Le paure di docenti, genitori e commercianti per il futuro del Regina Maria Adelaide
Foto aostanews24.it
Il 20 ottobre una delegazione formata da docenti, genitori, commercianti, la quale ha presentato una petizione contro lo spostamento definitivo del Liceo Regina Maria Adelaide, ha incontrato Mauro Baccega, assessore regionale alle opere pubbliche, per discutere sul futuro dell’Istituto.
“L’incontro è stato civile nei toni, ma improduttivo”, afferma il gruppo petizione Liceo Maria Adelaide in una nota, “in quanto le posizioni sulla destinazione finale della scuola sono rimaste ben lontane. Dopo uno scambio di opinioni sulle date dello spostamento transitorio in via Chavanne, il dibattito si è spostato sulla volontà della Regione di disfarsi dello stabile di via Torino a favore di una nuova urbanizzazione in regione Tzamberlet”. “Su tutte le motivazioni presenti nella petizione, l’assessore: non riconosce le ragioni didattiche, perché a suo dire Aosta è piccola e tutti i luoghi di interesse culturale sono raggiungibili agevolmente; non coglie alcuna contraddizione nel fatto che l’università venga costruita in centro e siano le scuole ad allontanarsi da esso; ha affermato che non vi è nessun problema per l’Amministrazione pubblica di consumo di suolo né di rottura di omogeneità urbanistica in Regione Tzamberlet, che ad oggi è a totale vocazione sportiva: l’area dove sarà costruito il polo scolastico è una ‘discarica a cielo aperto’, che sarà riqualificata; non ha dato risposta al rilievo che la dotazione di palestre interne alla nuova struttura sarà decisamente insufficiente rispetto al numero degli alunni; ritiene che non sussista alcun problema legato alla logistica e alla mobilità: le situazioni cambiano, da qui alla costruzione della scuola (progettata per 1400 alunni circa e che l’assessore ipotizza pronta per la fine del 2020) si penserà a dotare l’area di trasporti pubblici che la colleghino con il centro città e nasceranno zone di ristorazione adatte alla necessità di mensa degli studenti e degli operatori che orbiteranno intorno al nuovo polo scolastico; sostiene che nessuna criticità per il commercio in via Torino è rilevata: gli studenti frequentano la via in orari in cui i negozi sono chiusi (dimentica l’assessore i docenti, gli operatori scolastici, i genitori, che animano la struttura educativa tutti i giorni con riunioni pomeridiane, corsi e incontri vari) e comunque anche in caso di ristrutturazione, secondo l’assessore i tempi avrebbero determinato un crollo del passaggio; rispetto ai costi per l’eventuale ristrutturazione e mantenimento della scuola in situ, l’assessore non ha convinto, portando dati generici, glissando sulla richiesta di aumentare la capienza dello stabile con un ampliamento, in modo da poter accorpare la succursale, e non ha saputo spiegare per quale motivo la ristrutturazione del Corrado Gex in via Chabod, di fatto evacuato per gravi problemi statici, sia costata (dato definitivo) meno della metà di quanto richiederebbe quella del Maria Adelaide, che problemi statici non ne ha (come affermato dallo studio tecnico consultato dalla Regione)”.Pressato dalle domande sulla destinazione finale dello stabile, l’assessore ha affermato che l’idea è quella dell’alienazione e che c’è un progetto di demolizione e ricostruzione con alloggi e negozi.“Da parte nostra continuiamo a ritenere un controsenso lo spostamento dal centro città di una comunità di ragazzi in età adolescenziale verso un’area non servita né da mezzi né da servizi adeguati”, prosegue il gruppo; “pensiamo che questo determini un impoverimento culturale insanabile legato all’isolamento della scuola in un’area periferica della città, che la nuova collocazione creerà notevoli problemi alla mobilità cittadina e a quella delle famiglie per il raggiungimento della sede, e si andrà a impoverire l’area cittadina di via Torino”. “Siamo di fronte all’ennesima proposta di costruzione di alloggi quando in Comune sono depositati da anni progetti, già approvati, per almeno altri tre blocchi di condomini, che non sono edificati a causa della crisi che renderebbe invenduti e invendibili gli immobili. In conclusione, riteniamo che la costruzione del nuovo polo scolastico sia un progetto sbagliato da tutti i punti di vista e che costerà alla collettività, ottimisticamente, 25 milioni di Euro per creare un danno al tessuto urbano cittadino e un problema alle famiglie degli alunni, compromettendo irrimediabilmente l’offerta didattica del Maria Adelaide”.
Pubblicato / aggiornato
il 27/10/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute