Il nuovo Piano dell’aria passa in Commissione. M5S preoccupato per Chalamy
La terza Commissione del Consiglio Valle, nella riunione di giovedì 3 novembre, ha espresso parere favorevole a maggioranza, con l’astensione del gruppo ALPE, sul disegno di legge che aggiorna il Piano regionale per il risanamento, il miglioramento e il mantenimento della qualità dell’aria per il novennio 2016-2024.
Il nuovo Piano dell’aria, come evidenzia il presidente della Commissione Pierluigi Marquis, si configura come lo strumento di programmazione, coordinamento e controllo delle politiche di gestione del territorio riguardanti le azioni di miglioramento dei livelli di inquinamento atmosferico alla luce delle modifiche normative nazionali ed europee intervenute nella materia. Per il Presidente Marquis, il documento consente di fare il punto della situazione attuale, che registra un miglioramento dello stato della qualità dell’aria, e al contempo di individuare una serie di obiettivi futuri e le relative azioni per perseguirli.La terza Commissione e la quarta Commissione riunite poi congiuntamente hanno sentito, su richiesta degli stessi, il presidente e alcuni rappresentanti del Comitato direttivo del Consorzio di miglioramento fondiario Ru Grenze di Champdepraz in merito alla subconcessione idroelettrica dal torrente Chalamy.I presidenti, Marquis e Giuseppe Isabellon, evidenziano che, per quanto di competenza delle Commissioni, a seguito di questo primo esame, proseguiranno e completeranno l’approfondimento della questione attraverso ulteriori audizioni.«Sono molto soddisfatto che le Commissioni riunite oggi congiuntamente abbiano accolto la proposta del gruppo consiliare M5S di trasmettere tutti gli atti alla Procura della Repubblica riguardante la vicenda dello sfruttamento delle acque del torrente Chalamy, una volta acquisita la documentazione del Consorzio di miglioramento fondiario Rue Grenze di Champdepraz. Finalmente, tutti i Consiglieri hanno capito la gravità della vicenda.» Così il consigliere del gruppo Roberto Cognetta commenta le audizioni.«La concessione rilasciata nel 2002 – spiega il Consigliere Roberto Cognetta – prevedeva un prelievo di 50 litri al secondo e una produzione di circa 100 kilowatt, solo che è stata installata una tubatura dieci volte più grande e una girante da 500 kilowatt, disattendendo quindi completamente quanto stabilito dal procedimento di rilascio della concessione stessa. La richiesta di ampliamento del prelievo da 50 a 500 litri è stata avanzata soltanto nel 2015: per anni c’è stato quindi uno sfruttamento indebito delle acque, con incassi della produzione che andavano alla società Alga che gestisce l’impianto mentre al Consorzio spetterà pagare i canoni e i sovracanoni idroelettrici oltre che le multe. Si tratta di una cifra considerevole: infatti, solo per i canoni e i sovracanoni, il Consorzio deve ora alla Regione e al BIM circa 25 mila euro annui, mentre la società Alga riconosce al consorzio royalties di 20 mila euro annui, nonostante produca una media tra i 3 e i 5 milioni di kilowatt all’anno. Ecco perché abbiamo proposto che della vicenda se ne occupi la Procura della Repubblica, e siamo felici che i Commissari abbiano capito, soprattutto alla luce del fatto che pare siano coinvolti due ex Sindaci dell’Union Valdôtaine.»
Pubblicato / aggiornato
il 03/11/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute