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Celi racconta la crescita della presenza militare in Valle d’Aosta tra 1915 e 1916

Celi racconta la crescita della presenza militare in Valle d’Aosta tra 1915 e 1916

Il presidente della Fondation Emile Chanoux, Alessandro Celi, ha partecipato al convegno Les Pays de Savoie en Grande Guerre. 1916: face à la guerre d’usure svoltosi il 3 e 4 novembre scorsi all’Université de Savoie Mont-Blanc di Chambéry.

Il convegno rappresentava l’edizione 2016 di un ciclo di incontri a cadenza annuale, che l’Ateneo transalpino, in collaborazione con l’Union des Sociétés savantes de Savoie et Haute Savoie, dedica alle vicende della Savoia e dei Paesi confinanti durante la prima guerra mondiale.«È il secondo anno che partecipo al convegno – spiega Celi – al quale sono stato invitato per presentare il caso valdostano. È stato un grande onore a titolo personale, ma anche un grande piacere parlare della storia della Valle ad un pubblico attento e desideroso di conoscere meglio la nostra Regione e il suo passato».Il convegno aveva per tema le conseguenze della guerra d’usura sulla popolazione, nel 1916. Celi ha illustrato la crescita della presenza militare in Valle d’Aosta tra 1915 e 1916. In base ai dati oggi conosciuti, ogni anno di guerra vide presenti in Valle almeno 10.000 uomini in addestramento, ai quali occorre aggiungere il personale del Genio ferrovieri, che gestiva la linea Aosta-Chivasso, quello di Sanità, che accudiva i feriti nell’ospedale militare ospitato nei locali del Piccolo Seminario, e quello che sorvegliava le infrastrutture industriali e i prigionieri di guerra. Il presidente aggiunge: «L’aumento così massiccio del numero di soldati, che ad Aosta erano soltanto 216 prima del conflitto, richiese la requisizione di numerosi immobili, molti dei quali furono messi a disposizione dalla diocesi, in uno sforzo di avvicinamento nei confronti dello Stato italiano, con il quale la Chiesa era ancora in contrasto a causa della Questione romana. Da parte loro, le Autorità militari imposero il versamento all’ammasso delle derrate alimentari, soprattutto bovini e patate, e cercarono di organizzare il tempo libero degli uomini istituendo una Casa del Soldato in alcuni locali dell’Hotel de Ville»«Si tratta di una storia ancora poco nota e che meriterebbe maggiori approfondimenti – precisa Celi –. «Purtroppo le risorse a nostra disposizione non consentono attualmente iniziative di ricerca di più ampio respiro. La Fondation continuerà, comunque, ad operare per portare la storia della Valle d’Aosta all’attenzione del mondo accademico italiano e internazionale, come ha fatto negli ultimi anni, tramite la collaborazione con docenti di numerosi Atenei, la partecipazione a convegni in Italia e Francia e la pubblicazione di una collana per i tipi di una primaria Casa editrice nazionale». E conclude: «La partecipazione al Convegno di Chambéry dimostra che oggi, nella nostra Regione, la Fondation Emile Chanoux, grazie anche alla presenza nel suo Consiglio di Amministrazione di docenti di università svizzere e francesi, è l’unico centro di ricerca storico-politica valdostano in grado di proporsi a livello internazionale e promuovere quella conoscenza del passato che sta alla base dell’identità valdostana e dell’autonomia regionale. Un compito che sarebbe facilitato dalla collaborazione con l’Università della Valle d’Aosta, la quale, però, invece di giovarsi delle opportunità di internazionalizzazione offerte dalla Fondazione, ha spesso ostacolato i rapporti tra quest’ultima e quelli tra i suoi docenti che hanno cercato e cercano ancora di lavorare con i centri di ricerca del territorio per una reciproca valorizzazione». Gli atti del convegno saranno pubblicati nel 2017, mentre quelli dell’incontro dello scorso anno saranno disponibili tra poche settimane.

Pubblicato / aggiornato il 07/11/2016 alle 12:00
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Categoria: Salute