato l’Assessore, abbiamo previsto il contestuale trasferimento del Maria Adelaide, ma fu la stessa istituzione a chiedere di traslocare nel mese di dicembre durante le vacanze natalizie e per i prossimi anni, fino al 2020-2021, il liceo sarà quindi collocato in via Chavanne. Per Baccega, il percorso individuato va nella direzione di dare agli studenti, agli insegnanti e al personale che vi lavora una scuola sicura. E ha concluso: siamo fortemente convinti di questa scelta perché sulla sicurezza dei ragazzi non si può scherzare. Il Presidente della Regione ha preso la parola evidenziando che obiettivamente localizzare diversi istituti in una zona come quella di Tzambarlet non può che essere la scelta ottimale. In passato, ha precisato Rollandin, si è pensato di intervenire con cifre minori sulla ristrutturazione, ma, visti gli sviluppi, il cambiamento è più che giustificato. È stata poi rimandata alla prossima adunanza consiliare, così come stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo, la discussione della proposta di legge in materia di rafforzamento dei principi di trasparenza, contenimento dei costi e razionalizzazione della spesa nella gestione delle società partecipate dalla Regione.In chiusura della seduta notturna, il Consiglio Valle ha discusso una mozione iscritta dal gruppo ALPE, che ha riguardato i rimborsi agli esercenti di attività commerciali di La Palud a Courmayeur per mancato introito causato dalla chiusura della strada a seguito della segnalazione di pericolosità.Il testo, respinto con 25 voti di astensione (UV, UVP, SA, PD-SVdA) e 6 a favore, era volto a impegnare il Governo regionale a farsi garante e a far liquidare immediatamente dal Ministero agli esercenti e agli albergatori il rimborso loro spettante entro dicembre 2016.Nell’illustrare i contenuti della mozione, il Consigliere Chantal Certan ha precisato che ad oggi nessun rimborso è stato erogato, poiché il Commissario regionale pare non essere più responsabile, in quanto la sua nomina è scaduta ad aprile 2016, e non può quindi più erogare alcun fondo. Per la Consigliera si tratta di una vicenda scandalosa perché due anni fa l’Assessore alle opere pubbliche e il Capo della Protezione civile avevano sostenuto che i rimborsi erano pronti.L’Assessore alle opere pubbliche ha replicato che la Regione è molto attenta ad evidenziare questa problematica a Roma. Ha quindi spiegato che la Regione, alla quale non spettava rinnovare l’ordinanza della Protezione civile nazionale con la quale era stato nominato il Coordinatore regionale, ha correttamente richiesto la proroga fino a fine anno della possibilità di operare sulla contabilità speciale, proprio al fine, tra l’altro, di liquidare i danni in favore degli operatori economici di La Palud. L’Assessore Baccega ha anche precisato che ad oggi tutta la procedura perché possa essere approvato da parte del Commissario delegato il provvedimento dirigenziale di liquidazione dei contributi, è stata completata. Ha poi riferito che la Protezione Civile, contattata telefonicamente dal Dipartimento programmazione, difesa del suolo e risorse idriche, ha comunicato che la bozza di ordinanza con la quale viene prorogata la contabilità speciale perché sia possibile imputare la spesa su di essa è stata inviata al Ministero dell’economia e delle finanze per il necessario visto prima della sua firma. Essendo quindi l’iter in via di chiusura, l’Assessore ha annunciato l’astensione della maggioranza.Certan ha replicato che l’Assessore ha banalizzato un problema che merita rispetto e che è increscioso per come è stato trattato: l’astensione, ha commentato, è l’ennesima prova di quanto questa maggioranza abbia rispetto dei cittadini e di quanto siano attendibili gli impegni che assume. I lavori del Consiglio Valle proseguono nella giornata di giovedì 27 ottobre.
Pubblicato / aggiornato
il 27/10/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute